Aeroporto, passeggeri più 61 per cento

IL FATTO

– Più 61,7 per cento di passeggeri per l’aeroporto Fellini di Rimini-San Marino nel periodo gennaio-settembre 2011 rispetto all’anno precedente. In assoluto 719.302 i passeggeri (più 274.428). Il segno positivo è stato registrato in ognuno dei nove mesi. Quattordici le nazioni che hanno fatto segnare un balzo in avanti. Manna per il turismo.
La Russia vale circa un terzo dei movimenti. Ecco le sette destinazioni estere più “gettonate” nei primi nove mesi: 1) Mosca (Russia), 234.847 passeggeri, 2) Londra (Inghilterra) 33.833, 3) Stoccolma (Svezia) 20.428, 4) Francoforte (Germania) 17.685, 5) San Pietroburgo (Russia) 17.436, 6) Ekaterinburg (Russia) 16.748, 7) Liverpool (Inghilterra), 15.833.
Mentre continua l’opera di risanamento economico di Aeradria, la società pubblica che gestisce lo scalo e degli investimenti sulla struttura, il presidente Massimo Masini, già sindaco di Riccione negli anni ’90, un cervello d’oro, ha tagliato il nastro della Vip Lounge Red Carpet (Sala vip Tappeto Rosso) lo scorso 25 ottobre. E’ un bar-ristorante riservato che oltre a fare ristorazione e accoglienza effettua una serie di servizi aeroportuali saltando la fila, come: ceck-in, assistenza Tax Free, accesso alla corsia rapido avvio ai filtri sicurezza.
Colori bianco, nero e rosso, l’accogliente sala di 150 metri quadrati, con 45 posti a sedere, gestita da 10 addetti, offre tre livelli di servizi, rispettivamente da 40, 80 e 130 euro. Oltre alla ristorazione, ci sono i giornali (italiani e internazionali), postazioni internet con tre i-Pad e collegamento Wifi gratuito.
La gestione è stata affidata a “Sistema Milano”, una società specializzata che già coordina strutture simili negli aeroporti di Milano (Malpensa e Linate), Roma (Fiumicino) Fiera di Milano. Aeradria ha affittato la sala per 200mila euro l’anno; oltre un certo incasso c’è un ulteriore introito del 30 per cento. L’obiettivo è servire mediamente 40 persone al giorno per un introito anno di circa 1,2 milioni di euro.




“Basta provincialismo il Palas deve guardare all’Europa”

L’INTERVISTA

“Basta provincialismo, il Palas deve guardare all’Europa”.
La domanda di turismo congressuale nel mondo cresce ma in Italia no, bisogna guardare oltre i confini nazionali e inventarsi un nuovo sistema di accoglienza. Perché se si abbandona la stagionalità è necessario alzare la qualità del servizio.
È una bella sfida il nuovo Palazzo dei congressi di Rimini, la struttura più grande in Italia inaugurata in pompa magna il 15 ottobre, tenuto a battesimo da monsignor Francesco Lambiasi, dal ministro per il Turismo Michela Vittoria Brambilla e dal presidente della regione Vasco Errani, assieme al sindaco di Rimini Andrea Gnassi e a Lorenzo Cagnoni, il presidente di Rimini Fiera. Una sfida non facile, perché una struttura del genere non va avanti da sé. Ora occorre saperla valorizzare soprattutto a livello internazionale. Secondo il professor Attilio Gardini, responsabile dell’Osservatorio congressuale italiano dell’università di Bologna a Rimini, il rischio è quello, se vogliamo solito, del provincialismo. L’obiettivo deve essere quello dei mercati internazionali altrimenti sarà tutto in perdita e si rischia la temuta concorrenza con il palazzo del Turismo di Riccione.
Professore che prospettive ci sono per il nuovo Palas di Rimini?
“Se vuole essere efficiente il nuovo palazzo dei congressi deve mirare al mercato internazionale. La domanda del turismo commerciale a livello mondiale è in crescita, mentre in Italia è in calo. È un po’ il ragionamento che ha fatto Marchionne, se vogliamo crescere bisogna guardare all’estero perché l’Italia è un mercato che non ha molto ancora da offrire”.
E dove si deve guardare?
“Con mercato internazionale intendo soprattutto quello europeo, del centro e dell’Est Europa. Attenzione però perché la Germania ci ha già superato in termini di turismo congressuale, il che è un’assurdità se pensiamo alla ricchezza del nostro patrimonio artistico e culturale. Poi ci sono Vienna e Barcellona, le strutture più grandi in questo settore, che ospitano dal 60 al 70 per cento di congressi internazionali mentre Rimini sta attorno al 6-7 per cento. Non è una differenza da poco. In questo campo è una competizione nella quale Rimini parte con diverse lunghezze di svantaggio”.
Quindi si rischia di ritrovarsi con una cattedrale nel deserto?
“Bisogna anche vedere il bicchiere mezzo pieno però: la domanda c’è ed è crescente ma bisogna saperla intercettare e soprattutto bisogna saper impegnarsi su diversi segmenti ed evitare questo individualismo estremo”.
Cioè?
“Quello del cercare di competere su tutto, in tutti i settori. Rimini ne è un esempio. Non puoi essere allo stesso tempo luogo di villeggiatura per anziani, polo congressuale di rilievo e meta per il divertimento dei più giovani con le discoteche. Allo stesso modo un atteggiamento come questo rischia di mettere in competizione Rimini e Riccione anche sul piano del congressuale. Ma la domanda è talmente tanta che questo va evitato”.
In parole povere, se il Palas di Rimini lavora come dovrebbe non ci sarà competizione con il palazzo del Turismo di Riccione perché intercettano mercati diversi.
“Proprio così”.
Lo sforzo di mettersi in rete e completare l’offerta quindi.
“Rete è la parola giusta. Il turismo ha bisogno di fare rete più di altri settori. Invece spesso accade che uno pensi di essere in grado di fare da solo. Su questo l’attuale governo ha (tra tutte quelle fatte male) varato una legge che riguarda proprio la possibilità di mettersi in rete tra aziende con notevoli sgravi fiscali. Ma nel turismo questo non si usa. Si chiama Contratto di rete che si stipula attraverso le associazioni di categoria. Uno dei vantaggi è che i profitti che vengono reinvestiti non sono tassati. Cioè il 100 per cento dell’utile reinvestito è disponibile. Confindustria ha creato una associazione apposta Retimpresa e sono migliaia le attività che usufruiscono di questa possibilità”.
Le nostre infrastrutture sono sufficienti secondo lei?
L’aeroporto negli ultimi anni è stato gestito bene e ha avuto una buona crescita. Però nel periodo invernale torna a essere un piccolo aeroporto di provincia. Ma basterebbe una linea ferroviaria efficiente da Bologna. Ci vuole un’ora di treno, meno che da Malpensa a Milano. Il problema vero è che in Italia non esiste un Hub, tutto passa attraverso Madrid o Parigi”.
Ma è vero che una struttura congressuale pubblica è in perdita per definizione e che serve principalmente per creare un indotto nel territorio?
“No, non è assolutamente vero. Succede in Italia, a Bologna per fare un esempio. È sempre questione di intercettare il mercato giusto, quello internazionale. Se riuscirà a farlo Rimini non sarà in perdita”.
È d’accordo sul modo scelto per coinvolgere gli albergatori in questa impresa?
“Non ho dati riguardo a questo ma penso che il coinvolgimento sia necessario”.
E l’indotto?
“I tre quarti della spesa congressuale normalmente se ne va in indotto: hotel, bar, ristoranti. E ha un riflesso anche sulla qualità del turismo. Il congressuale attira una categoria di clienti più elevata con una maggiore capacità di spesa: pensiamo a manager e dirigenti d’azienda o professionisti venuti per un convegno. E di questo beneficia tutto il territorio”.
Ma Rimini secondo lei è preparata ad affrontare questa che nei piani dovrebbe essere una specie di rivoluzione?
“No, secondo me non siamo preparati alla stabilizzazione dell’attività. Siamo stagionali e non c’è la cultura di un servizio di alta qualità perché si tende a lavorare con personale non specializzato che presta servizio qualche mese e poi se ne va. Se invece ci fosse una stabilizzazione del lavoro annuale, allora emergerebbe anche tutto questo nero che c’è e ci sarebbero molti più soldi da investire”.

Investimento di 117 milioni di euro

– Il Palacongressi è stato realizzato dalla società Palazzo dei congressi. E’ la struttura congressuale più grande costruita ex novo in Italia. All’inaugurazione, sabato 15 ottobre, erano presenti per il taglio del nastro il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, il presidente della Regione Vasco Errani, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, il vescovo della diocesi di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi e il presidente di Rimini fiera Lorenzo Cagnoni. I numeri.
– Sorge su un’area di 38.000 metri quadrati (l’espositiva ha
un’estensione di 11.000 mq)
– 39 sale
– 9.000 posti a sedere
– La sala anfiteatro: 1.600 posti
– La sala principale, la più grande: 4.700 posti
– Parcheggio: 500 posti auto nell’interrato
– Costo: 117 milioni di euro
La società Palazzo dei congressi spa ha come socio unico la società “Rimini Fiera S.p.A” cha ha come azionisti: Comune di Rimini (28,37%); Provincia di Rimini (28,37%); Camera di commercio di Rimini (28,37%); altri soci privati (14,88%).

RISVOLTO

Pavimento in legno, capolavoro artigianale di Adria Legno Service con 1,5 milioni di listelli

– A guardare il legno dell’aula magna (1600 posti a sedere) del nuovo palazzo dei congressi di Rimini si ammira la bellezza. Punto. Non si pensa all’emiciclo, ai gradoni, agli angoli, alla precisione, oppure al sottile giogo per la dilatazione del legno. Alla complessità insomma. Dietro ci sono una caterva di difficoltà semplificate dalla memoria storica, capacità artigianali, competenze tecniche e conoscenza dei mercati di Adria Legno Service di San Clemente. Un po’ come il colpo difficile del campionissimo del tennis, del calcio e… altro ancora. Sono talmente bravi che a guardarli danno l’illusione che ci possiamo cimentare anche noi. Coi sogni.
Nata nel ’77 a Morciano di Romagna come commercio di legnami, dall’88 specializzata in strutture in legno (dai tetti ai gazebi), dal 2007 nella costruzione di case bioclimatiche, Adria Legno Service ha accettato la sfida del committente e si è creata una tecnica per riallineare le quote delle 19 gradonate (con una corda da 36 a 95 metri) dell’emiciclo, si è inventata un meccanismo per ricavare dai listelli di cm 2 per cm 2 per cm 30 delle mattonelle di cm 20 per cm 30. Per pavimentare i 7.500 metri quadrati del complesso congressuale delle 42 sale sono stati impiegati 10 container di ciliegio nero americano. Dato curioso: sono stati impiegati un milione e mezzo si listelli. Piccolissimo lo scarto.




Caffettiere del ‘700, a Rimini prestigiosa collezione privata

LA CULTURA

– Intatti. Quasi perfetti. Originali. Di alta bellezza artigianale. Senza troppi fronzoli si potrebbe dire che la collezione privata di caffettiere del ‘700 è tra le maggiori d’Italia. Sono una sessantina di pezzi, raccolti con passione e saggezza da Anna Maria Martini in un arco di trent’anni.
La collezione è stata documentata in un elegante volume con schede della stessa Anna Maria Martini.
Reca la prefazione di Riccardo Gresta. Misanese, Gresta è considerato tra i maggiori studiosi di ceramica istoriata in Italia. Una sua scoperta della fine degli anni ’90 su un set di ceramiche sparso nei maggiori musei del mondo, Louvre, Ermitage, Metropolitan, British Museum, fece cambiare i cartigli che recavano l’attribuzione.
Scrive Gresta: “…Anna Maria Martini ha saputo riunire con rara competenza un numero considerevole di caffettiere del XVIII secolo, tutte in perfetto stato di conservazione, prodotte dalle principali manifatture italiane”.
Le principali manifatture dei tempi erano: Pesaro, Faenza, Castelli (Abruzzo), Capodimonte (Napoli), Toscana (Ginori), Milano, Imola, Nove Bassano. “La maiolica pesarese del XVII secolo è tra le meglio rappresentate in questa raccolta, soprattutto per l’alta qualità degli esemplari”.
“Il Settecento – scrive Gresta nella sua introduzione, che in sintesi è uno spaccato di storia della ceramica istoriata italiana dei tempi – è uno dei periodi più ricchi e fecondi per la ceramica europea e la scoperta, agli inizi del secolo, della porcellana di tipo orientale (‘a pasta dura’), lungamente ambita e ricercata dava l’inizio a iniziative di grande impegno e di iniziativa imprenditoriale”.
Il libro ha una struttura a schede; ogni opera è descritta da una “biografia” in tre lingue: italiano, inglese e francese. Ogni caffettiera è raccontata da due immagini: una d’insieme; l’altra invece reca soltanto il decoro.




Come mai in Italia manca l’etica pubblica?

Concorrano anche il Comune di Rimini, assessorato alla Cultura, biblioteca Gambalunga; Provincia di Rimini (assessorato alle Politiche sociali); Lions Club, Rimini – Riccione Host. E con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’Università degli studi di Bologna.
Il ciclo di conferenze – intitolato “Politica e società oggi in Italia. Riflessioni sull’etica pubblica”, ingresso libero, inizio alle ore 16.30, si tiene al Museo della Città, nella bella Sala del Giudizio.
Il calendario si apre il 6 novembre con Elena Pulcini, Filosofa, Università di Firenze. “Etica ed emozioni nell’età globale”, il suo tema.
Si prosegue il 20 novembre con Michele Ciliberto, ordinario di Storia della filosofia, Università di Pisa. Il suo argomento: “Democrazia e dispotismo”.
Il sipario si chiude il 14 gennaio. stessa ora, stesso luogo, con la prestigiosa intellettuale Nadia Urbinati, docente di Teoria politica, Department of Political Science, Columbia University. “Il principio di rappresentanza e il controllo pubblico dei poteri”, il suo argomento.
Il curatore dell’iniziativa Dalmazio Rossi, presenta il ciclo di conferenze citando Aristotele: “…bisogna cercare di determinare, sia pur per linee generali, che cos’è il bene supremo e di quale delle scienze o delle potenze è oggetto. Tutti converranno che esso è oggetto della scienza più direttiva e architettonica al sommo grado; e tale è manifestamente la politica”.




Ospitalità, Salone internazionale dell’accoglienza e delle idee

Speciale Fiera

– Visitare Sia Guest (Salone internazionale dell’accoglienza) è un´occasione per essere protagonisti del mercato dell´ospitalità. E’ il luogo delle idee per innovare, per le nuove tendenze, per le atmosfere di un mercato in continua evoluzione. Semplicemente per fare al meglio il proprio mestiere: alberghiero e ricettivo. A questo servono le fiere, ad avere il meglio concentrato in un piccolo spazio. Insomma, circumnavigare il mondo stando a “casa”.
Si conferma da 61 anni unico evento nel panorama internazionale con l’albergo al centro. SIA Guest è ospitalità a 360° con un mix unico di innovazione, tendenze, atmosfere e approfondimenti.
E’ concretezza del business: le aziende espositrici incontrano un pubblico qualificato e selezionato attraverso percorsi di incontri b2b e nuovi format atti ad intercettare i buyer provenienti dai mercati più virtuosi.
E’ un’occasione irrinunciabile per scegliere i prodotti e i servizi , per approfondire i temi più attuali, confrontarsi con un mercato in continua evoluzione e guardare agli scenari futuri dei luoghi dell’ospitalità.
Con le proposte delle aziende leader dei settori Arredo e contract´, Bagno, Benessere e Ceramiche´, Sia Trend´, Interdecò´, Forniture per l´hotellerie´, Attrezzature e Impianti per la Ristorazione´, Tecnologia e Servizi´.
E’ una fiera orientata alla concretezza del business e un´utile esperienza per conoscere le tendenze che il sistema delle imprese dell´accoglienza propone al mercato.
Sia Trend
Oltre alla panoramica di prodotti dell´eccellenza del made in Italy, un intero padiglione, Sia Trend, è dedicato alle punte di eccellenza dell´innovazione, nel quale si fondono area commerciale e mostra culturale, all´insegna della sperimentazione per l´hotellerie e gli spazi collettivi.
Presenta nelle aree espositive la formula dell´abbinamento fra aree merceologiche e appuntamenti che valorizzino il singolo settore. Ogni padiglione sarà quindi completato da eventi a tema. La fiera incrementa ulteriormente gli appuntamenti di formazione, al fine di dare valore a tutta la filiera professionale protagonista in hotel.benessere legata alla semplicità.

Mostre. Convegni. Seminari. Iniziative speciali

Le mostre di architettura: installazioni realizzate da architetti di fama mondiale

– Sia Guest non è solo aziende in mostra ma anche mostre, convegni, eventi collaterali. Insomma idee alle quali attingere. Ecco una carrellata di appuntamenti.

26 – 27 – 28 – 29 – NOVEMBRE

9:30 -18 – Padiglione A3 Mostre I Love my Wellness . The Wine SPAce.
9:30 -18 – Mostra MOSTRA SPERIMENTALE: HOTEL D´ALTA QUOTA
9:30 -18 – Padiglione A5 – Mostra 100% HOTEL
9:30 -18 – Padiglione C7- Mostre – GREEN LIFE HOTEL CONCEPT

Convegni

26 NOVEMBRE

10 -13 – Sala Neri 1- Convegno inaugurale Federalberghi
10 -13 – Sala Diotallevi 2 – Convegno E.H.M.A.- European Hotel Manager Association.
14 -17:30 – Sala Diotallevi 2 – Meeting Nazionale Giovani Albergatori Federalberghi- Sia Guest 2011
14:30 -17 – Sala Ravezzi – Convegno A.D.A. Associazione Nazionale Direttori d´Albergo

27 NOVEMBRE

Convegno: “Assemblea dell´Associazione Intermediterranea per il Turismo”.
10 -12 – Sala Neri 1
Convegno: “Dal ristorante ´´d´albergo´´ al ristorante ´´in albergo´´: come trasformare un servizio in una nuova risorsa”.
10:30 -12:30- Sala Diotallevi 2 – Convegno: “Lo stato dell´arte di chi lavora in albergo”
14 -17:30 Sala rossa – Convegno Consiglio Nazionale dei Maestri di Cucina.

28 NOVEMBRE

10 -11:30 – Sala Diotallevi 2 – Convegno LEGIONELLA: Sistemi innovativi di prevenzione.
14 -16 – Sala Diotallevi – Convegno CASACLIMA.

29 NOVEMBRE

10 -13 – Sala Diotallevi 2 – Convegno “Politiche di sostenibilità del Turismo nelle imprese e nelle destinazioni”.

NUMERI

Italia, quinta al mondo

– Italia al 5° posto tra i paesi più visitati al mondo. A fine 2010 la spesa degli stranieri in Italia è cresciuta del 2% (29,5 miliardi di euro, i livelli del 2005-2006). Turisti italiani affezionati a Francia, Spagna e Usa (gli italiani all’estero, più del 2,5 %, spendono 20,5 miliardi di euro). Sono alcuni indicatori dello stato del Belpaese. Che cosa dire di una nazione che non ha un ministero del Turismo, settore che vale almeno il 15% del Prodotto interno lordo.
Nel 2010 sono stati toccati circa 910 milioni di arrivi internazionali nel mondo. L’Europa rimane la destinazione più frequentata con più del 50% degli arrivi, con un incremento di circa il 3-4%. Nella classifica 2009 dei dieci paesi più visitati l’Italia si posiziona al quinto posto – in testa la Francia poi USA, Spagna e Cina – con un aumento dell’1,2% sul 2008.




Fiera dell’Oliva e prodotti autunnali: profumi e colori della terra

– Tradizionale Fiera dell’Oliva e dei prodotti autunnali. Si svolge domenica 20 e 27 novembre a Coriano la tradizionale “Fiera dell’Oliva e dei Prodotti autunnali” che, giunta alla 25^ edizione, festeggia uno dei prodotti locali più pregiati: l’oliva.
Il territorio di Coriano è infatti uno dei più importanti produttori di olive e di olio extravergine di prima qualità della zona e conta ben quattro frantoi, di cui alcuni di antiche origini.
La fiera, organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune, propone ai visitatori numerose occasioni per assaggiare e godere dei sapori tipici dell’autunno. Oltre al rinomato olio d’oliva, negli stand gastronomici e nei mercatini si potranno infatti trovare prodotti selezioni di qualità come il tartufo, il vino, il miele, il formaggio di fossa, i prodotti naturali e macrobiotici, frutta, piante e fiori accanto ai prodotti dell’artigianato locale, dal ferro battuto al vimini e al legno, dalla terra cotta al rame.
Numerosi anche gli eventi collaterali che animeranno le due giornate: le mostre fotografiche sulla civiltà contadina romagnola, la mostra dei vini doc, l’esposizione di attrezzature agricole, la rievocazione degli antichi mestieri, i dibattiti e le degustazioni dell’olio extravergine d’oliva. Da non perdere la possibilità di scoprire i segreti della spremitura dell’oliva presso i frantoi della zona che per l’occasione saranno visitabili. Gli stand gastronomici, gestiti dalla Pro Loco, propongono i sapori delle antiche ricette a base d’olio d’oliva accompagnati dai nostri vini tipici, il trebbiano, l’albana, il pagadebit e la cagnina. Musica dal vivo e spettacoli per bambini allieteranno la festa.

Per maggiori informazioni contattare lo IAT di Coriano 0541/656255 o visitare il sito www.prolococoriano.it.




Oleificio Pasquinoni e Cooperativa Olivicoltori dei Colli Riminesi: insieme per

– Una lunga e preziosa collaborazione è stata coronata, lo scorso 6 ottobre, dalla nascita del C.O.Rim – Consorzio Oleicolo Riminese. Fortemente voluto dall’Oleificio Pasquinoni e dalla Cooperativa Olivicoltori dei Colli Riminesi che, con i suoi oltre 200 associati, rappresenta una delle realtà cooperative più interessanti e dinamiche della nostra regione. Una fusione perfetta e un obiettivo comune: permettere a tutti i consumatori di scoprire e apprezzare la qualità e la tipicità del nostro olio extra vergine d’oliva locale che, in meno di 48 ore, passa dal campo alla tavola dei palati più raffinati.
L’olio extra vergine di oliva nasce in campo dalle cure degli olivicoltori e diventa adulto in frantoio dove, nelle sapienti mani della famiglia Pasquinoni, viene estratto a freddo e in modo naturale e conservato alle giuste temperature, in attesa del confezionamento. Un olio simile è un vero e proprio NUTRACEUTICO: nutre e al tempo stesso protegge il nostro organismo.
Solo grazie alla presenza della cultivar “correggiolo”, tra le migliori a livello mondiale e molto diffusa sulle nostre colline, è possibile ottenere un olio dal gusto e dai profumi davvero eccellenti: bassa acidità, aromi delicati, fragranze morbide ed equilibrate. Il consumatore può, inoltre, gustare l’olio della provincia di Rimini a un prezzo equo, solo 7/8 euro al litro, che premia gli sforzi fatti dagli olivicoltori e dall’oleificio per garantire la massima qualità e salubrità di questa preziosa produzione agricola locale.
Da oltre 40 anni l’Oleificio Pasquinoni di Coriano è sinonimo di qualità e serietà ed i titolari Silvano e Renzo portano avanti la gestione dell’azienda con la passione e l’interesse per i frutti della nostra terra che hanno ereditato dai loro padri. Oggi il frantoio impiega una ventina di addetti; la preziosa collaborazione con i soci della cooperativa ha permesso di far conoscere e apprezzare l’olio locale anche al di fuori dei confini riminesi. Tutti sanno che l’unione fa la forza e così, negli ultimi 10 anni, la produzione è raddoppiata e la distribuzione anche fuori provincia ha visto crescere notevolmente il numero e il target dei consumatori. I ristoratori più sensibili e attenti hanno già proposto l’olio riminese “Arimolio” alla loro clientela, consapevoli che l’olio di qualità, con i dovuti abbinamenti, può esaltare oltremodo ogni loro pietanza.
Solo l’olio extra vergine d’oliva ottenuto con le necessarie attenzioni, in campo e in frantoio, può costituire un valido alleato per il benessere dell’organismo. E’ quindi importante far conoscere al consumatore le particolari virtù nutrizionali dell’olio di qualità, affinché possa farne un consumo più consapevole: sarebbe bello che soprattutto i giovani crescessero con la consapevolezza dell’importanza di questo alimento, anche grazie a programmi più generali di educazione alimentare nelle scuole.




Fontanelle, un grande polo culturale? Perché no!

L’INTERVENTO

di Teresio Spadoni*

– Sono quarant’anni che sento dire che “mal Funtanéle e’ Cumóun un fa mai gnint”. Ricordo la mia gioventù: da allora il leitmotiv, nonostante il grande contributo in termini elettorali che questo quartiere ha sempre dato al partito che ha espresso le amministrazioni che via via si sono succedute, è ancora lo stesso; se prendo la bicicletta e faccio un giro, mi rendo conto che quel ritornello continua a riecheggiare lungo i suoi viali.
Il quartiere si è trasformato e devo ammettere che oggi è difficile definirlo di periferia, perché è ormai un tutt’uno con il resto della città. Già, un tutt’uno; in effetti nel tempo di cose ne sono state fatte: case, case, case… tante case, del PEEP, di edilizia convenzionata, popolari…; certamente in piani di urbanizzazione con indici di edificazione che oggi ce li sogniamo, ma comunque case. I cittadini, invece, hanno smpre chiesto una cosa sola: interventi che favorissero lo sviluppo. Ultimamente qualcosa si è mosso: la piazza di via Sicilia, costata anni di fatica, molto bella, che il Comitato d’Area Fontanelle fa vivere con strabilianti iniziative; la rotatoria tra la SS16 e via Puglia, anch’essa bella, ma con anomalie tali da costringere il camioncino di Geat a stazionare fisso per provare a porre rimedio alla fuoriuscita d’acqua dalle fontane che, invadendo l’asfalto lo rende scivoloso creando enorme pericolo, soprattutto in inverno.
“Su Fontanelle una colata di cemento” titolava il Corriere di Rimini dopo l’assemblea di presentazione dei Poc (Piano Operativo Comunale) nel maggio scorso.
È vero, stando ai programmi dell’amministrazione, a Riccione, nei prossimi anni, di case ne verranno costruite per circa 80.000 mq, in gran parte a Fontanelle.
Come è facile immaginare non sono mancate voci contrarie, ma – mettendo da parte le posizioni più estreme, timorose del fatto che attraverso la compensazione (le famose aree di decollo e atterraggio!!!) possa succedere di tutto e di più – io credo che il “cemento”, se ben utilizzato, possa diventare una risorsa.
È palese che il quartiere, dal punto di vista economico, stia morendo, ma il rimedio per tentare di frenare la valanga di “chiuso per cessata attività”, può essere contenuto in un pallino colorato. Si, un semplice pallino colorato su quella bella planimetria piena di pallini colorati che è stata mostrata al quartiere nell’assemblea di maggio nella quale sono indicati i Poc: i pallini, per l’appunto.
Cosa metterci il quel pallino? È presto detto: questo quartiere ha sempre chiesto interventi per lo sviluppo, e lo sviluppo non lo si incentiva con la costruzione di nuove case, ma con strutture attorno alle quali graviti gente. E allora, considerato anche il fatto che i locali attualmente assegnati a Biblioteca e Museo del Territorio sono più che insufficienti, perché non costruire, nei pressi dell’attuale “Chésa ad Tmasèin” (famiglia Migani) in Via Tropea, un polo culturale di prestigio, tecnologicamente avanzato, dove possano trovare posto sale per lo studio, la ricerca, le arti? Si tratterebbe di progettare una struttura nel bel mezzo della già prevista strada di collegamento tra la via Adriatica (ex SS16) e la via Puglia che, vista la strategicità della posizione, potrebbe contare su un bacino di utenza intercomunale molto ampio. Con modifiche ai percorsi neanche troppo impegnative, l’edificio verrebbe servito da due linee di autobus (124 e 125), le stesse che attualmente collegano Riccione con Misano e Morciano.
Questa idea, illustrata a sindaco, assessore all’Urbanistica e consiglieri nella sopra menzionata assemblea, venne giudicata molto interessante. L’unico perplesso fu il sindaco che se ne uscì con una proposta alternativa: un bel campo da rugby. Ora, premesso che da queste parti non si ha nulla contro il rugby, vien da chiedersi se fu solo una provocazione. In ogni caso l’uscita dimostrò che un piano di sviluppo per il quartiere nelle menti pensanti del Palazzo non c’è. Un qualificato Centro Culturale, invece, sarebbe in grado di attirare investimenti e, cosa non da poco, costituirebbe un efficace polo di aggregazione per i giovani del circondario. Tutto questo, va detto, al Comune potrebbe non costare niente, perché i costi potrebbero essere coperti attraverso la, ormai collaudata, “finanza di progetto”. Basta solo sedersi intorno a un tavolo e ragionarci un po’ su; ma per farlo è necessario darsi da fare affinché qualcuno disegni un bel pallino colorato su quella bella planimetria piena di pallini colorati.
Al Pd, che da questo quartiere attinge ancora oggi una considerevole percentuale di voti, invece, chiedo di inserire la proposta nel programma della prossima legislatura insieme ai vari progetti di sviluppo per la parte a mare della ferrovia.
Questa, in ogni caso, non è l’unica idea partorita nel quartiere. Lo studio di progettazione “Officina Archetipo” (tre giovani architetti con tanta voglia di fare) ha elaborato un’idea che, come dicono loro (vedi box a parte) “non è un progetto” (ancora), “ma un concetto”.

*Comitato Fontanelle

RIFLESSIONE

Dove la città incontra la campagna

– L’architettura non può prescindere dalla salvaguardia degli aspetti sociali, culturali ed ambientali.
Il nostro non vuole essere un progetto ma un concetto: la frattura tra città e campagna viene ricucita attraverso relazioni in grado di connubiare elementi della vita collettiva, in un rapporto armonioso con la natura, preservandola da un’incontrollata urbanizzazione. Il tema principale del concept, prevede lo sviluppo di un percorso naturale che si snoda nel verde, ponendosi come filtro tra terreni agricoli e parco pubblico. Dislocati sul percorso vi sono i padiglioni che ospitano le principali attività collettive di cui il quartiere necessita. Il percorso suddivide l’area in due ambiti, uno per le attività ludiche del tempo libero, l’altro per la coltivazione diretta di piccoli orti da offrire alla collettività.
I valori della proposta si esprimono nell’occasione di incontro fra più strati generazionali, convogliando interessi diversi (servizi, agricoltura, natura, cultura, sport, musica) al fine di generare un unico teatro sociale della vita.

Studio di Architettura Officina Archetipo




Corso per diventare barman

– Vuoi diventare un bravo barman? Vuoi avere l’opportunità di accedere ad una grandissima varietà di occasioni di lavoro: bar, american bar, hotel, villaggi turistici? La Fib (Federazione italiana barman), in collaborazione con l’Ipssar “Severo Savioli” di Riccione, organizza un corso di 39 ore. In ogni lezione vengono provati cocktail classici internazionali e i drink di nuova tendenza. Le lezioni iniziano a metà novembre. A fine corso, rilascio degli attestati.
Tenuto da tre barman, il corso è coordinato da Massimo Roberto, maitre, sommelier, barman. Riccionese di origine romana, nel suo curriculum vanta alcune vittorie nella gara dell’Amira (Associazione italiana maitre), che selezionava l’alfiere romagnolo per le finali nazionali.

Per maggiori informazioni: 349.3408494




Verso la VII Conferenza del volontariato

Obiettivo sarà favorire i rapporti e valorizzare l’impegno e l’esperienza dei volontari in Emilia-Romagna. Un percorso di richiamo per tutte le associazioni della regione e anche per le organizzazioni di Cattolica e della Valconca intera.
L’impegno è cercare di fare il punto sull´immenso patrimonio del volontariato in regione e tracciare le linee strategiche per lo sviluppo del settore nei prossimi anni, che si preannunciano ricchi di sfide, di fronte a una realtà con bisogni sempre più complessi e articolati. La legge regionale 12/2005 sul volontariato prevede un percorso partecipato di preparazione della conferenza regionale. Recentemente sono stati rinnovati gli organismi di rappresentanza, in particolare i membri dell’Osservatorio regionale del volontariato, del Comitato di gestione del fondo speciale del volontariato (Co.Ge.) e di diversi consigli direttivi dei Centri Servizi del Volontariato (Csv). In più, nelle Assemblee provinciali sono stati eletti i nuovi membri dei Comitati paritetici e i quattro rappresentanti del volontariato nel consiglio del Co.Ge.
Ora, in vista della Conferenza, l’attività entra ancor più nel vivo e i soggetti coinvolti stanno orientando tutte le attività, le riflessioni e i confronti – attivati a livello di associazioni, organismi di rappresentanza e istituzioni – all?interno di un percorso preparatorio.
In Emilia-Romagna sono iscritte al registro regionale 2.995 organizzazioni di volontariato. Di queste 913 svolgono attività sanitaria e 1.110 socio-assistenziale.
Una realtà, quella del volontariato, di grande consistenza che rappresenta un pezzo fondamentale del modello sociale emiliano-romagnolo: pensiamo solamente al trasporto sociale e sanitario, alle strutture di accoglienza, agli interventi di emergenza.
Il quadro generale evidenzia anche elementi di criticità che si potrebbero definire strutturali, come ad esempio il predominio degli ambiti socio-sanitario e assistenziale, l’aumento del numero delle organizzazioni a cui non corrisponde un aumento del numero di volontari, la difficoltà di avvicinare il mondo giovanile, il problema del ricambio generazionale, non tanto della base associativa attiva quanto e soprattutto dei livelli di responsabilità gestionale e di responsabilità “politica” in senso lato. I dati segnalano la solidità di una parte fondamentale del capitale sociale in regione: una realtà che attraverso l’agire concreto e consapevole dei volontari promuove i valori della prossimità, della gratuità, della solidarietà, della partecipazione e dell’autorganizzazione, sperimentando dal basso soluzioni concrete per rispondere ai bisogni vecchi e nuovi delle persone, delle famiglie, della società.
Gli esiti della crisi dapprima finanziaria, poi economica, ora anche sociale e gli effetti dei tagli ai bilanci degli enti locali e ai trasferimenti statali prodotti dalle politiche governative, cambiano sostanzialmente lo scenario. Un Welfare che si trova a contemporaneamente a fronteggiare il calo delle risorse e l’aumento dei bisogni e delle problematicità: riduzione delle disponibilità economiche sia pubbliche sia private, aumento delle richieste di aiuto (nuove povertà), richieste per fronteggiare la destrutturazione di servizi importanti (scuola, educazione ecc.). Il capitale sociale non è un dato assoluto: può erodersi, se non adeguatamente valorizzato e alimentato. La convenzione resta che il volontariato ha molto da perdere se lo Stato viene meno al compito di garantire i diritti. Così il mercato ha molto da perdere, se si erode il capitale sociale che produce la fiducia alla base di una sana economia.
Se l’azione volontaria sostituisce acriticamente risorse pubbliche, il volontariato rifluisce su di un ruolo meramente prestazionale e rinuncia alle proprie caratteristiche di gratuità, di dono, di fantasia, di innovazione, di tessitore di relazioni solidali e, non ultimo, di fattore di coesione nell’attuale società segnata da un preoccupante aumento dell’individualismo, dell’indifferenza, dell’insignificanza valoriale.
Per informazioni: Volontarimini.
tel. 0541 709888 – upandgo@volontarimini.it

Convegno: amministratore di sostegno

– Venerdì 25 novembre, nell’aula Falcone Borsellino del Tribunale di Rimini (via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 11), si terrà il convegno “Amministrazione di sostegno quale forma concreta di volontariato competente” dal Tribunale di Rimini in collaborazione con Volontarimini e le associazioni Avvocati solidali e Figli del Mondo.
Si tratta di uno degli appuntamenti di “Viaggio in Tribunale”, un’iniziativa giunta quest’anno alla sua quarta edizione e collegata alla celebrazione della “Giornata europea della Giustizia Civile”.