Migranti, sentiamoci a disagio

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LA CULTURA

di Mario Galasso*

– A chi come noi abita sulla Riviera Romagnola, il mare evoca l’estate, la spiaggia o la navigazione nell’Adriatico, magari di notte quando, scrutando il cielo, si distinguono tante stelle quante non se ne possono immaginare in città e ci si lascia riempire i polmoni di un’aria tersa, satura di salsedine e dei sentori della macchia mediterranea. E’ una veglia beata, un momento intimo in cui i pensieri corrono liberi, ma anche di comunione con la barca, il vento, le onde.
Il mare, che non conosce confini, rappresenta per molti uno spazio di speranza, un’avventura non cercata per vacanza, un’avventura sognata, spesso nell’illusione di scappare dalla dittatura, dalla prepotenza di qualche regime, dall’oppressione quotidiana, per approdare alla terra promessa.
Quel viaggio, costato i sacrifici di una vita, spesso ne risucchia l’essenza, l’esistenza.
Per chi riesce a toccare terra, iniziano le sorprese. Non siamo quelli della televisione e della pubblicità. Non è il Paese dei balocchi. I nostri governanti fanno affari con i loro tiranni. Per noi, le diversità contano, eccome contano….
Le differenze sono motivo quotidiano di discriminazione e di pregiudizio. Troviamo sempre qualcuno che ci ruba quanto ci è “dovuto”. E se questi è straniero, meridionale, modesto, diverso, ci sentiamo calpestati nella nostra dignità, nel nostro onore. La colpa è sempre di qualcun altro, più a destra, più a sinistra, più in alto, più in basso.
Sarcasmo, indifferenza, cinismo, egoismo, individualismo ci stanno uccidendo e non ce ne rendiamo conto.
L’immigrazione è uno specchio nel quale si riflettono le nostre paure, i nostri pregiudizi, i nostri dubbi. Più ancora e prima ancora della realtà vera.
Impariamo a guardare l’altro con uno sguardo che non giudica, che restituisce dignità, fiducia. Iniziamo con l’osservare la persona che abbiamo di fronte e immaginiamola, come noi, piena di sogni, aspettative, paure, dubbi, utopie, … Partiamo con ciò che ci unisce per valorizzare le differenze. Solo in questo modo potremo costruire un futuro possibile. Un futuro meticcio.
Ringrazio Pasquale D’Alessio per l’opportunità che ci offre nell’accendere i nostri pensieri sulle rotte della speranza e della tragedia,  percorsi dai quali cerchiamo di sfuggire per sentirci a posto col nostro animo, con la nostra coscienza.
Sentiamoci a disagio.

* Assessore Provincia di Rimini Servizi sociali, Immigrazione, Pace e Cooperazione internazionale, Protezione civile, Sistema informativo e reti telematiche

LA POESIA

Da
Un mistero mamma
Alle tue viscere
Alle viscere del mare
A quelle dei pesci
Nutrimento
Prelibatezze
Di mare
Sono

Pasquale D’Alessio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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