SEMINARIO CONFINDUSTRIA

Il seminario “Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici – 2” organizzato da Confindustria Rimini e Confindustria Emilia-Romagna Ricerca (CERR) si svolgerà lunedì 7 maggio alle ore 16 presso la sede di Confindustria Rimini (P.zza Cavour n.4). Il bando permetterà alle imprese partecipanti di accedere (in forma aggregata, reti-consorzi) a contributi regionali per sostenere, in particolare, il costo del primo anno di lavoro di giovani ricercatori assunti per le attività previste dal progetto di ricerca, oltre alla possibilità di partecipare alle attività di sensibilizzazione e sperimentazione sui temi dell’Open innovation, Design management, Knowledge management. Nel seminario saranno illustrare le attività previste dai bandi e le tematiche di ricerca dei 16 distretti individuati. Inoltre, verranno presentate in dettaglio le modalità di partecipazione ai bandi in cui CERR è soggetto attuatore. Nello specifico ricordiamo che CERR è Soggetto Attuatore dei distretti “Farmaceutica e Biotecnologie”, “Materiali per la Meccanica” e “Materiali e tecnologie per la ceramica.

 

 

 

 

 

 




LA CRISI CHE NON PASSA

“La crisi che non passa. Verso il Rapporto 2012 sull’economia globale e l’Italia” è il titolo del Convegno che si terrà a Roma, martedì 8 maggio dalle ore 17.00 alle ore 19.00 presso la Residenza di Ripetta – Via di Ripetta 231. Il Rapporto sull’economia globale e l’Italia, realizzato dal Centro Einaudi in partnership con UBI Banca, curato da Mario Deaglio e pubblicato da Guerini e Associati, analizza annualmente gli impatti economici, politici, sociali dei processi di globalizzazione. Per partecipare è necessario dare conferma a relesterne@ubibanca.it




GIORNATA DELL’ECONOMIA

Manlio Maggioli

In occasione della 10^ Giornata dell’Economia, che si è svolta questa mattina, il presidente della Camera di Commercio, Manlio Maggioli, ha stilato l’agenda. Impegni, secondo Maggioli, non più differibili. 8 i punti chiave proposti dal numero uno di via Sigismondo per uscire dalla crisi e dare nuova forza alla nostra economia. Primo: accesso al credito e pagamenti della P.A. Il denaro messo a disposizione delle imprese dal sistema creditizio è diventato sempre meno e sempre più costoso. Anche i Consorzi fidi hanno difficoltà ad ottenere i finanziamenti da parte delle banche. E’ necessario ribadire con forza che il rapporto di collaborazione tra banche e impresa è fondamentale per garantire la prosecuzione delle attività economiche e che, pertanto, regole che rendono eccessivamente complessa e selettiva la concessione del credito, rischiano di soffocare quel sistema economico e produttivo che, nelle pubbliche dichiarazioni, si afferma di volere salvaguardare e sostenere. Inoltre, le imprese hanno problemi anche a riscuotere i crediti che vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni locali soggette al “patto di stabilità”: nel 2011 ammonta a più di 40 milioni di euro il totale dei crediti vantati da imprese locali. Occorre pertanto riformulare il “Patto di Stabilità”, come non è più accettabile il ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Secondo, il Mercato del lavoro. Ci sono, a livello locale, preoccupazioni sulla recente riforma del mercato del lavoro, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta “flessibilità in entrata”. Le associazioni d’impresa temono che l’aggravio dei costi e la stretta rispetto alle attuali forme contrattuali penalizzino fortemente alcune attività e in particolare le piccole imprese che operano nel settore del turismo, del terziario e dei servizi in genere, oltre che dell’artigianato. Alcune forme di contratti “flessibili” sono fondamentali per l’organizzazione del lavoro che caratterizza una parte importante della nostra economia locale. La loro riduzione può trasformarsi, in realtà come la nostra, in un aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile. Terzo: snellimento della burocrazia. Si tratta di un problema che non è conseguenza diretta della crisi economica ma che aggrava sensibilmente le difficoltà che le imprese devono affrontare per restare sul mercato. Regole spesso poco chiare, procedure eccessivamente complesse e periodi di attesa troppo lunghi per ottenere autorizzazioni, sono lamentati da tutte le categorie economiche e soprattutto dalle imprese che operano nell’edilizia, un grande motore  per lo sviluppo economico provinciale nell’ultimo decennio e che ora versa in uno stato preoccupante di crisi. Occorre quindi, per esempio, che siano sbloccate le aree previste dai Piani strutturali dei Comuni. Accanto a questo, ci vuole una politica che favorisca il riuso dell’esistente residenziale e turistico. Quarto: salvaguardia della legalità e di una corretta competizione di mercato. Naturalmente, come diverse associazioni hanno segnalato, lo snellimento burocratico deve procedere di pari passo con la salvaguardia della legalità e di una corretta competizione di mercato, soprattutto nelle procedure di appalto e di gara pubblica, in contrasto con ogni forma di abuso del diritto e di elusione delle norme a presidio del benessere dell’economia, della salute del mercato e del migliore rapporto qualità/prezzo a favore degli enti pubblici. Quindo: riduzione della pressione fiscale, taglio degli sprechi. Le imprese necessitano di una riduzione della pressione fiscale. L’ulteriore eventuale incremento dell’IVA si trasformerebbe in un’altra riduzione dei consumi. Il commercio e il turismo, settori fondamentali dell’economia riminese, ne uscirebbero fortemente penalizzati, aggravando una crisi dei fatturati già largamente conclamata. L’incremento della pressione fiscale su imprese e famiglie non può più, in nessun modo, costituire un’alternativa praticabile ad interventi di riduzione degli sprechi e della spesa corrente, oltre che al recupero dell’evasione, a beneficio dell’impiego di risorse destinate agli investimenti e alla crescita. L’imposta di soggiorno: le associazioni di rappresentanza degli operatori turistici sono fortemente contrarie perché la considerano un aggravio di spesa in grado di scoraggiare i turisti e rendere meno competitive le nostre destinazioni. Più in generale, il turismo sente il bisogno di un progetto di rilancio che interessi sia la riqualificazione dell’offerta che la qualità urbana. Sesto: dotazione di infrastrutture e Gestione unica Palazzi dei Congressi. L’accessibilità al nostro territorio è inadeguata rispetto ai molti motivi di attrazione esercitati dalle diverse forme di turismo e ospitalità che abbiamo saputo creare nel tempo. Siamo carenti per quanto riguarda tutte le principali via tradizionali di comunicazione: strade, linee aeree e ferroviarie. E lo siamo anche dal punto di vista della diffusione delle nuove vie di comunicazione, quelle cosiddette immateriali, come la presenza della banda larga. È necessaria, infine, nell’ottica di una riorganizzazione territoriale, per una perfetta integrazione del Sistema Congressuale Riminese, una gestione comune dei due Palazzi dei Congressi. Altre soluzioni non faranno il bene della nostra economia. Settimo: tutela della qualità delle acque di balneazione. Parlando di questi temi che attengono alle condizioni generali necessarie per offrire adeguate opportunità di sviluppo alle imprese, non si può non ricomprendere anche il tema della qualità delle acque di balneazione che per Rimini, e il suo territorio, rappresentano un fattore primario di identità storica e sociale ancor prima che di prosperità economica. Ottavo ed ultimo punto: tutela del territorio e del reddito agricolo. Altro tema, che le associazioni agricole segnalano, è quello della tutela del territorio e del reddito agricolo. Preoccupante il forte consumo di territorio che si è verificato negli anni trascorsi e che ha ridotto notevolmente le potenzialità produttive dell’agricoltura, soprattutto nelle aree di pianura. D’altra parte, molto più incisive dovrebbero essere le azioni per far incontrare l’offerta assai qualificata di prodotti tipici con la domanda proveniente dagli alberghi e dai ristoranti della zona costiera.

 

 

 




AEROPORTO, SINDACATI UNITI

“La decisione di SAB di non condividere l’ipotesi di fusione dell’Aeroporto bolognese con gli scali di Forlì e di Rimini è grave perché è la dimostrazione di una mancanza di visione d’insieme delle prospettive economiche del territorio regionale. Apprendiamo che la decisione assunta da SAB è corroborata da uno studio commissionato unicamente dalla società bolognese. Non sarebbe stato più credibile che lo studio fosse stato richiesto insieme dalle tre compagini e perché le istituzioni socie non lo hanno preteso? La costituzione di una unica società, con una unica strategia, era finalizzata a rendere maggiormente efficiente e competitivo il sistema aeroportuale regionale. Si voleva cercare di proporre risposte di elevata qualità a tutti i segmenti del trasporto aeroportuale (passeggeri, commerciale, voli privati, voli stagionali, merci, scuola di aviazione, manutenzione aeromobili…), avendo la capacità di valorizzare le vocazioni delle attuali aziende e prevedere una prospettiva di sviluppo capace di non appesantire il territorio con altri investimenti infrastrutturali pesanti (vedi nuove piste in centro città…). Inoltre si proponeva una risposta con sinergie di sistema alla crisi. Non avere avuto questa capacità e lungimiranza rende più evidenti le debolezze ed i limiti degli scali regionali. Forlì senza prospettive, dovrà chiudere; Bologna non rilancia con scelte strategiche condivise per invertire il calo di voli e passeggeri; Rimini dovrà rispettare gli obiettivi del suo piano industriale cercando altre sinergie di sistema. La decisione di SAB è preoccupante perché senza l’integrazione: è più difficile prefigurare una strategia di crescita, utile a garantire la tenuta dei livelli di occupazione (il numero di lavoratori coinvolti da queste scelte nei tre siti aeroportuali è di 1.400 tra diretti ed indiretti); viene meno uno strumento di sostegno alla strategia di crescita ed internazionalizzazione della economia regionale. Per il territorio riminese pensiamo sia necessario mantenere alto il livello di confronto istituzionale e il dialogo con SAB e SEAF. A tal fine riteniamo sia necessario venga convocato un incontro urgente, con la proprietà di Aeradria e con la stessa Società, per valutare se la scelta di mancata integrazione è definitiva e quali strategie mettere in pratica in questo nuovo scenario. In questo contesto riteniamo sia utile svolgere un approfondimento sul piano industriale di Aeradria per verificare i tempi del raggiungimento dell’equilibrio di bilancio, anche a fronte dei forti investimenti che necessitano per lo scalo riminese. Pensiamo sia necessario andare oltre la pura presa d’atto della fine dell’ipotesi di fusione delle tre società aeroportuali della regione e sia necessario rilanciare una capacità strategica e programmatoria più ampia, tenendo conto che l’ottica di sistema deve o dovrebbe riguardare anche altri versanti strategici ed economici a partire dalle possibili integrazioni intermodali aeroporti, ferrovie, trasporto pubblico locale in una logica di sistema finora inesplorata. Una pianificazione integrata regione/territori, che dovrebbe  comprendere il sistema fieristico e dei palacongressi, le funzioni sociali (le aree vaste di sanità e trasporti, il welfare), le politiche ambientali (il ciclo dei rifiuti, dell’acqua e dell’energia con i relativi affidamenti e l’ATO regionale). In un sistema con meno risorse disponibili, è necessario mettere in campo un cambiamento culturale e gestionale che sappia superare i campanilismi e gli egoismi locali per far prevalere razionalità ed efficienza di sistema.”

 




ARMONICA a Riccione TTV Festival

L'artista al centro con Simone Gobbi, assessore al turismo del Comune e il sindaco Massimo Pironi

Il 5 e 6 maggio torna il RICCIONE TTV FESTIVAL, storico progetto nato nel 1985 a cura di Riccione Teatro. Dedicato al rapporto tra le arti e le nuove tecnologie, Riccione TTV Festival è promosso da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Riccione. Tra gli eventi in programma, presentata questa mattina a Villa Lodi Fè la prima edizione di ARMONICA audiovisualexhibit, festival dedicato al sound e al visual  con ospiti internazionali, sonorizzazioni live di film, dj set e proiezioni di video documentari dedicati alla musica. Presente l’artista Christian Fennesz (nella foto al centro) che sarà in concerto a Riccione sabato 5 maggio con la sonorizzazione live del capolavoro del cinema muto Berlino. ARMONICA audiovisualexhibit è promosso dal Comune di Riccione e da Riccione Teatro ed è nato dalla volontà e dalla sinergia di molte importanti realtà della città: dal Cinepalace al Cocoricò Network, da Less Conv al Block 60, da Margot Records e Workshop a PascucciBio insieme a partner nazionali come roBOt Festival e m2o radio. Un festival all’avanguardia che unisce ricerca, sperimentazione e intrattenimento e che ha tutti i requisiti per divenire appuntamento a cadenza annuale. La manifestazione si colloca all’interno delle celebrazioni per i 90 anni della nascita di Riccione come Comune autonomo. Nel 2012 l’amministrazione comunale, in collaborazione con la Provincia di Rimini e con la Regione Emilia-Romagna, celebra il compleanno della città presentando un inedito progetto di iniziative culturali, turistiche e sportive riunite sotto il titolo di RICCIONE 90.

IL PROGRAMMA

L’appuntamento più atteso è in programma sabato 5 maggio, alle ore 22, al Cinepalace. CHRISTIAN FENNESZ, musicista di richiamo internazionale, si esibisce dal vivo sonorizzando uno dei massimi capolavori del cinema muto: Berlino. Sinfonia di una grande città (1927), di Walter Ruttmann. Il film – il primo che ha per protagonista una metropoli – è il viaggio in una città al culmine del suo splendore e il documento di un’epoca sull’orlo dell’abisso. Attraverso le immagini di una sola giornata, dall’alba alla mezzanotte, rivivono gli ultimi, ruggenti, anni della cultura mitteleuropea, prima della crisi del ’29 e a pochi anni dall’avvento del nazismo. Fennesz accompagna questa sinfonia di immagini con il suo stile inconfondibile. Al suono acido della chitarra elettrica si sovrappongono improvvise interferenze elettroniche, in un mix potente ed elegante che ha affascinato la critica portando il musicista austriaco a collaborazioni di assoluto prestigio: Ryuichi Sakamoto, David Sylvian, Mike Patton e Mark Linkous (Sparklehorse). L’omaggio al grande cinema muto prosegue al Cinepalace domenica 6 maggio, alle ore 20.30, con la sonorizzazione del film L’Inferno di Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan (1911). L’Inferno, che narra la prima cantica della Divina Commedia ispirandosi alle illustrazioni di Gustave Doré, è passato alla storia come un’impresa senza precedenti: la pellicola più costosa mai girata in Italia, sostenuta da una poderosa campagna pubblicitaria e dal massiccio uso di effetti speciali. L’accompagnamento musicale è curato da Giacomo Mercuriali e Riccardo Buck, che eseguono dal vivo composizioni originali per tastiere, home-made instruments e field recordings. Sempre al Cinepalace, il programma di domenica prevede anche un tributo a due dei gruppi musicali più influenti degli ultimi decenni. Alle ore 17, verrà proiettato il film-documentario Heima di Dean DeBlois, girato durante l’ultimo tour dei SIGUR RÓS nella loro terra madre, l’Islanda. Grandi concerti all’aperto e inedite esibizioni private si alternano, in un viaggio musicale che ha per protagonisti la sublime e sconfinata natura islandese, e le ancestrali sonorità dei Sigur Ròs. Il risultato è un film ipnotico, un rito pagano dove la musica è lo strumento più prodigioso per mettere in comunicazione l’uomo con la natura. Alle ore 22, è in programma Don’t Think, film-concerto dei CHEMICAL BROTHERS, diretto da Adam Smith, artista che da tempo collabora con il duo inglese per gli effetti speciali dei loro spettacoli. Girato durante uno dei concerti più importanti del Fujirock Festival, in Giappone, Don’t Think propone per la prima volta un live integrale dei Chemical Brothers, avvalendosi del sistema audio Dolby surround 7.1, mixato dalla stessa band per il grande schermo. Venti telecamere, posizionate nel cuore della folla, catturano le reazioni del pubblico in un crescendo visionario, tra gli scenari di uno dei più psichedelici e strabilianti live di sempre. Dalle ore 18 alle ore 20 di entrambe le giornate, dj set e installazioni video animeranno in contemporanea postazioni originali, tra store commerciali, luoghi di passaggio e ambienti appositamente allestiti. Protagonisti alcuni dei più talentuosi artisti italiani: Anderedo, Angelo Battilani, Andrea Arcangeli, C.AL.MA, David Love Calò, The Combers, Elenfant Film, Margot, Nico Note, Panùm, Marco Pieschi, Matteo Scaioli, Simone Sinatti, Social Kids, Vaghe Stelle, Unzip Project. A coronare la proposta, un inedito momento formativo-spettacolare (sabato 5 maggio alle ore 19.30) realizzato in collaborazione con EKO music group. I relatori,  Federico Simonazzi e Daniel Valanti aka Giaga Robot, affronteranno aspetti connessi ai software di arrangiamento (Ableton) e realizzeranno una microproduzione musicale che prevede l’interazione del pubblico.

Ingresso gratuito eccetto Christian Fennesz ticket 15 euro, Chemical Brothers ticket 8.70 e Sigur Rós ticket 5 euro [biglietto unico Chemical Brothers e Sigur Rós 12 euro. Prevendita tickets online: www.multiplexomniacenter.com callcenter 899.777.003 tutti i giorni dalle 10 alle 21.00
e CINEPALACE dalle 19.30 (giorni feriali) e dalle 16.30 (prefestivi e festivi).




Cattolica “dona” 50 mila euro al bilancio partecipato

E’ tempo di conti e bilanci. Cattolica, nel fare i propri, prospetta ai cittadini una situazione tutto sommata niente male. Approvato a maggioranza, il bilancio consuntivo relativo al 2011 si chiude “con un avanzo di amministrazione pari a 896 mila euro” e di questa cifra 50 mila euro – dichiara l’amministrazione –  verranno messi a disposizione del progetto per la realizzazione del Bilancio Partecipato. Per quanto riguarda il resto ” verranno impiegate sia nell’azione di contenimento del debito, ma senza accendere nuovi mutui, sia nell’azione messa in campo per limitare l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per il finanziamento delle spese correnti”. Soddisfazione da parte l’assessore al Bilancio Alessandro Bondi che ha commentato così i dati. “Direi che possiamo esprimere soddisfazione per l’approvazione di questo bilancio consuntivo – ha detto Bondi – Un rendiconto che, ribadiamo, si è visto ridurre i trasferimenti dell’83% (oltre 4 milioni di euro) ma che è stato predisposto guardando al futuro. Da una parte – ha dichiarato ancora l’assessore – cerchiamo di ridurre il debito a carico dei cittadini e dall’altra tentiamo di razionalizzare le spese di gestione dei servizi tagliando tutto ciò che non è prioritario. Al contempo manteniamo inalterato il livello di investimenti, cercando in particolare di garantire i servizi che riteniamo fondamentali. Servizi la cui tutela passa anche attraverso una razionalizzazione delle spese di gestione”. Sulla questione degli swap posti in essere dal Comune, Bondi si è detto “fiducioso” circa l’esito positivo del contenzioso legale.  In ogni caso ci sono – ha detto – le “risorse necessarie al pagamento degli swap”.

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Morciano, approvato il bilancio previsionale 2012. Battazza: “Bene lo stop alla finanza creativa”

Il Consiglio Comunale di Morciano ha approvato il Bilancio previsionale 2012 e ne ha presentati alcuni, ne riportiamo sinteticamente una parte. Il documento, che contiene le previsioni di Entrata e di Spesa relative all’esercizio mostra – secondo il dati forniti dal Comune – un disavanzo di 11 mila euro; uno squilibrio “minimo” se confrontato – precisa l’amministrazione –  alle disastrose situazioni delle casse comunali di gran parte degli enti italiani. L’avanzo di Amministrazione, invece, ammonta a 300 mila euro, di cui 130 mila erano risorse vincolate dal 2006 in favore di Hera, che “non sono stati versati grazie ad economie di gestione” mentre il resto deriva da “minori spese e risparmi”. Nel 2011 le spese di telefonia fissa sono state ridotte del 42% rispetto al 2008 senza considerare l’aumento delle tariffe telefoniche, anche sulla telefonia mobile sono state ridotte le spese abbassandole addirittura del 70% rispetto al 2008. Anche le spese di rappresentanza sono state “drasticamente” tagliate, tanto che per tutto il 2011 – dichiara sempre il Comune – sono state spese solo 340 euro. Anche le spese sul personale sono state ridotte rispetto al 2009 passando da un’incidenza sui costi dell’ente dal 23 al 20.6%. Dalla lotta all’evasione fiscale sono stati incassati 54 mila euro di ICI e quasi 65 mila euro di Tarsu. Sul bilancio morcianese il revisore dei conti ha espresso parere favorevole. “Ad inizio legislatura abbiamo imposto lo stop alla ‘finanza creativa’ – ha dichiarato il sindaco Claudio Battazza (foto) – il nostro impegno nel risanamento dei conti comunali è stato massimo e continueremo a fare il possibile nonostante la difficile condizione economica”.

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