Verso la VII Conferenza del volontariato

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Obiettivo sarà favorire i rapporti e valorizzare l’impegno e l’esperienza dei volontari in Emilia-Romagna. Un percorso di richiamo per tutte le associazioni della regione e anche per le organizzazioni di Cattolica e della Valconca intera.
L’impegno è cercare di fare il punto sull´immenso patrimonio del volontariato in regione e tracciare le linee strategiche per lo sviluppo del settore nei prossimi anni, che si preannunciano ricchi di sfide, di fronte a una realtà con bisogni sempre più complessi e articolati. La legge regionale 12/2005 sul volontariato prevede un percorso partecipato di preparazione della conferenza regionale. Recentemente sono stati rinnovati gli organismi di rappresentanza, in particolare i membri dell’Osservatorio regionale del volontariato, del Comitato di gestione del fondo speciale del volontariato (Co.Ge.) e di diversi consigli direttivi dei Centri Servizi del Volontariato (Csv). In più, nelle Assemblee provinciali sono stati eletti i nuovi membri dei Comitati paritetici e i quattro rappresentanti del volontariato nel consiglio del Co.Ge.
Ora, in vista della Conferenza, l’attività entra ancor più nel vivo e i soggetti coinvolti stanno orientando tutte le attività, le riflessioni e i confronti – attivati a livello di associazioni, organismi di rappresentanza e istituzioni – all?interno di un percorso preparatorio.
In Emilia-Romagna sono iscritte al registro regionale 2.995 organizzazioni di volontariato. Di queste 913 svolgono attività sanitaria e 1.110 socio-assistenziale.
Una realtà, quella del volontariato, di grande consistenza che rappresenta un pezzo fondamentale del modello sociale emiliano-romagnolo: pensiamo solamente al trasporto sociale e sanitario, alle strutture di accoglienza, agli interventi di emergenza.
Il quadro generale evidenzia anche elementi di criticità che si potrebbero definire strutturali, come ad esempio il predominio degli ambiti socio-sanitario e assistenziale, l’aumento del numero delle organizzazioni a cui non corrisponde un aumento del numero di volontari, la difficoltà di avvicinare il mondo giovanile, il problema del ricambio generazionale, non tanto della base associativa attiva quanto e soprattutto dei livelli di responsabilità gestionale e di responsabilità “politica” in senso lato. I dati segnalano la solidità di una parte fondamentale del capitale sociale in regione: una realtà che attraverso l’agire concreto e consapevole dei volontari promuove i valori della prossimità, della gratuità, della solidarietà, della partecipazione e dell’autorganizzazione, sperimentando dal basso soluzioni concrete per rispondere ai bisogni vecchi e nuovi delle persone, delle famiglie, della società.
Gli esiti della crisi dapprima finanziaria, poi economica, ora anche sociale e gli effetti dei tagli ai bilanci degli enti locali e ai trasferimenti statali prodotti dalle politiche governative, cambiano sostanzialmente lo scenario. Un Welfare che si trova a contemporaneamente a fronteggiare il calo delle risorse e l’aumento dei bisogni e delle problematicità: riduzione delle disponibilità economiche sia pubbliche sia private, aumento delle richieste di aiuto (nuove povertà), richieste per fronteggiare la destrutturazione di servizi importanti (scuola, educazione ecc.). Il capitale sociale non è un dato assoluto: può erodersi, se non adeguatamente valorizzato e alimentato. La convenzione resta che il volontariato ha molto da perdere se lo Stato viene meno al compito di garantire i diritti. Così il mercato ha molto da perdere, se si erode il capitale sociale che produce la fiducia alla base di una sana economia.
Se l’azione volontaria sostituisce acriticamente risorse pubbliche, il volontariato rifluisce su di un ruolo meramente prestazionale e rinuncia alle proprie caratteristiche di gratuità, di dono, di fantasia, di innovazione, di tessitore di relazioni solidali e, non ultimo, di fattore di coesione nell’attuale società segnata da un preoccupante aumento dell’individualismo, dell’indifferenza, dell’insignificanza valoriale.
Per informazioni: Volontarimini.
tel. 0541 709888 – upandgo@volontarimini.it

Convegno: amministratore di sostegno

– Venerdì 25 novembre, nell’aula Falcone Borsellino del Tribunale di Rimini (via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 11), si terrà il convegno “Amministrazione di sostegno quale forma concreta di volontariato competente” dal Tribunale di Rimini in collaborazione con Volontarimini e le associazioni Avvocati solidali e Figli del Mondo.
Si tratta di uno degli appuntamenti di “Viaggio in Tribunale”, un’iniziativa giunta quest’anno alla sua quarta edizione e collegata alla celebrazione della “Giornata europea della Giustizia Civile”.

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