Prostituzione, i cittadini esausti

Offerte di prestazioni sessuali ai passanti, grida e schiamazzi, aggressioni verbali o fisiche, tentati o consumati ai danni delle prostitute da parte di clienti e “protettori” delle stesse; rumori, sporcizia fino alle necessità fisiologiche. La prostutuzione è il male dei mali. CHissa se questa ordinanza del sindaco Pironi riuscirà ad evere degli effetti e a scongiurare “modalità improprie di forme di autotutela” da parte dei cittadini. Si vedrà. Nel frattempo il il primo cittadino ha firmato questa mattina la nuova ordinanza anti-prostituzione. Che, per i “clienti”, prevede (purtroppo) “l’attenuante” della sanzione di 516,00 euro perchè entro 60 gg. dalla contestazione o dalla notificazione dell’accertamento è ammesso il pagamento in misura ridotta determinato nella somma di euro 258,00. Nessuno “sconto”, invece, per i recidivi che, a partire dalla seconda violazione accertata, gli verrà sempre applicata nella misura massima.

L’atto, immediatamente esecutivo e applicabile, è frutto della concertazione avviata dal Prefetto di Rimini Claudio Palomba tra i Sindaci dei comuni interessati dal fenomeno della prostituzione di strada con l’obiettivo di uniformare e rendere più efficaci le azioni di contrasto messe in atto dalle Forze dell’ordine. L’inottemperanza all’ordine impartito di cessare immediatamente il comportamento illecito e di allontanarsi da tutte le vie, luoghi ed aree in cui vigono i divieti indicati nella presente ordinanza sarà perseguito – dispone l’ordinanza – ai sensi dell’art. 650 C.p., essendo il provvedimento – secondo quanto precisato nelle premesse con il richiamo alle determinazioni della Corte Costituzionale – ascrivibile a materia di sicurezza pubblica di cui al citato articolo 650 C.p.

La materia della sicurezza urbana – specifica inoltre l’atto – deve ritenersi del tutto coincidente con la materia della sicurezza pubblica, intesa quale prevenzione dei fenomeni criminosi che minacciano i beni fondamentali dei cittadini. Tali determinazioni traggono riferimento dalle puntuali affermazioni della Suprema Corte (sentenza n. 196 dell’1° luglio 2009 e sentenza n. 226 del 2010) secondo cui il decreto ministeriale (e ovviamente anche per la parte concernente la sicurezza urbana), ha comunque ad oggetto esclusivamente la tutela della sicurezza pubblica, intesa come attività di prevenzione e repressione dei reati. L’occupazione della strada e dei marciapiedi – ricorda l’ordinanza – è effettivamente imposta in modo prepotente alla collettività ed, in particolar modo ai residenti prossimi alle predette aree, che ne devono subire tutti gli aspetti negativi e deleteri per quanto attiene alle legittime aspettative di un quieto vivere.

Il divieto è quello di “porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione. La violazione – precisa l’ordinanza-  si concretizza con lo stazionamento e/o l’appostamento della persona e/o l’ade-scamento di clienti e l’intrattenersi con essi, e/o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando la prostituzione; di richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti al precedente punto e di concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento; alla guida di veicoli, di eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale.

 Redazione Online
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IL COMMENTO

Obiettivamente, non ho trovato una sola ragione per apprezzare la “pedalata alcolica” sul lungo mare. C’è crisi e bisogna inventarsi qualcosa, ma a forza di organizzare feste da sballo, il rischio di diventare la città del degrado è reale. Fra l’altro, mentre con la Notte Rosa il Comune  prova a fare tendenza ed a creare un prodotto turistico e con la Molo Street Parade punta sulla musica per animare la zona del porto, questa “pedalata” non ha nessuna valenza ne di immagine ne promozionale ne di indotto, ma da solo libero sfogo alla nefasta abitudine dei nostri giovani di esagerare con l’alcol. Il fatto che non siano accaduti fatti eclatanti non significa nulla, perché non credo si debba attendere il guaio per capire la portata negativa di una iniziativa simile. È chiaro che in vacanza la gente e soprattutto i giovani si vogliono divertire, ed il divertimento a volte è “eccesso”, ma non credo sia compito del Comune promuovere gli stili di vita eccessivi.

La maglietta indossata dai partecipanti all'edizione 2012 della Nove Bar che inequivocabilmente "giustifica" la sbornia foto www.lapiazzarimini.it

Noi che viviamo di alberghi e di pubblici esercizi, abbiamo il problema di educare i turisti giovani e meno giovani ed una uso responsabile dell’alcol che gli consenta di divertirsi ma non gli permetta di diventare un pericolo per se e per gli altri. Non possiamo pensare di limitare la vendita di alcolici nei supermarket dopo  una certa ora e poi sponsorizzare un rito collettivo come la “pedalata alcolica”. Detto questo poi vengono anche i disagi per i residenti ed i turisti con famiglie che non hanno dormito ed al mattino si sono trovati una città sporca e piena di bottiglie, e poi credo venga anche l’imbarazzi delle forze dell’ordine che devono vigilare su una manifestazione inutile come questa. In tempo di tagli, un taglio a questa manifestazione credo non dispiacerebbe a nessuno e sarebbe un bel segnale anche per quei ragazzi che vi hanno partecipato.

Marco Lombardi, consigliere regionale (Pdl)




Lago Santarini, perplessità e preoccupazione per l’area

Lorenzo Bruschi, "ambientalista" di lungo corso

Prendendo atto – scrive Lorenzo Bruschi (foto) – dell’interesse da parte degli organizzatori del Meeting nei confronti del lago Santarini di Santarcangelo e la previsione di realizzare un progetto su tutto il comprensorio dei laghetti delle ex cave rinaturalizzate del Marecchia fra Rimini e Santarcangelo (come il lago Azzurro e forse è lecito pensare anche quello della Ex cava In.cal system), ci sentiamo di esprimere perplessità e preoccupazione per le sorti dell’area. La conservazione e l’integrità ecosistemica dei luoghi di così grande interesse faunistico e pregio ecologico, da essere per la gran parte classificate come SIC (siti di interesse comunitario facenti parte della rete Natura 2000 dell’Unione Europea), deve essere una priorità assoluta di qualsiasi progetto venga pensato.

Per tali aree – ricorda Bruschi – più volte segnalate dal WWF quali ecosistemi delicatissimi e rari luoghi di nidificazione e sosta per l’avifauna migratoria da conservare e tutelare, ciclicamente si è sollevata l’attenzione di soggetti pubblici o privati intenzionati a sfruttarne la bellezza e il valore naturalistico anche, per avviarne volani economici. Quasi sempre però, come spesso accade per la progettazione e l’infrastrutturazione di nuovi siti di fruizione per il turismo naturalistico, a fare le spese delle così dette “riqualificazioni” sono stati proprio il rispetto degli ecosistemi e habitat naturali che invece  dovevano essere protetti e salvaguardati. Quindi – conclude Bruschi – si auspica che ogni intervento proposto sul fiume Marecchia risponda necessariamente ai requisiti di programmazione e gestione organica dell’intera area fluviale, che consenta una corretta fruizione compatibile con la naturalità dei luoghi in questione.




Sangue, donazioni prima di andare in vacanza

“Cara amica, caro amico, avvicinati senza timore alla sede Avis più vicina  te, saremo lieti di incontrarti per informati correttamente sull’atto donazionale in modo che tu possa decidere in piena autonomia e consapevolmente, c’è bisogno anche di te!”. E’ il messaggio che il presidente provinciale dell’AVIS Alfio Binotti e il direttore del Servizio Trasfusionale di Rimini, dottoressa Simonetta Nucci, lanciano ai riminesi. Messaggio al quale si affianca l’invito a chi, invece, già è donatore, di recarsi a fare una donazione prima di andare in vacanza.

L’AVIS e il Centro Trasfusionale – precisa la nota stampa – hanno approntato un sistema ben collaudato di donazioni su appuntamento che permette al donatore di gestire al meglio il suo tempo: “Di questi tempi ci permettiamo di affermare che non è poco – chiosano il presidente e il direttore del Centro Trasfusionale – quindi invitiamo tutti, come diceva una vecchia pubblicità: provare per credere”.