Buon vicinato Sette Nani, il centro dei giganti

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PERSONE

di Matteo Marini

– Se arrivano qui da San Clemente, Morciano, Montefiore per festeggiare il compleanno un motivo ci sarà. E non può essere solo il nome da favola, che certo attira la curiosità e l’entusiasmo dei più piccoli. Mentre l’attenzione dei genitori, quella come no. Visto il luogo, un piccolo angolo tranquillo e facile da raggiungere, ben recintato, sicuro e con tutto quello che serve per organizzare un party in piena regola.
Il posto non è enorme ma di spazio ce n’è abbastanza al parco Sette nani di Riccione, “sono circa 3.000 metri quadrati – spiega Dino Arcangeli, presidente dell’associazione che si occupa della sorveglianza e della manutenzione – mettiamo a disposizione questi spazi più la sede per le feste. E ne facciamo di feste, ogni anno saranno 100 o anche 120”. Moltiplicando fanno migliaia di bambini. Il parco è grande abbastanza per ospitare un campo da pallavolo e da calcetto, uno scivolo, un’altalena, qualche molla e un tavolo da ping pong. Dino, 65 anni ex operaio del calzaturificio Bologna, è stato sindacalista Cgil e attivo in politica. Ora che è in pensione si occupa con dedizione del parco e di chi ne vuole usufruire. Quello dei Sette nani è uno dei 23 parchi gestiti dalle associazioni di cittadini sul territorio, voluti a suo tempo dall’amministrazione Imola. Un’iniziativa votata e ispirata al buon vicinato che dà i suoi frutti, capace di attirare gente da fuori e riunire anche 350 persone a festeggiare insieme. Mentre danzano sul tavolo le carte di una briscola, Dino e i compagni del direttivo che si riunisce qui la sera, tra le chiacchiere e due mani con le piacentine, racconta come vanno le cose: “Noi ci occupiamo della manutenzione dei giochi, della potatura delle piante e dell’erba. E poi di organizzare gli eventi”.
Prima di tutto quindi vengono i compleanni che sono anche una delle risorse principali per l’associazione, grazie al contributo volontario e libero che i genitori volentieri allungano per salvare casa da una devastazione certa: “Scelgono di venire qui perché è un luogo sicuro, pulito e ben sorvegliato – spiega ancora Dino – noi mettiamo a disposizione il parco e la sede al coperto”. Poi ci sono i due eventi dell’anno. Uno è la festa del parco che si tiene a primavera, una mangiata collettiva con entrata e offerta libera: penne all’arrabbiata e tanto sangiovese. Fisarmonica e tastiera per scatenare il valzer sulla pista da ballo all’aperto tra le quattro palme.
E poi c’è il fagiolo, il 6 di agosto. La sagra che quest’anno è arrivata alla sua sesta edizione: fagioli con cotenna di maiale, piadine con salsiccia, stracchino e rucola, nutella e, ancora, tanto sangiovese. Serata di danze, naturalmente. Quattro e cinque cuochi in cucina e qualche centinaio di persone a ronzare guidate dalla fragranza e dai cartelli in bella mostra sulla statale. Guest star due ballerini cubani, molto apprezzati dal pubblico.
Sono passati dieci anni da quando il parco “Sette nani” vide il suo primo gazebo, fatto con materiali di recupero. Ora è un prefabbricato con una cucina grande, una sala e il mobilio fatto apposta per organizzare ritrovi dell’associazione, che conta 82 tessere: “Noi ci vediamo qui una volta al mese per la cena dei soci – spiega Francesco Dovuti, vice presidente con l’incarico annoso di tenere i rapporti con l’amministrazione – in cui si discute anche delle scelte da prendere. Poi è il direttivo, formato da otto di noi, tutti pensionati, che sceglie a maggioranza”. Chiude il cerchio il ritrovo a fine anno con tutti i soci. Un altro momento per stare insieme. Una grande cena a base di carne e pesce con contributo, per un terzo, da parte dell’associazione. Non è un caso, quindi, che anche le tessere non appartengano solo a Riccionesi di Fontanelle. E poi non c’è nulla di vecchio in questo posto, anche se Dino ama schernirsi “siamo anziani, cerchiamo di fare qualcosa di utile per tutto il vicinato e tutta Riccione Fontanelle”. E così da qualcosa di utile arrivano anche occasioni per fare beneficenza grazie ai fondi raccolti durante le feste. L’anno scorso a istituti per la lotta ai tumori o alla sclerosi multipla. Quest’anno già 300 euro sono stati donati al Centro 21 di Riccione.

LA LETTERA

“Villaggi, Enzo Romagna la fa da re-padrone”

– Premessa: per carità nulla di personale contro Enzo Romagna. Ma qui si rende necessario chiarirci e spiegare la nostra versione.
Irruento: molto.
Generoso: non direi.
Regole e ordine: non direi, perché le sue dichiarazioni sono fuorvianti riguardo alcuni suoi collaboratori che hanno insistito tanto affinché fossero rispettate le famose regole di trasparenza.
E da qui passiamo alla riunione col sindaco più di un anno fa. Una riunione richiesta dai consiglieri del Villaggio riguardante il Centro. Non era presente la stampa e tanto meno i fotografi (come mai il risultato falsato di una riunione privata col sindaco viene pubblicato sul giornale?). Dove viene dichiarato che i collaboratori non hanno avuto la forza di contestare il suo operato.
Carissimo giornale, informo che tutti i consiglieri presenti quel giorno hanno contestato a lungo l’operato di re Enzo. Alla riunione tutto finisce lì. E chi l’ha detto? Una conseguenza c’è stata e lui non ne parla. I collaboratori che protestavano per la poca trasparenza si sono dimessi. Così sono stati eletti collaboratori di Misano, Cattolica, Mercatino. Cosa c’entrano con il destino di un quartiere? Il 15 maggio inaugurazione della sala polivalente ad uso esclusivo di Vincenzo Guatta per fare ristorante-balera e catering. Ma al Villaggio Papini il Centro non c’è più. Per passatempo, il gioco a carte e a bocce sono spariti. Perché quando i suoi volontari vanno a fare trasferte di catering per il Comune, oppure in gita, il Centro è chiuso.
E dove vanno a passare il tempo gli abitanti di un quartiere? Si sono spostati negli altri Centri. Chieda a Fabbri, Baratti e Fontanelle.
Lo spazio è grande: 320 metri quadrati, con palco di 32 metri quadrati. Non bastavano 120 posti al salone? E chi paga la tassa di suolo pubblico? Da fuori sembra un baraccone: certo una cosa fissa in una piazza. Una struttura enorme davanti all’asilo che toglie l’aria a quest’ultimo. Avrei voluto vedere se fosse stato un privato a piazzare un baraccone fisso, fioccavano multe. Costato 80.000 euro.
1500 metri quadrati di verde pubblico da accudire? Peccato che nel parco di via Arezzo nel mese di giugno è intervenuta Hera, con alcuni giardinieri di colore a tagliare l’erba.
Nel 2001 il Buon Vicinato era un angolo discarica. No, era un parcheggio.
E veniamo adesso alle sagre, bistecca, trebbiatura, tagliatella. Un successone, ma per chi?
Di sicuro, non ci saranno le serate culturali in cartellone per ottobre, come il Festival dei cori, i premi di giornalismo, o concorsi canori.
Per non farsi mancare niente, gli anziani del Villaggio hanno costruito gratuitamente la celletta. Forse i 40.000 euro del Comune potevano essere l’inizio della costruzione di una chiesina piccola, piccola.
Per il futuro, volete conoscere le nostre previsioni, presto darà le dimissioni e il nuovo presidente sarà uno dei suoi, manovrato da lui che sarà consigliere. E tutto continuerà come prima, anzi meglio di prima.
Re Enzo, a proposito, quando la festa per l’inconorazione?

Piera Mari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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