NEL SEGNO DI ATENA

“Nel segno di Atena: politico femminile plurale”. E’ il titolo dell’incontro che si terrà sabato 10 marzo alle 17 presso la Cineteca comunale in via Gambalunga 27, Rimini per il ciclo di conferenze del Progetto Aspasia. Le grandi figure femminili della storia antica, protagoniste del pensiero, del mito e della tragedia, quali Diotima, Ipazia e Atena, utili a definire il profilo delle donne nella nostra contemporaneità. E’ su questi archetipi, sulla discriminazione ed emancipazione femminile che si dipana la relazione di Monica Centanni, professoressa di Letteratura greca. Il Progetto Aspasia è promosso dal Coordinamento Donne Rimini, con il sostegno di Volontarimini (Centro di servizi per il volontariato della provincia di Rimini), in collaborazione con la Biblioteca Civica Gambalunga, e con il patrocinio del Comune di Rimini.

Il profilo della relatrice.
Monica Centanni, professoressa di Letteratura greca, Università IUAV di Venezia Filologa classica di formazione, è studiosa del teatro antico (drammaturgia, strutture, funzione politica della tragedia greca; riprese del dramma classico nel Novecento); di civiltà tardo antica (il romanzo ellenistico e il passaggio tra paganesimo e cristianesimo); di storia della tradizione classica nella cultura artistica e letteraria, dall’antico al contemporaneo. Su questi temi ha curato mostre ed eventi teatrali, ed è autrice di studi e monografie. Fa parte del Consiglio della Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico). Coordina, con Paolo Morachiello, le attività del Centro studi classicA – Iuav “Architettura, civiltà e tradizione del classico”. Dirige la rivista on line “Engramma. La tradizione classica nella memoria occidentale”.




BULLETTI : “Di Pagliarani resta viva la lezione di rottura”

di Carlo Bulletti *

Elio Pagliarani è morto ieri all'età di 84 anni

Non tutti sanno che la nostra quotidianità è piena di segni e contributi che si devono principalmente al lavoro di Elio Pagliarani. La rottura del linguaggio aulico, il rifiuto dello stucchevole lirismo, l’importazione di una terminologia tecnico/scientifica e dichiaratamente antiretorica,  che il poeta nato a Rimini inoculò nella poesia e nella cultura italiana 50 anni fa diedero la spinta alla ‘sprovincializzazione’ di un Paese in trasformazione e incerto nel dopoguerra, che aveva bisogno di parole e visioni finalmente moderne. Dalla ‘nicchia’ di una poetica, di un impegno e di un alfabeto (e di una sobrietà, di un rigore e di un’etica) inusitati per chi aveva (e ha) della poesia l’immagine di un intimismo da rima baciata, la rivoluzione di Pagliarani e del Gruppo 63 si diramò successivamente nell’intera società italiana. E se oggi anche in una canzone di Jovanotti, di Samuele Bersani o di Vasco Rossi entra il linguaggio di tutti i giorni, perfino con le sue banalità e le sue cacofonie, molto probabilmente lo si deve anche a quegli intellettuali che oltre mezzo secolo fa si diedero il compito di cambiare il vocabolario dell’Italietta. Elio Pagliarani è stato riminese di nascita e negli affetti, specie nell’ultimo scorcio della sua vita. L’inizio e la conclusione, i due estremi di una parabola esistenziale, intellettualmente e professionalmente vissuta a Milano e Roma. Si sbaglierebbe nel cercare un ‘tratto tipico riminese’ nella sua Ragazza Carla o negli altri suoi lavori che piombarono come un sasso nello stagno della poesia nazionale. Gli si farebbe un torto. Di lui, del suo rapporto con la città e i luoghi che lo videro nascere e crescere, va conservato l’entusiasmo e perfino qualche rigagnolo di commozione delle sue recenti visite e dei suoi straordinari 80 anni festeggiati assieme a Rimini all’interno della manifestazione ‘Assalti al Cuore’. Elio Pagliarani non è stato un poeta dimenticato, nè da Rimini né dall’Italia. Al di là delle pagine a lui dedicate in tutte le antologie scolastiche sul Secondo Novecento letterario (spesso irraggiungibili temporalmente da studenti e programmi didattici), di Pagliarani resta viva e attuale la lezione di rottura delle barriere tra linguaggi, di visione critica su periodi impropriamente passati alla storia come ‘meravigliosi’. Basta accendere la radio o leggere un libro o guardare un film per potere rendersi conto della portata intellettualmente rivoluzionari di questo pioniere schivo e entusiasta. Per tutto questo, la Provincia di Rimini esprime il proprio cordoglio ufficiale per la scomparsa di Elio Pagliarani (Viserba di Rimini 1927- Roma 2012)”.

* Assessore alla Cultura della provincia di Rimini




UN PREMIO VERO

 

Elisabetta Rosaspina mentre riceve il Premio

Una serata semplice, bella e senza tanti fronzoli per premiare il merito di un gruppo di donne che quotidianamente svolgono con passione e senso del dovere il proprio compito. Così, in questo clima, ieri sera presso il Teatro Rosaspina di Montescudo ha avuto luogo la prima edizione e la consegna del Premio “Montescudo per le Donne”. Hanno partecipato la consigliera provinciale alle pari opportunità Leonina Grossi, il sindaco del Comune di Montescudo, Ruggero Gozzi (nella foto grande al centro), e gli assessori Elena Castellari e Gilberto Arcangeli. Premiate con una targa donata dall’Amministrazione comunale ed una pergamena dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia, Elisabetta Rosaspina, “cittadina montescudese d’adozione”, nella vita professionale giornalista corrispondente dall’Estero per  il Corriere della Sera e pronipote di Francesco Rosaspina, originario di Montescudo, uno dei maggiori incisori del Settecento e tutte le donne operatrici della Casa Protetta “S. Fantini”. Ecco le motivazioni. Per la giornalista di Via Solferino a Milano il riconscimento gli è stato attribuito per “l’impegno e la professionalità sempre profusi nell’espletamento della propria professione e per il coraggio dimostrato in occasione del suo rapimento avvenuto in Libia a fine agosto 2011”, mentre per le donne della Casa Fantini perchè “si occupano quotidianamente dei degenti ricoverati nella struttura, con professionalità, umanità  e con la dedizione di una buona “madre di famiglia”, sempre presenti e disponibili anche in situazioni di grave disagio come accaduto durante lo scorso mese di febbraio, per gli eccezionali eventi atmosferici.”.

“Di solito vengo a Montescudo un paio di volte all’anno – ha detto Elisabetta Rosaspina – ma era da un anno e mezzo che non riuscivo a tornare. Grazie per questa accoglienza, mi sento a casa”. Visibilmente emozionata, grata e gentile con tutti, la giornalista Elisabetta Rosaspina si è a lungo intrattenuta sul palco a scambiare due parole con le “colleghe”.

Foto di gruppo con al centro il sindaco Ruggero Gozzi

 

 




AUTOPRONTI, 40 DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE

Dal 1° marzo scorso 40 dipendenti su 73 dell’Autopronti Spa di Santarcangelo di Romagna sono in Cassa integrazione straordinaria (CIGS) per Crisi Aziendale. Si è giunti a questo risultato dopo mesi di “silenziose” e ampie trattative tra i vertici aziendali e i Sindacati Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl. La situazione di crisi dell’azienda, affrontata ai sensi di Legge e in particolare seguendo le indicazioni della Regione Emilia Romagna (Delibera n.692/09) non è nuova. Circa tre anni fa, più o meno con le stesse motivazioni, la storica concessionaria e officina autorizzata Mercedes-Benz “licenziò” 20 dipendenti. All’epoca la struttura societaria di Autopronti era ben più sostanziosa di quella attuale.  Le filiali in essere erano tre: Cesena, Pesaro e Santarcangelo con un totale di 135  occupati. L’intervento sulla forza lavoro, nel 2009, riguardò circa il 16% della forza lavoro.  Questo nuovo provvedimento, decisamente più pesante, insieme ad altri di natura più gestionale interna, avrebbe come obiettivo quello di superare le difficoltà aziendali rispetto ad un settore fortemente in crisi già dal 2008. (d.ch.)

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