La musica dei fumetti emoziona

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GIOVANI

di Veronica Lisotti

– Correva l’anno 2004 quando un bel giorno l’Uomo Tigre ebbe un’ idea e decise di contattare i suoi amici Goemon, Goku, Capitan Harlock, Carletto, Lady Oscar e Spiderman per creare qualcosa. Non si tratta di una storia di fantasia bensì di un progetto reale che avrebbe poi dato vita alla Cartoon Cover Band più famosa della provincia: La Flotta di Vega. Il gruppo musicale ancora oggi si esibisce nei vari palchi della Romagna e nelle fiere di fumetto in giro per l’Italia e vanta numerosissimi fan. La loro particolarità sta nel loro sound: la FdV ripropone dal vivo un repertorio tratto dalle sigle dei cartoni animati anni ’80 e più recenti. Vestiti in perfetto stile “cosplay”, proprio come i personaggi dei cartoon/fumetti, la formazione odierna è composta da: Paolo (Voce Solista maschile) – Uomo Tigre Piersante (Tastiere e Cori) – Uomo Ragno/Batman Marco (Lead Guitar e Cori) – Capitan Harlock Stefano (Batteria) – Goku di DragonBall Carlo (Basso) – Carletto il principe dei mostri Raffaele (Acoustic Guitar e Cori) – Goemon di Lupin III Helga (Voce Solista femminile) – Lady Oscar.
Andiamo a conoscere meglio questa band attraverso l’intervista al cantante Paolo Gualdi, in arte Tigerman.
Da dove nasce l’idea di chiamarvi Flotta di Vega?
“Ho pensato ad un nome che richiamasse i cartoons anni ’80 e che fosse un nome ‘plurale’ per far capire che non era un singolo a cantare su delle basi preconfezionate, ma un gruppo di artisti/musicisti che suonavano insieme. Fra i nomi ‘papabili’ ho scelto Flotta di Vega (FdV)”.
Come mai avete scelto di esibirvi in stile “cosplay”, cioè vestiti da personaggi di fumetti e cartoni?
“Abbiamo scelto di vestire i costumi dei nostri eroi preferiti per essere più credibili nei confronti del nostro pubblico che diventa più partecipe al concerto rivedendo in noi anche i suoi eroi.
Chiaramente coi costumi e con le sigle anni ‘80 sappiamo benissimo che facciamo leva sul sentimento più che sulla tecnica musicale o sulla perfezione strumentale”.
Avete un folto pubblico che vi segue nelle vostre performance, quanto è importante il supporto dei vostri fan?
“Il supporto dei nostri fan ai concerti è tutto, se si divertono ci divertiamo, se dormono, ci avviliamo e se se ne vanno perché non gli piace ci rimaniamo male ma è stimolante per fare meglio la volta successiva! Il pubblico preferito è quello dei bambini degli anni ’80 che oggi partecipa ai nostri concerti coi propri figli, ai quali insegnano le canzoni dei cartoni animati che ascoltavamo noi allora”.
Musica e tecnologia: un binomio che può dare buoni frutti?
“La ricerca dei suoni è importante. Piersante, il nostro tastierista possiede innumerevoli tastiere con suoni diversi fra loro per gestire al meglio suoni robotici piuttosto che riproduzioni elettroniche degli strumenti usati in sigle particolari tipo Astroganga o Galaxy Express 999. Marco invece oltre alla chitarra solista usa dei vocoder particolari per riprodurre le voci sdoppiate di Sampei, Mazinga e le caprette di Heidi!”.
Vi sentiremo mai cantare in giapponese?
“Sì, stiamo già lavorando su sigle in giapponese. Jeeg Robot per esempio la facciamo già. Stiamo lavorando su Tekkaman, su Goldrake, su Polimar, su Kyashan, senza dimenticare Ken Shiro (Okuto no Ken) con la sigla Tough Boy!”.
Quali saranno le prossime date per i live?
“Qualcosa in pentola bolle sempre. Seguiteci su facebook La Flotta di Vega, su my space http://www.myspace.com/laflottadivega e attraverso il nostro sito internet http://www.flottadivega.net”.

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