Rocca di Luna

– A Montefiore uno dei weekend più straordinari dell’estate! Nel segno del tema: “Il pianeta dei sogni possibili”.
Prende il via il 22 luglio la diciasettesima edizione di “Rocca di Luna”, una delle manifestazioni entrata a pieno titolo nel novero degli eventi più frequentati che caratterizzano la lunga estate dell’entroterra.
Immutata nello spirito che la contraddistingue, la festa non è legata a una rievocazione o una tradizione, ma si ispira alla luna indagandone di anno in anno aspetti diversi, riempiendo così il castello medioevale di Montefiore Conca di momenti sempre nuovi e stimolanti di cultura, svago e divertimento. L’edizione 2011 di Rocca di Luna si presenta rinnovata in diversi aspetti, a partire dal tema che la caratterizza fino alla organizzazione.
I finiti lavori di restauro della Rocca, hanno reso il simbolo di Montefiore bellissimo e fruibile. E’ il fulcro della manifestazione.
Per tre serate tutto il borgo sarà animato da una serie di performance di cantanti professionisti, musicisti di strada, compagnie teatrali e di danza, gruppi etnici che si alterneranno su tutto il perimetro del paese, compresa la Rocca Malatestiana.
Rocca di Luna “Giochi & musica” sarà quindi una sorta di grande gioco/concerto che saprà coinvolgere tutti, in una clima di sano divertimento.

“Il pianeta dei sogni possibili”

Ingresso: euro 6 (con ingresso alla Roccca)
(bambini sotto i 10 anni gratuito)
Tre serate dalle ore 19 fino a notte fonda
in un’atmosfera carnevalesca con musica,
danza, teatro, arte circense, arti visive, alto artigianato

Tutte le sere dalle 20.30
Sfilata del Carnevale di Fano e Musica Arabita

Arena della Rocca
Venerdì 22 luglio – Ore 23
Regina Centro Danza di Cattolica diretto da Erika Rifelli in MYSTERION con la partecipazione straordinaria di ALICE E I RAGAZZI dal programma televisivo “AMICI DI MARIA DE FILIPPI”

Sabato 23 Luglio – Ore 23
“LE CIRQUES DES ARTS” spettacolo circense a cura di Takimiri Productions

Domenica 24 Luglio – Ore 23
“CARMINA BURANA” di Carl Orff per soprano, tenore, baritono, coro, due pianoforti e ensamble di percussioni direttore Roberto Renili
Al termine FUOCHI ARTIFICIALI

E ancora: teatro, danza, artigiani, artisti di strada, bancarelle, hobbisti, mostre, stand enogastronomici

EVENTI

Tre serate di spettacoli

Venerdì 22 luglio
ore 20.30 – Sfilata del Carnevale di Fano e Musica Arabita
ore 22 – TEATRO MALATESTA
CAPPUCCETTO ROSSO favola per bambini
ore 21.30 e 22.30 – PIAZZETTA DEL TEATRO
PULCINELLA E L’ORGANETTO
ore 21.40 e 22.20 – PIAZZALE 2 GIUGNO
Alma Gitana Compagnia di Danza Flamenca di Lara Andress
ore 21.40 e 22.20 – CORTILE DELLA ROCCA
MUSICA DA BALLO ROMAGNOLA DELL’OTTOCENTO
ore 21.30 e 22.30 – LARGO DONNA COSTANZA
Giulio Ottaviani in DOTTOR STOK
ore 23.00 – ARENA DELLA ROCCA
REGINA Centro Danza di Cattolica diretto da Erika Rifelli

Sabato 23 luglio
ore 20.30 – Sfilata del Carnevale di Fano e Musica Arabita
ore 22 – TEATRO MALATESTA
CAPPUCCETTO ROSSO favola per bambini dai 2 a 90 anni
ore 21.30 e 22.30 – PIAZZETTA DEL TEATRO:
GRAN TEATRO DEI BURATTINI a cura di Luca Ronga
ore 21.40 e 22.20 – PIAZZALE 2 GIUGNO
Alma Gitana Compagnia di Danza Flamenca di Lara Andress
ore 21.40 e 22.20 – CORTILE DELLA ROCCA
MUSICA DA BALLO ROMAGNOLA DELL’OTTOCENTO
ore 21.30 e 22.30 – LARGO DONNA COSTANZA
Officine Duende in TWIN SHOW
ore 23 – ARENA DELLA ROCCA
Spettacolo circense a cura di Takimiri Productions

Domenica 24 luglio
ore 20.30 – Sfilata del Carnevale di Fano e Musica Arabita
ore 22 – TEATRO MALATESTA
CAPPUCCETTO ROSSO favola per bambini
ore 21.30 e 22.30 – PIAZZETA DEL TEATRO
LE AVVENTURE DI PULCINELLA con Luca Ronga
ore 21.40 e 22.20 – PIAZZALE 2 GIUGNO
Alma Gitana Compagnia di Danza Flamenca di Lara Andress
ore 21.40 e 22.20 CORTILE DELLA ROCCA
MUSICA DA BALLO ROMAGNOLA DELL’OTTOCENTO
ore 21.30 e 22.30 LARGO DONNA COSTANZA
Berto rappresenta IN CAMMINO
ore 23 – ARENA DELLA ROCCA
CARMINA BURANA di Carl Orff

AL TERMINE DELLA MANIFESTAZIONE FUOCHI D’ARTIFICIO DALLA ROCCA




Corrado Gaia, quando la politica logora

SAN CLEMENTE

di Claudio Casadei

– Ti prepari a chiedere ad un amministratore se può aiutarti a capire che cosa stia succedendo nel suo assessorato e scopri quanto sia brutta la sensazione di essere stati lasciati soli.
Corrado Gaia, 60 anni da pochi giorni, la politica la bazzica da quando ne aveva 17. Comunista fino alla fine del Pci, non ha mai aderito a Pds e derivati e ha scelto di continuare a fare politica in Rifondazione Comunista. Assessore alle attività economiche e allo Sport sta provando, a suo dire con molta difficoltà, a proseguire il lavoro iniziato da tempo con il sindaco D’Andrea.
Alla richiesta di una sua analisi sul lavoro svolto Gaia, usando sempre il plurale, risponde: “Per quanto riguarda le attività produttive stiamo procedendo. Sant’Andrea Servizi, la società che si occuperà dell’Area Industriale di Sant’Andrea in Casale, dopo l’approvazione del piano particolareggiato e finite le pratiche burocratiche potrà richiedere i fondi per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione che gli consentiranno di vendere i terreni. Il fatto che ci siano richieste anche di nomi importanti va considerato un buon risultato visto il periodo di crisi che stiamo passando.
La Ghigi sta montando nuovi macchinari e quindi speriamo fra poco possa incrementare e rilanciare la sua attività.
La Mec3 potrà raddoppiare le sue dimensioni e svilupparsi per essere pronta ad affrontare le richieste derivanti dal suo successo commerciale.
La Ceramica del Conca potrà realizzare l’indispensabile magazzino meccanizzato. Tutte situazioni che porteranno, speriamo, a incrementare i posti di lavoro sul nostro territorio”.
E lo sport?
“Diciamo che non c’era quasi niente e adesso c’è qualcosina in più. Oltre al miglioramento delle infrastrutture e alle fondate speranze di qualcosa che dovrà nascere molto presto, ci sono nuove importanti società, come la Pugilistica Valconca che porta davvero il nome del nostro comune in tutta Italia e spesso in Europa.
Ci sono manifestazioni nuove come la Festa dello sport, gare importanti come la Maratonina del Vino, e happening di qualità come “La notte del Ring”.
Ci sono poi, per i più piccoli, le attività ludico-sportive del “GiocaTu” e le idee in cantiere che aspettano di poter sbocciare.”
Cosa cambierà nello sport sanclementese nel prossimo futuro?
“Avremmo l’ambizione di riportare lo sport agli antichi fasti, ma ci rendiamo conto che è difficile dopo la tabula rasa fatta da personaggi colmi solo della propria ambizione. Purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti e non basta la volontà dell’amministrazione a creare nuove situazioni: mancano le persone e mancano i soldi purtroppo! L’amministrazione ci sta provando, ma con l’andazzo che c’è…”.
Le società sportive sono davvero autonome dal punto di vista economico?
“ Come in ogni altra parte d’ Italia non possono essere autonome e vanno aiutate e agevolate per poter resistere sul territorio. Questo vale per tutte le società esistenti che vivono tutte facendo grossi sacrifici. Ognuna di loro svolge un servizio sociale che va riconosciuto e premiato, sempre nei limiti del possibile”.
Perché in un paese cresciuto così tanto non c’è più una squadra di calcio che si occupi dei ragazzini?
“Difficile ricostruire quello che era un esempio per molte realtà nella provincia di Rimini. Ci vogliono persone sane e denaro. La speranza comunque c’è ancora”.
Perché tanta rabbia nei suoi confronti?
“Si vede che lo Sport è molto importante, visto che è su questo che mi si critica. In realtà la mia impressione è che qualcuno strumentalizzi i propri desideri, magari gli manca una poltrona che, vorrei sottolineare, io non ho cercato! Me l’hanno proposta, mi piaceva l’ho accettata e cerco di fare del mio meglio, ma non l’ho cercata!”.
Cosa vuole dire al mondo dello sport sanclementese?
“Io vorrei ringraziare ad uno ad uno i ragazzi della Ads San Clemente che stanno lavorando molto bene e in silenzio. Spero che da loro a San Clemente possa ricrescere il calcio che non c’è. Per il resto non sono sorpreso dagli attacchi, mi dispiace essere solo a difendermi visto che sto portando avanti un programma ereditato e non mio. Ma così è purtroppo!”.




SAN CLEMENTE – ALLEGRO MA NON TROPPO

Mio caro direttore ritorno al suo cospetto
perché sono adirato per chi non ha rispetto
di noi villani seri che per viver fatichiamo,
e inver non meritiamo chi ha il governo in mano.

A S.Clemente o a Roma diffuso sembra il morbo
che coglie il capopol che brama tu sia orbo.
S’aggrappa prontamente a quello ch’è legale
per proprio tornaconto si scorda la morale.

Quei che da tempo seggon sul trono Clementino
contro il roman governo puntano il lor ditino!
Legalità, chiarezza rispetto della legge
ma poi la loro azione l’esempio non lo regge!

Quel povero Silvietto monarca sorridente
diventa un paragone mica tanto stridente!
Che appena pongon terga lassù su quel sedile
diventan energumeni difficili da digerire.

Ci dissero un tempo di un lupo assai cattivo
e mai avrem pensato che costui, redivivo,
tornasse a far la legge in questo comunello
di com si costruisce fuori e dentro il castello!

Giustizia correttezza rispetto delle legge
sono motivi sani per cui la gente elegge
Ma che dobbiam pensare di quel mariol vigliacco
che sembra sia stato preso con le mani nel sacco?

Che dobbiam pensar, sempre che sia vero
se per un sindacato nessuno ha detto beo?
Che questi isolati, saccenti ducettini
abbian le palle solo contro i lor cittadini?

Facciamolo un esempio, si tanto per capire!
Quel tale corianese che in consiglio ebbe a dire,
con fare assai borioso e la sua faccia triste
“ Signori adesso basta: quel ponte non esiste!”

Pensammo che qualcuno che qui c’è quasi nato
lo avrebbe poi ripreso “guarda ti sei sbagliato!”
Invece è ancora li con far da guapperia
e sembra che nessun lo possa mandar via!

Com’è che sto signore che tanto potea fare
In quel la di Coriano lo han fatto scappare?
Chi ha per noi voluto questo “risolutore”
Che invece fino adesso raccoglie sol rancore?

Chi è che l’ha saputo tenere assai nascosto
e ad elezione fatta lo ha messo li in quel posto?
O illustrissimi duchi, amministranti con ardore
diteci se del Pd è un dono, oppure è del dottore!

Ma che dobbiam pensare del giovane assessore
che passa nell’UT* un sacco di sue ore?
L’agricoltura del luogo ancor non è risorta
Ma è per le grandi idee che entra e chiude la porta?

Certo esempi recenti ci mettono sospetto:
è stata l’abitudine di un pessimo soggetto
che qui non ha lasciato affatto un bel ricordo.
Ma chi lo deve riprendere non vede ed è anche sordo?

E che dobbiam pensare se poi un assessore
di fronte all’arroganza di un grande imprenditore
gli interessi di questi li va a contrattare
diritto in casa sua e non in quella comunale!

Va tutto bene sindaco? E’ così che s’ha da fare?
Se un cittadino è ricco può fare quel che gli pare?
E voi siete sicuri di rappresentar qualcuno
facendo ciò che prima di voi non ha mai fatto nessuno?

Certo gli imprenditori devono lavorare
bisogna fare ogni cosa che li possa aiutare
Ma andar in casa loro con il cappello in mano
genera il sospetto, è un comportamento strano!

Non parlerò di paghe sappiam che lì tra voi
non troverem di certo coerenti ed eroi.
Ognun tenga il malloppo non pensi di elemosinare
oppur fate scelte vere senza tergiversare.

Ricordo un signore che si chiamava Enrico
capo dei comunisti quand’erano un partito.
Dello stipendio suo da parlamentare
Lui si teneva sol stipendio di operaio normale.

Voi certo certe cose non le concepirete
in fondo è con la legge che vi misurerete.
Non penserete affatto a ciò che è morale
vi basterà che resti il tutto nel legale!

E allor se v’alzerete col solito cipiglio
Pensando di indicare quant’è brutto Silvio!
Sappiate che pensiam che se aveste il potere
fareste le stesse scelte per il vostro sedere!

Fausto Nottiberti
(*UT= Ufficio Tecnico)




Centro Ca’ Santino, belle storie

MONTEFIORE

– All’insegna di “impariamo divertendoci” si è conclusa, domenica 22 maggio, presso la sede della Cooperativa Sociale Ca’ Santino, con una giornata di festa e attività di laboratorio, un’altra stagione di esperienze per i bambini delle scuole del circondario.
Il Centro socio riabilitativo Ca’ Santino, situato nella splendida valle di Levola, a Montefiore Conca, ospita già da molti anni le scolaresche che, durante tutto l’anno scolastico, sviluppano insieme ai loro insegnanti, ai ragazzi ospiti del centro e ai loro educatori, percorsi educativi che hanno la natura e i suoi prodotti al centro della loro attenzione.
In particolare quest’anno le numerose scuole che hanno aderito ai vari progetti proposti dal Centro Educativo di Ca’ Santino, hanno scelto di lavorare intorno ai temi legati alla educazione ad una sana e corretta alimentazione. Oltre, quindi agli ormai consolidati percorsi che sviluppano le loro attività utilizzando le risorse dell’ambiente circostante, come il bosco o gli animali della fattoria, durante l’anno scolastico i bambini hanno avuto l’occasione di frequentare laboratori nei quali poter seguire tutto il ciclo che dalla semina del grano arriva fino alla preparazione del pane o della pizza, o di altri prodotti derivati dai cereali.
Oppure ancora si sono preparati da soli una crema di nocciole, che molto ricorda quella tanto amata da tutti i bambini, o si sono impegnati, rimboccandosi le maniche e diventando spesso dei fantasmini di farina, a prepararsi da soli la propria merenda per la mattina, a base di crostatine o di fumanti brioches ripiene di marmellata fatta con gli stessi frutti raccolti a Ca’ Santino.
Insomma, hanno avuto l’occasione, grazie anche al lavoro che gli insegnanti hanno proseguito poi a scuola, di capire come alcuni prodotti che abitualmente si acquistano, si possano invece anche fare da soli, in maniera più semplice e naturale e in più divertendosi un sacco. La giornata conclusiva quindi, ha voluto ripercorrere in parte i percorsi che i bambini hanno sviluppato durante l’anno, ampliandoli anche a nuove e divertenti esperienze, come il dipingere utilizzando la frutta e la verdura, oppure il comporre bizzarre ricette avendo a disposizione un vasto numero di ingredienti, oltre a laboratori più classici, ma sempre di successo, come quello in cui i bambini si sono fatti da soli la pizza, per poi ovviamente gustarsela seduti sul prato della fattoria.
È stata una bella giornata di divertimento “interessante”, che è lo slogan che da sempre contraddistingue il lavoro di questa piccola, grande realtà. Lo staff di educatori di Ca’ Santino, benché non sia ancora conclusa l’esperienza di quest’anno, sta già pensando alle proposte per il prossimo anno, con qualche novità sempre stimolante, sia per i bambini che per chi si occupa ancora, tenacemente, della loro educazione.

Per dare un contributo:
Via Ca’ Santino n. 2131
47834 Montefiore Conca
tel. 0541 985905   www.casantino.it
mail: info@casantino.it




Centro Ca’ Santino, belle storie

MONTEFIORE

– All’insegna di “impariamo divertendoci” si è conclusa, domenica 22 maggio, presso la sede della Cooperativa Sociale Ca’ Santino, con una giornata di festa e attività di laboratorio, un’altra stagione di esperienze per i bambini delle scuole del circondario.
Il Centro socio riabilitativo Ca’ Santino, situato nella splendida valle di Levola, a Montefiore Conca, ospita già da molti anni le scolaresche che, durante tutto l’anno scolastico, sviluppano insieme ai loro insegnanti, ai ragazzi ospiti del centro e ai loro educatori, percorsi educativi che hanno la natura e i suoi prodotti al centro della loro attenzione.
In particolare quest’anno le numerose scuole che hanno aderito ai vari progetti proposti dal Centro Educativo di Ca’ Santino, hanno scelto di lavorare intorno ai temi legati alla educazione ad una sana e corretta alimentazione. Oltre, quindi agli ormai consolidati percorsi che sviluppano le loro attività utilizzando le risorse dell’ambiente circostante, come il bosco o gli animali della fattoria, durante l’anno scolastico i bambini hanno avuto l’occasione di frequentare laboratori nei quali poter seguire tutto il ciclo che dalla semina del grano arriva fino alla preparazione del pane o della pizza, o di altri prodotti derivati dai cereali.
Oppure ancora si sono preparati da soli una crema di nocciole, che molto ricorda quella tanto amata da tutti i bambini, o si sono impegnati, rimboccandosi le maniche e diventando spesso dei fantasmini di farina, a prepararsi da soli la propria merenda per la mattina, a base di crostatine o di fumanti brioches ripiene di marmellata fatta con gli stessi frutti raccolti a Ca’ Santino.
Insomma, hanno avuto l’occasione, grazie anche al lavoro che gli insegnanti hanno proseguito poi a scuola, di capire come alcuni prodotti che abitualmente si acquistano, si possano invece anche fare da soli, in maniera più semplice e naturale e in più divertendosi un sacco. La giornata conclusiva quindi, ha voluto ripercorrere in parte i percorsi che i bambini hanno sviluppato durante l’anno, ampliandoli anche a nuove e divertenti esperienze, come il dipingere utilizzando la frutta e la verdura, oppure il comporre bizzarre ricette avendo a disposizione un vasto numero di ingredienti, oltre a laboratori più classici, ma sempre di successo, come quello in cui i bambini si sono fatti da soli la pizza, per poi ovviamente gustarsela seduti sul prato della fattoria.
È stata una bella giornata di divertimento “interessante”, che è lo slogan che da sempre contraddistingue il lavoro di questa piccola, grande realtà. Lo staff di educatori di Ca’ Santino, benché non sia ancora conclusa l’esperienza di quest’anno, sta già pensando alle proposte per il prossimo anno, con qualche novità sempre stimolante, sia per i bambini che per chi si occupa ancora, tenacemente, della loro educazione.

Per dare un contributo:
Via Ca’ Santino n. 2131
47834 Montefiore Conca
tel. 0541 985905   www.casantino.it
mail: info@casantino.it




Morri, presidente europeo degli economisti del settore immobiliare

– Giacomo Morri è il neo presidente europeo degli economisti del settore immobiliare (Eres, European Real Estate Society). La nomina è stata annunciata nel corso della 18^ conferenza annuale tenutasi dal 15 al 18 giugno a Eindhoven (Olanda).
Morri è un talentato giovane sanclementese. Ricopre un ruolo di prestigio assoluto. E’ docente della Bocconi; è il direttore del master in economia immobiliare.
ERES è stata fondata in Olanda nel 1994 da un gruppo di accademici, in prevalenza inglesi e olandesi, per creare la prima associazione di economisti del settore immobiliare in Europa: principale finalità è la promozione della cultura, della ricerca e della formazione nel settore immobiliare.
Sono presenti associati nella maggior parte dei Paesi europei, con strette relazioni con le principali associazioni immobiliari quali EPRA, INREV e RICS e le altre Real Estate Society. Oltre a una serie di incontri annuali, la Conferenza annuale è il momento principale di incontro e di confronto dell’Associazione, e si tiene in una nazione differente ogni anno. Nel 2010, il meeting annuale dell’Eres si è tenuto presso l’Università Bocconi, Milano) con oltre 500 partecipanti da oltre 40 paesi nel mondo.




Cuore, fantasia e solidarietà

– Volontariato, “Cuore e fantasia” ritorna a pulsare. La tradizionale festa del volontariato di Mondaino, giunta alla ottava edizione, ha un richiamo fortissimo su tutta la vallata. Nella piazza Maggiore del paese, sabato 23 luglio, dalle 19, prenderà vita l’evento nato dalla sinergia tra associazioni, enti del territorio, residenti e soprattutto tanti giovani, uniti insieme sotto l’egida della solidarietà. Promotore dell’iniziativa è l’associazione Gli Amici di Mondaino in collaborazione con il Comune, la Pro Loco, la parrocchia di Mondaino, Music In e le organizzazioni che hanno contribuito a realizzare l’evento. Si tratta di una testimonianza concreta a sostegno di persone diversamente abili. Proprio queste ultime sono, infatti, le vere protagoniste, tra spettacoli, musica dal vivo e giochi. Sul palco saliranno anche coloro che il volontariato lo vivono in prima persona per raccontare la propria storia. Prima ci sarà la gara estemporanea di pittura che si svolgerà a partire dalle 18. Le associazioni allestiranno, come consuetudine, punti informativi per fare conoscere le proprie attività tra mercatini e pesche di beneficienza. Un merito particolare va alla vendita dell’usato di libri e fumetti, cd e dvd tenuta dai bambini degli istituti comprensivi della vallata. Mentre le donne del paese saranno impegnate nell’aggiudicarsi il premio che sancisce la torta migliore. Il tutto allietato da punti di ristoro con i prodotti della tradizione culinaria romagnola. Molti giovani a fare da supporto tra musica e danza. Ci sarà la scuola di Musica di Mondaino con una trentina di musicisti. Uno spettacolo di magia di una 14enne decisamente ricca di motivazioni. E poi un video di Maurizio Bertuccioli che, per motivi di salute non sarà della festa, su temi legati all’amicizia. Quindi, presentazione con l’autrice, del libro “Il sorriso di Costanza”. E gran finale con fuochi pirotecnici. E poi la conferma del concorso fotografico, organizzato dal gruppo giovani. Due i temi proposti: “Il fascino di un sorriso” e “La vita e i suoi colori”. Per entrambi è prevista la presentazione di un’opera in bianco nero o colori. La partecipazione è aperta a tutti. Le foto dovranno essere inviate entro il 18 luglio (farà fede il timbro postale). Non sono da considerare in bianco e nero le foto con la giunta di un solo colore o di un viraggio colorato parziale. Non possono partecipare le immagini di sintesi, cioè realizzate esclusivamente con programmi e modelli di computer, grafica e che non contengano una componente fotografica. Le immagini vanno inviate su stampa in carta lucida o opaca formato A4 oppure 18×12. Le foto dovranno essere inviate, franche di ogni spesa e accuratamente imballate, entro il 18 luglio 2011 a: Davide Guidi, via Giovanni XXIII, 77 – 47836 Mondaino (Rn). Sabato 23 luglio, le opere pervenute verranno esposte in piazza Maggiore a Mondaino e durante la manifestazione verranno decretati i vincitori. Ogni opera deve essere accompagnata dal modulo di partecipazione. Per maggiori informazioni anche sul regolamento rivolgersi a Eleonora (347 4235192) e Grazia (340 0876427).
Per informazioni sul programma della festa tel. 338 5472297.

Per informazioni tel. 0541 709888. Gli interessati devono inviare una mail a upandgo@volontarimini.it corredata da lettera di presentazione, curriculm vitae e modulo di candidatura (scaricabile da www.volontarimini.it).
Per informazioni: Volontarimini
tel. 0541 709888 – upandgo@volontarimini.it




Italia 150°, dalla Carboneria all’irredentismo

MONTEGRIDOLFO

– Il sipario si alza presso il Museo della Linea dei Goti, sabato 9 luglio. L’esposizione reca 24 documenti: manifesti, lettere e volantini, tutti corredati da didascalie per una guida lungo le più importanti tappe del Risorgimento, tra 1822 e 1918.
Si inizia dall’attività cospiratoria delle Società Segrete, passando per la rivoluzione del 1848, le Guerre di Indipendenza, l’epopea garibaldina, Roma capitale, fino all’irredentismo e al compimento del Risorgimento con la Grande Guerra.
Naturalmente non poteva mancare l’immagine del personaggio simbolo, Giuseppe Garibaldi che osserva da una sua grande fotografia da lui dedicata ad un patriota.
Nella scelta dei reperti e nei testi delle relative didascalie si è ricercato l’obiettivo di avvicinare a noi gli uomini e i fatti come se si trattasse di appena ieri; ne citiamo soltanto qualcuno.
All’inizio del percorso non passa inosservata una “sentenza” emessa nel 1823 nel Regno delle Due Sicilie, costituita da ben quattro grandi manifesti: per 17 “settari della Carboneria”, animati dal proposito di “distruggere la Monarchia, l’Aristocrazia…”, vengono elencati i capi di imputazione in oltre 40 punti. Un imputato è condannato “alla morte col terzo grado di pubblico esempio”, ad altri due è riservata la “morte col laccio sulle forche e multa di ducati mille”, mentre gli altri sono condannati al “terzo grado dei ferri”.
Passando più avanti, dei vari documenti che ricordano la rivoluzione del 1848 ne citiamo uno per tutti: è un piccolo manifesto che annuncia ai milanesi la notizia appena giunta dello scoppio della “rivoluzione a Vienna”; è stato certamente stampato clandestinamente la sera del 17 marzo e diffuso nei locali pubblici della città, come indicano i quattro fori ai lati del foglio. Il giorno successivo inizierà l’insurrezione popolare delle Cinque Giornate contro gli austriaci con formazione di barricate.
Come i sogni del ’48 di liberare l’Italia dallo straniero si siano infranti con la restaurazione dei precedenti regimi e con le loro repressioni, ci viene ricordato da un necrologio del 1852 e da un manifesto del 1853; comunicano le esecuzioni degli otto patrioti ricordati nelle pagine di storia come i “Martiri di Belfiore”. Tra essi spiccano i nomi di due sacerdoti, Enrico Tazzoli e Bartolomeo Grazioli.
Passando all’epopea garibaldina, la mostra presenta un importate documento su quella che, fra tutte le imprese dell’Eroe dei Due Mondi, è la più avvincente, la Spedizione dei Mille. Ecco la sua lettera originale scritta ai finanziatori della spedizione: “Sig.ri Direttori, vogliano rimettere le cinquanta mila Lire di cui ho somma urgenza”. Non c’è da stupirsi se anche nella più nobile delle imprese “l’argent fait la guerre”; basta pensare alle necessità alimentari dei mille volontari. Attenzione alla data! È il 4 maggio 1860, il giorno prima della partenza. Le cronache riferiscono che all’indomani il Generale si sia informato: “Quanti siamo? – Più di mille, Generale – Bene, questa sera si parte”.
Spigolando lungo la mostra, ci fermiamo alla Seconda Guerra d’Indipendenza combattuta contro l’Austria in alleanza con la potente Prussia; guerra che, dopo paio di nostre sconfitte, qualche vittoria di Garibaldi e un decisiva vittoria dei prussiani, si era conclusa con l’armistizio del 12 agosto 1866 tra Austria e Italia. Ma, per le condizioni della pace, l’Austria non ne voleva parlare con l’Italia. Ebbene tutto questo ce lo racconta il Gen. Di Revel che era il rappresentante italiano, insieme a quello francese e a quello austriaco, della Commissione militare per la cessione dei beni di guerra. Ecco le sue parole in una lettera da Venezia del 27 settembre diretta al Ministro della Guerra Cugia, nelle more tra la data dell’armistizio e quella della pace. Ha appreso dai suoi colleghi che “Francia e Austria preparano una convenzione. L’Austria rimetterebbe il Veneto alla Francia, questa alle Municipalità, le quali sarebbero padrone di cederlo al Regno d’Italia”. E così avvenne. La pace tra Italia e Austria fu firmata una settimana dopo con la clausola umiliante della cessione del Veneto a Napoleone III, con facoltà di cederlo a sua volta alla Municipalità di Venezia, la quale lo avrebbe potuto passare al Regno di d’Italia.
Un ultimo sguardo lo riserviamo all’irredentista Guglielmo Oberdan, impiccato a Trieste il 20 dicembre 1882. È un foglio clandestino che denuncia l’Austria “a eterna vergogna” per aver richiesto alla madre del martire le spese di impiccagione:“Al Boia per strangolamento Fiorini 25, Erezione del patibolo 4, Consumo degli strumenti 5, Demolizione della forca 1,50…”
Questi sono una parte dei 24 documenti esposti; il resto sarà piacevolmente scoperto dal visitatore.




Montegridolfo, il vaso della premiazione è di Valentino Piccioni

– Salve,
sul vostro mensile d’informazione del mese di giugno 2011 alla pagina 77 di Saludecio-Mondaino-Montegridolfo leggendo l’articolo della premiazione alla figlia del tenente Norton legato alla Linea Gotica, chiedevo se fosse stato giusto citare il nome del ceramista che ha realizzato il piatto, visto che nell’articolo è presente la foto con lo stesso.
Distinti Saluti
Valentino Piccioni

Gentile signor Piccioni, buon giorno e grazie per averci scritto. Certo che è possibile citarla. Ricordiamo che la sua bottega artigiana“Il Portico del Vasaio” si trova nella frazione di San Rocco, Saludecio. Che lei è allievo dei prestigiosi ceramisti Franchetti di Montefiore Conca; oggi, purtroppo, la dinastia si è estinta. Che producce ceramica della tradizione romagnola, ma anche cose sue. Le sue conoscenze arrtigiane sono un patrimonio storico-culturale di tutta la provincia di Rimini. Complimenti per le cose che fa.




Marangoni, bellissimo palazzo nobiliare

STORIE

– Palazzo Magi si trova lungo la strada principale del centro storico medievale di Saludecio, collocato sulle prime colline dell’entroterra riminese. Saludecio è una cittadina caratterizzata dalla presenza di numerosi palazzi signorili e tra questi, Palazzo Magi emerge per dimensioni e qualità architettoniche.
Edificato nella parte più alta del paese, attorno al 1770, su volere di Francesco Magi esponente di una delle famiglie nobili più importanti del territorio. Questi lo fece progettare da Tommaso Bicciaglia uno degli architetti più conosciuti di Pesaro. Insieme alla chiesa parrocchiale, è uno dei rari edifici antichi costruiti secondo il disegno di un architetto famoso nell’ambito del territorio di Rimini.
Il complesso, nell’Ottocento, passò dalla famiglia Magi alla famiglia Marangoni la quale poi lo cedette, nel Novecento, alla famiglia Cerri. Il Palazzo è stato colpito dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, riportando danni lungo le ali laterali, mentre il corpo principale rimase illeso.
Alcune ricerche e recenti lavori di restauro hanno portato alla luce elementi di notevole pregio che permettono di apprezzare meglio l’eleganza e il prestigio. Il corpo principale è suddiviso in tre piani. Il piano terra era adibito ad un utilizzo funzionale e di raccolta, gestione dei prodotti e degli animali.
La famiglia padronale abitava al piano primo. Al secondo piano erano ricavati gli spazi per la servitù. Il grande scalone nobile, di stile pesarese, le decorazioni pittoriche della galleria, le simmetrie architettoniche sono tutte impronte e segni lasciati dal Bicciaglia. Tutte le stanze del piano nobile conservano pitture e stucchi, in alcuni casi ancora da riscoprire.
Il Palazzo è inoltre dotato di un bellissimo giardino privato interno, con una grande e antica cisterna per la raccolta dell’acqua piovana che veniva attinta da due pozzi monumentali simmetrici. Sul retro di questo giardino, un tempo all’italiana, si colloca un secondo spazio verde di grandi dimensioni con numerosi ulivi.
Per le sue notevoli caratteristiche monumentali il Palazzo è oggi tutelato dal Ministero per i Beni Culturali.
Alla fine di giugno 2010 sono iniziati i primi lavori di restauro scientifico. Questi sono oramai terminati e sono stati voluti dall’attuale proprietà al fine di salvaguardare l’immobile, comprenderne meglio le potenzialità e iniziare a valorizzare gli aspetti di maggior pregio.
I lavori sono stati condotti in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna e con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna. Tutte le operazioni sono state coordinate da Marcello Cartoceti della ditta adArte snc di Rimini, il quale si è avvalso di numerosi collaboratori al fine di portare a termine il lavoro.
Il progetto architettonico è stato gestito dallo studio dell’ingegner Cristina Stacchini di San Marino, mentre i lavori edili sono stati eseguiti dalla ditta di Maurizio Beligotti di Montegridolfo.
Le ricerche storiche sono state condotte dal prof. Giovanni Rimondini, le ricerche archeologiche dal personale specializzato di adArte di Rimini, mentre i restauri alle decorazioni parietali e ai soffitti sono stati eseguiti da Rossana Allegri di Montefiore.
L’assistenza elettrica è stata condotta da Stefano Bussi di Montegridolfo mentre l’assistenza idraulica dalla ditta idrotermica Tavollo di Gabicce; i restauri degli infissi sono stati eseguiti da Antonio Toma di Mondaino. In sostanza il risultato ottenuto è frutto di un lavoro corale di tante professionalità diverse e specializzate, tutte appartenenti al territorio.
Il lavoro di adArte è consistito proprio nel gestire l’intera operazione cercando di riportare il Palazzo al suo splendore iniziale dopo che per tanti anni era stato “maltrattato”.
Sono quindi state demolite quasi tutte le superfetazioni e aggiunte improprie realizzate soprattuto nel secondo Novecento. Si è partiti dal restauro del tetto, da qui poi si è scesi togliendo tutto l’intonaco cementizio della facciata posteriore e restaurando questa e quella principale su via Roma.
Sono stati ripristinati i grandi ambienti ad uso di magazzini del piano terra, è stata rifatta la pavimentazione nella galleria di accesso, è stato restaurato completamente il vano della galleria al piano primo riscoprendo le tempere di Tommaso Bicciaglia e ripristinando lo spazio com’era quando era stato ideato. E’ stato iniziato il recupero del giardino.
Marcello Cartoceti ha coordinato il restauro del palazzo. Nato in Svezia nel 1974, laureando in ingegneria edile, è presidente dell’A.R.R.S.A. (Associazione Riminese per la Ricerca Storica e Archeologica), è socio di adArte snc di Luca Mandolesi & C. di Rimini che si occupa di valorizzazione del patrimonio culturale.
Ha collaborato per 9 anni con i Musei Comunali di Rimini; si occupava prevalentemente di restauro monumenti. Ispettore Onorario per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, ha all’attivo numerosi rinvenimenti e scavi archeologici, mostre, pubblicazioni.
Nell’ambito del coordinamento di restauri si è occupato del riposizionamento dei pilastrini seicenteschi dinanzi all’Arco d’Augusto a Rimini, del recupero di Palazzo Scatolari a Mondaino e del recupero di Palazzo Magi a Saludecio. Ha promosso e realizzato la Carta delle Potenzialità Archeologiche di del comune di Rimini e realizzato quella del comune di Santarcangelo di Romagna.

Mostra di pittura

– Grazie alla disponibilità della proprietà del Palazzo si è deciso di realizzare una esposizione collettiva di arte dal titolo “Contemporanea”. AdArte ha quindi finanziato e organizzato l’iniziativa che permetterà di visitare il palazzo tutti i sabati e le domeniche dal 18 giugno al 17 luglio dalle 10 alle ore 19. L’iniziativa vede anche la collaborazione della proprietà di Palazzo Albini (in via Roma 41, altra perla di Saludecio). Nei due edifici espongono: Maria Pia Campagna, Mario Bariona, Roberto Dal Maso, Filippo Manfroni, Elvis Spadoni, Piero Strada e Gio Urbinati.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Saludecio.