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Latino, impararlo in otto lezioni con Vittorio Ciarrocchi

Dice Alessandro Schiesaro nella introduzione al suo Lingua madre. Corso di latino (Laterza 2012):  “Il latino, in effetti, è più di una lingua: è un fenomeno culturale nel cui segno si è affermata la straordinaria crescita di una civiltà che assunse dimensioni “globali”; è lo strumento che ha consentito per molti secoli di preservare ed arricchire le acquisizioni più importanti di quella civiltà; è, infine, territorio di contesa tra diversi modi di concepire, oggi, il nostro rapporto con il passato e tra diversi modelli educativi del presente. Affrontare oggi lo studio del latino significa necessariamente fare i conti, magari solo implicitamente, con tutti questi aspetti, non ultimo quello del futuro del latino, i cui spazi come lingua d’obbligo scolastico si vanno riducendo un po’ ovunque, proprio mentre in molti Paesi cresce l’interesse per uno studio su base volontaria”.

Porte aperte a chi nutre questo desiderio di conoscenza, perchè sono aperte le iscrizioni alle lezioni introduttive relative all conoscenza della lingua latina tenute da Vittorio Ciarrocchi. Le lezioni rientrano ora nella attività permanente del Salone della parola, il festival della filologia che ha come interesse dominante il linguaggio e le sue espressioni storiche. Vittorio Ciarrocchi ha insegnato storia e filosofia. nei licei di Pesaro, Fano, Senigallia. Ha pubblicato due libri:  Povera Italia! (1994); Botta e risposta (2007). Collabora alle pagine pesaresi del quotidiano ‘il Resto del Carlino’. Dal 1996 è associato al “Grex Latine loquentium”: un gruppo di sedicenti ‘matti’, i quali scrivono quotidianamente in latino via Internet. La corrispondenza del gruppo  riguarda argomenti di ogni genere, però è leggibile soltanto dagli iscritti: alcune lettere possono essere lette anche in un sito che si chiama ‘Ephemeris’.

Le lezioni avranno luogo di mercoledì alle ore 17,00 nei locali del Museo Archeologico Oliveriano, Via Mazza, 97 – Pesaro a partire da mercoledì 31 ottobre 2012; durata delle lezioni con approfondimenti: circa un’ora e mezza; il corso è a numero chiuso limitato a 50 persone (minimo 25); l’iscrizione (da lunedì 10 settembre a sabato 20 ottobre 2012) è subordinata al versamento di una quota individuale  di euro 40,00 (euro 30 per studenti e soci “Amici della Biblioteca Oliveriana”) a titolo di rimborso spese, da versarsi presso gli uffici della Biblioteca Oliveriana . L’accettazione seguirà l’ordine di iscrizione. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.  Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, 0721-33344, orario dal lunedì al venerdì 8.30-18.45, sabato 8.30-13.




Chiese francescane a Rimini, i percorsi del festival

L’escursione a piedi “Alla scoperta delle chiese francescane di Rimini” si svolegrà venerdì 28 settembre dalle ore 15.30  alle ore 17.30 nell’ambito del Festival Francescano previsto a Rimini dal 28 al 30 settembre. Le tappe: Chiesa di San Bernardino, Tempio Malatestiano, Santuario della Beata Vergine della Misericordia, Tempietto di Sant’Antonio. Durante la giornata sarà così possibile ammirare splendidi edifici architettonici dell’ordine francescano, affresci e preziose opere d’arte come il dipinto di Donato Creti e, presso il Tempio Malatestiano, chiesa dei francescani dal 1257, il Crocifisso di Giotto e il quadro di Giorgio Vasari che ritare San Francesco ricevere le stimmate sul Monte della Verna. Costo 7 euro a persona. Per informazioni: 334-2609797




Lavoro, c’è la Notte Bianca della Formazione

L’interessante iniziativa si svolgerà mercoledì 19 settembre presso la sede dell’ente in via Clementini 31 a pochi passi dal centro storico. In programma “esperienze formative e sensoriali” fino a tarda serata , per scoprire le attività di formazione del Cescot per tutto l’anno formativo 2012/2013.

L’iniziativa , che giunge in occasione dei trent’anni di attività del Cescot, alle 19 prevede l’inaugurazione di “Cescot Portraits”, una  “videoinstallazione” realizzata con le foto e il ricordo di tutte le persone che hanno fatto parte della nostra storia (a cura di: Marco Vincenzi, Enrico De Luigi, Valentina Buldrini). Saranno presenti Meris Soldati, assessore alla Scuola, Formazione, Lavoro della Provincia di Rimini e Alessandro Bonfè, presidente provinciale Confesercenti  Rimini. Durante la manifestazione si svolgeranno mini corsi dalle 17.00 alle 23.30. Tutte le attività sono gratuite. Per ulteriori informazioni: Valeria Falconi (tel. 0541 441921 – valeria@cescot-rimini.com)




Galli punta il dito al 2027 e posiziona Rimini “a metà del guado”

Credo che, anche in fase di ormai prossimo bilancio della stagione 2012, non si possa evitare quello che, a detta degli analisti più attenti, risulta essere il problema strutturale inaggirabile del comparto turistico locale: come garantire quella riqualificazione diffusa e quell’ammodernamento dei servizi che è la chiave per reggere sul medio e lungo periodo una concorrenza internazionale aggressiva per capacità di attrarre grandi investitori? Non è una domanda generica. L’andamento dei flussi turistici dimostra come reggano meglio l’urto della crisi le località capaci di presentare un’offerta territoriale alta e innovativa. Con ogni evidenza, il mercato non premia chi abbassa la qualità. Ma riorganizzare un sistema fortunato ma complesso come il nostro significa potere disporre di consistenti capitali. Lo abbiamo in parte visto negli ultimi 15 anni con l’azzeccato processo di destagionalizzazione realizzato grazie a iniezioni di risorse pubbliche, in collaborazione con la Camera di Commercio. Ma non possiamo far finta di raccontarcela all’infinito: quel modello  da qui ai prossimi 10 anni non sarà più applicabile, almeno con la stessa forza, stante il progressivo esaurimento delle finanze pubbliche, sia nazionali che locali. Tutto ciò ci coglie a metà del guado: abbiamo rinnovato alcune dotazioni infrastrutturali ma il processo non è completato, restando aperte almeno quattro questioni prioritarie: 1) la qualità del mare; 2) la riqualificazione del waterfront sull’intera asta costiera; 3) l’accessibilità al territorio, compreso il supporto a strutture indispensabili all’internalizzazione quali l’aeroporto; 4) l’ammodernamento del comparto ricettivo, oggi stretto tra il problema delle strutture in affitto e l’acclarata marginalizzazione della parte più debole di esso, di fatto ‘fuori mercato’ e dunque potenziale preda di gestioni disinvolte e se non del tutto fuorilegge.

Fabio Galli

Tenendo per buono l’anno 2027, termine temporale posto dall’unica pianificazione strategica oggi attiva in provincia di Rimini, potremmo sintetizzare così: abbiamo davanti 15 anni per fare il salto di qualità o restare al palo, consci che almeno i prossimi 5 saranno flagellati da una progressiva diminuzione della capacità di spesa degli italiani con conseguente drastico calo di fatturati e redditività dell’industria turistica, avendo però ben chiaro che ammodernare il modello secondo le quattro esigenze sopra riportate abbisogna di risorse economiche non inferiori a 500 milioni di euro. Cifre oggi indisponibili per qualunque amministrazione, probabilmente indisponibili anche negli anni allegri dell’aumento esponenziale del debito pubblico. Rimane però il problema: l’area riminese può permettersi di fare a meno di radicali interventi di riqualificazione, pensando di mantenere la leadership turistica all’infinito e per grazia ricevuta? Non credo, non è realistico. Il problema finanziario è quello principale, non possiamo legare le nostre speranze e le nostre riflessioni al successo o meno di questo o quell’evento o a una campagna promozionale più o meno azzeccata.

E non possiamo sperare che le cose questa volta si risolvano attingendo alle pubbliche finanze: occorre anche qui abbattere consuetudini, abitudini, pigrizie, di fatto rese impossibili dalla crisi. Cosa potrebbe fare un Governo lungimirante? Cinque cose: intervenire sull’Iva turistica equiparandola a quella più bassa dei Paesi concorrenti; pressare l’Unione Europea affinché il Turismo entri tra le 11 priorità d’intervento e dunque di finanziamento; sdemanializzare a favore dei Comuni e a prezzi ragionevoli aree strategiche per programmi di riqualificazione strategica in zona turistica; evitare- per distrazione o ignavia o dolo- confusioni normative come quella rimarcata in queste ore che rende incerte le entrate mirate dei Comuni attraverso l’imposta di soggiorno; chiarire in tempi celeri le modalità di svolgimento dei bandi per l’assegnazione del demanio marittimo, compresa la definizione dei soggetti a cui andranno i canoni d’affitto. Cosa si può fare in ambito regionale e locale?

Prendere in mano, anche in considerazione dell’impossibilità stante crisi economica di proseguire con azioni sul modello Legge regionale 40, il tema della riqualificazione alberghiera, a partire dalle decine di strutture nei fatti fuori mercato; responsabilizzare il sistema anche in relazione al reperimento di risorse ‘di scopo’ che, al di là dei pasticci romani, possono e devono avere una funzione precisa e dunque non meritevoli di aggiramenti e/o furbizie; considerare il rapporto con il privato una leva fondamentale, se trasparente e allargato, per interventi in zona turistica, giudicando nel merito l’interesse pubblico degli stessi e non per malintesa ideologia.
Infine una considerazione marginale: quello che verrà approvato a fine anno sarà l’ultimo bilancio dell’agenzia provinciale di marketing territoriale, causa riordino istituzionale con conseguente declassamento funzionale delle Province, enti di secondo grado. Pur secondario, pur di inferiore portata rispetto ai problemi già citati, i grandi eventi dal 2014 in poi come verranno sostenuti economicamente?