DALL’IMU AI MASSIMI SISTEMI

di Emma Petitti *

Caro Marco,

ricambio la stima personale, pur marcando una differenza non di principio, bensì politica. Mi spiace che la mia replica ti sia sembrata “vecchia”. Le mie non sono però semplici opinioni, ma una lettura disincantata della realtà, a partire dalla semplice presa d’atto dei titoli comparsi nei mesi scorsi su testate giornalistiche non certo di secondo piano come il Sole 24 Ore o il Corriere della Sera. D’altra parte anche alcuni tuoi giudizi mi sembra che si riferiscano ad una rappresentazione “vecchia” e frettolosa della storia della sinistra riformista italiana. Francamente attribuire a Berlusconi il merito di aver portato all’interno della sinistra alcuni valori non strettamente “marxisti” mi sembra arduo. Scusami, ma non sarà più probabile che quei valori facessero già parte della storia quotidiana e politica di molti militanti di partiti storici come il PCI e la DC, che hanno potuto iniziare un percorso di confronto ed integrazione a partire dalla caduta del muro di Berlino e di ciò che rappresentava, il tutto senza andare a scomodare il Cavaliere? Quanto al primato della persona sullo Stato, all’applicazione del principio di sussidiarietà come metodo di governo, alle tasse legate ai servizi offerti e non al soddisfacimento di una spesa pubblica senza controllo, al sacrosanto principio della riduzione della pressione fiscale, al riconoscimento dell’impresa quale luogo rivolto alla creazione di lavoro e ricchezza diffusa (ricorda l’art. 41 della Costituzione Italiana a proposito di valore sociale dell’impresa), ad una politica nei confronti della famiglia (soprattutto a quelle con più figli a carico), ebbene sono tratti che certamente appartengono ad una cultura riformista e di sinistra liberale, utile al dialogo con un centrodestra dalla cultura liberale e non populista. Ma chiediamo agli italiani quanti tra questi principi sono leggibili nei provvedimenti assunti dal Governo Berlusconi-Bossi-Tremonti e se oggi ritengono, dopo il Governo Berlusconi, di vivere! in un Paese moderno o piuttosto in un Paese in recessione, che è stato ad un passo dal default economico-finanziario. In merito alle altre tue affermazioni, non è vero che la sinistra non abbia fatto i conti con Tangentopoli. Tutti i partiti furono coinvolti nelle indagini (in particolare sul PCI indagarono i magistrati Nordio e Parenti) e penso che nutrire ancora oggi il pensiero che la Magistratura abbia salvato solo qualcuno e non altri non sia rispettoso né della verità, né del ruolo della Magistratura, che sembra essere la vostra ossessione da sempre. Le leggi vanno rispettate e non “cancellate” in quanto scomode (vedi il superamento del reato sul falso in bilancio). Nei pochi anni che abbiamo governato come centro sinistra abbiamo sempre rimesso in sesto i conti pubblici del nostro Paese (basterebbe ricordare l’entrata nell’euro e la conseguente restituzione dell’Eurotassa). Si poteva forse fare di più, ma abbiamo sempre lasciato il Paese meglio di come l’avevamo trovato. Certamente anche i governi Berlusconi hanno fatto alcune cose buone… Come si dice, “anche un orologio fermo due volte al giorno dà l’ora esatta”. A proposito, poi, di dialogo sulle riforme necessarie per il nostro Paese, non mi pare che in questi anni il centrodestra abbia lavorato con apertura al dialogo nei confronti dell’opposizione. Al contrario, ha proceduto abusando di voti di fiducia a colpi di maggioranza e decreti omnibus, nonostante un’indiscutibile e ampia maggioranza parlamentare. Inoltre a me pare che quando il centrosinistra nel ’97 tentò il dialogo con Berlusconi attraverso l’istituzione della Commissione Bicamerale per le riforme istituzionali, tra le riforme in discussione fosse previsto anche il superamento del bicameralismo perfetto. E’ superfluo ricordare “chi” alla fine rovesciò il tavolo del dialogo. Per il resto penso anch’io che soprattutto in questi momenti dobbiamo abbassare il livello dello scontro politico e lavorare tutti assieme per il bene sia della nostra comunità che dell’Italia, evitando di perderci in polemiche e lasciando per strada irrisolti i problemi. Noi siamo pronti al confronto sapendo che siamo forze alternative, ma senza voler proclamare nessuna superiorità morale o di altro tipo, permettimi di ricordarti che se siamo giunti sin qui, non è che possiamo distribuirci le colpe equamente: ci saranno delle differenze tra chi in questi ultimi anni è stato quasi sempre all’opposizione e chi ha governato. Scusami, ma questo, più che un pensiero “vecchio”, mi sembra sia solo la realtà. Con stima.

*Segretario provinciale Pd

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MARCO LOMBARDI: “IL TEMPO E’ GALANTUOMO” CON LA REPLICA DI EMMA PETITTI

LA REPLICA DELLA REPLICA DI MARCO LOMBARDI





FIERA, MEGLIO DEL PREVISTO

Poteva andare peggio. Nonostante i morsi della crisi, il Gruppo Rimini Fiera riesce a migliorare sensibilmente l’indebitamento e chiudere in utile. Più precisamente il valore della produzione del Gruppo Rimini Fiera ammonta a 71,3 milioni di euro (-9,3% sul 2009, anno di raffronto utile per le biennalità del calendario) con un mol di 9,3 milioni. L’utile prima delle imposte è di 460 mila euro. Il risultato netto consolidato evidenzia una perdita di 937 mila euro, di poco superiore a quella del 2009, nonostante il calo dei ricavi sopra illustrato, evidenziando le operazioni di efficienza poste in essere dall’intero Gruppo. Con il moltiplicatore riconosciuto a livello europeo, tra 10 e 12 euro di ricaduta sull’indotto per ogni euro ricavato dall’attività fieristica, la ricaduta sull’economia della provincia riminese oscilla tra i 710 e gli 860 milioni di euro. Il debito del Gruppo, derivante in larghissima parte dalla realizzazione e dagli interventi sul nuovo quartiere (costato complessivamente 300 milioni di euro, di cui solo 40 milioni provenienti da fondi pubblici) continua a scendere e si attesta a 21,3 milioni di euro (contro i 29,4 milioni del 2010). In totale nel 2011, Rimini Fiera ha registrato 8.337 espositori, 1.694.264 visitatori, 1.195.000 metri quadri venduti.

 

 




RAPPORTO ECONOMICO, PRESENTAZIONE CON PROTESTA

E’ la prima volta. Negli anni passati oltre a qualche “sbotto” sull’auto “blu” del presidente della Camera di Commercio, Manlio Maggioli, non si era mai andati. Domani, invece, ci dovrebbero essere una cinquantina di persone a “protestare” davanti alla sede del Polo Scientifico e didattico di Rimini dove, alle 16 in punto, sarà proprio il presidente dell’ente ad aprire i lavori per la presentazione del Rapporto Economico della provincia di Rimini. Il momento più “alto” per discutere dello stato e sulle sorti dell’economica locale. Tra i “ribelli” ci sarà il gruppo consiliare di Sinistra Ecologia Libertà e Fare Comune che aderisce al presidio promosso dal Coordinamento per un’altra economia riminese e che invita la cittadinanza a partecipare. “Salutiamo con estremo favore la decisione di indire un presidio difronte al luogo dove verrà presentato il Rapporto sull’Economia Locale –  ha detto il leader di Sel Fabio Pazzaglia. – In questi ultimi venti anni la classe dirigente economica riminese si è concentrata solo su se stessa. Di conseguenza è rimasta in piedi una sommatoria di nomenclature che mortifica le energie e le intelligenze, soprattutto dei più giovani, e tende a riprodursi all’infinito dando spazio solo a nuove leve funzionali al sistema. La politica dal canto suo anziché combattere questa situazione si è fatta coinvolgere in uno stucchevole gioco delle parti. Se la classe dirigente economica riminese vuole dare un contributo reale al fine di combattere la pesante crisi economica che attanaglia anche la nostra realtà deve innanzitutto cambiare valori di riferimento. Cominciando col concorrere alla spesa pubblica in ragione del proprio reddito. Se e’ vero che siamo sull’orlo del baratro chi ha di piu’ dovrebbe pagare di piu’. Altro che scudo fiscale! Esiste un modello economico diverso, quello attuale ha generato la crisi che stiamo attraversando. I rappresentanti del mondo economico devono cominciare a misurarsi con un altro modello di economia più rispettoso delle fasce più deboli economicamente e socialmente e irriverente verso i potentati e le lobby economiche”. Sull’economia locale, oltre le nubi, lo sdegno.

Domenico Chiericozzi

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MISANO, MASSIMO CACCIARI IN CATTEDRA

Massimo Cacciari

Spetta al filosofo Massimo Cacciarri il posto in cattedra venerdì prossimo 30 marzo Al Cinema-Teatro Astra per “Ritratti d’Autore”. Inizio serata ore 21,00. Ultimo incontro venerdì 14 aprile. Vai alla precedente notizia della rassegna.




PSICHIATRIA, IL DISTURNO BIPOLARE

Al Centro Congressi SGR si terrà domani mercoledì 28 marzo un convegno su “Il disturbo bipolare, dal trattamento alla responsabilità dello psichiatra”. Si tratta di un disturbo che per l’ampio spettro di sintomi clinici con cui si presenta, per l’elevata mortalità generale e suicidarietà, rappresenta una patologia di particolare interesse per gli psichiatri. La giornata sarà dedicata ad approfondire tutti gli aspetti del disturbo bipolare, dal riconoscimento al trattamento delle varie fasi della sua manifestazione, fino ai profili della responsabilità del medico professionista.
L’evento avrà inizio alle ore 9.15 ed è rivolto a neurologi, farmacologi, neuropsichiatri infantili, psichiatri e medici di famiglia. Saranno presenti come relatori di Rimini, Andrea Fagiolini di Siena, Leo Mencarelli di Pesaro e Renato Ariatti di Bologna.