Spigolature degli Scrondi

Addizionale Irpef – Leggiamo: “Addizionale comunale Irpef: la pagheranno tutti. Aumento progressivo delle aliquote per scaglioni di reddito”. Parole e musica dell’assessore al Bilancio Ilia Varo. Marcia funebre (inevitabile) per le nostre tasche…

Trc – Leggiamo: “Trc, una pietra tombale sul referendum. La maggioranza compatta ha detto no alla consultazione popolare”. Migliaia di firme gettate al vento…

Palazzo del turismo – Leggiamo: “Palazzo del turismo, si rischia la causa. Resterà pubblico ma Verni, vincitore del bando, potrebbe chiedere 300mila euro di danni”. Dopo la spada di Damocle, la spada di Verni…

Imposta di soggiorno (1) – Leggiamo: “Imposta di soggiorno, il Pdl chiede pausa di riflessione”. Dovevano chiederla prima ai loro capi Berlusconi e Tremonti…

Imposta di soggiorno (2) – Leggiamo: “Albergatori in piazza vestiti a lutto. Sulle barricate contro l’imposta di soggiorno”. Lugubri proteste…

Verso la Russia con amore – Leggiamo: “Riccione Turismo punta sul mercato russo”. Riparte la ‘campagna di Russia’. Putin dirà da, oppure niet?…

Lucciole e portieri – Leggiamo: “Lucciole e portieri, in tre a processo. I titolari dell’hotel hanno già patteggiato”. Portieri per ‘sveltine’ di notte…

Capodanno – Leggiamo: “Capodanno, il botto costa 100mila euro”. Os-cia che botto!!!…

La pappa – Leggiamo: “Scuole infanzia, è sciopero della ‘pappa’. Esplode la protesta tra i genitori per pagare solo i pasti che i figli consumano effettivamente”. Paghiamo solo la pappa che pappiamo!…

Solidarietà di Ventura – Leggiamo: “Simona Ventura dalla parte dei bambini. Al Peter Pan organizza una cena di beneficenza”. Grande cuore in grande seno…

Spese di rappresentanza – Leggiamo: “La giunta andrà meno al ristorante. Le spese di rappresentanza e pubbliche relazioni passano da 200mila a 40mila euro”. Di questi tempi sono sempre troppi…




Veterani, magnifico presepe

RELIGIOSITA’

– Per qualcuno è il presepe più bello della provincia di Rimini. I numeri: 40 metri quadrati, 500 personaggi animati, 14 metri di fronte. Tutti i mestieri, effetti sonori, effetti luminosi. E meteo. Da portare i figli. Gli amici. La morosa. Se stessi. Il magnifico presepe di Maurizio Veterani presso l’ex vivaio Cicchetti, via Bufalini, traversa di viale Ceccarini, lato monte, deve essere una delle mete natalizie.
L’infaticabile, estroso Maurizio ha creato un gioiellino di 40 metri quadrati, tempestati da centinaia di figure in movimento: oltre 500. Bellissimi anche gli effetti sonori e meteo: con pioggia e neve.
Il primo vagito del presepe risale all’89: un metro quadrato in un angolo di casa. Poi, fuori, passaggio sul porto, all’Abissinia. La casa colonica del parco. Il presepe è aperto da dicembre fino a tutto gennaio. Per le visite delle scolaresche sarebbe auspicabile la prenotazione. La segreteria di Famija Arciunesa è aperta il martedì, giovedì e sabato dalle 16.30 alle 19.
Aperto tutti i giorni dal 18 dicembre al 9 gennaio: 10.30-12.30 e 15.30-19.30. Natale: solo pomeriggio; 31 dicembre: solo mattino; 1 gennaio: solo pomeriggio. Aperto anche tutte le domeniche di gennaio.
Si trova nell’arboreto Cicchetti in via Bufalini (a 100 metri dall’ospedale Ceccarini). E’ comunque sempre in funzione la segreteria telefonica (0541-643884, oppure al 338.4304667).




Montanari: “Acqua nera nel Marano”

Il Marano ogni tanto, se non spesos, è una fogna; raccoglie da San Marino, passa vicino alla sua zona industriale. Ho visto l’acqua nera sotto il ponte di Ospedaletto, evidentemente lì c’è qualche problema da qualche parte.
Sono del parere che il fiume, i fiumi, vada controllato almeno ogni mese.
Non dobbiamo urlare al lupo al lupo solo agli altri. Abbiamo ancora piante intere che giacciono pericolose nel letto dei fiumi. Si veda il Conca.
Mi chiedo dove sono gli ambientalisti, le associazioni urlanti che ogni tanto si fanno sentire; è da tanto che tacciono.
I problemi reali sono nel silenzio totale; a me il silenzio non piace. Preferisco chi denuncia e porta i problemi alla pubblica opinione.
Quando succedono le catastrofi ambientali, come le grandi inondazioni, andiamo sempre a cercare il responsabile, chi amministra, chi ha fatto costruire vicino ai fiumi (si veda la Vecchia Fornace a Riccione) ma non solo chi amministra ha colpe. Il nostro territorio da un punto di vista idro-geologico è un corpo debole e come tale facilmente attaccabile. Chiedo controlli come si deve. O vogliamo aspettare ancora? Con la natura, come con i santi, è meglio non scherzare. L’abbiamo violentata senza troppo senno. Prima che il conto sia troppo salato, siamo chiamati alla prevenzione.

Lele Montanari, consigliere comunale a Riccione




Parole da e ‘Fnil’

…Imposta soggiorno – O meglio la tassa sul turismo al centro di una discussione bella quanto feroce, giusta solo se la pagano coloro i quali ne traggono un beneficio diretto o indiretto. Proporzionalmente tutti i misanesi, poppanti compresi.

…E’ nato il “Sel” – L’è nèd e “Sel”, non è il sale in dialetto, ma il partito di Vendola. Se non si esagera male non fa.

…Politica e sparlare – Nell’era della tecnologia, nulla sfugge all’occhio vigile o all’orecchio attento del pubblico. Bei tempi i vecchi segnali di fumo…

…Politica e noi – Qualche volta è meglio avvvalersi della facoltà di non rispondere… per come qualche politico ci rappresenta.

…Politica e promesse – Vanno mantenute, purché non siano un debito…

…Sindaco & Serafini – “Vieni avanti Egidio (al secolo Serafini) che abbiamo bisogno di un altro ladrone”. In una sala stipata come un uovo, il sindaco Stefano Giannini si rivolge con queste parole durante l’incontro con le categorie economiche sull’imposta di soggiorno (sarà di 60 centesimi?) nella sala consiliare lo scorso 24 novembre. Egidio ha il ritmo dell’umorismo e la battuta piccante come si conviene ai misanesi ruspanti originari di Ca’ Rastelli non inferiore a quello del primo cittadino. Ma quel pomeriggio poco gli garbava. Stende il braccio come quando c’era Lui, palmo aperto, con fermo tono di voce afferma che è pulito, il suo palmo. E che in pubblico, qualcuno potrebbe non conoscerlo, neppure per scherzo si deve permettere quell’uscita leggerotta. Egidio: “Te prived tam pò dì tot quel che t’vò…”.




Convento, deciderà il tribunale

IL FATTO

– Il tribunale di Rimini si pronuncerà sul futuro del convento di San Girolamo. Da una parte le suore del Divino amore che vendono e Luciano Bartolucci, l’acquirente. Afferma Bartolucci: “Io sono il proprietario ma loro ne hanno il possesso”. Ma andiamo con ordine sentendo il punto di vista dell’ingegnere riccionese.
Racconta: “Ho comprato tutto il complesso il 23 settembre del 2003; il 23 dicembre dovevamo rogitare. Per quella data i documenti non sono pronti, così slitta l’atto. Nel gennaio del 2004, un decreto ministeriale imponeva alle onlus, agli enti religiosi, che prima di vendere un bene con più di 50 anni di vita vi volesse il nulla osta dei Beni culturali. L’autorizzazione della Sovrintendenza viene rilasciata nel 2006; con l’intero complesso che viene vincolato, compreso il parco”.
“Sui vincoli – continua Bartolucci – le suore fanno ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), dato che abbassava il valore del loro bene. Il Tar dà loro torto; si appellano al Consiglio di Stato. Si pronuncia nel solco del Tar. Aspettando di rogitare, le suore nel 2009 si presentano al convento con un gruppo di imprenditori marchigiani. Mi faccio trovare anch’io. Mi rendo conto che mi devo cautelare dato che tra noi non c’è che una scrittura privata. Prendo appuntamento con avvocato e notaio per rogitare il 23 settembre del 2009. Le suore non si fanno né vedere, né sentire”.
“A questo punto – continua Bartolucci – mi rivolgo al tribunale, chiedendo di rogitare ad un prezzo inferiore rispetto al contratto. Invece, le suore vogliono rogitare al prezzo del contratto del 2003.
Nel 2010, con la possessoria, le suore hanno chiesto il reintegro del bene, loro concesso dal giudice nel dicembre del 2010. Nel marzo del 2011 ho consegnato loro le chiavi”.
Il giornale ha chiesto il punto di vista a suor Martina e suor Lina, ma hanno preferito non rilasciare dichiarazioni.




Caro Ciro, ci manchi

AMARCORD

Il locale è sempre pulito e ben organizzato, ma soprattutto la cortesia, la gentilezza ai clienti di ogni fascia di età. Continuate così è il sorriso migliore per lavorare.
Quando la sera esco per il solito caffè, non vedo più la persona che era la prima a salutarti. Sempre disponibile al dialogo, non aveva ombra di ironia con nessuno. Sempre col sorriso, era conosciutissimo in tutta la provincia di Rimini, sia come uomo, sia per il lavoro. La vita è bella e saperla interpretarla ancora di più. Ogni tanto aprivamo una bottiglia di spumante per il brindisi d’auguri in nome della salute- Sbicchierando l’uno con l’altro; e noi uomini siamo come le bollicine di quello spumante. Lentamente, le bollicine, svaniscono. Così anche tu in silenzio ci hai lasciato. Misano Monte è una comunità serena, sana, con principi come una volta. Dove ci si conosce casa per casa. Perciò quando vengono a mancare certe persone lasciano un vuoto nella comunità e nell’amicizia.

Ciao Ciro (Ciro Mobili), sarai sempre ricordato dai tuoi amici.

Severino




Costruito da padre Natili. Dai misanesi manodopera gratuita

LA STORIA

Di origine umbra, seguace dell’ordine dei gerolomini, Natili ha un’esistenza vivace e spumeggiante. Passa la maggior parte della propria vita adulta prima in Germania (Baviera) e poi in un convento del proprio ordine nei pressi di Vienna. Erborista, diventa guaritore e confessore della famiglia imperiale asburgica. Le sue relazioni probabilmente gli permettono di incamerare molto danaro.
Natili giunse a Misano grazie ad un collega riminese. Aveva una certa disponibilità economica che gli permise di costruire il grande complesso, al quale prestarono gratuitamente la manodopera tantissimi misanesi che abitavano nelle case coloniche delle vicinanze. Va ricordato che allora le chiese più vicine erano quelle di Misano Monte, Scacciano e la chiesolina dell’Agina. L’iniziativa del frate all’inizio fu salutata con entusiasmo dalle autorità civili. Il sindaco Giovanni Del Bianco nel 1902 fece deviare via del Carro fino al convento.
Ci vollero tre anni di lavoro per tirar su la chiesa e le sue due ali di celle, una per gli uomini e l’altra per le donne. Carattere difficile, abbandonato dai cittadini, dalle autorità ecclesiastiche e civili, Pietro Natili muore nel 1914; solo pochi fedeli partecipano al suo funerale. Probabilmente dovette essere così arrabbiato da lasciare il complesso conventuale in eredità agli Asburgo. Successivamente la salma venne traslata dal cimitero di Misano Monte nella chiesa del suo convento; “una piccola croce nel pavimento indica le spoglie”.
Il suo ordine, per mancanza di vocazioni, viene soppresso dal papa Pio XI, nel ’33. Nel ’35, vi entrano le Suore del Divino Amore. Saranno costoro a scoprire la vera proprietà del complesso conventuale. Le religiose dovevano effettuare dei lavori, ma il compianto geometra Cesarino Berardi scopre la vera proprietà. Le suorine entreranno in possesso della struttura soltanto attraverso l’usucapione.
La chiesa è molto frequentata durante la messa delle 10 della domenica mattina; mentre il convento fino ai primi anni Settanta ospitò le scuole medie di Misano.
La figura del frate lega profondamente Misano alla Germania, dove il Natili fondò un ordine di suore nell’alta valle del fiume Meno.

La biografia

– Nasce il 26 settembre del 1842 a Collestatte (Terni).
1858 – Entra nel noviziato dell’Ordine dei Geronimitani.
1865 – 15 aprile ordinazione sacerdotale e laurea in teologia.
1870 – Si reca all’estero per trovare aiuti per il suo Ordine.
1874 – Segretario della Nunziatura di Monaco di Baviera (anche a Vienna, quando?)
1890 – A Monaco fonda una comunità di pie donne per assistere poveri ed ammalati in nome della divina misericordia. Sarà il nucleo di due congregazioni religiose: le suore di San Francesco a Vierzehnheiligen (Bad Staffelstein) e le suore di San Francesco Solano per le missioni.
1900 – Accusato di pratiche abusive dell’arte medica, si ritira in Italia (forse espulso). Il suo ordine a Roma è privo di governo.
1900 – Chiede il permesso di fondare una chiesa e un seminario per formare fratelli giovani nella vita di preghiera.
1902 – La costruzione a Misano Mare è realizzata; ma il parroco si oppone alla creazione di una parrocchia.
1904 – Natili viene espulso dal proprio Ordine.
1905 – Malato, chiede aiuto dalla sua comunità in Germania. Gli manda suor Rita Morath e una candidata per assisterlo.
1914 – Natili muore il 18 febbraio a 71 anni. Funerale al cimitero di Misano Monte alla presenza di pochi fedeli.




Convento di San Girolamo, e se lo comprassero i misanesi?

LA PROPOSTA

– Un’idea affascinante non meno che ardita, lontana dalla realtà. Forse anche bizzarra. Se i misanesi con una colletta si comprassero il convento di San Girolamo che le suore romane del Divino amore hanno venduto nel 2003, per poi “pentirsi” e ritornare in possesso del “prezioso” bene di mattoni a vista.
L’ultimo atto delle suore è l’aver diffidato Mario Busi anche dall’accendere il riscaldamento durante la messa della domenica. La scorsa estate sono saltate le serate pianistiche; questo Natale niente mostra di presepi al convento.
Ma andiamo con ordine in questo labirinto di fatti.
Il complesso dal 2003 è al centro di una questione commerciale ed anche umana. Le suorine romane hanno venduto l’intero complesso all’ingegnere Luciano Bartolucci di Riccione, con il vincolo molto civile: la chiesa e il suo contenuto non sono alienabili, ma devono essere fruibili dalla comunità.
Per una serie di lunghe quanto complesse ragioni, come qualche volta avviene, si sono “pentite” ed hanno fatto marcia indietro. Oggi, le religiose sono rientrate in possesso del bene.
Affinché la colletta misanese possa concretizzarsi le suore dovrebbero, come si dice, avere un occhio di riguardo per la comunità. Cioè vendere ad un prezzo di favore. In questo modo il convento potrebbe andare alle quattro parrocchie misanesi: Misano Mare, Misano Monte, Scacciano e Misano Cella. Saranno poi i don, con i consigli parrocchiali, a decidere che cosa fare degli spazi conventuali. Mentre la chiesa, naturalmente, continuerà ad essere luogo di culto dei tanti misanesi che la frequentano fin da bambini.
Comitato San Girolamo
Per non cercare di disperdere questo patrimonio culturale ed affettivo della comunità di Misano, lo scorso 13 novembre è nato il Comitato della chiesa di san Girolamo. Lo presiede Massimo Leardini, una persona perbene. Il suo fine: “…come scopi esclusivi la tutela della chiesa: deve rimanere aperta al culto; si possono tenere tutte le manifestazioni quali i concerti di pianoforte, esibizione di cori, cantanti solisti ed artisti di ogni genere, mostre d’arte di presepi artigianali, la festa annuale di san Girolamo; restino all’interno della chiesa i quadri, paramenti e vasi sacri, suppellettili e arredi inerenti”.
Il sogno: sarebbe che un patrimonio collettivo come il complesso conventuale fosse regalato alla comunità; se non le due ali di celle (maschile e femmnile) almeno la chiesa.




I nuovi piaceri della vita

LA CULTURA

– Carlo Sini, Massimo Cacciari, Dacia Maraini, Franco Cassano, Michele Serra, Giangiorgio Pasqualotto, Margherita Hack, Remo Bodei, Edoardo Boncinelli, Pierluigi Celli, Fernanda Pivano, Dori Ghezzi, Franco Cassano. Sono tutti grandissimi intellettuali. Vengono gratis a tenere le conferenze a Misano e questo grazie all’ottimo lavoro ed ai rapporti interpersonali di Gustavo Cecchini, il direttore della biblioteca.
Maurizio Viroli è l’ultima raffinata mente che ha detto no al gettone. Il politologo romagnolo è un uomo che si diverte con la cultura e ancor di più con la vita. Lo scorso 4 novembre ha tenuto ancorate alle poltroncine una sala piena come un uovo. Nella prima oretta ha messo a fuoco il pensiero di Machiavelli; nella seconda ha risposto alle domande. Se nel primo giro è stato interessante ma richiedeva la forza dell’attenzione, nelle risposte è stato anche piacevole; l’attenzione veniva da sola. In sintesi ha detto che il problema dei problemi degli italiani è la credibilità. E che ci vogliono esempi nella classe dirigente; cioè i fatti non possono essere disgiunti dalla parola. E’ questo che manca: la relazione fatti-parole. Lui, Viroli, ha dato un piccolo grandissimo esempio: non ha voluto un centesimo per la sua conferenza. Insomma, il bel pensiero si coniuga con la bella persona. Viroli è un maestro vero. Un bell’esempio da proporre ai giovani e non solo. Il ciclo di quest’anno ha avuto come tema “I nuovi piaceri della vita. Alla riscoperta dell’uomo autentico”.
Il teatro Astra, per tutt’e nove le serate era di un pieno che commuoveva. Solide basi di 20 anni, le serate misanesi hanno la forza di attirare centinaia di appassionati di ogni età anche da molto lontano (Urbino, Perugia). Insomma, come ha detto qualcuno fino a quando l’anima è inquieta, il futuro potrebbe essere anche migliore di questo. Sarà poi davvero così?




Due serate per conoscere la storia di Misano

Organizzazione dell’assessorato di Claudio Baschetti, il primo appuntamento è il 9 dicembre con la cattolichina Maria Lucia De Nicolò, professoressa di Storia contemporanea all’Università di Bologna e il misanese Riccardo Gresta, tra i massimi storici dell’arte della provincia di Rimini. Tema della conferenza: “Misano: storia e arte”.

“Quello che butta il mare: la vita a Misano fra il 1940 e il 1945” è il titolo del secondo appuntamento il 16 dicembre. Interviene il riccionese Rodolfo Francesconi, che in quegli anni abitava a Misano. I suoi ricordi sono stati messi nero su bianco in un bel libro. Giuliano Volpinari, misanese, con una voce unica, leggerà alcuni brani.

Le due “lezioni“ si tengono nella sala dell’ex biblioteca, in via Marcioni 9 (sopra la palazzina dei Vigili urbani).