SVILUPPO, FASSINA A RIMINI

Il responsabile del settore economia e lavoro del Partito democratico, Stefano Fassina (foto), sarà a Rimini lunedì 23 aprile per presentare il suo libro “Il lavoro prima di tutto. L’economia, la sinistra, i diritti” (Donzelli, 2012) e parlare di sviluppo, economia, occupazione e imprese, approfondendo gli effetti della riforma sul sistema locale, sul lavoro stagionale, sugli ammortizzatori e la precarietà. L’appuntamento è dalle 18 allo Spazio DuoMo di corso Giovanni XXIII, 8.




SPECIALE ELEZIONI CORIANO 2012

Ci siamo. E’ un vero e proprio appuntamento con la storia. Capire fino in fondo come sia stato possibile, per il Comune di Coriano, accumulare quattro milioni di debiti fuori bilancio, rappresenta, da solo, un motivo più che valido per partecipare all’incontro di questa sera alle 21,00 al Teatro Corte. Certo non è questo l’obiettivo dell’assemblea. A svolgere l’indelicato compito, dopo l’uscita di scena del sindaco Maria Luigina Matricardi il 21 marzo 2011, ci sta pensando il commissario prefettizio Maria Virginia Rizzo “costretta” a una vera e propria cura da cavallo che “verosimilmente” dovrebbe (ri) portare in ordine i conti del Comune già nel 2013. Presenti, dicevamo, questa sera, in  clima assoluto di “par condicio”, ci saranno tutti e sei i canditati sindaco che il 6-7 maggio prossimo si contenderanno lo “scranno” di primo cittadino della “Montalcino” di Rimini. La serata, come scrive Fabio Bacchini sul suo seguitissimo blog Informazione Corianese, prevede una fase in cui verranno proiettate recenti interviste in stile “Iene”, in cui i candidati hanno risposto a sedici domande riguardante i problemi di Coriano. Poi si aprirà un dibattito al quale potrà parteciapre, ovviamente, anche il pubblico presente. I canditati che partecipaeranno alla serata sono (tra parentesi le liste di riferimento) Fabia Tordi (Coriano Comunità Aperta), Angelino Gaia ( Nuova Coriano), Luca Gallini (Gallini Sindaco), Matteo Squadrani (Sinistra Critica), Emiliano Righetti (Risanamento e Rinnovamento “sponsorizzata” dal Pd), Domenica Spinelli (Progetto Comune, “sponsorizzata”  dal Pdl).

“Sinceramente mi aspetto molto da questo confronto – ha anticipato alla Piazza Fabio Bacchini. Fino ad oggi, la campagna elettorale è stata molto rissosa, ho letto tante frasi ad effetto, ma spesso prive di contenuti. Quello che io e Marco Rossi abbiamo preparato è un confronto vero, domande ben precise dove i candidati non hanno potuto tergiversare. In questi giorni, ho scoperto che c’è tanta indecisione. E questa sera, può essere l’occasione giusta per i candidati di convincere coloro che non sanno ancora chi votare. Mai come ora ogni voto è importante, anche perchè, questa volta il risultato è più che mai incerto.”

La Piazza on line sarà presente all’incontro riportando, in DIRETTA WEB, dichiarazioni, umori e sensazioni. Primo aggiornamento alle ore 22,00.

AGGIORNAMENTO DAL TEATRO CORTE  (ore 22,10 ) – Molto critici sulle questioni più spinose. Con la necessità, il desiderio e la voglia (chi più chi meno) di voltare pagina. Come ad esempio nei confronti di Hera su cui  è stato posto l’accento in più passaggi e sulla necessità di rivedere “tutti” i programmi in essere con la grande holding emiliana. Nell’intervista stile “Iene” a cui sono stati sottoposti i sei candidati sindaco, dopo una prima breve presentazione anagrafica ed una sorta di profilo caratteriale, l’intervista è andata al dunque toccando temi notevole interesse pubblico. L’incontro è iniziato in orario, il Teatro Corte è pieno, ci sono oltre trecento persone sedute, alcune decine in piedi. “Siamo qui per capire come dobbiamo votare e cosa vogliono fare i candidati sindaci” ha detto in apertura Fabio Bacchini. La stoccata più forte arriva a tre quarti del video intervista sul fatto che il candidato Emiliano Righetti voglia portare a Coriano tutto quello che altri comuni non vogliono, uno in particolare, Riccione. Tra i principali temi affrontati, uno tra i più criticati è stato senza dubbio il piano di alienazioni previsto dal commissario prefettizio. Non piace la vendita, o svendita, come è stato anche detto, di beni pubblici per ripianare i conti, e che quindi tali piani debbano essere in qualche modo “fermati” e rivisti. I candidati sindaci si mostrano anche piuttosto critici, suppur con modalità differenti, anche nei confronti dell’inceneritore (termovalorizzatore, ndr) di Raibano. “Inspiegabile come non abbia potuto produrre ricchezza come è accaduto a Sogliano. In Italia dove c’è  un inceneritore, i conti degli enti locali che li ospitano sono in attivo. La popolazione si è sempre espressa contro – è stato detto – anche rispetto al conflitto di interessi che da sempre Hera si porta dietro”. Altro tema caldo la Fondazione e il Teatro Corte in cui si svolge l’incontro; c’è chi non esclude di chiuderla, anche a causa della presenza tra i soci di aziende private che in cambio potrebbero chiedere “contropartite”. Come pensate di riformare la macchina comunale? Come riformare il mercato immobiliare e concessioni edilizie? Rispetto al passato, tra le varie opinioni espresse dai candidati si è parlato di ” scellerata gestione dalla cosa pubblica”, di “gravi mancanze di controllo della spesa” con “un modo di amministrare vecchio” pensando che “gli oneri di urbanizzazione potessero coprire tutte le spese”, “una brutta storia per Coriano e che il paese non meritava”. C’è chi dà la colpa al Teatro, chi a Hera. “Su tutta la vicenda bisogna fare un approfondimento molto serio”. Ora sono iniziate le domande dal pubblico: 30 secondi per la domanda, un minuto e trenta per la risposta.

TUTTI INSIEME. Il palco del Teatro Corte occupato dai candidati alle prossime elezioni amministrative del 6-7 maggio 2012. (Foto La Piazza online)

NUOVO AGGIORNAMENTO (ore 23,20). Il bilancio, come fare tornare i conti delle martoriate casse somunali. Gran parte delle domande dal pubblico convergono su questo punto. C’è un grande applauso quando, ad esempio, si chiede “dove sono i responsabili di questo disastro?” Sul candidato Emiliano Righetti, sostenuto dal Pd, c’è interesse e diffidenza allo stesso tempo. Sicuramente tra i sei è il più “ingessato” e il più politico. Le prime domande dal pubblico infatti sono tutte per lui. Se ne ravvisano le competenze ma non convince quando tenta di dimostrare “estraneità” con la politica del passato. Righetti – ricorda infatti la Spinelli – ha nella lista ex assessori che stanno facendo campagna elettorale. Righetti si difende. “E’ vero che ho amici della vecchia amministrazione (li porterà nella nuova? ma alla domanda risponde vagamente) ma non sono loro i responsabili del disastro (il pubblico rumoreggia e lo contesta). Se siamo qui è perchè la politica ha fallito, siamo tutti sostenuti da liste civiche, quello che vedo in questa comunità è che ha bisogno di essere più unita, sono favorevole ad istituire il presidente del consiglio comunale, ma una cosa voglio dire subito, non farò l’assessore al bilancio, questo è l’errore della precedente amministrazione, il bilancio lo deve conoscere tutta la gente, non il solo sindaco. Sul dissesto la Corte dei Conti ha già fatto i suoi rilievi, sarà poi la Procura ad agire di conseguenza e non è certo compito del nuovo sindaco a fare azioni legali. Un progetto che potrebbe portare denaro nelle casse comunale è adeguare l’indennità di disagio ambientale con Hera. Ma è una battaglia lunga”. Domenica Spinelli non ha invece dubbi o tentennamenti. “I procedimenti sono in corso, se diventassi sindaco certo che come Comune ci costituiremo parte lesa”. Dirò di più (e incassa un mega applauso) – nei primi cento giorni vogliamo lavorare con la Guardia di Finanza in Comune perchè c’è la presenza di una lobby che hanno ingessato tutto per cui è impossibile reperire i documenti. Tra le principali cose da fare c’è sicuramente la lotta agli sprechi”. Sulla paura dell’astensionismo ha detto: “Una speranza per futuro c’è, adesso che abbiamo raschiato il fondo ogni cittadino corianese deve andare a votare , non è stando a casa che si risolvano i problemi”. Sicuro anche il Matteo Squadrani:  “Certo, ci costituiremmo parte lesa, non vogliamo che a pagare siano coloro che non hanno creato il debito. Che la politica ha fallito lo diciamo da anni, ha fallito il sistema non è più possibile fare affari sulla testa di altre persone, votare serve, ma senza cadere nel’errore del voto utile, votate le persone, votate i programmi, siamo favorevoli alla riapertura dei consigli di quartiere. Su San Patrignano ci attiveremo con un approccio di rottura” Sulla questione giustizia Fabia Tordi precisa. “Prima di tutto va detto che nessun dipendente comunale è indagato, in due hanno ricevuto una lettera dalla Corte dei Conti alla quale devono rispondere. Certo se ci dovesse essere il danno erariale, non mi tiro indietro” ma senza militarizzare il palazzo comunale. “I cittadini – dice Luca Gallini  – hanno il diritto di sapere che cosa è successo esattamente ai conti del Comune, però prima è necessario capire fino in fondo i fatti e renderli pubblici, io non ho le mani legate da nessuno (lo rimarca più volte, ci tiene che sia ben chiaro) però prima vorrei verificare tutti gli aspetti, non solo le questioni fiscali, mi sono giunte anche altre segnalazioni. Il primo progetto che possa portare denaro, per me è la realizzazione del nuovo strumento urbanistico, cancellare il vecchio e riordinare il territorio come elemento unitario”. I corianesi stanno capendo, stasera certe questioni sono emerse con grande evidenza. Non è vero che c’è disinteresse per la politica. Anzi. E’ passata la mezzanotte e questo teatro è ancora pieno e attento. Si colgono i dettagli, le piccole cose. In tanti si guardano, e si capiscono al volo. Si conoscono tutti. Solo alcuni, rimasti in piedi, hanno già lasciato la sala. Non sarà facile sistemare le cose in questo lembo di terra recentemente invaso dalle lacrime per la scomprsa di Marco Simoncelli. Il piano di risanamento è stato fortemente criticato. Due cose sono altrettanto certe. In sala c’erano pochi giovani e che, i corianesi, certe facce, nel palazzo, non le vogliono più vedere. (dom.chier.)

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Quando le opinioni diventano notizia

Ora che la Piazza ha la propria edizione digitale, non potevano più rimanere nel cassetto. E sono tante. Così da oggi iniziamo la pubblicazione delle “Grandi interviste della Piazza”. Una ogni domenica, on line dalle 8 del mattino. Di che cosa si tratta? Sono interviste realizzate dalla Piazza a personaggi famosi e influenti. Nel senso che le loro opinioni spesso diventano e fanno notizia a livello nazionale e nei circuiti che contano. Non si tratta di interviste recenti. Ad essere sinceri di alcune ignoriamo proprio l’epoca in cui sono state realizzate. Dunque per il momento le pubblichiamo “incomplete” senza svelare la loro “età”. Iniziamo con Tito Boeri. Lo presentiamo brevemente. Economista, Ph.D. in Economia alla New York University, ha lavorato ai piani alti: Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Commissione Europea, Ufficio Internazionale del Lavoro. Attualmente è professore ordinario alla Bocconi. Molti lo conoscono, più semplicemente, per gli articoli di analisi e approfondimento pubblicati sul sito Lavoce.info. La prossima sarà pubblicata domenica 29 aprile. Buona lettura.

Lettere e commenti a: redazione@lapiazzarimini.it. 

L’INTERVISTA

Tito Boeri

Dott. Boeri, che cosa deve chiedere il bravo imprenditore allo Stato?
“Si ha bisogno di un contesto favorevole per fare impresa. L’imprenditore deve essere sicuro di poter contare su leggi e normative efficienti che non vengono cambiate, che non siano soggetto alle stagioni e ai cambiamenti della politica. Necessita di un prelievo fiscale corrispondente alla qualità dei servizi. E tutta una serie di condizioni interne favorevoli legate al settore pubblico. Dovrebbe essere ridotto il monopolio nei servizi; questi se non sono in regime di mercato impongono alle nostre imprese costi elevati. Costi che frenano la nostra capacità competitiva quando altrove i servizi costano meno. Gli attuali provvedimenti presi dal governo sono un passo importante in tale direzione. Anche se nei settori dell’energia, dei trasporti, delle telecomunicazioni, resta ancora tantissimo da fare. Il bravo imprenditore non deve chiedere aiuti allo Stato che sono ossigeno di breve periodo”.

Gli esperti affermano che fare impresa prima ancora che questione tecnica, è un fatto culturale. Pensa che  gli imprenditori italiani hanno ancora lo spirito giusto per competere?
“Certamente. Vedo molte esperienze  di successo sui mercati. Penso alla Brembo, alla Magneti Marelli. Esempi che dimostrano che se ci si impegna, se si fa ricerca e innovazione, anche senza poter contare su uno Stato efficiente, è possibile farcela. Se ci fosse un contesto generale e fra imprese sarebbe di certo d’aiuto. Se ci fosse una politica per facilitare le esportazioni anche”.

Che cosa dovrebbero fare le imprese per essere competitive?
“Sono obbligate a rischiare, investendo in ricerca e in sviluppo. Cose che pagano nel medio e lungo periodo e non nel breve. Va investito nella formazione dei giovani e non utilizzarli come lavoro flessibile. Moltissimi imprenditori hanno capito tutto ciò e hanno migliorato le propri prodotti, hanno ampliato i propri mercati. Credo che gli imprenditori possano prendere come modello i casi di successo dei colleghi”.

Che cosa si possono aspettare le piccole e medie imprese dal futuro?
“La piccola e media impresa ha dato molto. E ce n’è una parte importante che è riuscita a penetrare i mercati, a conquistare nuove quote, usando nuovi e alti strumenti. La piccola e la media impresa rispetto alla grande spesso non riesce a tener conto dei vantaggi e dei benefici che ci sono con l’apertura di mercati come quello indiano e quello cinese. Personalmente non credo nell’unione delle piccole imprese. Penso che potrebbero essere più competitive se usufruiscono di servizi esterni che si trovano nei sistemi locali. Non va dimenticato che le imprese diventano più competitive se gareggiano tra loro. Paradossalmente avviene che un’impresa più sta lontano dalla concorrenza e più si indebolisce. Credo che il sistema imprenditoriale italiano abbia sofferta della poca concorrenza quando era abitudine svalutare la lira per vendere le merci. Con l’euro, sotto la pressione della concorrenza, molte aziende hanno reagito in modo positivo”.

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