LA NOTA POLITICA

di Marco Lombardi *

La fusione Hera – Acegas ha finalmente fatto scoppiare tutte le contraddizioni di un sistema politico amministrativo egemonizzato dalla sinistra che da anni usa le regole del mercato non per ampliare la concorrenza ma per allargare il proprio potere. Applicare le regole europee o semplicemente di buon senso per distinguere il soggetto che eroga un servizio pubblico (soggetto privato) da chi deve controllare (soggetto pubblico) che il servizio sia svolto bene ed a costi contenuti per i cittadini, significa migliorare l’efficienza e creare risparmi. Con Hera non è avvenuto così. L’influenza politica sui suoi organi amministrativi è sempre stata evidente ed il suo strapotere tecnico-organizzativo rispetto all’organo che avrebbe dovuto controllare il servizio (ATO) era ed è imbarazzante. Se a ciò aggiungiamo che i Comuni, che dovrebbero controllare, sono soci e percepiscono gli utili, e che Hera è quotata in borsa e quindi deve rispondere ai criteri imposti dal mercato per non perdere valore azionario, capiamo perché oggi molti, anche a sinistra cominciano ed essere spaventati ed a ripensare all’intero modello.

La nuova disciplina sull’ATO regionale prova ad aumentare il potere di controllo pubblico, ma se alle petizioni di principio non seguiranno fatti concreti ed una forte volontà politica, tutto il meccanismo risulterà vano. Noi come PDL riminese, abbiamo da sempre sostenuto l’opportunità per gli Enti Pubblici di vendere le azioni di Hera, sia per far fronte ad investimenti immediati e necessari, sia per rompere quel pericoloso cordone ombelicale tra il controllore ed il controllato. La sinistra ci ha sempre criticato in questa posizione salvo oggi fare una clamorosa marcia indietro.

La crisi e la diminuzione di risorse pubbliche, non consente più alla sinistra di usare il mercato a suo uso e consumo e di improvvisarsi liberale. Oggi se si aderisce alle regole del mercato queste vanno seguite fino in fondo e se il pubblico abdica al proprio ruolo di controllore della qualità e del giusto costo dei servizi pubblici locali, crea dei danni ai propri cittadini. Infine, il fatto che vari sindaci del PD abbiano votato contro a questa fusione pure essendo vincolati al voto del patto di sindacato, da un lato dimostra ancora una volta l’uso strumentale delle deliberazioni comunali, ma dall’altro certifica che la sinistra non può più tenere i piedi in due scarpe liberalismo economico e statalismo comunista non sono conciliabili ed i nodi stanno sempre più venendo al pettine.

* Consigliere Regionale (Pdl)

 

 




Una serata con Giovanni Ronci

Per il ciclo “I giovedì della biblioteca” giovedì 18 ottobre –alle ore 21 serata con Giovanni Ronci (ICT Manager, blogger. Fondatore di ScrivereSuiVetri.it ) sul tema “Evoluzione di Internet. Realtà aumentata e tecniche di mpersuazione del comportamento”. Esempi di realtà aumentata e di come il digital marketing influenzi il nostro comportamento. Ingresso libero

 




Profughi dal Nord Africa, 118 casi a Rimini. 1537 le persone ospitate in Emilia Romagna

Secondo i  dati del monitoraggio Ena (Emergenza Nord Africa) realizzato dal Servizio Politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale  della Regione Emilia-Romagna, la situazione sarebbe la seguente: 107 a Piacenza, 132 a Parma, 170 Reggio Emilia, 206 a Modena, 318 Bologna, 102 Ferrara, 124 Ravenna, 83 Forlì CEsena. Infine 118 a Rimini. In totale sono 1360 a cui andrebbero ad aggiungersi altre 91 persone dalla Tunisia (ex articolo 20 d.lgs. 286/98 di cui 84 con permesso per motivi umanitari e 7 con permesso convertito in motivi di lavoro.

 

 




In religioso silenzio per Vito Mancuso

Gustavo Cecchini Foto www.lapiazzarimini.it

Si leva una risata collettiva. E’ il pubblico non pagante del Teatro Astra che accoglie la battuta di Gustavo Cecchini. “Prima o poi anche Misano avrà il suo auditorium” ha detto scherzando il direttore della biblioteca sinceramente dispiaciuto per i disagi. In effetti come al solito in questa occasione, il teatro è stracolmo, sono un centinaio le persone in sistemazioni di fortuna, in piedi, sui gradini, tutti ranicchiati, mettendo a dura prova glutei e articolazioni. Pur di esserci. Uno accanto all’altro, talvolta sconosciuti, conosciuti poi. Due parole col vicino ci scappano sempre. Insomma, la serata è inziata più o meno così.

In orario. A salire sul palco, con un rituale ormai inossidabile, prima il direttore della Biblioteca Gustavo Cecchini, poi l’assessore alla Cultura del Comune ospitante, Livia Signorini, infine l’ospite: questa volta è il teologo Vito Mancuso. Che alle 9,15 spaccate si toglie la giacca e dice “sento già caldo”. In effetti, tra tutti, avrà il compito di commentare uno dei Comandamenti tra i più complessi e controversi. Il primo: “Io sono il Signore, tuo Dio”.

Vito Mancuso. Foto www.lapiazzarimini.it

Siamo al secondo incontro della rassegna filosofica promossa dalla Biblioteca di Misano quest’anno dal titolo “I Comandamenti – Parole di Dio o parole dell’uomo?” In sintesi: che cosa significa, oggi, nel post del post-modernoconfrontarsi con un sistema di norme, regole e orientamenti così definiti come dieci Comandamenti? La domanda è davvero appassionante. Alla fine di questi appuntamenti (l’ultimo è previsto venerdì 30 novembre) una bozza di risposta si dovrebbe pur delineare.

Dopo l’eccellente introduzione venerdì 5 ottobre del filosofo Salvatore Natoli, Vito Mancuso ha chiuso il proprio intervento e ricevuto un lunghissimo appalauso commentando uno dei versetti profetici che lui – ha dichiarato – sente di amare di più. “Il commento più bello al primo Comandamento? E’ del profeta Michea: “Uomo ti è stato insegnato che cosa vuole il Signore da te. Praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio.”

Ampio spazio è stato dedicato al tema della “libertà” e della “verità”. “La verità – ha detto Mancuso – non è una formula. La verità, nel senso evangelico del termine ma anche nel senso più ampio filosofico, non è un contenuto: è un metodo. E’ verità quella disposizione delle cose che promuove la vita, che promuove la giustizia, che introduce energia positiva nei diversi sistemi del mondo. Abbiamo a che fare con un concetto pragmatico proprio perchè l’essere non è qualcosa di statico ma qualcosa che continuamente si muove. E ciò che può ottenere il nome di verità è ciò che consente all’essere di muoversi sempre più nella direezione di maggiore organizzazione, di maggiore ordinamento. Ed è solamente così che si può comprendere quello che diceva Gesù nel Vangelo di Giovanni “Chi fa la verità viene alla luce” badate bene dice “chi fa” la verità. Ecco non si tratta “di dire” la verità ma di “fare”. Avviandosi alle conclusioni Vito Mancuso è calato a piombo nel senso della serata: “Il primo comandamento io ritengo sia la formulazione di un metodo, il metodo di chi vive la sua esistenza in funzione di qualcosa più grande di sé dando credito alle esigenze di bene e di giustizia dell’interiorità dell’anima.”

Appuntamento venerdì prossimo 19 ottobre con Massimo Donà con un intervento dal titolo: “Ricordati di santificare le feste: quale festa, per quale umanità?”

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Pio Manzù, il presidente Napolitano assegna le Medaglie d’oro

Dopo la diretta di Rai 2 conclusasi stamane alle 11,30 e condotta dalla giornalista Maria Concetta Mattei, in quella di oggi che è stata l’ultima giornata per le Giornate organizzate dal Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù (Organismo in status consultivo con le Nazioni Unite e con sede a Verucchio) dal titolo: “Italia. Osservatorio internazionale sul Bel Paese, incubatore della crisi sistemica”. Assegnate ben sette Medalglie d’Oro dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

L’alto riconoscimento è andato a quattro italiani e tre stranieri. I primi: Santo Domenico Versace, Luigi Bellini, Ezio Raimondi, Massimiliano Fuksas. I secondi: Soltan Saad S.K. Al Moraikhi, rappresentante della famiglia reale saudita, Said Nasser Al Harthy, Ambasciatore del Sultanato dell’Oman a Roma, Salman bin Abdul Aziz bin Salman Al Saud (foto), Principe e membro della famiglia reale saudita, Fouad M.T. Alghanim, Presidente di Fouad Alghanim & Sons Group of Companies, Gruppo Multinazionale con divisioni multisettoriali in tutto il mondo e Daniel J. Isenberg riconosciuto come “uno dei più influenti esperti di management e imprenditorialità”.

Con questi riconoscimenti “esteri”, l’Italia conferma la propria apertura verso paesi che hanno saputo sviluppare la propria egemonia economica finanziaria nel mondo soprattutto grazie alla disponibilità di petrolio. I premiati e la relativa motivazione.

Il Principe Salman bin Abdulaziz bin Salman Al Saud, nipote del re dell’Arabia Saudita, ospite d’onore delle Giornate Internazionali di Studio Pio Manzù.

Salman bin Abdul Aziz bin Salman Al Saud. Nella straordinaria e celebrata storia della famiglia reale saudita, Sua Altezza il Principe Salman bin Abdul Aziz bin Salman Al Saud rappresenta il futuro di una delle dinastie reali più influenti del mondo, autorevole giovane erede, esperto di politica, amante delle arti, lettore colto e appassionato protagonista di progetti educativi e di beneficenza. Laureato in Giurisprudenza presso la King Saud University, ha arricchito la sua formazione a Oxford e presso l’Università Saint Clements; attualmente è impegnato in due dottorati di ricerca presso l’Università Sorbona di Parigi. Da questa formazione internazionale deriva una visione illuminata e avanzata delle relazioni tra i popoli, dell’economia e della cultura: “Il potere – ha affermato – consiste nella consapevolezza, nella saggezza e nella conoscenza. E il successo non è solo prerogativa del ricco e delle persone illustri”. Con questo spirito saggio e moderato, tenace e appassionato, affronta i molteplici impegni ed incarichi svolti nel suo Paese e nel mondo. Oltre alle numerose attività istituzionali come membro della famiglia reale saudita, il principe Salman sostiene e partecipa a numerose attività educative, economiche e culturali e ha stretti legami con istanze di primaria influenza e rilievo. Il riconoscimento istituzionale che oggi il Centro Pio Manzù, deferente e partecipe, si pregia di assegnargli è il tributo della più autentica e sincera ammirazione ad un uomo destinato a ricoprire grandi ruoli e fondamentali missioni nell’ambito delle relazioni tra il mondo arabo e il resto del mondo. Con questo atto si cementa e sublima l’antica amicizia del Centro Pio Manzù con i popoli e i Governi del mondo arabo che sin dal suo esordio il Centro ha amato, ammirato e coltivato.

Santo Domenico Versace.“Ciò che fa la differenza nel successo di un’impresa non è la quantità di marchi ma la capacità nella gestione aziendale”. Questa frase costituisce l’effige della scheda personale dell’onorevole Santo Versace, imprenditore prestato alla politica per passione ideale e dedizione sociale. Presidente e, per lungo tempo, anche amministratore delegato del gruppo dell’alta moda fondato dal compianto fratello Gianni, e gestito unitamente alla sorella Donatella, Santo Versace si è dato la nobile missione di trasferire la storia, la tradizione e le attese del comparto moda e abbigliamento italiani nell’agenda del Parlamento e del Governo. A lui e al Deputato Reguzzoni si deve, infatti, la legge che disciplina l’etichettatura “Made in Italy” ed introduce l’obbligo della tracciabilità delle lavorazioni tessili. Fedele alla missione imprenditoriale della sua famiglia e del marchio che la rappresenta in tutto il mondo, è oggi una delle personalità più stimate a livello nazionale ed europeo, avendo saputo coniugare con libero spirito e disinteressato ardore l’azione dell’imprenditore con quella del servizio pubblico. Per queste ragioni, il Centro Pio Manzù gli attribuisce con il massimo compiacimento e fervente ammirazione l’alto riconoscimento dello Stato italiano. Soltan Saad S.K. Al Moraikhi, Said Nasser Al Harthy, Salman bin Abdul Aziz bin Salman Al Saud, Santo Domenico Versace, Luigi Bellini, Ezio Raimondi, Massimiliano Fuksas, Fouad M.T. Alghanim, Daniel J. Isenberg,

Luigi Bellini. Nel Paese dei santi, poeti e navigatori operano talenti talvolta sconosciuti al grande pubblico, ma riconosciuti e celebrati nei consessi internazionali e mondiali più autorevoli ed esclusivi. Luigi Bellini è uno di questi italiani. Fiorentino, prosecutore di una dinastia di collezionisti e antiquari, crea con passione il Museo Privato Luigi Bellini a Firenze, che conta circa 10.000 opere d’arte, collezione tra le maggiori nel mondo che annovera opere di Michelangelo, Donatello, Beato Angelico, Paolo Schiavo, Della Robbia, Gianbologna, raccolta di Bronzi rinascimentali, sculture stoffe e mobili. Nel solco di questa grande tradizione familiare di amore per la bellezza, coltiva interessi imprenditoriali ed economici, affermandosi come uomo di ingegno attraverso varie sue attività come la BIC HK – nata a Hong Kong nel 1991 quando ancora la Cina era una terra lontana e difficile – per l’internazionalizzazione delle attività italiane in Oriente e in Cina, Hong Kong e Corea, paesi di cui ha intuito le straordinarie potenzialità. Per le sue competenze professionali, ha insegnato Economia Internazionale all’estero e all’Università Popolare di Pisa. È stato consigliere culturale del Presidente della Repubblica negli anni ’70, insignito nel 1987 del titolo di Commendatore della Repubblica e unico italiano ad essere onorato del riconoscimento “Amici della Cina”, dove attualmente porta avanti un originale progetto per la creazione di quattro città concepite secondo lo stile classico rinascimentale italiano.

Crea inoltre il “Nuovo Rinascimento” che si configura come filosofia e punto di incontro dell’esperienza rinascimentale, in cui l’essere umano è posto come criterio al centro dell’universo. Memore del suo amore per l’espressione artistica e la forma creativa, attenzione allo sviluppo delle relazioni economiche e sociali internazionali e amicizia tra i popoli, il Centro Pio Manzù riconosce in Luigi Bellini un fulgido esempio di patriota. Nella sua opera, infatti, è tangibile lo spirito e la cultura di quell’umanesimo rinascimentale, grande valore della nostra storia. A Luigi Bellini, ambasciatore dell’Italia nel mondo, il simbolico grazie di tutti gli italiani.

Ezio Raimondi. Nel tempo dei linguaggi sintetici dell’era crossmediale la difesa della lingua italiana assume il valore di missione storica. Protagonista di questa strenua battaglia culturale di principio è Ezio Raimondi, intellettuale raffinato, figura prestigiosa nel mondo della cultura e dell’Università, scrittore e studioso della letteratura italiana. Raimondi dal 1992 è presidente dell’Istituto Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, ed attualmente presidente onorario. Nel 1955 entra come docente nel mondo dell’Università presso la Facoltà di Magistero, per poi approdare alla metà degli anni ’70 alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Visiting professor presso numerose, prestigiose università straniere, responsabile editoriale di riviste ‘cult’ come ‘Convivium’ e ‘Lingua e Stile’ , ha al suo attivo centinaia di articoli, pubblicazioni e saggi di critica letteraria. Nella sua vasta opera ha unito la ricerca filologica e documentaria alle più moderne metodiche interpretative del testo, collocando la sua tecnica, ad un tempo audace e rigorosa, ai vertici della critica letteraria italiana ed europea. All’illustre studioso, paladino di un impegno tanto nobile quanto utile verso la nostra lingua, il segno di riconoscimento corale di quanti amano il tesoro immenso dell’idioma nazionale e della sua letteratura.

 Massimiliano Fuksas. Ambizione e passione sono i valori distintivi dell’azione creativa di Massimiliano Fuksas, tra i più noti e celebrati architetti sulla scena mondiale dell’architettura e della progettazione di grandi opere. Attivo in molteplici campi e autore di prestigiosi progetti, pubblici e privati in tutto il mondo, ha lasciato il suo segno in opere già considerate memorabili, come la nuova Fiera di Milano, il Centro Ricerche Ferrari di Maranello, il Peres Peace House di Tel Aviv, lo Zenith Music Hall di Strasburgo o i Nuovi Archivi Nazionali di Francia a Parigi. Citazioni di una produzione vastissima che vede Fuksas tra i più qualificati ambasciatori del gusto e della forma italiana. Come egli stesso ha detto recentemente, la sua attività progettuale e artistica è informata dalla volontà di mostrare “un’Italia vincente sul terreno della creatività, della fantasia, della qualità. Un’Italia in grado di realizzare opere con un’anima e dettagli superiori a chiunque altro oggi in Europa”. Nelle temperie della fase storica attuale il segno di Massimiliano Fuksas non poteva non essere celebrato in un evento dedicato all’Italia, italiano eccellente tra gli italiani. Alla sua lezione creativa il Centro Pio Manzù attribuisce il meritato riconoscimento.

Fouad M.T. Alghanim. Il Kuwait, unitamente ad altri Paesi del Golfo e della penisola araba, ha avviato un programma di innovazione, con l’obiettivo di estendere i propri interessi economici dall’industria del petrolio alle attività commerciali e finanziarie. Nel processo di diversificazione dell’economia si collocano anche imponenti investimenti all’estero e lo sviluppo di accordi internazionali tesi a migliorare le infrastrutture e i servizi di questo Paese che, da solo, rappresenta il 9% delle riserve mondiali. Tra i protagonisti indiscussi della vita economica e finanziaria del Kuwait c’è Fouad M.T. Alghanim, Presidente di Fouad Alghanim & Sons Group of Companies, Gruppo Multinazionale costituito da divisioni multisettoriali e da società controllate con sedi in Medio Oriente, Stati Uniti, Europa, Australia, Asia e Africa. A Fouad Alghanim si deve la realizzazione di iniziative nei settori delle infrastrutture, costruzioni, telecomunicazioni, produzione di energia, hotel e turismo. Uomo di grandi visioni e lungimiranza, fu il primo a credere negli anni ’70 alla telefonia mobile, diventando indiscusso imprenditore leader nel suo Paese e, successivamente, in Giordania dove fondò la compagnia UMNIA. Attivo e appassionato uomo d’affari, siede nei consigli d’amministrazione di varie organizzazioni internazionali, coniugando la dimensione del business con l’attenzione per le cause sociali. A Fouad M.T. Alghanim una medaglia che intende siglare, ancora una volta, una vigorosa amicizia e una stima profonda.

Daniel J. Isenberg. “L’imprenditorialità non vive di stabilità ma di cambiamento; per stimolarla in maniera efficace bisogna creare un contesto favorevole”. In questo pensiero, è racchiuso il cuore della filosofia imprenditoriale di Daniel Isenberg, fondatore e direttore esecutivo del Babson Entrepreneurship Ecosystem Project. Riconosciuto come uno dei più influenti esperti di management e imprenditorialità, ha insegnato nelle più importanti università internazionali, tra cui Harvard, Columbia, Insead, Reykjavik e Babson e in istituti prestigiosi come il Theseus e il Technion – Istituto Israeliano di Tecnologia. Imprenditore, venture capitalist, “angel investor”, è autore di numerosi saggi sull’imprenditorialità e ha forgiato una sua teoria sugli ecosistemi imprenditoriali, ovvero un insieme di condizioni che rendono il territorio economico fertile per l’innovazione e la nascita di nuove imprese. In una fase storica dominata dall’incertezza, Daniel Isenberg getta nel solco arido della crisi di sistema un germe di razionalità e speranza. Il Centro Pio Manzù lo addita quale prezioso esempio di audace scienziato dell’innovazione ed è lieto di conferirgli l’attestato della propria ammirazione e rispetto.

Soltan Saad S.K. Al Moraikhi. Il dialogo tra l’Italia e i Paesi Arabi è segnato storicamente dal protagonismo di grandi uomini di provata fede per la pace e la cooperazione internazionali. Soltan Saad Al Moraikhi, Ambasciatore a Roma dello Stato del Qatar dal 2005, è uno dei principali artefici della felice stagione di dialogo tra Italia e Qatar. Attraverso la sua eccellente e autorevolissima mediazione, i due Governi e i rispettivi popoli hanno saputo conoscersi, stimarsi e impegnarsi in collaborazioni e intese economiche e culturali. Con ciò, saldando un antico legame di amicizia ma anche rinvigorendo il sentimento di costruzione per opere e obiettivi di comune interesse. Nel volgere di pochi anni Soltan Saad Al Moraikhi è diventato uno dei principali interlocutori per il mondo degli affari italiano e delle relazioni internazionali, costituendo nell’Ambasciata in Roma un centro nevralgico di scambi e positivi influssi sul destino comune dei due popoli amici. A Sua Eccellenza il plenipotenziario Ambasciatore del Qatar va il riconoscimento di devota ammirazione del Centro Pio Manzù e di tutta la comunità italiana che guarda ai popoli arabi con sentimento di autentica amicizia.

Said Nasser Al Harthy. Dal 1993 al 1998 presso la missione delle Nazioni Unite a New York, Said Nasser Al Harthy – attuale Ambasciatore del Sultanato dell’Oman a Roma – ha percorso con grande successo e riconosciuta professionalità tutta la carriera della diplomazia internazionale al più alto livello, ricoprendo molteplici cariche in seno al Ministero degli Esteri del Sultanato e operando in vari organismi internazionali, tra i quali la FAO. Unitamente al ruolo di Ambasciatore in Italia, egli ricopre la carica di Ambasciatore plenipotenziario non residente presso le capitali di Bosnia Herzegovina, Albania, Malta e Grecia. Con spirito moderato e cordiale, disponibilità e rispetto del vivere comune, Said Nasser Al Harthy porta avanti quel messaggio di dialogo, fratellanza e armonia che da secoli il popolo omanita trasmette al mondo e fa del Sultanato dell’Oman un faro di pace anche nel Terzo Millennio. La preparazione giuridica di Said Nasser Al Harthy e la sua vastissima esperienza maturata negli anni di missione all’estero lo rendono autorevolissimo riferimento per gli ambienti diplomatici internazionali, ma anche per gruppi imprenditoriali, commerciali e finanziari che intendono intraprendere rapporti d’affari e progetti di cooperazione e scambio culturale con il Sultanato dell’Oman. All’uomo che con animo nobile e gentile ha contribuito più di ogni altro a rendere conosciuto in Italia ed in Europa il pregio grande e straordinario che rende unico il suo Paese, va il gesto di amicizia e stima profonda del Centro Pio Manzù.

 




Africa, nuovo progetto per Padre Kizito Sesana

Mtaani, che letteralmente significa “sulla strada” , è il titolo della serata che si svolgerà domani lunedì 15 ottobre alle ore 21 presso il Centro Educativo Italo Svizzero di Rimini (via Vezia 2). Sarà presente Padre  Kizito Sesana (foto). Dalla sua testimonianza diretta si potranno ascoltare le storie dei bambini e ragazzi di strada che vivono a Kibera e conoscere più da vicino i dettagli del nuovo progetto “Paolo’s Home” sempre a favore di Kibera, “la più grande baraccopoli di tutta l’Africa nera”. La serata è organizzata da Amani insieme a Cittadinanza Onlus.

Padre  Kizito Sesana viene ordinato sacerdote nel 1970. Missionario in Africa dal 1977, Padre Kizito s’impegna in numerosissimi progetti nel campo della cooperazione internazione in Africa anche sul fronte editoriale come direttore di Nigrizia. Il religioso sia nel 2009 che nel 2011 è stato oggetto di cronaca per essere stato accusato di reati particolarmente gravi quali pedoflilia e violenza sessuale commessi nell’esercizio delle sue attività in Africa. Ipotesi di reato sempre prontamente smentite dai rappresentanti di Amani, la Onlus con sede a Milano da lui fondata nel 1995 e che si occupa dei progetti di cooperazione che, sempre secondo Amani, tali pesanti accuse avrebbero avuto come scopo quello di “intimidire” e “destabilizzare la comunità”. Padre Kizito è sempre stato completamente scagionato da ogni accusa. Gli interventi di Amani sono realizzati in collaborazione con Koinonia, organizzazione africana inserita nella realtà locale. Amani è un Organizzazione Non Governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, orienta le sue attività con l’obiettivo di “privilegiare l’affidamento e la gestione di ogni progetto e iniziativa sul territorio africano a persone qualificate del luogo” e “garantire una struttura organizzativa snella per contenere i costi a carico dei donatori”.

 




Incendi, piano straordinario per la sicurezza

Nella foto, al centro, il prefetto Claudio Palomba con i rappresentanti delle categorie interessate. Nella foto di copertina il presidente dell'Associazione Albergatori di Rimini, Patrizia Rinaldis, mentre sottoscrive il documento. Foto Ufficio Stampa Prefettura.

Con il preventivo nulla osta delle competenti strutture ministeriali, venerdì scorso nella mattina è stato sottoscritto in Prefettura il “Protocollo di intesa sulle modalità operative per l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi da parte delle strutture alberghiere”. Il termine per presentare le domande di ammissione scadrà il prossimo 31 ottobre.

Per agevolare l’iter procedurale e i lavori, unito al protocollo, il Comando Provinciale del Vigili del Fuoco un ha redatto un “Vademecum” a disposizione degli albergatori e delle categorie professionali coinvolte. Il protocollo sottosritto in Prefettura – specifica la nota stampa del governo locale a Palazzo Massani – prevede anche la costituzione di un Osservatorio provinciale per monitorare l’andamento delle attività di presentazione delle domande, per verificare l’evolversi dei lavori di messa a norma, per garantire lo sviluppo e le informazioni relative allo stato di avanzamento dei lavori e l’uniformità applicativa delle procedure e per contribuire alla risoluzione di eventuali criticità che dovessero manifestarsi. Tale Osservatorio, così come la validità del protocollo in questione, sarà attivo fino al 30 aprile 2014, data di conclusione delle procedure di adeguamento.

Il protocollo, oltre alla stessa Prefettura, coinvolge, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, la Provincia di Rimini, le Associazioni di categoria degli albergatori di Rimini, Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico e Riccione, l’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti della Provincia di Rimini, il Collegio dei Geometri e dei Periti Industriali della Provincia di Rimini.

 

 

 

 

 




San Gaudenzo, oggi la Messa in Duomo

Nella giornata di oggi la Chiesa riminese celebra solennemente il proprio Patrono, San Gaudenzo. L’incontro per la celebrazione eucaristica è in basilica cattedrale alle 17.30. “Per noi tale tema – ha detto il Vescovo di Rimini Mons. Lambiasi (foto) – assume la specificità di anno della ‘confermazione della fede’, nel quale rifletteremo in particolare sulla ‘Confermazione’, in continuità col tema dell’anno battesimale trascorso ‘Immersi nel suo amore’.”