RIMINI, QUALI ENERGIE ALTERNATIVE

Esperienze a confronto, indicazioni per elaborare piani d’azione del clima, proposte per un uso efficiente dell’energia in edilizia. Sono i temi al centro dell’incontro pubblico promosso dal Partito democratico della provincia di Rimini, in programma martedì 27 marzo alle 20.30 nella sala del Buonarrivo (corso d’Augusto 231), con amministratori, imprese, professionisti e cittadini. Si parlerà delle proposte del Pd in materia di energia insieme a Emma Petitti, segretario provinciale Pd Rimini; Emanuele Barogi, responsabile energia ambiente Pd Rimini; Stefania Sabba, assessore all’ambiente ed energia della Provincia Rimini; Alberto Rossini, dirigente Provincia di Rimini; Sara Visintin, assessore all’ambiente ed energia del Comune Rimini; Davide Frisoni, energy manager Comune di Rimini; Roberto Piva, consiglier! e regionale Pd. La tavola rotonda si propone di mettere a confronto esperienze e indicazioni utili per l’elaborazione dei Piani d’azione per il clima, previsti dal Patto dei Sindaci verso il 20-20-20, di esaminare il percorso verso una Direttiva Provinciale per un uso efficiente dell’energia in edilizia e di approfondire il concetto di “edifici a energia quasi zero”, introdotto dalla recente Direttiva Europea 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia. Comuni, Provincia e Regione sono impegnati per città energeticamente più efficienti, con una migliore qualità ambientale. Nuovi assetti urbani e territoriali, edifici e infrastrutture a basso consumo di energia, aree verdi e l’adozione di tecnologie avanzate, mitigano le emissioni globali e l’inquinamento locale, favoriscono l’adattamento al cambiamento climatico, riducono i costi energetici di famiglie e imprese, migliorano il clima delle città. Con il Patto dei Sindaci promosso dall’Unione europea anche al fine di raggiungere gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni (almeno -20%), di potenziamento dell’efficienza energetica (+20%) e di aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili (+20%), le comunità locali vengono coinvolte in tutta la strategia europea. Il Comune di Rimini sta avviando la costruzione partecipata del proprio Piano.  Con l’adesione i Comuni si possono impegnare a aumentare l’impiego di risorse naturali locali rinnovabili e favorire, di concerto con le forze economiche e sociali, la promozione della competitività e della ricerca scientifica sul territorio; attuare obiettivi di risparmio energetico; promuovere l’efficienza energetica e integrarla negli strumenti di pianificazione urbanistica e nelle forme di governo del territorio; assumere gli scenari di produzione, consumo e potenziale energetico come quadri di riferimento con cui dovranno misurarsi sempre di più le politiche territoriali, urbane ed ambientali in un’ottica di pianificazione e programmazione integrata, anche attraverso la creazione di aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA); perseguire l’obiettivo di progressivo avvicinamento dei luoghi di produzione di energia ai luoghi di consumo, considerando il territorio non omogeneo rispetto alle potenzialità energetiche, favorendo ove possibile lo sviluppo di impianti di produzione energetica diffusa; promuovere iniziative di informazione e formazione verso i cittadini.




LOMBARDI: “IL TEMPO E’ GALANTUOMO”

Marco Lombardi

di Marco Lombardi *

Il tempo è galantuomo ed il Governo tecnico impone a tutti di ragionare facendo i conti con la realtà e non di contestare a priori come avveniva prima con il Governo Berlusconi. Quando il Governo di centro destra abolì la tassa di successione, aumentò le pensioni sociali, tolse l’ICI sulla prima casa, introdusse la NO TAX AREA e con l’alta velocità fece recuperare al Paese un gap infrastrutturale storico, tutto venne minimizzato o peggio osteggiato senza capire ne la portata economica ne quella culturale, di provvedimenti che miravano a coniugare sviluppo e riduzione del prelievo fiscale, abbassando le spese dello Stato. Gli Enti Locali, in mano alla sinistra o governati da amministratori di centro destra poco illuminati e poco attenti al contesto nazionale, hanno dato l’idea di essere ridotti sul lastrico dal Governo e quindi di dover penalizzare i cittadini, e quest’ultimi, chi per ideologia chi per moda, si sono accodati a questa impostazione e non hanno sufficientemente compreso l’attività del Governo. In realtà le famose pensioni minime da un milione al mese (poi 516 euro) sono arrivate, la NO TAX AREA ha consentito di non pagare un euro di tasse fino ai 15.000 € di reddito, ogni famiglia ha risparmiato da  200 a 600 euro di ICI, molti figli non hanno pagato nulla per ereditare ciò che i genitori avevano guadagnato con fatica e pagando già le tasse, l’alta velocita, costata miliardi di euro è oggi una realtà. È poi appena il caso di ricordare che nel periodo del Governo Berlusconi la lotta all’evasione, oggi un totem per tutti, ha prodotto solo nel biennio 2009-2010 il recupero di oltre 33 miliardi di tasse non pagate ( con Prodi il recupero fu di 9 miliardi). Ora Monti in maniera sobria e rassicurante, spiega che tutto questo non ci sarà più. La crisi internazionale è peggiorata, la speculazione finanziaria aggredisce i debiti sovrani, l’Europa (Germania e Francia) ci sorride, ma ci chiede più sacrifici di quando c’era Berlusconi, per cui bisogna eliminare i benefici e reintrodurre vecchie e nuove tasse. I Comuni in passato, per pura lotta politica, piangevano quando si parlava di bilancio preventivo per poi accorgersi al consuntivo di aver incassato più di quanto previsto, dovendo solo sacrificare gli sprechi e le spese clientelari, senza nessuna taglio ai servizi. I cittadini, che per convinzione o per propaganda dei media, avevano snobbato l’abolizione dell’ICI fatta dal Governo, concentrandosi sul rincaro delle tariffe non di competenza del Governo, tra poco avranno la sorpresa dell’IMU abbinata alla rivalutazione degli estimi catastali. Spero che in quel momento ognuno ragionerà con la sua testa e non con quella di Bersani, Vendola o Di Pietro, e capirà che la strada intrapresa dal precedente Governo era veramente rivoluzionaria ed a favore dei cittadini. Come oggi è chiaro a tutti, l’ICI fu tolta ai cittadini ed il suo gettito fu comunque trasferito ai Comuni a seguito di risparmi nel funzionamento dello Stato. Una riforma epocale che non è stata capita perché travolta dall’odio nei confronti di Berlusconi. Oggi c’è il sobrio Monti che con i suo modi borghesi, permette il ragionamento e la riflessione.  Spero che il “popolo” mentre pagherà l’IMU rifletta e ragioni.

*Consigliere regionale (Pdl)

Ore 13,23 – La replica di Emma Petitti, segretario provinciale del Pd.

Emma Petitti a Rimini con il Segretario nazionale del suo partito l'On. Bersani

“Nessuno rimpiangerà le politiche dell’ex premier”. Ho letto con sorpresa l’intervento del consigliere regionale del Pdl Marco Lombardi. Mi chiedo dove abbia vissuto in questi anni. Forse ha già dimenticato che dal 2001 il centrodestra ha governato 9 anni su 11, costantemente negando che ci fosse una crisi nel Paese e occupandosi solamente dei problemi personali del premier. Un governo fondato su cartolarizzazioni, condoni edilizi e finanziari, scudo fiscale, leggi ad personam e scandali sessuali…. Ricordiamo a Lombardi che Romano Prodi nel 2008 aveva portato il debito pubblico al 103%, lasciando un avanzo primario di gestione, puntando al pareggio di bilancio richiesto dall’Europa e iniziando il cammino verso l’equità fiscale. Ora, grazie a Berlusconi, Bossi e Tremonti siamo al 123%! Dopo gli anni del berlusconismo, il Governo Monti è stata la risposta all’emergenza del Paese, alla necessità di evitare il default greco a cui eravamo destinati e alla crisi di credibilità internazionale a cui Berlusconi aveva portato il paese.  Berlusconi non è riuscito a riformare il Paese perché troppo impegnato a risolvere le sue beghe processuali, invece di imporre una linea di rigore ed equità sociale che sarebbe servita all’Italia e gli avrebbe forse permesso di mantenere la promessa di “meno tasse per tutti”, che invece il suo governo ha aumentato per tutti. Oggi i Comuni sono costretti per conto dello Stato a fare cassa attraverso l’introduzione dell’Imu. Introduzione che aveva già previsto il governo Berlusconi con il ministro Tremonti a partire dal 2014. E mentre aveva un senso ridurre l’Ici sulla prima casa come aveva fatto nel 2008 Prodi (perché c’è differenza tra chi ha un monolocale o una megavilla), oggi gli enti locali si trovano costretti ad anticipare l’Imu nel 2012. In sostanza il Governo Berlusconi ha voluto togliere l’Ici solo per riproporla con gli interessi. La morale è che con la politica spettacolo del governo Berlusconi, che inseguiva un facile consenso, sono stati realmente massacrati i ceti più deboli, famiglie, lavoratori, piccole medie imprese. Siamo convinti che nessuno rimpiangerà le politiche dell’ex premier. Inseguire una politica di basso e facile consenso nell’immediato porta danni durevoli, e con gli interessi, a tutto il Paese.

 




ECONOMIA RIMINI RAPPORTO 2012

Giacomo Vaciago tra le numerose attività di ricerca si occupa di teoria della crescita e innovazione.

Ci sarà anche Giacomo Vaciago, professore Ordinario di Politica Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, mercoledì 28 marzo alla presentazione del Rapporto 2011-2012 sull’economia della provincia di Rimini. Ad introdurre i lavori, come di consueto, il presidente della Camera di Commercio, Manlio Maggioli, e quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Massimo Pasquinelli. Ad entrare nei dettagli del Rapporto, redatto per la seconda volta tenendo in considerazione di tutti i 27 Comuni della provincia, Massimo Guagnini (Partner, Prometeia Spa) e Guido Caselli (Ufficio Studi Unioncamere Emilia-Romagna). L’incontro si terrà alle ore 16,00 in Aula Magna del Polo Scientifico Didattico di Rimini dell’Università di Bologna (via Angherà 22, Centro storico).

Il quadro previsionale al 2013 delineato l’anno scorso da Prometeia – Scenari per le economie locali – e da Unioncamere Emilia-Romagna su informazioni di fonte Istat.

La nota della Camera di Commercio del 29 marzo 2011.

Le analisi riguardano principalmente le dinamiche del valore aggiunto, del commercio con l’estero e del mercato del lavoro, e sono, sinteticamente, qui di seguito esposte. Tra il 2011 e il 2013 ci sarà una modesta ripresa del valore aggiunto delle attività economiche, che crescerà, in provincia di Rimini, ad un ritmo medio annuo dello 0,5%, a fronte di un valore atteso dell’1,1% per l’Emilia-Romagna e dell’1,0% per l’Italia; la maggiore evoluzione spetterà al settore manifatturiero, che recupererà terreno a ritmi contenuti (1,4% in provincia rispetto al 2,0% a
livello sia regionale che nazionale), mentre il settore terziario, che a Rimini riveste un’importanza strategica, aumenterà solo dello 0,4%, con un’evoluzione più sostenuta in regione e in Italia, dove gli incrementi saranno dello 0,9%. Tra il 2011 e il 2013 l’export crescerà, in misura medio annua, in provincia di Rimini, del 4,0%, acquisendo un ritmo di sviluppo minore rispetto a quello medio annuo regionale (+5,7%) e nazionale (+5,3%); anche la propensione all’export (export/valore aggiunto x 100) risulta essere in aumento (da 18,3% del 2010 a 20,3% del 2013), anche se in misura comunque inferiore rispetto all’incremento che si avrà in Emilia-Romagna (da 32,5% del 2010 a 37,2% del 2013) e Italia (da
22,6% del 2010 a 25,6% del 2013). Nel mercato del lavoro riminese si evidenzia, tra il 2011 e il 2013, una lieve crescita delle unità di lavoro, quantificabile in un +0,3% medio annuo; la variazione sarà comunque inferiore a quella che si registrerà in ambito regionale e nazionale, laddove si avranno incrementi medi annui, rispettivamente, del +0,9% e +0,7%. Al 2013, inoltre, si attende, a livello provinciale, un tasso di
disoccupazione al 9,3% (dall’8,8% del 2010), che sarà superiore a quello dell’Emilia Romagna (che si ferma al 6,5% dal 5,8% del 2010) e allineata alla media italiana (9,4% nel 2013 rispetto all’8,5% del 2010). Dal quadro previsionale delineato si evince come la provincia di Rimini, nel triennio 2011-2013, sperimenterà una crescita di tutti e tre gli indicatori analizzati (valore aggiunto, export e unità di lavoro), anche se questa sarà più lenta rispetto alla crescita che si avrà in ambito regionale e nazionale; i segnali maggiormente preoccupanti riguarderanno il mercato del lavoro, laddove, al lieve incremento della domanda, si contrapporrà un forte aumento della disoccupazione.