Randagismo, i requisiti per richiedere la sterilizzazione gratuita

La Regione Emilia Romagna con Delibera di Giunta 64328, ha approvato e finanziato con 180mila euro un progetto (nell’ambito dei fondi ministeriali per la lotta al randagismo) che aiuterà il controllo delle nascite dei cani appartenenti a persone socialmente deboli. I motivi del progetto regionale partono dal presupposto che il randagismo canino dipenda anche dalla mancata sterilizzazione degli animali di proprietà, e si prefigge i seguenti risultati: diminuzione del numero di cani abbandonati o ceduti nei canili e riduzione del costo sociale per il loro mantenimento nelle strutture pubbliche; riduzione dell’incidenza dei danni provocati dalla presenza di cani vaganti all’uomo (morsicature, incidenti e simili) e agli altri animali (ad esempio bestiame); miglioramento della tutela del benessere animale e della relazione uomo – cane nell’ambito urbano; riduzione dei problemi di igiene urbana;incremento della consapevolezza dei proprietari di cani sull’adozione di pratiche atte a controllare l’attività riproduttiva dei propri animali.

Il progetto viene sperimentato nelle Aziende U.S.L. di Cesena, Forlì e Rimini che hanno organizzato, secondo le indicazioni del progetto regionale, una campagna di sterilizzazione gratuita per cani femmina i cui proprietari appartengono a categorie socialmente deboli. Possono richiedere la sterilizzazione gratuita della propria cagna i proprietari che presentano uno o più dei seguenti requisiti: titolare di pensione minima sociale; reddito familiare lordo inferiore a 15.000 euro; condizione di disoccupato.

Le domande devono essere inoltrate ai Servizi Veterinari delle Aziende USL competenti per territorio che le valuteranno e convalideranno. A seguito dell’accettazione della domanda il proprietario potrà portare il cane presso uno dei medici veterinari aderenti alla campagna di sterilizzazione, di cui gli sarà fornito elenco. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi presso: i Sevizi Veterinari dell’Azienda USL di Rimini – Via Coriano 38; telefono 0541/707290, gli Uffici anagrafe canina del proprio Comune; gli Ordini dei Medici Veterinari di Forlì – Cesena o di Rimini.

 




Da mare a mare. Viaggio poetico nella fotografia di Riccardo Varini

Rimarrà allestita fino a domani presso Galleria Gorza in via XX Settembre 32 la mostra fotografica “Da mare a mare. Viaggio poetico nella fotografia di Riccardo Varini” curata da Giulio Zavatta e Alessandra Bigi Iotti, storici dell’arte. Le immagini raccontano di Varini “raccontano atmosfere sospese e visioni di spazi infiniti” con uno stile “rarefatto, essenziale, dai toni smorzati e privo di rumore o movimento: in una parola, poetico”. Previsti, inoltre, due eventi collaterali nell’accogliente cornice di Corte Gorza: questa sera, sabato 29 alle ore 21 il talk – confronto dibattito – tra Varini e i curatori della mostra e domani domenica 30 sempre alle ore 21 il reading poetico di Sabrina Foschini.

Il profilo dell’artista (a cura di Agenzia Nfc)

Riccardo Varini nasce nel 1957 a Reggio Emilia, città dove vive e lavora. L’amore per la natura e per le cose semplici gli è stato tramandato dal padre Luigi con il quale nell’infanzia trascorre lunghi pomeriggi sul Po o sugli Appennini. Dopo un iniziale avvicinamento alla pittura, alla musica e alla poesia, dal 1978 si dedica anche alla fotografia, passione che diviene vera e propria ricerca artistica dopo avere conosciuto, nel 1984, Luigi Ghirri, il Maestro del paesaggio e della fotografia “di concetto”. Con lui condivide l’attenzione per il dettaglio quotidiano e per la natura e l’importanza dell’inquadratura, ma non dimentica la luce, la sobrietà e un certo tipo di tempo sospeso o della memoria proprio dei chiaristi della scuola di Giorgio Morandi e, in particolare, del conterraneo Gino Gandini. Da queste fonti sviluppa un proprio stile personale: rarefatto, essenziale, dai toni smorzati e privo di rumore o movimento. In una parola, poetico. Dopo numerose mostre, nel 2006 apre la prima Galleria di Fotografia a Reggio Emilia, che diviene in breve punto d’incontro di numerosi fotografi e dove tiene corsi sulla composizione. Nel 2007 il prof. Arturo Carlo Quintavalle lo invita ad archiviare le sue opere presso lo CSAC (Centro Studi e Archivio della comunicazione dell’Università di Parma), dove sono ospitati i grandi nomi della fotografia italiana. Nel 2008 viene chiamato ad esporre a Parigi e a Nantes, e a tenere seminari alla IULM di Milano. Nello stesso anno viene pubblicato da Meridiana (con presentazione del prof. Quintavalle) il volume “Silenzi”, raffinata raccolta delle sue “geometrie sentimentali” sviluppata in trent’anni di lavoro (1978-2008). È Cristina Franzoni di Zoom Magazine, a parlare per prima delle “geometrie” di Riccardo Varini, incitandolo a continuare e ad esporre in Italia e all’estero. I riconoscimenti arrivano dopo la personale allestita alla Galleria Parmiggiani di Reggio Emilia, premiata dalla critica e dal pubblico di Fotografia Europea 2009. Nello stesso anno Duccio Grassi Architects gli commissiona una ricerca fotografica sul nuovo, grande negozio di Max Mara a Milano. Seguono, in anni recenti, le esposizioni “Da qui al mare”a Ravenna (2011) e presso i Magazzini del sale di Cervia (2012) e “Fotografie”presso la Galleria Libreria Einaudi a Mantova (2012). Selezionato da un comitato internazionale di critici e curatori, nel 2012 ha preso parte alla seconda edizione di MIA – Milan Image Art Fair, dove una delle sue opere della serie “Silenzi” (1992), l’Alberino (come lui lo definisce), è stata scelta dalla rivista francese Le Monde come simbolo del Mia Fair 2012. Attualmente sta lavorando ad un importante progetto ispirato al pittore americano Edward Hopper e al suo “teatro del silenzio”.

 




Montanari (Fiavet): “Si è conclusa la stagione turistica più avvilente degli ultimi decenni”

di Giovannino Montanari *

Si è conclusa la stagione turistica più avvilente degli ultimi decenni, e non solo per i risultati negativi, sia in termini di presenze che di fatturato. Vi è un aspetto ancor più sconcertante: l’imbarazzo generale nel definire e stabilire l’entità e la natura della flessione, quasi fosse possibile riuscire ad archiviare la stagione, facendo finta di niente o gettando un po’ di fumo con dati che rasentano il ridicolo. A chi serve nascondere la verità? Non certamente agli operatori che escono demoralizzati da un’estate che nella sua prima parte (giugno e luglio) ha fatto registrare un decremento che sfiorava il 25%, o agli affittuari che al termine della stagione sono in grossa difficoltà a pagare i canoni di locazione, per non parlare degli imprenditori decisi a chiudere per sempre le proprie attività lasciando a casa dipendenti fissi e lavoratori stagionali.

Ed è in questa situazione, di malessere ampiamente certificato, che riemerge un odioso balzello del passato, da applicare immediatamente nel territorio del comune di Rimini, dal 1° ottobre p.v : l’imposta di soggiorno, una tassa giornaliera da far pagare a chi metterà piede nella nostra città e chiederà ospitalità in qualsiasi struttura alberghiera od extralberghiera.

Quindi, come a Venezia (ma anche lì l’imposta è al centro di mille polemiche), nella città che tutto il mondo sogna di visitare, ora anche a Rimini gli ospiti dovranno pagare qualcosa per assicurarsi il “privilegio” di trascorrervi qualche giornata!

Tutto ciò mentre il ministro del Turismo, Piero Gnudi, punta ad approvare entro fine anno il Piano strategico per il turismo, per tornare a essere il primo paese in Europa: “ Il turismo può creare migliaia di posti di lavoro. Negli anni passati non è stata fatta una politica giusta: dobbiamo ribaltare questa situazione!”

E mentre Bernabò Bocca, presidente nazionale della Federalberghi, si accinge ad inviare a tutti i segretari dei partiti politici, in vista della prossima campagna elettorale, “Venti linee di intervento”, articolate in più di 60 misure indispensabili, e tra queste l’abolizione dell’imposta di soggiorno. La FIAVET, fin dall’inizio, ha sostenuto la necessità di non appesantire ulteriormente un settore in netta difficoltà: vi sono altri strumenti di prelievo da attivare, per riuscire a far fronte agli investimenti indispensabili in una metropoli turistica, dall’IMU alla tassa di scopo, che tra l’altro ci permetterebbe meglio di controllare come verrebbero spesi.

Dobbiamo far capire alla società riminese – quanto meno ad una certa componente – che il Turismo rappresenta per la città una ricchezza collettiva, economica e culturale, unica e straordinaria, che l’intera comunità deve sostenere e difendere; e, in questa situazione, penalizzare gli operatori e gli ospiti significa sconfessare nei fatti tanti proclami in suo favore, incoraggiando coloro che vedono nei protagonisti di questa attività “una banda di evasori”, negando che la ricchezza prodotta si distribuisca da sempre su tutti.

Giovannino Montanari

Presidente fiavet Provincia di Rimini e RSM