I GHIOTTONI A SAN LEO

Michele Marziani a Cremona, al lavoro sul Po (Foto Stefano Rossini)

“Gli amici sono necessari per la felicità”. Ecco una prima ricetta. Una delle tante. Allora l’occasione è ghiotta, come il suo libro, Il paese dei Ghiottoni (Guido Tommasi Editore). Poi c’è il posto: San Leo. Uno dei luoghi dello scrittore Fabio Tombari, sulle cui orme Marziani si è mosso con la passione che lo contraddistingue nel contesto ormai fin troppo omologato. Siamo nel Montefeltro, recentemente invaso da tre metri di neve, dove il futuro scrittore dei cibi “buoni” ha anche trascorso parte dell’infanzia. Non sappiamo quello che Michele Marziani dirà sabato 21 aprile quando presenterà a Palazzo Mediceo il suo libro con l’ormai inseparabile critico e poeta, Paolo Vachino. Perchè molto dipende da chi è presente e da quello che nell’aria gira. Alla presentazione, che inizierà alle ore 18,30, seguirà una degustazione di prodotti locali con il Sangiovese di Gente Agricola. Consigliamo di esserci.

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STRAVOLTI DAL FOSSILE

Federico Fanti (foto www.repubblica.it)

Il “mostro” viveva nel mare che un tempo separava Africa e Europa prima della “nascita” dell’Italia che conosciamo oggi. Una bella storia. Grazie “all’occhio attento di persone appassionate” si sta dimostrando come durante il Mesozoico, nel territorio che oggi chiamiamo Italia, hanno vissuto dinosauri, rettili volanti e incredibili rettili marini.  Il Museo della Regina di Cattolica, dopo il ritrovamento del reperto fossile  rinvenuto nel 2010 nella cava di Monte Ceti a Novafeltria (VAI ALLA NOTIZIA), non ha nessuna intenzione di stare con le mani in mano. Così dopodomani, giovedì 19 aprile 2012 alle ore 17,30, ha organizzato  una conferenza a  cura di Federico Fanti del Museo Geologico Giovanni Capellini (Università di Bologna) dal titolo “Il mistero del grande predatore ritrovato: l’Italia al tempo dei dinosauri e dei mostri marini”. Nel corso dell’incontro verranno presentati i primi risultati delle analisi, peraltro appena avviate del restauro, ormai completato, del reperto. Grazie al “contatto ravvicinato” con la porzione di cranio finalmente liberata dalle argille che la ricoprivano, si stanno confermando le prime ipotesi emerse e cioè che le rocce argillose, depositate sul fondo di un antico oceano e che hanno preservato il reperto fino ai giorni nostri, risalgono ad un periodo compreso tra 90 e 65 milioni di anni fa. Alcune caratteristiche hanno fornito dettagli fondamentali per identificarlo: il cranio massiccio, denti lunghi fino a 15 cm e mandibole incredibilmente robuste sono tutte caratteristiche di un grande predatore. Un reperto più unico che raro, che certamente fornirà importanti informazioni su un mondo scomparso da milioni di anni. Per informazioni: Museo della Regina Tel. 0541 966577; museo@cattolica.net.

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PALACONGRESSI RICCIONE, LA CAMERA DI COMMERCIO RESTA

Chierezza fatta per quanto riguarda il progetto di scissione del ramo d’azienda relativo alla gestione congressuale della Palariccione SpA ad una società di nuova costituzione. L’ufficialità a breve con l’assemblea dei soci del prossimo 27 aprile. Proprietà e gestione del Palacongressi di Riccione saranno due cose distinte, anche da un punto di vista societario. L’ente camerale ha deciso di restare nella società che manterrà la proprietà immobiliare del Palazzo. “Tale scelta – afferma il Presidente della Camera di commercio Manlio Maggioli – ha lo scopo, anche attraverso la partecipazione dell’ente camerale, di assicurare la promozione di un’offerta integrata e competitiva della destinazione congressuale che il territorio della provincia di Rimini, nel suo insieme, è in grado di offrire. Infatti, così com’è accaduto per la costruzione del nuovo palazzo dei congressi di Rimini, la partecipazione attiva della Camera di commercio ha reso possibile la realizzazione di quello di Riccione, con l’obiettivo di dotare il nostro territorio di quelle strutture che, per loro natura, sono destinate a fare da volano all’intera economia e, in modo particolare, a quella turistica e dell’ospitalità in genere. Dopo aver assunto questa decisione, anche a tutela dell’imprenditoria riccionese – continua il Presidente Maggioli – l’auspicio è che, avendo come priorità la valorizzazione dell’intera economia provinciale, si possa conseguire il risultato di una gestione congiunta dei due palazzi dei congressi di Rimini e Riccione. Ciò in quanto tali strutture, per la loro elevata qualità, in aggiunta a ciò che già da anni rappresenta per l’economia locale la Fiera di Rimini, contribuiranno in modo decisivo a fare del nostro territorio una destinazione per il “turismo d’affari” in grado di competere ai più alti livelli su scala nazionale e internazionale”.

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AGRICOLTURA, IN ARRIVO 1,8 MILIONI

Le risorse, non tantissime per un settore fortemente in crisi, arriveranno grazie a due bandi approvati dalla Giunta provinciale. Il primo riguarda la concessione di “indennità agli agricoltori delle zone svantaggiate in aree montane” (Misura 211); il secondo la concessione di “indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane” (Misura 212). Per il primo bando sono disponibili 1.600.429,97 euro, per il secondo 251.170,37. Le due Misure corrisponderanno un´indennità annuale per ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU) agli agricoltori che s’impegneranno a mantenere l’attività agricola per cinque anni, per favorire la permanenza degli insediamenti agricoli nelle zone svantaggiate (ZS) situate rispettivamente in aree montane (Misura 211) o in zone diverse da quelle montane (Misura 212). Le Misure richiedono esclusivamente il rispetto delle norme agro-ambientali previste dalla legge. I bandi sono rivolti ad imprenditori agricoli con età inferiore ai 65 anni, conduttori di una superficie agricola di minimo 5 ettari, di cui almeno il 50% deve essere situata in zone svantaggiate (ZS). Il requisito anagrafico (età inferiore a 65 anni), per l’annualità cui si riferisce ogni singolo bando, deve essere posseduto alla data di presentazione della domanda di aiuto. La Misura 211 si applica su tutto il territorio provinciale montano, classificato svantaggiato ai sensi dell’art. 3, par. 3 della Direttiva 75/268/CEE: in pratica si attua nelle zone svantaggiate dei Comuni parzialmente delimitati di Novafeltria, Talamello, Torriana e Verucchio e nell’intero territorio nei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Pennabilli, San Leo e Sant’Agata Feltria. La Misura 2012 si applica su tutto il territorio provinciale collinare, classificato svantaggiato ai sensi dell’art. 3, par. 4 della Direttiva 75/268/CEE: in pratica si attua nell’intero territorio nei Comuni di: Gemmano, Mondaino, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo, e Saludecio. Le domande dovranno essere presentate rispettando le procedure operative emanate da AGREA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) entro il 15 maggio 2012.

L'assessore provinciale Yuri Magrini

“Ci sono diversi aspetti positivi in questi bandi” – ha detto l’assessore Provinciale all’Agricoltura, Juri Magrini. “In primo luogo, la Misura 211 metterà in gioco oltre 1,6 milioni euro per i Comuni che sono stati colpiti più duramente dall’emergenza neve, in particolare in Alta Valmarecchia; a questi si aggiungeranno gli oltre 250mila destinati alle aree di pianura più svantaggiate (Misura 2012). Si tratta, indiscutibilmente, di una bella boccata d’ossigeno, da cogliere entro il 15 maggio prossimo”.“Inoltre – ha concluso Magrini – l’azienda, se riceverà il contributo, dovrà rimanere per almeno 5 anni nelle condizioni (dimensione della superficie agricola, tipo di coltura) dichiarate al momento di presentazione del bando, disincentivando, così, lo ‘spopolamento’ in atto nelle nostre campagne. Anche il requisito anagrafico (avere meno di 65 anni al momento della presentazione della domanda) va nella stessa direzione: favorire un primo, se pur leggero, ricambio generazionale. Infatti l’età media dei conduttori d’azienda romagnoli (ma italiani in genere) è davvero molto avanzata”.