Cattolica è tra le dieci località balneari più belle d’Italia

Per la rivista settimanale Focus (terza per diffusione in Germania) Cattolica è tra le dieci località balneari più belle d’Italia. “I turisti vengono qui per rilassarsi, nuotare e giocare – si legge nell’articolo di approfondimento – Cattolica da sempre è leader nella lista della Bandiera blu: per la diciassettesima volta fa parte di questa prestigiosa assegnazione, delle spiagge migliori e più pulite d’Italia. Un paradiso di servizi di lusso. I visitatori si sentono sotto gli ombrelloni sulla spiaggia di sabbia fine come in paradiso. Per molti il servizio è il principio fondamentale per la scelta di trascorrere le vacanze a Cattolica”. E, sull’entroterra, scrive: “Gli ospiti possono passeggiare a Cattolica tra i mercatini e i negozi oppure, se troppo affollato, prendere la macchina e visitare l’entroterra circostante – si legge ancora nella rivista – Qui i turisti curiosi possono vistare musei, chiese e bellissimi borghi tradizionali”.

Essere entrati nella graduatoria delle dieci località italiane più belle per il turismo balneare in una rivista credibile e prestigiosa come Focus è un onore, ha dichiarato il sindaco di Cattolica Piero Cecchini.

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CINEMA SOTTO LE STELLE

Sonia Petrovna sarà a Rimini mercoledì prossimo, 11 luglio alle ore 12 nelle Sale antiche della Biblioteca Gambalunga. Converserà del film “Prima notte di quiete” (con Giancarlo Giannini, Alain Delon, Lea Massari, Alida Valli, Renato Salvatori. Drammatico, durata 132′ min. – Italia 1972) assieme all’assessore alla cultura, Massimo Pulini, e allo storico del cinema, Marco Bertozzi. Il capolavoro di Valerio Zurlini, a quarant’anni dalla sua uscita nelle sale cinematografiche, torna lo stesso giorno, in serata, all corte degli Agostiniani (ore 21.30, ingresso libero) torna, in versione restaurata, proprio a Rimini, città dove è stato integralmente girato.

È questo l’evento speciale dell’edizione 2012 di “Cinema sotto le stelle”, che alzerà il sipario domani martedì 10 luglio (ore 21.30, ingresso 5 euro) nella corte dell’ex convento degli Agostiniani (via Cairoli 42): trenta film di quest’ultima stagione cinematografica per rinnovare quell’alleanza tra la magia della settima arte e il fascino del centro storico che ha fatto di questa rassegna estiva uno degli appuntamenti più attesi (e amati) dal pubblico riminese.

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LA FOTONOTIZIA

E’ tornata a zampillare la fontana di Miramare. L’intervento si è reso necessario per il distacco delle tessere di mosaico della vasca e dei muretti esterni. Gli interventi sono stati realizzati dalla Società Hera nell’ambito dei lavori di manutenzione ordinaria delle fontane ornamentali, in collaborazione con l’assessorato ai Lavori pubblici e all’Identità dei luoghi e degli spazi. Un secondo intervento, che avrà inizio dopo la stagione estiva, è previsto per l’adeguamento degli impianti elettrici e meccanici della fontana.




ECONOMIA CIVILE

Sono aperte da oggi le iscrizioni alla XII edizione delle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, l’appuntamento promosso da AICCON che riunisce annualmente i maggiori rappresentanti del mondo del Terzo Settore, dell’Università, delle Istituzioni e delle Imprese, per stimolare il confronto ed il dibattito sull’evoluzione del Non Profit e sullo scenario economico futuro in Italia.

La dodicesima edizione che si terrà a Bertinoro il 9 e 10 novembre 2012 presso il Centro Universitario di Bertinoro (FC) è dedicata al tema: “Co-operare: Modelli e Proposte per uno Sviluppo Umano Integrale”.




DUE SERATE CON MICHELA CESARINI

Mercoledì 11 luglio e sabato 14. Due appuntamenti con la visita guidata da Michela Cesarini. La prima nel caratteristico Borgo San Giuliano. Un percorso ‘cultural-gastronomico’  tra storia, arte e avventurose leggende. Pochi passi tra le stradine dal sapore antico per lasciarsi incuriosire dalla storia millenaria del Borgo. Per sabato sera 14 luglio – come ogni sabato fino al 15 settembre – c’è invece la passeggiata culturale tra viali e piazze del centro storico. Escursioni a pagamento con agevolazioni. Informazioni e prenotazioni: tel. 333.7352877 e.mail: michela.cesarini@discoverrimini.it




Alta Valmarecchia, tutti i pro e i contro sulla E45

L’integrazione dell’Altavalmarecchia è un processo lungo e complesso, ma finalmente si vede un traguardo: l’ingresso di questo nuovo e vasto territorio nel Ptcp della Provincia di Rimini. E’ stato infatti approvato la settimana scorsa l’accordo di pianificazione con la Regione Emilia Romagna per la variante al Ptcp che dovrà integrare il territorio dei sette Comuni nello strumento principe dell’urbanistica e dello sviluppo della nostra Provincia. “Un accordo che dimezza i tempi burocratici di pubblicazione” ha spiegato l’assessore competente, Vincenzo Mirra (foto), “che ci fa ipotizzare di poter portare già in adozione la variante entro luglio e poi in approvazione subito dopo la scadenza dei termini. Da lì in avanti saranno i sindaci a disegnare il futuro del loro territorio, dotandosi del Psc come tutti gli altri Comuni. Un Psc che andranno a creare”, specifica Mirra, “tutti assieme, con uno strumento di vallata unico, come è unico il caso nella nostra Regione”. Già, i sindaci, chiamati per l’ennesima volta a ragionare assieme dimenticandosi dei propri campanili, al di là dei discorsi attuali sulle Unioni dei Comuni e i servizi associati (che faticano a mettere insieme, come ne è la dimostrazione dell’ennesimo rinvio della Polizia Municipale).

Gli stessi sindaci che all’indomani della deliberazione provinciale già si sono schierati tra pro e contro su una delle indicazioni espresse dalla Provincia: quella sul collegamento della Valmarecchia alla E45. Un collegamento fondamentale per i sette Comuni ma anche per tutta la nostra provincia, tagliata fuori ai tempi della realizzazione della E45 e smaniosa di potersi riconnettere quanto prima alla dorsale tirrenica, perché è lì che passa l’economia italica. E se per i treni siamo ormai ad un punto di non ritorno (la costa romagnola fino ad Ancona non interessa), per quanto riguarda il traffico su gomma sarebbe un’occasione da non perdere, in vista della trasformazione della E45 in autostrada. Ma bisogna passare dalla Valmarecchia, ovviamente, e qui sorge il problema: un territorio che non è riuscito a farlo quando la E45 era solo un progetto, riuscirà a decidersi adesso? Una domanda che i sindaci di oggi e di ieri dovrebbero porsi, così come se la saranno posta in Provincia e in Regione, ma con uno spirito diverso, non c’è che dire. Se in vallata ci si scanna per far passare questa bretella da Ponte Messa piuttosto che da Perticara, in Provincia e in Regione si guarda al sodo: si deve passare e basta. Dove è solo una conseguenza di dinamiche esterne, sintetizzabili in due parole: costi e tempi.

La Provincia di Rimini, seguendo il diktat regionale “usare l’esistente” ha quindi detto la sua, scegliendo la via di Novafeltria piuttosto che quella pennese dell’area industriale di Ponte Messa, che comunque si gioverebbe del collegamento, anche fosse qualche chilometro più a valle. Ma i sindaci di Pennabilli, Casteldelci e Sant’Agata Feltria hanno subito puntato i piedi: i “montani”, che già pensano ad un’Unione solo tra Comuni di montagna, non ci stanno e hanno espresso sia la loro contrarietà che le loro motivazioni. Di mezzo, però, è spuntata la posizione della Lega Nord, espressa da quel Paolo Ricci che ne è coordinatore di zona, ma anche e soprattutto vicesindaco a Sant’Agata Feltria, che dopo mesi di gestazione ha finalmente espresso la propria posizione, che non è quella che si aspettavano magari i tre sindaci di cui sopra. Anche per lui “gli 80 milioni di euro di differenza tra i due tracciati” hanno importanza, mentre “i 4 minuti in più che si impiegano per l’altro tracciato” non incidono sulla bontà dell’opera. Probabilmente anche Ricci ha capito che la Regione e, in second’ordine, la Provincia, hanno dato una specie di ultimatum: prendere (quello che costa meno) o lasciare. E di lasciare cadere questa possibilità, la Lega nord, non ci pensa nemmeno un po’, tanto è l’impegno profuso sia per riunire i sette Comuni alla Romagna, sia per dare una strada (uno degli obiettivi del comitato referendario) all’Altavalmarecchia.

Una strada che collegherà quindi la vallata all’E45 e che arriverà presumibilmente dopo la strada di Gronda, visto che l’iter è solo all’inizio. Ma che quando sarà realizzata, se e dove non lo sa nessuno ancora, potrebbe riportare tutto il territorio riminese sull’asse nord-sud che attraversa la penisola. Per questo è giustissimo dare tempo ai singoli Comuni di valutare pro e contro, ma poi occorrerà decidere: il treno (o i treni) è già passato e perso, non perdano anche i camion (e le imprese). DB

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L’INTERVENTO

A chiedersi a chi appartenga la Cassa di Risparmio di San Marino è Leonardo Raschi (Liberal Sammarinesi). La cifra in ballo è notevole: 60 milioni di euro.

Leonardo Raschi

“Il governo presta 60 milioni di euro alla Cassa di Risparmio, per la sua ricapitalizzazione, tramite un prestito effettuato da Banca Centrale che a sua volta è garantita dal governo nel caso in cui non potesse rientrare dei suoi esborsi agli istituti di credito che controlla. Una partita di giro bella e buona. Siccome nel medio periodo occorreranno altri 60 milioni alla Carisp per rimetterla in sesto, non si capisce perché lo Stato (cioè tutti noi) – che deve tirare fuori i soldi – non debba far valere questo esborso diventando azionista entrando direttamente nel capitale di Carisp. Ricordo che negli Stati Uniti dopo il fallimento di Lehman Brothers del 2008, tutte le altre banche sono state salvate con soldi pubblici ma lo Stato è diventato proprietario delle banche. Proprietà statale delle banche che torneranno private quando i tempi lo consentiranno. Stessa cosa è successa in Inghilterra ed Irlanda e più di recente in Spagna. E a San Marino invece? E’ ora di dire basta ai prestiti a fondo perduto alle banche. Adesso alla Carisp, in precedenza alla Banca del Titano e al Credito Sammarinese, e in futuro alla Banca Commerciale? Non è più possibile andare avanti in questo modo: cioè che lo stato ripiana i buchi lasciando completamente liberi i responsabili! Il criterio della concessione di immunità giudiziarie e patrimoniali deve finire. Ma di chi è effettivamente la Carisp? Formalmente appartiene alla Fondazione SUMS. Non ci sarebbe niente di male se non fosse che i soci della SUMS vengono scelti per cooptazione. La domanda è: in base a quali criteri? E ancora: chi nomina i membri dei CdA di Carisp, Fondazione e Sums? A proposito di Consigli di Amministrazione: è mai possibile che non vi sia stato alcun membro che abbia alzato un dito per dire che effettuare il disastroso investimento (per Carisp e Stato) in Banca Delta forse non era il caso? Si dirà che all’epoca le banche di credito al consumo andavano per la maggiore… Ma a qualcuno poteva venire in mente che questo tipo di banche, che trattano anche derivati ed altre diavolerie finanziarie, cozzano contro i principi di base della scienza bancaria? Bene ha fatto il Presidente Masi a porre una cesura col passato sostituendo alcuni (perché solo alcuni poi non l’ho capito) membri dei vari CdA coinvolti nell’affare Delta colpevoli di un investimento così sciagurato. E’ ora di fare chiarezza sulla situazione reale dei conti e del patrimonio di Carisp. Sulla vicenda Delta e quali sono le probabilità di un rientro parziale dell’immenso investimento. La questione di quale assetto proprietario dare alla Carisp è un tema sul tappeto della politica sammarinese. In questo senso la proposta di fare diventare la Carisp una public company ad azionariato diffuso è stata scartata in maniera troppo sbrigativa. Occorre aprire un dibattito in questo senso. Ricordo che quando in Italia, con il governo Ciampi, è stato dato il via alla stagione delle privatizzazioni, Telecom Italia (ex Stet) era diventata una public company ad azionariato diffuso dove la Fiat aveva il controllo con meno del 2% delle azioni (presidenza Rossignolo). Quindi se si vuole l’assetto proprietario può cambiare. La Carisp è un patrimonio di tutto il Paese non di una ristretta cerchia oligarchica. Quello che non è più tollerabile è che Carisp rimanga un feudo inespugnabile del più grosso partito tra l’altro ben identificabile.”

Leonardo Raschi (Liberal Sammarinesi)




MARY G Per Oltremare è ancora viva

E’ un bambino ad accorgersi che nella piscina il “delfino con la testa strana” non c’è più. Avrà poco più di tre anni. Siamo ad Oltremare, nella zona da cui è possibile vedere nuotare i delfini chiusi in una vasca. Davanti a queste mega vetrate passano centinaia di persone al giorno, moltissime le famiglie con  bambini, anche molto piccoli. Diversi di loro li riconoscono da lontano, i delfini. E li chiamano per nome. Quello è Zeus, quello è Pelè, quello Ulisse, quello è Blu. E dobbiamo dire che è uno spettacolo proprio bello vedere da così vicino questi splendidi animali.

Ma i genitori di Luca (nome di fantasia) non ne vogliono sapere e lo invitano a concentrarsi sugli altri. Ma niente da fare. Quel bambino è sicuro, c’era, è certo di averlo visto e non molla. A un certo punto crede anche di scorgerne la testa da lontano. Ma è ovviamente un’illusione. Mary G è morta il 31 maggio scorso. Però per Oltremare Mary G. esiste ancora. Proprio accanto ad una delle vetrate, sono ancora tutti al muro i pannelli informativi con testi e immagini che descrivono il grampo. A oltre un mese dalla morte di Mary G il Parco non ha ancora ufficialmente deciso di affrontare la questione con il suo pubblico. Gli articoli precedenti: SPECIALE MARY G – Prima parte e SPECIALE MARY GSeconda parte

OLTREMARE - Il pannello informativo con tutta la storia di Mary G. come se fosse ancora presente all'interno del Parco. Ma è morta il 31 maggio scorso. La foto è di ieri 8 luglio.

Ma bando alle “formalità”, andiamo al dunque. Nell’ultimo “speciale” ci siano occupati del Delfinario di Rimini rilevando, in primo luogo, i “valori di produzione”: 562 gli spettacoli  che i delfini saranno costretti a fare in sei mesi, in “alta stagione” anche quattro al giorno. Oltremare, da questo punto di vista, sembra più moderato. Il calcolo è una stima perchè il calendario degli spettacoli è stato reso noto solo fino al prossimo 31 luglio. Se Oltremare mantiene il ritmo di 62 al mese, (come fatto fino ad ora da aprile a giugno) a fine stagione (settembre) siamo a 372. Siccome c’è di mezzo agosto, è probabile che alla fine supereranno i 400.  Gli spettacoli di Oltremare, due al giorno, durano poco meno di trenta minuti; hanno una bella coreografia degna di un Parco che si dichiara tra i più importanti in Europa. Qui, lo ricordiamo, vive Pelè, che ha 48 anni (crediamo di aver capito bene), un record di longevità nel Vecchio continente. Gli addestratori si muovono in maniera quasi elegante, precisa. Il sentimento per questi animali s’avverte. Lo spettacolo, dobbiamo ammetterlo, è coinvolgente, scenico, molto carico di emozioni. Ed è quello che si vuole. Emozionare. Che è un po’ il contrario di ragionare. E c’è anche un filo narrativo preciso: si parla di amore, di affetti, di sentimenti, di ruoli. Zeus, ad esempio, è il “monello”. Poi c’è il capo branco, che è “premuroso” e “protettivo”.

Gli addestratori compiono movimenti molto precisi. Servono a dare ordini ai delfini.

Note dolenti. Come abbiamo avuto modo di rilevare nel corso della seconda parte di questo speciale, tra le critiche che l’opinione pubblica muove ai Delfinari italiani c’è proprio il tema dello sfruttamento commerciale a scapito di questi animali e la questione della ricerca scientifica. A Oltremare, nel corso dello spettacolo a cui abbiamo assistito, in effetti e al contrario del Delfinario di Rimini (che in apertura almeno qualche minuto lo dedica a questo aspetto) non viene spesa neppure una parola sull’evoluzione della specie di questi straordinari mammiferi. La ricerca scientifica. Al pubblico che visita Oltremare quale ricerche siano condotte e con quali obiettivi non è dato a sapersi. O meglio. I pannelli informativi ci sono anche, ma sono tutti in inglese! Uno sgarbo bello e buono. L’argomento è ostico in italiano! Figuriamoci in inglese. Insomma, quali ricerche siano condotte e con quali risultati, tutto questo, rimane un tema molto condiviso tra pochi intimi. L’ultima pubblicazione del parco con sede a Riccione è di Biancani B., Da Dalt L., Lacave G., Romagnoli S., Gabai G. e si riferisce al 2009 e riguarda il monitoraggio di un parametro nll’attività riproduttiva di un Tursiops truncatus (neome scientifico della specie) in cattività.

In sintesi. Da quello che abbiamo potuto vedere visitando il Delfinario di Rimini e il Parco Oltremare di Riccione di commercio ne abbiamo visto (molto), di ricerca scientifica comprensibile (poca), di trasparenza circa la congruità alle normative vigenti (poco o nulla).

La questione economica. Quanto alla dimensione economica, il biglietto d’ingresso intero a Oltremare costa 28 euro. Poi sono previsti abbonamenti e sconti vari. Un’ipotesi media realistica potrebbe essere che ogni presenza generi un ricavo di circa 18 euro. Il biglietto che abbiamo ha un progressivo oltre 33.400 e, verosimilmente, rappresenta un progressivo da  inizio anno, o inizio stagione (il parco ha aperto il 30 marzo). In soldoni: sono 600 mila euro. Poi c’è il business “collaterale”. Il merchandising è rivolto in gran parte ai bambini. Nei negozi Ulisse Shop, anche ampiamente pubblicizzati all’interno della “laguna”, si trova di tutto: dalla classica maglietta, ai peluche, all’astuccio, ai cappellini, le penne, veramente di tutto. In blu e rosa, giustamente. I commerciali non potevano dimenticare il “food”, l’alimentazione. Ci riferiamo all’ Ulisse Bag. Il porta merenda dell’estate (foto) Viene dato in regalo con il “Menù Ulisse” che costa 9,90 e prevede almeno tre varianti: acqua o bibita, pizza, panino o hamburger, patatine fritte e tante caramelle. Compreso anche un noto latte fermentato, ideale per la colazione, scrive la ditta produttrice sul proprio sito. Non proprio il pranzo ideale per un bambino.

INCENTIVI - La Ulisse Bag in "omaggio" con un determinato menù.

Eppure … l’idea funziona. Di Ulisse Bag ne abbiamo notati diversi sui tavoli e nelle mani di bambini. Poi c’è la foto ricordo. Anche nel corso dello spettacolo dei delfini ci sono addetti che passano a chiedere la classica foto ricordo che si può poi stampare ed acquistare. In tanti si lasciano immortalare. Insomma, la foto ricordo a Oltremare è molto richiesta. In effetti, andarci per una famiglia, è una bella gita fuori porta.

Ma l’indotto sui delfini non è ancora finito. Oltremare organizza la foto con i delfini (prenotazione obbligatoria con una parte del ricavato devoluta al Centro Studi Cetacei), l’attività “Incontra il Delfino”. Poi ci sono i corsi di biologia dei Cetacei in collaborazione con Zoonomia (l’ultimo è stato realizzato dal 16 al 18 marzo), associazione non avente scopo di lucro ( ma i cui corsi sono a pagamento) con sede a Bologna che nasce con “l’obiettivo di contribuire alla conservazione della biodiversità su scala internazionale; attiva nel campo della divulgazione e della ricerca scientifica con progetti e servizi”. Come presidente troviamo Alessandro Bortolotto, biologo, che di Oltremare è anche consulente e ricercatore. Bortolotto risulta anche presidente del Centro Studi Cetacei. Forse ci sono cose un po’ in conflitto.

In conclusione. Torniamo a Mary G. Nella cartellonistica informativa all’interno di Oltremare, il Parco dichiarava nero su bianco quanto segue. Obiettivi a medio termine: stabilizzazione dei valori ematici, recupero del peso forma, eliminazione delle infezioni in corso. Obiettivi a lungo termine: stabilizzazione della salute, indipendenza alimentare. Obiettivi finale: programma di recupero finalizzato a un eventuale rilascio in mare. Purtroppo non è andata così. L’impressione che abbiamo è che la situazione all’interno di Oltremare su Mary G, a un certo punto, si irrimediabilmente precipitata. Lo dimostra anche il corto circuito nei rapporti tra Oltremare e la Fondazione Cetacea di Riccione che si sono gradualmente interrotti. Da partner ufficiali del Parco (quindi all’interno di Oltremare con una propria sede) a nulla. E non si sa neppure quale sia, ora, il loro contesto scientifico di riferimento. Sempre in un pannello informativo all’interno del parco, si legge che Oltremare è affiliata all’EAAM, l’European Association for Aquatic Mammals. In Europa ci sono due associazioni continentali: l’ECS (European Cetacean society) e l’EAAM appunto. Ci risulta che l’ECS sia molto considerata e “scientifica”. Mentre la seconda lo sia di meno proprio perchè, in genere, vi afferiscono e vi partecipano persone legate ai parchi e ai delfinari.

La speranza per ora è appesa a un filo. E consiste nel fatto che il Ministero dell’Ambiente realizzi (pare che l’intenzione ci sia) un fascicolo informativo con i risultati dell’autopsia (vai alla notizia) comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Così, forse, sarà possibile  comprendere fino in fondo che cosa sia successo alla povera Mary G. spiaggiata nel 2005 con la sua mamma in cerca di aiuto. (d.ch.)

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