9 Bar, invito alla sbornia e volgarità

Sono passate le 23 da appena 15 minuti ed è già il caos sul tratto del lungomare di Rimini, chiuso appositamente per la 9 Bar, all’altezza dei bagni dal 60 al 65 dove abbiamo scattato alcune immagini. Un’auto della polizia ed una della polizia municipale seguono a distanza il corteo. In quello che di giorno è lo spazio riservato alle macchine i giovani, per lo più riminesi, scorrono a fiumi, come l’alcol. Per bere c’è chi si è organizzato da casa per alcuni mix on the road. Pare che ad andare alla grande sia il vodka-lemon. E c’è anche chi crede che per aver acqusitato la “mitica” maglietta il drink nei bar sia gratis. Sbagliato. Si paga. Sono tantissimi, hanno grinta da vendere, pare si divertano molto, loro. Migliaia di puntini azzurro “puffo”, urlanti, festaioli, con mini-carri allegorici (se così si possono definire), alcuni anche simpatici e la musica, che è di quella da disco, aggressiva. Ma solo le trombette da stadio a farla da padrone. Grezze, grezzissime. Sui marcapidi, gente di ogni età (turisti e non) scattano fotografie. Più per curiosità. Ride solo chi beve. La sicurity della 9 Bar c’è e segue con attenzione e professionalità gli sviluppi, tenendo d’occhio le aggregazioni di giovani più spinte, pronta a intervenire. Ci sono anche fumogeni e fuochi d’artificio, sicuramente non autorizzati, che rilasciano  pulviscolo e frammenti di cenere che ci ricadono dritti sulla testa. Chi se ne rende conto, smette di ridere. Dove siamo? Sembra davvero puffolandia. Edizione trash.

Redazione Online
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Nevone, via libera al Fondo di solidarietà per le imprese

Il 25 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale (del 04.07.2012) che riconosce l’eccezionalità delle precipitazioni nevose – “il nevone” – cadute dal 31 gennaio al 20 febbraio 2012; precipitazioni che hanno particolarmente interessato il territorio provinciale riminese. Ricordiamo che ammonta a 27 milioni di euro la stima dei danni subiti dalle aziende agricole riminesi durante quelle tre settimane di eccezionali precipitazioni nevose. La pubblicazione apre, di fatto, l’accesso al Fondo di solidarietà nazionale per aiutare le imprese agricole che hanno subito danni alle strutture aziendali (stalle, fienili e ricoveri attrezzi, serre, attrezzature agricole, scorte vive e morte e impianti arborei) così come richiesto nella documentazione tecnica predisposta dalla Provincia di Rimini insieme alla Comunità Montana Alta Valmarecchia e all’Unione Comuni Valle del Marecchia e inoltrata nel maggio scorso alla Regione Emilia-Romagna. Le domande di aiuto potranno essere presentate dalle imprese agricole ricadenti nei territori colpiti e delimitati dallo stesso Decreto agli Enti territoriali competenti (Provincia di Rimini, Comunità Montana Alta Valmarecchia e Unione Comuni Valle del Marecchia) entro 45 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (la scadenza è pertanto fissata per sabato 8 settembre 2012).

I Comuni, delimitati per intero ed in parte, sono 21 sui 27 dell’intero territorio provinciale (zone montane e collinari) e sono di seguito elencati per Ente territoriale competente: Comunità Montana Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello); Unione Comuni Valle del Marecchia (Poggio Berni, Santarcangelo, Torriana, Verucchio); Provincia di Rimini (Coriano, Gemmano, Montefiore, Monte Colombo, Montescudo, Mondaino, Montegridolfo, Rimini, Saludecio, San Clemente).

E’ un primo, parziale passo, e come tale va considerato e  il necessario riconoscimento ufficiale da parte del Ministero per le Politiche agricole – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Rimini, Juri Magrini (foto). Il nevone’ è stato per gli allevatori e gli agricoltori (in particolare romagnoli) un duro colpo, che si è andato a sommare alla già gravissima crisi economica che sta punendo, con particolare severità, questo settore economico. La Provincia di Rimini farà quanto previsto nelle sue competenze per fare in modo che, a questo primo passo, ne seguano altri. Al di là di questo primo riconoscimento da parte del Governo italiano, resta ancora aperta e incerta tutta la partita dell’accesso dell’Italia al Fondo di solidarietà della UE, sul quale nei giorni scorsi si è sollevato un duro dibattito”.