San Gregorio – L’Antica Fiera

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San Gregorio – L’inizio fu l’abbazia benedettina

Controllava un vastissimo territorio: Pesaro, Rimini, Verucchio, Corpolò, Faetano, San Vito, Bordonchio, Misano Monte, San Savino, Mondaino, Montecchio, Fiorentino, Chiesanuova

– L’abbazia di San Gregorio di Morciano controllava un vastissimo territorio. Nel XII secolo, nel suo massimo splendore, i possedimenti andavano da Urbania a San Marino (Faetano, Fiorentino, Chiesanuova), fino a Pesaro e Rimini, senza tralasciare terre e chiese della zona di San Leo.
La forza la si può leggere anche da quello che resta dell’antico impianto architettonico: un immenso chiostro sul quale si affacciavano tutti gli ambienti monastici; tra cui una chiesa a tre navate che dominava il fiume Conca e che forse non fu mai ultimata.
Ed è molto probabile che attorno all’abbazia si svolgesse San Gregorio, la fiera di primavera dove i contadini si trovavano per vendere ed acquistare bestiame, mercanzia varia e fare affari.
Potente e nobile nelle origini San Gregorio. Dietro ci sono San Pier Damiani, frate benedettino di Fonte Avellana (bellissimo eremo alle pendici del Monte Catria), che predicava contro i facili costumi della chiesa di allora e Pietro Bennone e la moglie, ricchissima famiglia riminese senza eredi che lasciarono tutto, in più donazioni (1061, 1064 e 1069), al prestigioso frate.
Scrive Emiliano Bianchi nel libro “Il monastero di San Gregorio in Conca”: “Ma la prima testimonianza dell’esistenza del monastero di San Gregorio in Conca risale all’anno 1061… Considerando che non esiste altro documento in grado di fare chiarezza al riguardo, è possibile congetturare che la fondazione del cenobio sia avvenuta nel 1061, o forse nel 1069, poiché in quel periodo Pier Damiani era in Romagna in veste di promotore e divulgatore dell’opera di rinnovamento monastico e di sviluppo della Congregazione di Fonte Avellana”.
Così in contemporanea con la fondazione del monastero, la madre di Pietro, Ermengarda, fece la prima donazione: terre (almeno di 400 ettari e due chiese) nell’Urbinate.
Tre anni dopo, il 25 maggio del 1064, la gentildonna, effettuò un altro lascito. I beni si trovavano nei dintorni di Rimini; non si hanno notizie sull’estensione.
Invece, sulla terza e più importante donazione, quella del 17 giugno del 1069, fornisce al monastero morcianese beni immensi: terre ed immobili a Pesaro, Rimini, Verucchio, Corpolò, Faetano, San Vito, Bordonchio, Misano Monte, San Savino, Mondaino, Montecchio, Fiorentino, Chiesanuova.
Forse per la protezione degli averi, Pier Damiani li sottopose al vescovo di Rimini. Tali atti giuridici crearono degli atriti tra il vescovo ed i benedettini di San Gregorio. In parte dissolti, quando l’alto prelato riminese restituì i beni in enfiteusi, proprietà perpetua.
Nel secolo seguente, il convento, grazie a donazioni, acquisti ed enfiteusi continuò ad ampliarsi. Tra i maggiori fu il possedimento di Saludecio che giungeva fino al fiume Foglia.
Dopo lo splendore, inizia una lenta decadenza. Scrive il professor Pier Giorgio Pasini nel libro “Arte in Valconca: “All’inizio del XV secolo l’abbazia di San Gregorio – che doveva essere in piena decadenza come tutte le altre fondazioni monastiche – fu unita a quella riminese di San Paolo eremita e poi a quella degli Olivetani di Scolca, di cui seguì le vicende fino alle soppressioni napoleoniche, conservando solo una piccola parte del suo patrimonio, ma mantenendo il possesso della chiesa di San Michele Arcangelo di Morciano.
Nel XIX secolo fra i ruderi dell’abbazia venne costruita una chiesuola che sulla fronte del suo piccolo altare conserva ancora uno stemma cinquecentesco degli Olivetani, ormai l’unica memoria superstite degli antichi ‘monaci bianchi’.
Nel 1798 “fu per disposizione governativa trasportata in Morciano la fiera che si teneva al convento nel giorno del Santo titolare: e così Morciano, come ebbe il principio della sua vita commerciale da questa Abbazia, ne raccolse pure la eredità, perché la fiera di San Gregorio è la piü frequentata e celebre di tutte le sue fiere”.

‘Nella natura i misteri della terra’

Questa pagina ricorda Tullio scomparso prima del tempo nel dicembre 2004 causa un incidente

– Tullio Becci è morto il 24 dicembre del 2004 per le conseguenze di un banale incidente stradale. Aveva 80 anni. Originario di Sestino (Arezzo), giunse a Morciano come operaio alla Ghigi. Per diletto cantava (faceva parte del Coro Città di Morciano), scriveva (pubblicato due libri). Persona buona, per molti anni per la Fiera di San Gregorio era solito regalare ai lettori della Piazza una delle sue poesie che raccontano la bellezza della natura con i colori del cuore: semplici, avvolgenti, dirompenti. Capisci che le devi stare dentro: madre terra è la nostra culla. Per onorare la figura di Tullio pubblichiamo una delle sue poesie per San Gregorio. Riproponiamo l’articolo con il quale Carla Chiara presentava il libro di Becci appena uscito nel febbraio 2004.

IN RICORDO

di Carla Chiara

– I colori sono pastello, il tratto gentile. Un’attenzione genuina e rispettosa alla vita con parole per le storie, i sentimenti, le cose. Due “dee”: flora e fauna. Il ritmo interiore è offerto con semplicità affettuosa. Come a dire:- Non ho nulla da insegnare se non la bellezza dell’“accorgersi”.
L’invito è generoso: a non distrarsi, a rileggere quel che succede, perché ci sono particolari che sfuggono, o sembrano irrilevanti, e invece valgono la pena di essere sottolineati.
Pagina novantasei: “Le mani” – Pietra su pietra i versi “ri-costruiscono” le sette meraviglie del mondo antico come conforto e testimonianza dell’incessante lavorare dell’uomo.
Pagina ventotto: “Lo scricciolo” Malizioso e curioso nel suo coraggio di “volare alto”, più alto dell’aquila: in vedetta, acquattato sulla schiena dell’ardito rapace.
Pagina ventidue: il martello pneumatico e il Picchio! Una identica ostinazione sonora. Nella simile reciproca fatica sta l’orgoglio di iniziare tutto dalle fondamenta.Così, è abbastanza chiaro, che non avrà mai le ali chi dimentica le radici.
Le radici, per Tullio Becci, sono nella Madre Terra – violentata, prosciugata, certamente, ma che sa esprimere ancora tutta la sua solennità religiosa
Il passato porta al futuro: siamo in un laboratorio dove le generazioni, come i mesi dell’anno, possono e devono impegnarsi ad offrire autentici frutti di stagione. L’occhio, che sa vedere il quotidiano, avrà sempre l’orizzonte più vasto, nel quale, anziché perdersi, cercherà l’infinito del piccolo. Il libro ha il profumo d’inchiostro del quaderno di “bella copia” e in calligrafia…

LA POESIA

L’agnello


L’illustrazione di Angelo Leoni è tratta dal libro “Natura e amore” di Tullio Becci. Raccoglie storie di animali, di alberi e sentimenti.
La dida a corredo: “La sua vita è breve. Non dura più di due o tre mesi”

È Pasqua, è primavera: tutto è bello,
ci si scambia regali e tanti auguri.
Sin dai tempi passati e nei futuri
non sarà Pasqua se non v’è l’agnello.

Io che da bimbo ho fatto il pecoraio
non vi so dir quanto mi fe’ penare
sentire mamma pecora belare,
saper suo figlio in mano a un macellaio

e che mai più ritornerà all’ovile
di fronte a l’interesse ed al palato;
ci sarà sempre chi farà l’agguato
a questa creatura inerme e umile.

È festa: non pensiamo al suo dolore,
saziamo il nostro corpo con piacere;
in fondo in fondo sembra sia un dovere
con lui far buona Pasqua del Signore…


Laura D’Avolio, classe V, studentessa del Liceo artistico “F. Fellini” di Riccione, ha firmato il manifesto dell’Antica Fiera di San Gregorio 2011. E’ scaturito da un concorso indetto dal Comune di Morciano e il Lions Club Valle del Conca con il Liceo “Fellini” . Presidente di giuria Rossano Guerra, docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino

Libri, serate con l’autore

Tre serate: 8, 11 e 12 marzo. Con la poesia, la politica, l’Unità d’Italia, Dante

– San Gregorio è anche libri. L’associazione e il comitato per la difesa dei diritti del cittadino Katartis e Morciano in Comune la seconda edizione della Rassegna Culturale “Partecipa con l’Autore” a Morciano di Romagna presso Pasticceria Garden, durante la Fiera di San Gregorio.
Curatore, direzione artistica, direzione tecnica: Hossein Fayaz, Giuliano Cardellini, Daniele Arduini.
Un ciclo di presentazione dei libri e dibattiti con vari autori, operanti nel nostro territorio con il seguente calendario:

8 marzo (ore 17-19)
Attualità e Giornata della donna – Hossein Fayaz, presentazione “Quale Morciano 2030?“(attualità). Marina Andruccioli, presentazione libro “L’attesa” (romanzo), Angelo Chiaretti, relazione “Le donne in Dante” (poesia).
11 marzo (ore 17-19)
Poesia nella Valconca
Giuliano Cardellini, presentazione libro “nel godere dell’amore” e inediti (poesia)
– Roberto Sarra, presentazione libro “ La mia antologia” (poesia)

12 marzo (ore 17-19)
150 anni dell’Unità d’Italia nella Valconca. Maurizio Casadei, “La Valconca tra ‘700 e ‘800” (storia), Silvio Di Giovanni, “Risorgimento nella Valconca” (storia), Alessandro Agnoletti, “La Valconca nel ‘900″ (storia).

Musica, in ricordo di Silvano Soprani

– “in…canto a Morciano”. Concorso canoro per solisti e gruppi vocali è anche la prima edizione del premio Silvano Soprani, una bella persona, nonché commerciante ed assessore, scomparso prima del tempo. L’appuntamento è il 10 marzo, ore 21, presso il padiglione fieristico. E’ un bel modo per onorare la figura di Soprani.

Gli animali come momento di attrazione

12 e 13 marzo. Mostra nazionale bovini (razza romagnola), ovini e equini
– Un animale da lavoro, oggi considerato una delle carni migliori in assoluto. Fino a pochi decenni fa era il trattore degli agricoltori. Dotato di grande resistenza, docile, in coppia (si chiamavano Ro e Bunì, il primo a sinistra, il secondo a destra) aravano i campi. Aveva una grande capacità di adattarsi a terreni difficili. Ottimo animale da pascolo allo stato brado. La moderna opera di selezione ha migliorato l’attitudine alla produzione della carne tanto in termini di resa al macello che di qualità del prodotto.
La razza romagnola vanta origini antichissime; come ormai sembra accertato, deriva dal Bos Taurus Macrocerus (Uro dalle grandi corna), un bovino originario dalle grandi steppe dell’Europa Centro-Orientale da cui sarebbero derivate diverse razze simili per costituzione, tipo, mantello, forma della testa e degli arti. L’arrivo in Italia degli antenati della romagnola è databile intorno al IV secolo dopo Cristo, con l’invasione dei Longobardi guidati da Agilulfo.
Lo stabilirsi nelle regioni della Romagna delle popolazioni al seguito dell’esercito e l’adattamento all’ambiente italico dei bovini portati dai Longobardi, ha portato fino alla selezione che conosciamo oggi.
In crisi con l’arrivo della forza motrice dei trattori, nell’ultimo decennio la Provincia di Rimini si è prodigata per riportare la razza romagnola nelle stalle.
Per la Fiera di San Gregorio, i bovini di razza romagnola sono delle autentiche star. Con il contributo della banca popolare Valconca è stato istituito un concorso che premia gli animali più belli.
Il suo allevamento è diffuso nelle province di Bologna, Forli-Cesena, Rimini, Ravenna, Pesaro e Firenze. Riconoscibile dal mantello grigio-chiaro tendente al bianco, particolarmente nelle femmine, con sfumature grigie in diverse regioni del corpo, il bovino Romagnolo può vantare un notevole sviluppo muscolare, un’ottima conformazione del bacino e una spiccata robustezza degli arti.
Le razze cugine della romagnola sono la chianina e la marchigiana. In pratica tale bovino si trova su tutta la dorsale appenninica italiana, seppure con nomi diversi.

Fichi, se ne vendono circa 300 quintali

– Il fico secco è (soprattutto era) una delle caratteristiche della tradizione della Fiera di SanGregorio, detta anche Fiera dei Fichi. Un tempo tutti i visitatori li acquistavano; oggi la stragrande maggioranza degli avventori ne mangia almeno uno ed una confezione la porta a casa. Durante la fiera se ne vendono circa 300 quintali. Una cifra che potrebbe sembrare alta, in realtà negli anni addietro se ne consumavano oltre 500 quintali.
Originario dell’Asia Minore, Persia, il fico fu introdotto in Italia in tempi remoti; è ampiamente coltivato ma cresce anche spontaneamente sulle rupi e sui muri nelle zone calde.
E’ un arbusto con la corteccia liscia di colore cenerino e contiene un latice bianco acre, amaro, bruciante e irritante che imbeve tronco, rami, foglie e persino il peduncolo dei frutti. Il lattice ha azione vermifuga e purgativa molto violenta e pericolosa. Esternamente invece è adoperato per far sparire le verruche e i porri. Le foglie di forma ovale cuoriforme hanno un lungo picciolo e sono divise in lobi con il margine dentato. Ottimo lassativo e digestivo.

CURIOSITA’
Il 12 marzo non è San Gregorio

– Non è San Gregorio Magno (Roma 540 – Roma 6004) il 12 marzo. E non è uno scherzo di Carnevale, o da pesce d’aprile. Sul calendario cristiano si legge: San Massimiliano. Non sarà prestigioso come Gregorio che è anche uno dei dottori ma sempre un santo è. San Gregorio si festeggia il 3 settembre.

San Gregorio, lo sport

Dieci giorni con boxe, karate, bocce, danza, boccette

LO SPORT

– Lo sport è una delle caratteristiche di San Gregorio.
C’è un programma per ogni palato e tutto però legato alle attività che si svolgono nelle nostre zone: boxe, karate, bocce, boccette, bocce.
Il clou, come tradizione vuole, non ci sono dubbi, è il 11 marzo, ore 20,30 al Padiglione fieristico. Si celebra “La Notte del Ring” organizzata dall’Accademia Pugilistica Valconca.
Dietro c’è la passione di Rico Maestri, il padre nobile della società che ha sede in San Clemente.
Saranno tanti gli appassionati che si ritrovano per la nobile arte e a tifare per gli amici e coloro i quali salgono sul quadrato.
Sul Ring salirà la selezione della provincia contro una pugliese.
I combattimenti con i colori dela Pugilistica Valconca: Mirko Del Tito, Francesco Golfi, Erion Sopi Erion e Gian Maria Castaldo. Inoltre, ci saranno anche atleti di Santarcangelo e di Riccione.
Nel K1 salirà Matteo Ricciardi (Pugilistica Valconca) e un incontro femminile.

Per piante e fiori

– Tra le attrazioni della Fiera di San Gregorio sono le piante e i fiori. Da anni i vivaisti costruiscono dei “giardini” in alcune strade del paese. C’è anche qualcuno che vende un albero da frutto per un altro, ma poco importa. L’importante è mettere a dimora qualcosa. Soprattutto se nobile

Cartellone Eventi

5 MARZO
Ore 9- 20 – Domeniche dei Portici
Ore 9-12 – Macchine agricole in via Colombari
Ore 15 – Apertura stand al padiglione fieristico
Ore 21 – Concerto rock con Lu e Hoorible…
Ore 21 – PalaPedriali – Concerto Nobraino e Keef

INAUGURAZIONE
6 MARZO – DOMENICA
Ore 10 – Inaugurazione Fiera (Palazzo comunale)
Ore 9- 19 – Mercatino delle hobbiste (parcheggio ex Ghigi)
Ore 9- 20 – Domeniche dei Portici
Ore 21 – Commedia “Un requiem… per carità”.

7 MARZO
Ore 10- 12.30 – I giovani e l’Unità d’Italia
Ore 20 – Gara di bocce
Ore 20.30 – Gara di boccette
Ore 21 – Rassegna corale Città di Morciano

8 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara di boccette
Ore 21 – Orchestra La Nuova Romagna Folk

9 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara provinciale di boccette
Ore 21 – saggio Centro danza “la Plume”

10 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara provinciale di boccette
Ore 21 – Premio canoro Silvano Soprani. 1° Memorial

11 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara provinciale di boccette
Ore 20.30 – La Notte del Ring
Ore 21 – Baraka’s Pub – Torneo di braccio di ferro

12 MARZO – SAN GREGORIO
Ore 9- 20 – Le domeniche dei portici
Ore 9- 12 – Parcheggio Ghigi. Le hobbiste in mercato
Ore 12 – 14 – Gara provinciale bocce
Ore 9 – 13 – Foro Boario. IX Mostra provinciale bovini (razza romagnola).
Ore 9 – 17 – XIX Mostra mercato cavallo e ovini
Ore 18 – Chiesa San Michele: la messa
Ore 20.30 – Gara di boccette
Ore 21 – Spettacolo “Nel paese dei balocchi…”

13 MARZO – DOMENICA
Ore 9 – 20 – Le domeniche dei portici
Ore 9 – 19 – Parcheggio Ghihi. Le hobbiste in mercato
Ore 9 – 17 – XIX Mostra mercato cavallo e ovini
Ore 8.30 – Gara di boccette
Ore 9 – 17 – Memorial Conteduca (karate)
Ore 21 – Commedia dialettale “Gnènca e chén e mov la coda per senza gnint”

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