Novità nella rilevazione delle presenze turistiche

Foto di Melucci

Maurizio Melucci, ex vice sindaco del Comune di Rimini ora assessore regionale. Siede anche nel Cda di Enit

RIMINI – Per il 2012 ci sono importanti novità sulle rilevazioni Istat del movimento turistico. Per questo la Provincia di Rimini ha organizzato un incontro per venerdì 20 dalle 10.30 alle 13 nella sede della Provincia di Rimini di via Dario Campana 64 – sala “A. Marvelli”. Saranno presenti ai lavori l’assessore agli Osservatori Statistici della Provincia di Rimini Juri Magrini, il dirigente del Servizio Fabio Tomasetti e Gian Paolo Oneto, direttore S.E.C. Istat, e Rossella Salvi, responsabile dell’Ufficio Statistica provinciale che  mostrerà i nuovi strumenti per la rilevazione. Interverrà anche Maurizio Melucci (foto), assessore al Turismo e Commercio della Regione Emilia-Romagna. L’incontro organizzato dalla Provincia di Rimini rientra nelle attività previste dal progetto europeo STAR (Statistical networks in Tourism sector of Adriatic Regions) che mira a creare una conoscenza condivisa nell’area adriatica.




“Crepino gli artisti!”

Foto di Pina BaushRIMINI – Serata di varia ed edificante umanità venerdì 20 gennaio al Mulino di Amleto dedicata al Teatrodanza con un omaggio a Pina Bausch (foto) con Barbara Martinini e Dirk Ploenissen. Ogni mese Il Mulino di Amleto (alla Grotta Rossa in via del Castoro 7 ) organizza un appuntamento con ospiti fissi e a sorpresa per cercare di ritrovare il senso del fare arte oggi. Video, performance e musica dal vivo. Occasioni di incontro-confronto e spazi aperti. Ospiti della serata di domani titolata “Crepino gli artisti”, Linda Hermes, Gruppo Movimento Centrale, Gruppo Città Teatro, Shellvibes e altri con la mostra fotografica Ex-Trarre di Gilberto Urbinati. Le serate sono in collaborazione con La strada dei vini e Cooperativa Poco di Buono. Inizio serata ore 21.00. Ingresso a offerta libera. Gestito dall’Associazione culturale Banyan Teatro per chiunque partecipi alle diverse iniziative è necessario diventare socio attraverso il tesseramento annuale.Tessera associativa 10 euro.  Info 0541-752056




Pil, Forlì-Cesena “stacca” Rimini

immagine euro per PIL forlì cesena e rimini

Secondo i dati diffusi da Unioncamere nell’ultimo bollettino “Scenari di sviluppo delle economie locali italiane” nel 2012 la provincia di Rimini correrà meno rispetto alle vicine Forlì, Cesena e Ravenna per la produzione di ricchezza pro capite. Nella speciale classifica elaborata a prezzi correnti, su 103 province, Rimini occupa il 33° posto con 25.675 euro di valore aggiunto per cittadino, preceduta da Forlì-Cesena, diciottesima in classifica, con 27.078 euro e Ravenna che si colloca appena sopra al 32° posto con 25.764 euro. Nelle prime tre posizioni troviamo Milano (34.797), Bologna (31.464) e Bolzano (31.173). Nelle ultime Agrigento (13.193), Crotone (13.078) e Caserta (13.002). Rimini va bene rispetto al dato medio nazionale (23.280). Pesante invece la situazione tendenziale di medio termine. Nel 2007, ai valori pre-crisi, il Pil pro capite locale era di 27.498 euro. Produciamo 1.823 euro in meno. Se si considera la stima la stima di 2.000 euro a famiglia per l’aumento dei prezzi nell’anno corrente è facile intuire la drammaticità di questa fase per molte famiglie.




Il Palazzetto intitolato a SIC

Foto di Marco Simoncelli - su concessione Team Gresini

Marco Simoncelli a Sepang pochi minuti prima del fatale incidente che il 23 ottobre gli costò la vita. Una delle foto che papà Paolo ama di più. Foto Team Gresini

La cerimonia per l’intitolazione del Palazzetto dello Sport di Coriano al giovane pilota Marco Simoncelli si è svolta venerdì 20 gennaio alle 10,30 in via Piane (al centro sportivo vicino a Valleverde). Al taglio del nastro e a scoprire l’insegna “Palazzetto dello Sport Marco Simoncelli” erano presenti il commissario straordinario del Comune di Coriano, Maria Virginia Rizzo e il padre Paolo Simoncelli. Il 20 gennaio Marco avrebbe compiuto 25 anni. Tantissime le iniziative in suo ricordo. Tra le più recenti a livello locale quella dell’Agenzia Mobilità di Rimini che della linea dell’autobus “42” che porta da Riccione a Coriano diventerà la linea numero “58”. Partiti anche i lavori nell’area dove a Coriano sarà posta la statua di Marco Simoncelli. Per questo progetto c’è anche una raccolta fondi in corso.




Finanziamenti pubblici per rete idrica e villaggi rurali

Logo della provincia di RiminiLa Provincia di Rimini nell’ambito del Patto per le misure  a programmazione negoziata riguardanti i servizi per la diversificazione dell’economia e lo sviluppo rurale (Asse 3 Programma di Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna – PSR) ha reso disponibili contributi (70% della spesa) che ammontano complessivamente a 553.894 euro; risorse che comprendono la quote comunitaria, statale e regionale. 504.775 euro saranno destinati all’ottimizzazione rete acquedottistica rurale e 49.119 euro allo sviluppo e rinnovamento dei villaggi. Per la rete rurale i progetti di bonifica e potenziamento delle condotte idriche saranno realizzati nei comuni di  Novafeltria, Saludecio, San Leo, Pennabilli, Sant’Agata Feltria, Talamello e Maiolo con otto progetti ritenuti finanziabili. Quanto agli interventi di sviluppo e rinnovamento dei villaggi riguarderanno il solo comune di Verucchio, attraverso un intervento di recupero  del Torrione della mura di San Giorgio, che diventerà un luogo destinato alla promozione e valorizzazione di vini di qualità.




La maternità in una prima inedita

Mostra sulla maternità | Sara Bovincini

Sara Bonvicini accanto alcuni scatti della sua prima mostra

SANTARCANGELO – “L’obiettivo sulla nascita” è il nome della prima mostra della fotografa riminese Sara Bonvicini. Nata da un’idea e da un incontro fortunato, con questa mostra Sara Bonvicini ha presentato ventuno scatti molti dei quali convincenti. Immagini armoniche in bianco-nero e a colori che trasmettono serenità e desiderio di creare con gioia. Il tema narrante è l’attesa della donna che sta per diventare mamma. Ci sono i sorrisi del neonato nei primi giorni di vita, le carezze affettuose e i gesti affettuosi di chi le sta vicino. Inaugurata il 6 gennaio scorso in una piccola e accogliente sala nel centro storico di Santarcangelo è rimasta allestita fino al 15 dello stesso mese. Sara che cosa ti è rimasto più impresso da questa prima esperienza? “Quello che non dimenticherò mai – racconta Sara a La Piazza – è l’emozione unica nel vedere quanta gente è intervenuta. Ho trattato il tema dell’amore famigliare, forse spesso dato per scontato ma che  a livello fotografico ha tante emozioni da regalare! Ed è anche per questo che ho scelto di esporre in un ambiente  intimo dalle luci soffuse e dai suoni ovattati”. Sara quale sarà il prossimo passo fotograficamente parlando? “A livello personale non ho ancora nuovi progetti ma il 29 gennaio due miei scatti insieme con un’altra ventina di fotografie di colleghi saranno esposte al Museo della città di Rimini nell’ambito di una mostra aperta in occasione della presentazione del nuovo Circolo di Cultura Fotografica di Rimini nato da qualche mese in seno all’Acli di Rimini e di cui sono socia fondatrice. Sarà l’occasione per presentare questa nuova realtà culturale e gruppo di lavoro e di ricerca alla cittadinanza intera”. Tornando alla mostra, come è nata l’dea? “L’avventura di questa mostra nasce dalla disponibilità di un’ostetrica Paola Carlini. Paola  dopo aver visto alcuni miei scatti mi ha proposto una collaborazione e l’occasione di esporre le mie fotografie nello spazio in cui lavora. Incontrate diverse mamme e diversi piccoli ho realizzato gli scatti”. Il sogno nel cassetto? “Fare della fotografia il mio futuro, la mia vita e il mio lavoro”. Noi glielo auguriamo.




Murales felliniani in pericolo

Sulla sponda settentrionale del Marecchia, dove l’acqua dolce si mescola al sapore salmastro e rugginoso del mare, un piccolo museo a cielo aperto sta perdendo, nell’indifferenza generale, le sue opere più preziose. Chiunque abbia nostalgia della Rimini d’altri tempi sa bene che, per rivivere quelle atmosfere, basta attraversare il Ponte di Tiberio e tuffarsi nel gomitolo di vicoli e piazzette di Borgo San Giuliano. Qui però, diversamente da quanto succede in un museo tradizionale, non ci si mette in fila per entrare, non si paga alcun biglietto e l’orario di chiusura è così flessibile che il visitatore può placidamente attardarsi in una delle tante osterie senza che arrivi il sorvegliante per cacciarlo. La domanda sorge ora più che spontanea: ma cosa diavolo ci sarà mai da vedere nel Borgo? Come ogni gioiellino artistico, il Borgo offre scorci interessanti e opere di valore. Piccoli tesori che, da qualche anno, esigono un occhio di riguardo in più. Innanzi tutto, l’architettura! Anche dopo graziose ristrutturazioni, le case a schiera di San Giuliano conservano i segni di un’edilizia popolare, vagamente medievale, scomparsa sotto le bombe angloamericane nel resto della città.  Beh, tutto qui? Certo che no. I curatori del “museo” hanno pensato bene di offrire agli occhi del visitatore qualcosa in più rispetto ai semplici mattoni: il colore. Già, perché non esisterebbe il Borgo senza i suoi murales. Paesaggi marini, monumenti e creature felliniane fanno la loro comparsa sulle facciate delle abitazioni, accanto a una finestra, dietro una buchetta delle lettere. Le opere, che dalla prima edizione della “Festa de’ Bòrg” (1979) hanno cominciato a tappezzare le pareti di San Giuliano, sono opere di artisti fra cui, Luciano Maroncelli, Giacomo Foglietta, Maurizio Minarini. Il filo conduttore è il fortissimo legame con il folklore romagnolo, la tradizione marinara e i personaggi carnevaleschi che hanno ispirato i film di Federico Fellini, il “Riminese più famoso del mondo”. Quanto alla street-art, invece, il camminamento lungo l’invaso il Borgo offre sgargianti graffiti a bomboletta spray, anch’essi opera di talentuosi writers fra cui Davide Salvadei, in arte “Eron”. Insomma, colori in ogni stile e declinazione. Ma veniamo ora alla nota dolente. Complici il passare degli anni e la morsa degli agenti atmosferici, i murales sbiadiscono, si scrostano. Dei più vecchi s’intuiscono solo i contorni, qualche tinta che non si decide a scolorire e i borghigiani, insofferenti a tanta decadenza, rimbiancano, cancellando per sempre quelle rustiche pennellate dismesse. Anche i graffiti non se la passano bene. Ancora non esiste un progetto del Comune che regolamenti e stabilisca, in maniera definitiva, un piano di riqualificazione. Incentivare la produzione di graffiti (magari istituendo una gara con “Rimini” come tema) potrebbe rivelarsi un’ottima soluzione per attirare giovani artisti e aggiungere, al quartiere storico per antonomasia, un tocco di fantasia e modernità. San Giuliano, antica residenza di operai, lavandaie, vetturini e lupi di mare, è forse l’unico quartiere della città che vanti un retroterra culturale e bozzettistico così spettacolare. Sarebbe un peccato non valorizzarlo al meglio e preservarne lo spirito. Da anni la “Società de Borg” si occupa dell’organizzazione della celebre Festa che, a cadenza biennale, coinvolge l’intera cittadinanza (e non solo). Quest’anno il tema scelto dai giovani della Società è “Artorne me futur” (Ritorno al Futuro), una sorta di “spauracchio” alla famigerata profezia Maya: due notti in cui, per incanto, passato, presente e futuro coincideranno. Sarebbe bello che da questa unione scaturisca anche un progetto per salvaguardare le opere di tanti artisti per fare in modo che, una volta riportate a nuova gloria, possano colorare le vie del Borgo anche nei prossimi anni.

Alberto Biondi




Il “vigneto riminese” in estinzione

Vigne Rimini viticoltura

C’è anche una previsione che si è rivelata completamente errata e Claudio Bertuccioli, del Servizio tecnico della locale Cia – la Confederazione italiana agricoltori –  l’ha giustamente fatto notare nel corso della sua relazione sul “vigneto riminese”  alla platea del V Forum della Cia nazionale  svoltosi  recentemente al Palacongressi di Rimini. Vediamo quale. “La coltivazione della vite in provincia di Rimini ha origini molto antiche” ha detto in apertura Bertuccioli. “La maggior parte dei nostri vigneti si colloca tra i 100 e i 300 metri sul livello del mare. Una tipica viticoltura di collina con alterne vicende. Da coltivazione arborea prevalente negli anni ’70 e ’80 ha visto una progressiva contrazione prima lieve negli anni ’90 incrementata poi velocemente nell’ultimo decennio” ha specificato l’agronomo riminese. La questione più evidente è sicuramente quella legata all’estensione delle aree coltivate. La superficie a vigneto in provincia di Rimini (dati Istat) è passata da 4450 ettari nel 1980 ai 2453 del 2010. Ma c’è stato anche un altro importante cambiamento. “Contemporaneamente alla riduzione delle superfici coltivate il vigneto locale – ha ricordato Bertuccioli – ha subito una modificazione anche nelle sue caratteristiche strutturali.  Ai nuovi impianti sono stati introdotti i vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay. Tutti a scapito del Trebbiano e poi sono state modificate sia le forme d’allevamento sia le rese per ceppo. Così con un infittimento dei sesti d’impianto e del numero di ceppi per unità di superficie si è passati dalle 2mila viti per ettaro ai 3.300 4.000 ceppi-ettaro e contestualmente si è ridotta drasticamente la superficie dei vitigni bianchi a vantaggio del Sangiovese e degli altri vitigni a bacca rossa in seguito a una moda che a metà anni ’90 avevano decretato la fine dei bianchi e un futuro radioso dei soli rossi, previsione storicamente rivelatasi errata”. Attualmente, infatti, il Sangiovese in provincia di Rimini rappresenta il 63% della superficie vitata provinciale. Tornando alla questione delle superfici, “la diminuzione della superficie  – ha affermato il tecnico – è andata di pari passo con altri due fenomeni. Il primo di tipo socio-demografico il secondo economico. “Il progressivo calo delle aziende, soprattutto di quelle condotte da ultra sessantacinquenni, è stato accompagnato dall’abbandono della coltivazione, tradizionalmente legata agli imprenditori più anziani. Dalla metà degli anni ’90, inoltre, i principali gruppi cooperativi del territorio che intercettavano oltre il 50% della produzione vitivinicola locale, sono entrati in un vortice di criticità finanziaria che ha visto dapprima un progressivo indebolimento della struttura patrimoniale e poi un’inevitabile ripercussione sui prezzi di liquidazione delle uve. Queste crescenti difficoltà hanno interessato una a una tutte le cantine cooperative della provincia di Rimini e poi hanno contagiato anche alcune grandi strutture private che acquistavano ingenti quantitativi di uve sul mercato locale.” A complicare ulteriormente la situazione si è messa di mezzo anche la globalizzazione del commercio che ha portato sui mercati mondiali nuovi e agguerriti competitors. “L’andamento dei prezzi degli ultimi dieci anni rilevati dalla Camera di Commercio di Rimini (definiti da Bertuccioli lacunosi e poco attendibili) e  quelli derivanti dai listini di liquidazione di una delle strutture cooperative più rappresentative del territorio collinare riminese mostrano come la pressione sui prezzi (vedi approfondimento)  si è fatta man mano insopportabile. Insomma quanto basta per comprendere la ragione per cui ci sia stata una vera e propria corsa all’estirpazione dei vigneti e alla progressiva riduzione della produzione vitivinicola.” Tutto negativo? No. “Accanto a vecchi vigneti nuove imprese hanno visto la luce. Sono nate così interessanti aziende vinicole che si caratterizzano per aver adottato criteri innovativi di coltivazione, più rispettosi dell’ambiente e più attenti alla qualità del prodotto finito, il vino. Negli ultimi anni molte di queste realtà hanno ricevuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale per la qualità delle loro produzioni”.

Approfondimento prezzi.
Un’uva Sangiovese di 11,50 gradi idonea alla produzione di un vino a Denominazione di origine è passata da una quotazione di 47,30 Euro dell’anno 2002 a 25,11 Euro del 2009 ultimo anno completamente liquidato ai soci conferitori. La diminuzione è del 47% ma nel 2008 ha abbondantemente superato il meno 50%.  Se si considera  una produzione media per ettaro attorno ai 120 q.li (stima ottimistica, nel 2011 nella collina le rese non superano gli 80 q.li/ettaro) si avrebbe una produzione lorda vendibile di circa 3 mila Euro/Ha rispetto ai 5.676 del 2002. La Cia ha  limitato la propria indagine all’ultimo periodo ben sapendo che la diminuzione nelle quotazioni è stata anche maggiore se il confronto fosse fatto prendendo a riferimento periodi precedenti. A maggior ragione se a essere presi in considerazione siano i prezzi medi complessivi liquidati facendo la media di tutte le uve conferite (a Denominazione d’Origine e non DO, bianche e rosse). In tal caso i dati sono ancora più deprimenti e la PLV (Produzione lorda vendibile)  per ettaro si collocherebbe ampiamente al di sotto dei tremila euro (2522). Fonte: Cia Rimini.

I premi nel 2011.
Alla XVII edizione del concorso “L’olio novello in tavola” sono state cinque aziende riminesi premiate. Azienda agricola “Podere Borgo Palazzo” di Valente Maurizio (Torriana), 2° Cini Gino e Xhelili Jolanda (Montegridolfo), 3° Azienda agricola “Dal Fatourin” di Marchesi Daniela (Santarcangelo di Romagna). I premi sono stati consegnati da Nadia Fraternali sindaco di Montegridolfo e da Juri Magrini, assessore alle Attività produttive della Provincia di Rimini.