E il paese intanto muore

Hollaaa caro Direttore,
come va? Com’è l’umore?
Con sto caldo indiavolato
come schiavo son sudato!

Anche lei, mattina e sera,
ingobbito su tastiera
è spossato e scoglionato
da ‘sto mondo “emancipato”?

Io per me, sa sono vecchio,
dormo poco da parecchio,
è per me un mondo duro
mi spaventa assai il futuro.

Fu la notte un tempo amica,
ora, sa, è una fatica.
Io che il sogno spesso scordo
questo incubo ricordo!

Mi trovavo in un’estate
calda e torrida a folate
in un luogo familiare
che sapevo solo amare.

Albe chiare, bei tramonti,
fronte il mare, spalle i monti
conoscevo quel paese
brava gente, poche pretese!

Aleggiava, desiderio vano,
poter viver da cristiano
e ‘sta vita un po’ carogna
non sembrasse proprio fogna!

Ma alle luci del mattino
se ne andava pian pianino
il dottore e il ragioniere
il cinese e il cameriere.

Si svuotavano le vie
dalle mamme e dalle zie
se ne andava l’impiegato
non restava neanche il prelato

Solo qualche ragazzino
Ignorante e un po’ ciuchino
per le strade bulleggiava,
urla insulti e tutto spaccava!

Era triste sulla porta
Il barista gatta morta,
mentre gli faceva il paio
l’insensibil bottegaio

per gli anziani c’era il nulla
tanto votavan dalla culla
quel partito sgangherato
che il lor sogno era stato.

Solo qualche costruttore
per il luogo ha falso amore,
costruisce senza pensare
che non può neanche affittare.

Quasi un posto desolato
Era un posto emancipato
Lì si coltivava il sogno
alla gente dare il bisogno.

Ma la gente desolata
si sentiva abbandonata
da chi il luogo governava,
predicava e mal razzolava!

C’era un duca per benino
forse stanco di quel lavoro
avea un dolce sorrisino
ma troppo morbido nel suo ruolo!

e una corte sgangherata
dalla gente emarginata
tra sé e sé vivea boriosa
quasi fosse normale cosa!

Poca comunicazione,
fatta sol per compassione
qualche furbo d’assessore
d’altrui opera prendea onore!

Vecchio modo di governare?
Solo un giovane li può salvare?
A guardare come eran messi
Sol se non fa i suoi interessi!

E i contrari inclini all’urto
pronti a dileggiare tutto
lor funzione concepita
come a calcio una partita.

Ma in politica, e non sbaglio
Non ci sono punti in palio!
C’è la vita della gente
I bisogni e le esigenze.

Nell’ arengo alla bisogna
si scovò un divieto da gogna
se gli facevi fotografia
in manette andavi via!

Per fortuna tutto sudato
a quel punto mi son svegliato
da quel sogno sgangherato
molto in fretta son scappato.

Io vivo in un posto d’oro
qui facciamo tutto in coro
chi comanda sa ascoltare
chi richiede sa domandare!

Ma… alle luci del mattino
se ne vanno pian pianino
il dottore e il ragioniere
il cinese, il cameriere…

Fausto Nottiberti




Montefiore, restaurato Crocifisso ligneo d el XVI secolo

MONTEFIORE

E’ tornato al suo antico splendore grazie al restauro effettuato da Rossana Allegri e grazie al contributo della Banca Popolare Valconca. L’opera è nuovamente esposto al pubblico nella “Chiesina dell’Ospedale” sua sede storica, a Montefiore-
La Chiesina (edificata tra il 1471 e 1474) adiacente all’allora esistente Ospedale Dal Pozzo, è situata all’inizio del borgo di Montefiore Conca ed ha custodito da sempre al suo interno questo Crocifisso di pregevole fattura.
Poterlo ammirare ora, dopo un sapiente restauro che l’ha riportato ai suoi colori originali, è un’esperienza davvero emozionante.
Il lavoro è stato presentato lo scorso 24 settembre, ore 17,30, nel Teatro Malatesta. Sono intervenuti: il sindaco Vallì Cipriani, il presidente della Banca Popolare Valconca Massimo Lazzarini, la restauratrice Sig.ra Rossana Allegri e il prof. Pier Giorgio Pasini, forse il massimo studioso di storia dell’arte della provincia di Rimini. E non solo.




“Luveria-Milano”: due bar, sette rapine

SANT’ANDREA IN CASALE

E dobbiamo dire che il “Luverìa Caffè” vince di poco il confronto con il “Bar Milano” sulla strada di Casarola. Hanno in comune un tetto e un distributore Tamoli e sette rapine da dividersi in poco più di due mesi. Nicola e Fiorella raccontano sconsolati di un’altra notte in bianco e dei nuovi danneggiamenti subiti mentre alcuni operai montano un nuovo vetro alla porta e rafforzano il sistema d’allarme. C’è tanta rabbia e la rassegnazione di chi sa che può succedere ancora, di chi ha perso la fiducia in chi dovrebbe fare giustizia e invece sembra nascondersi. Tanto che per un attimo balena il desiderio di farsi giustizia da soli, ma è solo un attimo: quello che divide l’onestà del lavoro dall’ arroganza di una delinquenza impunita e irridente ad ogni istituzione.

Claudio Casadei




San Clemente, Consiglio comunale infuocato

SAN CLEMENTE

di Claudio Casadei

– Il paese è piccolo, ma i nervi sono tesi. E’ la parafrasi di un vecchio modo di dire ma lo specchio di quanto percepito lunedì 26 settembre nella sala del consiglio di San Clemente dove regnava un’atmosfera quantomeno tesa. La comunicazione fra l’amministrazione e i gruppi consiliari non sembra essere l’istituzione migliore della giunta D’Andrea, perlomeno ad ascoltare le osservazioni del Capogruppo di Obbiettivo “San Clemente Oggi”, Marco Vescovelli, o le mozioni di Mirco Curreli, capogruppo del Popolo delle libertà. Preoccupazione nelle mozioni di Obbiettivo che chiede di capire come sarà concepito e come sarà costruito il cimitero musulmano a Sant’Andrea in Casale. Di certo un importante segno di civiltà e diritto da garantire ad una forte fede religiosa minoritaria ma che si sta radicando sul territorio, come dimostra la recente creazione di un locale adibito a moschea proprio a Sant’Andrea.
C’è il dubbio che tutto possa nascere nel rispetto reciproco, di come garantire legalità, rispetto delle tradizioni e di abitudini culturalmente così lontane.
Mirco Curreli dà voce alle istanze del territorio, sottolineando come in località Fornace fino al giorno prima del Consiglio comunale ci fosse un parco che la notte risultava senza illuminazione. Problema rientrato ma sintomo di una cattiva gestione del sistema pubblico di illuminazione nel paese e di scarsa attenzione del gestore Hera.
Discutibile secondo Curreli la mancata comunicazione ai gruppi consiliari di osservazioni da parte della Corte dei conti sulla correttezza dell’impiego degli oneri di urbanizzazione per coprire spese correnti e consolidate. Questa scelta potrebbe nel futuro generare problemi di bilancio in quanto è chiaramente impossibile mantenere l’attuale gettito derivante dagli oneri di urbanizzazione.
Critico il Pdl anche sulla gestione di Sant’Andrea Servizi e della ricapitalizzazione recentemente avvenuta senza valutarne le performance. Secondo Curreli 30.000 € spesi e 50.000 stanziati per ripianare un debito creato soprattutto per la gestione del personale non fanno vedere l’utilità di questo ente partecipato e l’amministrazione dovrebbe seguire l’esempio di Riccione per Raibano Servizi: chiuderla. Atto auspicabile secondo Curreli anche perché da quello che si evince dalla relazione della Corte dei conti l’indebitamento del Comune cresce, pur nei limiti consentiti dalla legge.
Il clou della serata è stato però l’atteso intervento del presidente della provincia di Rimini. Stefano Vitali, accompagnato dall’assessorissima Meris Soldati e dal dirigente del servizio Infrastrutture Territoriali della Provincia di Rimini, Massimo Venturelli. Vitali ha dipinto per San Clemente e la sua zona industriale un futuro roseo, e in questo futuro si inserisce a pieno titolo il Ponte sul Conca i cui lavori stanno per partire.
Ha sottolineato, Vitali, che nel suo stile c’è il mantenimento degli impegni, non l’affissione di grandi manifesti di promesse ma cose concrete ed è pronto a dimettersi se poi questi progetti non andassero in porto.
Dalle minoranze Pierino Falcinelli, “Obbiettivo San Clemente”, ha fatto notare che i “grandi manifesti” del ponte sono ormai scoloriti da mille promesse non mantenute. E ben più duro è stato Curreli che ha chiesto con forza le dimissioni di Vitali perché ancora una volta ai cittadini della Valconca non venivano fornite date certe ma solo impegni temporali vaghi per l’inizio lavori (tra due mesi?). In questo il presidente Vitali non dimostrava di essere diverso dal predecessore Fabbri. Quella del ponte e delle date di inizio lavori sono per Curreli ormai una barzelletta giocata totalmente sulla pelle dei valconchini ed in particolare su quella dei cittadini di Sant’Andrea in Casale che vivono una viabilità inadeguata e insicura.
Una nuova richiesta inoltre per la riapertura temporanea del guado Asmara per consentire a chi lavora un sollievo dal traffico caotico della provinciale.
Durante il Consiglio comunale lo sgradevole episodio di un cittadino ripreso mentre fotografava dal presidente del Consiglio comunale, Stefania Tordi, in nome di un diritto alla privacy e di una norma del regolamento comunale che, esistesse, sarebbe anomale per un organismo pubblico e in contrasto con la parte politica rappresentata dalla maggioranza.
E’ un po’ il segno di una deriva politica che al di là dell’appartenenza. Fa sentire “gli eletti” al di sopra di tutto, spesso dimentichi di appartenere ad una assemblea pubblica rappresentativa. La speranza è che se questa norma, che impedisce di fare fotografie (ma in altri casi nessuno ne ha dichiarato l’esistenza), venga rimossa, consentendo a chi voglia fare fotografie di farlo in momenti particolari e autorizzati per non disturbare.
La privacy evocata è un’altra cosa, non dovrebbe esistere nelle pubbliche manifestazioni ed eventualmente cominciare al cancello di casa propria. Ma se si decide di essere personaggi pubblici forse nemmeno li!




MiniGp, Bulega dopo l’europeo il tricolore

Dopo l’Euroepo è arrivato il titolo tricolore, al termine di una stagione tiratissima dove il pilota della Rmu ha guidato da campioncino. Sarebbero bastati 38 punti a Nicolò per vncere, ma ne ha raccolti 40 e si è cucito lo scudetto sulla tuta.
“Sono felicissimo di avere vinto l’italiano – ha detto Nicolò Bulega -. Volevo a tutti i costi vincerlo oggi, con una prova d’anticipo e ci sono riuscito. Bellissimo! Sono riuscito a coronare un 2011 molto bello con la vittoria nell’Europeo e soprattutto nell’Italiano. Ringrazio i miei genitori e tutto il team, che mi ha messo a disposizione un’ottima moto”. A Nicolò i nostri complimenti e l’augurio di altri successi nei prossimi campionati, perché le vittorie più importanti sono quelle che devono ancora essere conquistate.

Claudio Casadei




Mondaino, quando arrivarono i Romani

alla conferenza dal titolo “La romanizzazione del territorio riminese dalla pianura agli appennini”, a cura di Maria Grazia Maioli, sovraintendente Archeologica dell’Emilia-Romagna.




Internet, il pubblico che dà scacco al privato

IL FATTO

– “Non vi firmo nessun contratto. Ho già avuto un’esperienza negativa con un’altra azienda”. A parlare così è un imprenditore stufo del suo singhiozzante sistema Internet wireless (senza fili) a banda larga. Per l’uomo la tecnologia è un puro strumento di lavoro per raggiungere clienti e fornitori.
Simone il tecnico di “S.I. Sole” non si scompone. Accetta la sfida, attiva il servizio Internet gratuito per una settimana e senza contratto. Fu un successo. Gli fu firmato il contratto e da allora l’imprenditore è testimonial importante dell’azienda pubblica nata dentro la Sis, su sollecitazione dei sindaci della Valconca, che non riuscivano a far connettere alla rete in modo veloce giovani e imprenditori.
Il presidente della Sis è Gianfranco Cenci, già sindaco di San Giovanni in Marignano. Argomenta orgoglioso per aver dimostrato che il servizio pubblico può battere quello privato: “E’ dal 2008 che ci occupiamo della rete wireless. Tutto nasce su sollecitazione dei sindaci della Valconca, soprattutto i piccoli comuni che non avevano l’Adsl. E se per il privato è conveniente e lucroso collegare la costa, non lo è nell’entroterra, dove mancano i numeri per fare guadagni. E se è vero che per i ragazzi Internet, oltre ad essere uno strumento per studiare, è anche gioco e collegarsi con gli amici, per gli imprenditori, Internet, è un fattore di lavoro. E’ capacità competitiva. E’ mettersi in relazione con clienti e fornitori”.
“I sindaci – continua Cenci – si rivolsero alla Sis, che è poi una loro struttura. Per noi fu una scommessa mettere insieme tecnologia, servizi, uomini. Devo dire che ce l’abbiamo fatta. Siamo riusciti a costruire un’organizzazione di alta qualità; siamo in grado di assicurare ampie tutele e ancora più ampie garanzie tecniche”.
“L’operazione – afferma il presidente Cenci – partì con un ragazzo di 20 anni, Simone. Aveva le conoscenze, le competenze, sapeva (e sa) relazionarsi coi clienti, che conosce per nome uno per uno. Noi gli abbiamo data una fiducia ben ripagata. I nostri clienti possono telefonare per eventuali problemi direttamente. In qualsiasi momento della giornata siamo in grado di intervenire. Due anni fa un fulmine colpì una delle nostre antenne; fu sostituita in poche ore”.
Il servizio di “S.I.Sole” partì da Montegridolfo, dove c’era più richiesta, per poi allargarsi a Saludecio, Mondaino, Montefiore, Gemmano, Montescudo, San Clemente. Ma offre un’ottima copertura anche in zone ai margini della costa, come ad esempio l’area artigianale di Raibano tra Riccione, Misano e Coriano.
Ecco come nel 2008, Luigino Casadei, si rivolge ai propri concittadini: “L’amministrazione è lieta di comunicarti che la nostra comunità, dal 1 ottobre 2008, ha l’opportunità di usufruire di un nuovo importante servizio di comunicazione: si tratta di una nuova rete wireless in grado di offrire un servizio di connettività internet a banda larga (ADSL) ai Comuni di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio” (…). Quello che allora sembrava un servizio sociale, è stata una scommessa largamente vinta.

Gianfranco Cenci,
presidente della Sis, l’azienda pubblica che si è inventata servizio e tecnologia sulla spinta dei sindaci dell’entroterra




Le emozioni… e Raquel

Una figura di personalità e spessore che ha lasciato una profonda traccia del suo operato in esperienze solidali, nell´esercizio della libera professione, in consulenze e nel mondo della scuola…
Il Centro di Servizio riminese, coglie così l´occasione di un incontro, ospitato alle 16 nella sala del Bonarrivo in corso d´Augusto 231, a Rimini, per presentare “La maestra delle emozioni”. Un testo in cui sono raccolte le relazioni scritte da Raquel per presentare le proposte di lavoro e le attività svolte nelle scuole, in un periodo che va dal 2005 al 2010. Il senso più profondo di queste pagine è quello interpretato da Raquel stessa, ossia “Educare alle emozioni”. Dietro questo titolo c´è, infatti, lo sforzo non solo di avviare un percorso formativo di qualità, ma anche una descrizione di quanto succede con gli scolari e familiari in relazione agli stimoli che intervengono proprio sulle emozioni modificando lo status quo adagiato sui luoghi comuni del modello sociale, dove le emozioni non sono quasi mai messe in primo piano.
Esaminando questo percorso tracciato da Raquel si può scoprire la ricchezza di un lavoro realizzato attraverso diversi progetti per la prevenzione al disagio scolastico, promossi in rete da alcune associazioni di volontariato riminesi. Il suo lavoro ha raccolto attenti consensi da parte da parte di insegnanti, alunni e genitori.
In precedenza, era stato pubblicato da Volontarimini un altro testo dal lungo titolo e di grande attualità sulla crisi della coppia: “Come vuoi che ti ami, se non vuoi che ti ami come vorrei amarti?”.
La scuola e la famiglia vengono quindi ripensate come luoghi privilegiati per il confronto e la riflessione, per imparare ad accogliere e accettare le proprie emozioni, i propri limiti e le risorse del singolo in un clima di rispetto delle differenze di ognuno e di riconoscimento reciproco.
Proprio la spinta impressa in fatto di solidarietà e interventi nel sociale ha offerto nuovi spunti e idee. Contaminazioni verso percorsi innovativi che hanno condizionato le scelte delle associazioni con progetti rivolti a una larga fascia sociale. In questo ordine di idee, si sviluppa l´opera della psicologa argentina, importante figura di riferimento per il volontariato riminese. Un intervento svolto in coincidenza di tempi in cui il valore sociale dell´istruzione attraversa una trasformazione significativa, in cui il rischio è che l´educazione diventi sempre più “certificativa” e, anziché abbatterle, vengano marcate ancora di più le differenze socioculturali di partenza di ogni individuo. In questo contesto il volontariato insieme a genitori, insegnanti e dirigenti scolastici ha sviluppato e promosso nuovi percorsi per consentire di “fare una pausa”, rispetto alla fretta imposta dalla società, in cui leggere le dinamiche dei gruppi dedicando la massima attenzione alle modalità relazionali e agli aspetti comunicativi. Un´idea, quindi, di scuola/territorio come “comunità educante”, di responsabilità condivisa nell´educazione, di promozione della libertà. Le finalità delle associazioni? Evidenziare la cultura del volontariato ed entrare in modo coinvolgente in una filiera scolastica coinvolta e preparata anche alla solidarietà. In questo si ritrova il messaggio che ha lasciato Raquel proiettata verso una nuova mentalità progettuale in grado di sostenere la rete di relazioni creata per una educazione più completa, più accessibile, più diretta. Un capitolo esperienziale in cui nuove forme di intervento rivoluzionano il senso di una pedagogia delicata ma anche con il piglio determinato delle prassi solidali, dove il volontariato esprime in pieno i suoi valori. Il libro, come opera postuma, recupera alcuni testi, riflessioni e considerazioni di Raquel sui progetti promossi all´interno delle scuole. Un tentativo di ripercorrere un lavoro complesso che offra spunti interessanti e strumenti concreti per l´attivazione di nuove idee negli istituti scolastici. La “maestra delle emozioni” ha colto una dimensione più ampia della scuola in cui i tre attori principali, alunni, genitori e insegnanti, vengono considerati componenti essenziali per un percorso educativo condiviso ed efficace. Un processo orientato alla teoria socio-cotruttivista dove i diversi soggetti interagiscono e partecipano attivamente alla costruzione di attività multidisciplinari. Un´idea vincente i cui buoni frutti si possono cogliere direttamente nelle parole di affetto dei protagonisti per Raquel, raccolte nel capitolo a lei dedicato.
La pubblicazione si completa con due appendici, la prima offre esempi di metodologie ed esercizi concreti per lavorare nelle classi su questi temi, la seconda è per gli insegnanti con dispense che l´autrice era solita distribuire durante gli incontri a loro dedicati. Il testo non ha la presunzione di spiegare come e che metodologie adottare per operare all´interno delle classi, quali strumenti è meglio utilizzare e quando. Semplicemente, presentando il lavoro svolto da Raquel insieme alle associazioni, ha l´obiettivo di porre l´accento su una tematica importante e di offrire spunti e stimoli concreti per attivare nuovi percorsi con le classi, mettendo l´accento sulle emozioni e sulle relazioni, troppo spesso dimenticate in una società segnata dai ritmi sempre più raqpidi delle dinamiche di mercato.

Per informazioni: Volontarimini
tel. 0541 709888 – upandgo@volontarimini.it
volontarimini@volontarimini.it




Museo della Linea dei Goti va nelle scuole

LA STORIA

I percorsi, strutturati in modo da coinvolgere attivamente i ragazzi, sono adeguati all’età degli studenti e sono tenuti da personale qualificato. Gli incontri sono composti da diversi momenti: lezioni teoriche accompagnate dalla visione di materiale fotografico e video, visite guidate al museo di Montegridolfo e laboratori, dove l’impegno fattivo è preponderante e, comunque, l’avvio avviene sempre da materiale o documenti visibili nella realtà museale in oggetto.
Le lezioni durano un’ora e affrontano questi temi: La Linea dei Goti: attacco e sfondamento. La vita quotidiana dei civili e dei militari. Madre, lavoratrice, combattente: i mille volti delle donne durante la guerra. Scuola, sport, giochi: crescere durante la guerra. La propaganda in guerra: immagini e parole. Resistenza armata e Resistenza civile. I Lager: storia e memoria. Leggi razziali in Italia
E laboratori sempre della durata di un’ora: Scuola, sport, giochi: crescere durante la guerra. Vivere in guerra : il quotidiano dei civili e dei militari. Stampa in guerra: dalla propaganda ai giornali. Resistenza armata e Resistenza civile. Madre, lavoratrice, combattente : i mille volti delle donne in guerra. La fame : vivere e sopravvivere. Proibizioni e divieti. Bombe sulla città. Le leggi razziali in Italia

Per maggiori informazioni: Tel . 0541.855320 – 333.78.30.168. Mail : info@museolineadeigoti.itwww.museolineadeigoti.it




Noci, festa per i nonni del Beato Amato

– La Festa delle Noci è un appuntamento antico di qualche centinaia d’anni, in onore dei nonni ospiti nella Casa di Riposo del beato Amato di Saludecio.
L’appuntamento è il 9 ottobre. La scusa per coccolare i nonni sono le noci, la cui coltura un tempo era molto diffusa nella Valconca. La Festa delle Noci si identifica con la figura del Beato Amato, che fondò proprio a Saludecio nel XIII secolo l’Hospitales, ossia la casa dei pellegrini, e con la tradizione francescana della cerca delle noci. La Festa si svolge presso la Casa di Riposo di Saludecio a incominciare dal mattino con le funzioni religiose (9,30 messa) per proseguire nel pomeriggio (14,30) con la musica dal vivo, il sangiovese e la piadina, le torte e il liquore nocino e l’estrazione della lotteria alle 18. Chiude la giornata la premiazione della noce più piccola e di quella più grande.
L’appuntamento, come dicono gli organizzatori, coinvolge “molte mani”. Il ricavato, naturalmente, va ai nonni ospiti della casa di riposo.
Meleto
Ancora a Saludecio, in località Meleto, è in programma domenica 24 ottobre la Festa della Madonna del Rosario con musica, giochi popolari e gastronomia nel pomeriggio.