“Filippini”, bella festa di fine anno

LA SCUOLA

“Ogni festa autentica nasce da un’esperienza di affezioni e legami tra persone che hanno un ideale comune. Per la nostra scuola si tratta della dirigente, dei docenti, del personale, degli alunni e dei loro genitori e familiari che hanno vissuto un anno intenso di lavoro, studio e corresponsabilità educativa. E’ bello che al termine di questo cammino, si faccia un “gesto” che esprima la creatività e la gioia di appartenere ad una comunità educativa”.
Hanno partecipato numerosi alla festa e si è potuto vedere una realtà diversa non solo fatta di cattedre, registri, circolari, lezioni. Una nuova dimensione che ha fatto bene al cuore degli insegnanti, a quello dei genitori che hanno lavorato fianco a fianco all’insegna dell’operosità e genialità ed era proprio questo all’ordine del giorno. E’ stato un felice incontro tra impegno degli insegnanti, dei genitori e dei nonni che hanno donato il loro tempo e le lro energie dando vita a mercatini, pesche, aste, banchetti, gare di torte, il tutto allietato dalla musica e da vari show e giochi.
Il “fare insieme” uniti per una causa comune come il risollevare l’economia scolastica e togliere la scuola da quell’immobilismo a cui sembra destinata, può insegnare tanto.

Simona Donati




Premio lirico, fondi per la Tanzania

MUSICA

– Il Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini, giunto alla ventesima edizione, si inserisce nel nuovo festival MUSICAMARE di Cattolica, organizzato dall’ADA Onlus, l’Associazione Cattolica per la Tanzania e dall’Associazione Musicale Mario Tiberini, con lo scopo di raccogliere fondi per la costruzione di una scuola in Tanzania.
Quattro gala di beneficenza di altissimo livello, ma accessibili al pubblico di ogni genere, ospiteranno gli artisti più quotati del panorama lirico internazionale: il 26, 27 e 30 giugno 2011 al Teatro della Regina di Cattolica e il 16 luglio al Teatro Tiberini di San Lorenzo in Campo (PU).
Il 26 giugno il grande soprano greco Dimitra Theodossiou offrirà un programma vasto ed accattivante accompagnata dal pianista Simone Savina e dal Coro della Regina di Cattolica, diretto da Gilberto Del Chierico.
Il 27 il coro più famoso d’Italia e il più rappresentativo dell’Italia risorgimentale, il Coro del Teatro Regio di Parma, diretto da Martino Faggiani, ripercorrerà le pagine più significative del melodramma dell’800.
Il 30 giugno ci sarà spazio per il barocco con un quintetto dei famosi Solisti Veneti, diretti dal grande Claudio Scimone, e per il belcanto col noto mezzosoprano Sonia Ganassi e il tenore pesarese Enrico Giovagnoli, sosia di Mario Tiberini.
Il 16 luglio sarà la volta di un programma tra il serio e il faceto con le voci della famiglia Alaimo, Simone zio, Nicola nipote e Silvia Tortolani moglie di Nicola, accompagnati al pianoforte da Mirca Rosciani.
Tutti gli artisti saranno premiati col Tiberini d’oro o d’argento, in base alla loro fama e la Theodossiou verrà incoronata Regina del Melodramma Italiano.
Il 27 alle ore 11 ci sarà una conferenza nel ridotto del Teatro di Cattolica, per illustrare l’operato dell’Associazione Cattolica per la Tanzania e dell’ADA Onlus e per presentare l’aspetto patriottico del tenore Mario Tiberini.
Prenotazioni (anche per eventuale hotel) allo IAT di Cattolica (0541-966697) e al 333-3416088 (Associazione Musicale).




Dal flipper all’Hd: 37 anni in un mondo di giochi

STORIE

di Matteo Marini

– Tre generazioni. Ci sono Eugenio con la moglie Carmela, Marina e Milena le loro figlie, sorelle gemelle. E poi le nipoti: Aurora e Arianna. Cresciute col mondo dei balocchi proprio dentro casa. Il parco giochi, il pianeta delle luci e dei colori attorno al quale è ruotato il divertimento di schiere di giovani dagli anni ’70 fino ad oggi.
Eugenio Arlotti e Carmela sono i titolari e gestori della Bussola in viale Dante. Una delle prime sale giochi di Cattolica, nata quando ancora il 16 bit sembrava una meraviglia e l’alta definizione un vero sogno. Oggi naturalmente è tutto diverso. Parecchio diverso, a cominciare dal numero di sale.
“Quando abbiamo aperto, nel 1974 in viale Dante ce n’erano solo due – spiega Eugenio che all’epoca faceva il barista d’estate e il muratore d’inverno e dava il cambio alla moglie dietro alla cassa – la mia e quella di mio cugino. Ora sono sei solo in questa via”. Ma non è l’unica differenza. Basta guardarsi intorno. Non è rimasto molto della meccanica quasi artigianale di quelli che davvero possono essere considerati i primordi. I flipper per esempio. Il vetro delle testate dei primi, Flash e The Black Knight, sono ancora appesi alla parete di fondo della sala. Proprio sopra quelli elettronici che certo sono di un’altra generazione, ma anche loro (la Famiglia Addamds ripesca ricordi di pomeriggi interi spesi a colpi di 500 lire) sembrano ormai così vecchi. E ancora resistono, così come il basket e alcuni intramontabili come l’hockey con il dischetto che scivola sulla piastra forata.
“Quest’anno abbiamo pensionato il basket da tavolo, che resisteva dall’inizio, quello con i tasti e la pallina di gomma” racconta ancora Eugenio che assieme alle figlie ripercorre quasi 40 anni da giostraio dei nostri tempi e racconta come sia cambiata non solo la tecnologia ma anche il gusto e la gente che entra nella sala: “Da quando sono uscite le console o i videogame per pc che si possono avere a casa, soprattutto da dieci anni a questa parte – spiega Milena – è cambiato tutto. Ora già dall’età di tre o quattro anni cominciano ad entrare e cercare i giochi più tecnologici”.
Fuori dalla sala giochi la Bussola rimangono infatti ancora le giostre per i più piccoli. Ma nel 1995 Carmela ha aperto anche il Baby Park, perché questi sono i veri intramontabili, per un’età che non ha da chiedere nulla di più che non un passaggio da un pony, su un trenino o un carro indiano. Il resto lo fa la fantasia. Forse sarebbe troppo da passatisti pensare che tanta tecnologia la fantasia un po’ l’ha uccisa. Basta la riflessione che in fondo i tempi cambiano e anche la sala giochi, in fondo, è un po’ specchio di questo. È cambiato il ritmo, la definizione e il modo di divertirsi.
Tutta la famiglia, nipoti comprese, è unita attorno alle due sale e d’estate danno tutti quanti una mano. È divertente ripercorrere con Marina e Milena i ricordi dei giochi più belli. “In assoluto? Space invaders! Certo e poi anche Asterock e quello dei mattoncini… non ricordo il nome”.
Tutto il divertimento degli anni ’80, che hanno segnato il vero boom del videogame, inscatolato e al suo posto nuove sorprese sempre più suggestive, come uno spazio-scafo in alta definizione da 20.000 euro che attira incanta col suo plasma HD e il sedile che vibra alle sollecitazioni dell’azione. “Il guaio con questi nuovi giochi – ammette Eugenio – è che ormai durano poco, qualche stagione al massimo. Poi diventano vecchi. Per quelli di 30 anni fa invece non era così”.
Trent’anni fa forse eravamo tutti un po’ più bambini rispetto a oggi. Anche i bambini stessi. Playstation, Wii, Xbox e Pc hanno rivoluzionato tutto. La sala è sempre più vuota perché non è più questo il tempio della tecnologia. Rimangono naturalmente il biliardo che in assoluto è il più ingombrante ma resta ancora evergreen come il colore del tappeto. Anche la musica è cambiata, un po’ come le suonerie dei telefonini. Al posto delle scarne melodie digitale ora sono le hit del momento a “rallegrare” l’atmosfera dalle luminosissime macchinette a premi che sembrano dei juke box.
Qui alla Bussola mancano solo le famigerate macchinette mangiasoldi: “Videopoker o simili non sono mai entrati qui dentro – dicono scuotendo la testa – non ci piacciono e non ci piace il giro di persone che portano”. E pare davvero strano non vederne nemmeno una, quando invece bar e altre sale ne sono pieni e spesso sono la risorsa che tiene in piedi il business.
Tutto fatto per l’amore del divertimento e per far divertire, anche se guardando agli ultimi anni è sempre più difficile rendere redditizio questo mercato: “Noi abbiamo scelto di comprare e non affittare i giochi. Però se una macchina non lavora sono soldi persi. Una volta qui si riempiva di italiani e stranieri” ammette Eugenio con uno sguardo alla sala ancora semivuota che attende l’estate. “Anche se ai bambini è sempre difficile dire di no, sentiamo spesso frasi tipo ‘stasera hai preso il gelato, domani sera fai un giro sulla giostra’. Il nostro locale per fortuna è di proprietà, ancora riusciamo a cavarci le gambe perché non paghiamo l’affitto”.
Di chiudere bottega ancora non se ne parla. Al Baby park, poco più su verso la piazza, ancora la signora Carmela è un’istituzione. Governa il regno dei più piccoli…




Club geriatrico, la bella dozzina

– “Ci raccontiamo delle cose che fuori ci vergogneremmo”. Con una battura Dante Marchi racconta i bellissimi “ragazzi” denominati “Club Geriatrico benestanti del Millevoglie”. Hanno tutti i capelli bianchi e i nipotini. Sono una dozzina e da anni si vedono per il caffè del dopopranzo al bar “Millevoglie” (oggi nuova gestione “Dolcesalato”) nella centralissima via Matteotti.
Una dozzina di anni fa, almeno nella forma, Ignazio Sanchi propone una brillante idea. Darsi un nome, un presidente, una tessera ed uno statuto naturalmente.
La tessera sociale costa 50 euro una tantum a vita naturaldurante. E non può essere lasciata in eredità ad alcuno. La bellissima dozzina si è data dei doveri e dei diritti; incisi sulla tessera.
I tre doveri: 1) Vivere il più a lungo possibile e in allegria; 2) raccontare i propri ricordi possibilmente una volta sola; 3) per la soluzione dei problemi del mondo la discussione non deve durare più di un’ora e senza litigare.
Ecco i diritti mensili e obbligatori: 1) massaggi di riscaldamento prima di funzioni particolari; 2) danza del ventre da danzatrice specializzata; 3) solo pensieri sessuali; 4) cene sociali, una sola di baccalà [durante l’anno, ndr], che si fa a casa del presidente (quest’anno tocca a Ignazio Sanchi); 5) gite sociali; 6) numero 24 pannolini normali; 7) numero 24 pannolini sexi.
Il loro speciale anno sociale è contrassegnato da un’uscita al ristorante per mangiare il baccalà. La tappa classica è al Ristorante “da Corrado”, a Sant’Andrea in Casale (San Clemente), famoso per la tagliatella e la sua cucina tipica. Quest’anno si sono ritrovati il 7 aprile.
I soci del Club sono cattolichini doc e sono cresciuti insieme: Enzo Cerri, Luigi Gennari, Dante Marchi, Colombo Bacchini, Franco Del Fattore, Enzo Raffaelli, Ignazio Sanchi, Felice Bordoni, Giuseppe Bacchini, Renzo Vanoni, Pio Pellegrini e Enzo Molari.
Le consorti sono contente del Club e hanno una fiducia assoluta.




Codovilli al Bancarellino

I libri vengono posti al giudizio di 160 istituti scolastici medi inferiori che hanno aderito al Progetto Lettura, con la collaborazione dei docenti, coinvolgendo una popolazione scolastica stimata in circa 10mila alunni.

Il libro della Codovilli non è entrato tra i cinque vincitori. Ma essere entrata nella rosa dei 20 semifinalisti è certamente una gratificazione che avvalora il suo impegno artistico a tutto tondo non solo letterario, ma anche pittorico.




Turismo, a Gabicce Mare ci manca la fantasia

– Gli albergatori di Gabicce Mare dispongono di una macchina organizzativa collaudata supportata da consulenze preziose, per organizzare eventi eleganti e di successo.

Ancora se ne parla, eppure è passato quasi un mese. Il calendario di primavera, ricco di intrattenimenti, ha lasciato il segno. Che soddisfazione, quando le cose si fanno bene!

Quante serate si potrebbero organizzare, dedicate alla musica? Pensiamo agli spettacoli, alle rassegne, ai concerti, ad una partnership con il Conservatorio Rossini che sarebbero di sicuro interesse del pubblico europeo, di fatto sarebbero eventi turistici le cui presenze sarebbero garantite.

Ci manca la piazza, oppure un teatro? No, l’abbiamo! Sapete cosa ci manca? La fantasia, la voglia di fare e di apprezzare i suggerimenti, di stare uniti, d’investire insieme e per finire ci manca una città felice di ospitare!

Le foto, parlano da sole! Ad aprile, nel periodo pasquale, il Coro di Sant’Ermete ha conquistato il pubblico grazie alla serata proposta in modo coinvolgente. C’era atmosfera, sono stati eseguiti brani tratti da opere famose, poi c’era eleganza e savoir-faire sul palcoscenico. Sono stati curati i dettagli per garantire l’effetto del gran gala.
Questi avvenimenti richiedono professionalità, passione ed esperienza e come per incanto qualche giorno dopo abbiamo ripetuto l’esperienza musicale.
A fine aprile, in occasione della serata sportiva dedicata alla bicicletta, a sorpresa, si è esibita sul palcoscenico del Teatro Astra di Gabicce Mare La Fanfara della Polizia di Stato e poi la Micio Sband, un complesso che quando suona travolge.
Perché lasciare morire una città quanto i grandi eventi hanno regalato al nostro turismo una storia di cui andare fieri?

LO SPORT.
Gabicce Mare non ha impianti sportivi ma ha iniziativa imprenditoriale.
Un esame: non abbiamo palestre, campi di calcio, piste di pattinaggio e cosi via.
Cosa abbiamo? Le strade, il mare, la natura, la location all’aperto e un teatro. Sono ingredienti sufficienti per inventare nuove manifestazioni e portare a Gabicce Mare tante presenze in un mese come ad esempio quello di maggio.
Pensandoci bene… abbiamo la piazza per organizzare anche una bella trasmissione televisiva.
Insomma cosa ci manca? Risvegliare i nostri sentimenti uniti alla passione di dedicarci ai nostri ospiti come da tradizione per rilanciare Gabicce Mare, che negli ultimi anni ha subito una forte flessione di presenze.

*Presidente Associazione albergatori Gabicce Mare

Maggio, dalle MG ad una calma piatta

– L’anno scorso in questo periodo sfilavano per la città ben 200 auto storiche MG. Gabicce Mare era già in piena attività, il turismo straniero primeggiava! Invece quest’anno, nel mese di maggio, regna una calma quasi invernale: cantieri aperti in tutta la città e mancanza di turisti. Tante attività economiche stagionali sono ancora chiuse. C’è un’ aria dismessa, si percepisce preoccupazione e stranamente gli operatori turistici sembrano accettare questa situazione con rassegnazione.

Per il rilancio turistico della nostra zona sono stati organizzati numerosi convegni, nella sostanza però non sono stati attuati nè interventi economici nè di carattere strutturale, che sarebbero stati utili, come d’altra parte era stato programmato nei vari convegni, per rilanciare il turismo sulla nostra costa adriatica.

Ecco le proposte urgenti per riportare il movimento turistico, italiano ed estero, nelle nostre località di mare:

1) Ridurre l’IVA all’aliquota del 5%, come è già in vigore in molti paesi Europei (considerato che è nostro dovere adeguare le strutture ottemperando alle leggi vigenti, mi piacerebbe seguisse l’adeguamento anche nel corrispondere imposte e tasse, in linea con molte nazioni della Comunità Europea);

2) Defiscalizzare i contributi (ad esempio la Fiat quando è in crisi adotta la cassa integrazione, perché noi no?);

3) Pagare le tasse in base ai giorni di apertura (attualmente corrispondiamo tributi e tasse come se fossimo attività aperte tutto l’anno);

4) Contributi per la ristrutturazione delle strutture (è vero che il governo ha consentito la rottamazione di auto, frigo e così via, allora perché non “rottamare” anche gli alberghi per ricostruirli ex- novo);

5) Progettare una politica turistica che non sia solo quella di balneazione con la volontà concreta di promuoverla e commercializzarla.

Senza questi interventi difficilmente la riviera tornerà a vivere, ne sono certo!




Amarcord Gabicce di Dorigo Vanzolini

Quarta fila in alto da sinistra: Maestra Gemma, Dino Valentini, Elio Vanzolini, Silvano Vimini, Rina Tontini.
Terza fila da sinistra: Luigi Galeazzi, Galliano Druda, Bacchiani Bruno, Marino Trebbi, Dorina Druda, Ida Olivieri, Venerina Giommi.
Seconda fila da sinistra: Cesarina Tontini, Celestina Valentini, Mafalda Tesei, Onelia Valentini, Italia Vichi, Diva Vichi, Rosina Ceccolini, Norina Giunta.
Prima fila in basso da sinistra: Sergio Vimini, Vittorio Ortolani, Federico Costantini, Mario Cecchini, Giuseppe Rojial, Sebastiano Mascilongo, Alceo Druda.

(Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)




Voto a Gradara: Foronchi è plebiscito

Come spiegare il successo? Racconta un gradarese di cultura di centrodestra con attività nel borgo: “A livello nazionale sono simpatizzante del centrodestra; ho votato la Foronchi e la sua squadra per il modo con cui ha governato e per come si presenta. Mi sembra vicino in modo serio e poco ideologico ai problemi dei gradaresi. E’ tutta fatti e ne condivido le scelte”.
Si potrebbe dire che le insegnanti hanno convinto la “classe” (cioè i gradaresi) della bontà dei loro programmi. Oltre alla Foronchi, insegna anche Diana Abbondanza, che la scorsa legislatura era sui banchi dell’opposizione. Entrambe sono iscritte al Pd, ma la piccola storia gradarese cinque anni fa le aveva portate su piani opposti. E questa contraddizione poteva sembrare una debolezza. La loro forza è stato dire alla comunità che prima le cose si fanno per i gradaresi si veda soprattutto il Psc (Piano strutturale comunale). Oltre allo sviluppo urbanistico di un certo tipo, hanno puntato su sociale, cultura e ambiente. E lo hanno fatto con argomentazioni ben ponderate e responsabili. Nella lista di centrodestra c’erano persone credibili (Angelo Cucchiarini e Luca Tamburini sono amici dello scriba che certifica). Ma non è bastato. Sono stati coinvolti nel vacuo berlusconismo? Una miscela tutta di chiacchiere in libertà e pochi fatti.




Vallugola porto, si mobilitano fior di intellettuali

IL PUNTO

– Dario Fo è premio Nobel per la letteratura. Salvatore Settis è tra i maggiori intellettuali italiani. Samuele Bersani fa il cantautore. Luca Mercalli è un prestigioso meteorologo. Luca Telese è giornalista. Roberto Burdese è presidente Slow Food Italia. Alessandra Mottola Molfino è presidente nazionale di Italia Nostra. Raniero Maggini è vice presidente WWF Italia. Maria Giovanna Mazzocchi è il presidente Editoriale Domus, editore della rivista Domus, Quattroruote, Meridiani. Marcello Di Bella è il direttore dell’Oliveriana di Pesaro.
Sono solo alcuni degli italiani di prestigio che hanno firmato l’appello “Salviamo Vallugola”. Lo ha lanciato il Comitato che si batte contro l’ampliamento del porticciolo di Vallugola. Tra i firmatari anche il presidente del Parco del San Bartolo, Acacia Luca Scarpetti.
Dice il Comitato: “Ci sono dei luoghi che esprimono simbolicamente un senso di appartenenza, anche a chi vi è estraneo. Vallugola, con i suoi paesaggi irripetibili, con la ricchezza del suo patrimonio ambientale, con le sue leggende di città sprofondate nel mare, rappresenta uno di quei luoghi.
Questa baia naturale, che si insinua in una fragile falesia, proprio per il suo pregio naturalistico, culturale e storico-archeologico è stata racchiusa nei confini protettivi di un parco naturale regionale: il Parco del Monte San Bartolo, ed è stata individuata a livello europeo come ‘Zona a Protezione Speciale’ e ‘Sito di Interesse Comunitario’ e censita nella Rete Natura 2000”.
 “Esiste il paesaggio balneare della Romagna – continua la riflessione -, una continua linea orizzontale di spiagge lunghe e di porti turistici, senza rilievi.
Esiste un altro modello di paesaggio, quello del litorale marchigiano, differente dal primo per le colline immediatamente a ridosso del mare, per la storia e per l’arte dei primi rilievi del Montefeltro alle spalle. Anche il turismo è diverso, meno ludico e più colto. Questo modello, in cui si integra Baia Vallugola, è un paesaggio di memoria. È quindi sbagliato modificare i profili del paesaggio, o meglio, gli elementi del paesaggio percepiti dalla nostra memoria” (Luigi Spinelli, intervento alla Conferenza di servizi).
La linea di costa sinuosa della Vallugola viene alterata, con ripercussioni irrimediabili sugli ecosistemi marini e terrestri e preoccupanti rischi relativi al dissesto della falesia, oltre al concreto pericolo di attivare fenomeni erosivi sull’arenile di ponente”.
 Dunque: “Occorre difendere e conservare il paesaggio inteso come supremo patrimonio collettivo e contrastare il concetto di uno sviluppo che poco si curi dello spirito dei luoghi e della sostenibilità delle azioni, per diffondere una nuova prassi di valorizzazione ambientale.
 Le firme di prestigio
 Salvatore Settis, Dario Fo, Samuele Bersani, Luca Mercalli, Luca Telese, Roberto Burdese (presidente Slow Food Italia), Alessandra Mottola Molfino (presidente nazionale di Italia Nostra), Raniero Maggini (vice presidente WWF Italia), Maria Giovanna Mazzocchi (presidente Editoriale Domus. Editore della rivista Domus, Quattroruote, Meridiani), Alberico Barbiano di Belgiojoso, Luigi Spinelli, Paolo Baldeschi, Valentino Podestà, Maria Balsamo, Rodolfo Coccioni, Olivia Nesci, Antonella Penna, Riccardo Santolini, Alessandro Mortarino, Domenico Finiguerra, Marco Boschini, Riccardo Picciafuoco, Marcello di Bella, Umberto Piersanti, Maria Rosa Bollettieri Bosinelli , Alessandro Bondi, Davide Rossi, Tarcisio Porto, Luca Martinelli, Nicola Dall’Olio. Davide Brullo, Marco Savelli, Acacia Luca Scarpetti.




Assemblea soci, bilancio che dà valore ai nostri principi

BCCG – CENTENARIO

Il presidente Caldari: “La nostra diversità come banca locale, non può più essere solo raccontata, ma deve essere dimostrata con fatti concreti, con comportamenti, con azioni che abbiano un effettivo riscontro sul territorio”

– E’ positivo il bilancio dell’esercizio 2010 che l’8 maggio è stato sottoposto all’approvazione dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Gradara.
L’Assemblea del centenario, che si è tenuta presso il Teatro Snaporaz di Cattolica, nella parte ordinaria, ha ascoltato la relazione degli amministratori sull’andamento della gestione e della situazione aziendale e ha approvato il Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2010; nella parte straordinaria, ha approvato le modifiche di alcuni articoli dello Statuto Sociale, per essere in linea con lo Statuto – tipo delle BCC.
Tutti positivi sono gli indicatori economici del 2010: Raccolta totale: 691 milioni di euro; Impieghi: 474 milioni; Utile: 4,069 milioni; Patrimonio: 55 milioni; Soci: 2.325; Filiali: 19; Personale: 107. Nel 2010 sono stati 186 gli interventi a favore del territorio, per un totale di 1,074 milioni: 427.350 a favore della salute, 191.436 per arte, cultura, istruzione e formazione, 162.758 a favore del tempo libero, culto, famiglia, sport e ambiente e 293.449 per altri interventi.
Esprime soddisfazione il presidente della Bcc Fausto Caldari: “Il bilancio che abbiamo appena esposto è il bilancio del centenario della Bcc di Gradara, un bilancio, che dà valore ai nostri principi di mutualità, di solidarietà, di prevenzione e cura della salute, di sostegno del territorio: principi e valori che continuano a caratterizzare la nostra attività rendendola ancora più efficace ed incisiva. La nostra diversità come banca locale, non può più essere solo raccontata, ma deve essere dimostrata con fatti concreti, con comportamenti, con azioni che abbiano un effettivo riscontro sul territorio.
Abbiamo l’obbligo ed il dovere di svolgere un’attività industriale vera e propria che dia profitti, che produca utili, ma contemporaneamente, prestare attenzione alla comunità, conoscere le sue problematiche, le sue esigenze, prevenire le necessità degli imprenditori e cogliere le esigenze dell’uomo e della sua famiglia”.
“La crisi finanziaria, iniziata dall’estate 2007 negli Stati Uniti – continua il presidente – ha valorizzato il modello “differente” di fare banca, espresso dalle Bcc che hanno mantenuto un profilo coerente con la loro connotazione di banche vicino alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese, continuando ad erogare credito anche quando altri intermediari l’hanno ristretto.
Dai dati di bilancio, la nostra, appare una banca in salute che continua a fare utili, a distribuire servizi, a sostenere concretamente il territorio ed a favorirne la crescita.
Nel 2010, come Bcc di Gradara, abbiamo messo a disposizione di associazioni culturali, sportive, religiose e laiche, scuole e realtà di volontariato, Istituzioni, Enti ed Ausl, oltre un milione di euro, a dimostrazione che la Bcc di Gradara ha un legame profondo con la comunità in cui opera, non solo per gli oltre 100 anni di storia, ma perché tutta la ricchezza prodotta viene reinvestita sul territorio per farlo crescere e prosperare”.
Al termine dei lavori si è tenuto il consueto pranzo sociale presso il ristorante “Hostaria del Castello” di Gradara, con la partecipazione di quasi 1.000 persone.

BCCG – SCUOLA

Rocca Gradara, piccola grande guida

– Piacevole. Così si presenta la guida per bambini della Rocca di Gradara. Presentata lo scorso 22 maggio, dietro c’è la Soprintendenza di Urbino, in collaborazione con il Comune di Gradara e sostenuta dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara che, proprio quest’anno compie cento anni e, questa iniziativa culturale, rientra fra gli eventi organizzati per celebrare il centenario.
Dopo il saluto della padrona di casa, la direttrice Maria Rosaria Valazzi, del sindaco Franca Foronchi e del presidente della Banca Fausto Caldari, è stata la volta delle due autrici ed illustratrici, Silvia Gallotta e Maddalena Arcangeli. Presenti tanti bambini delle scuole di Gradara, Gabicce, Cattolica e Pesaro.
“Per noi è davvero significativo – ha commentato il presidente Fausto Caldari – presentarla proprio alla Rocca, poiché rappresenta il simbolo per eccellenza dei gradaresi, ma anche il luogo che ha accompagnato la storia e lo sviluppo del nostro Istituto in questi cento anni.
Questa iniziativa, che racchiude in sè la sintesi di tutti quei valori ed attività che caratterizzano la nostra banca, è rivolta soprattutto ai bambini e ai giovani: una parte molto importante della società. Sono i giovani che, con il loro entusiasmo, con la loro sensibilità, con la loro formazione, rappresentano il futuro del nostro paese.
Mi sembra uno strumento utile per avvicinare i bambini alla storia medievale, alla storia del borgo di Gradara, delle casate che si sono succedute, il tutto in chiave leggera, ma molto puntuale ed efficace. Spero che attraverso questo strumento tutti i bambini e le loro famiglie si sentano più vicini e apprezzino questo bene museale, aumentando quel senso civico nei confronti dei monumenti, che, solo in Italia costituiscono gran parte del patrimonio mondiale”.

BCCG – SOCI

Gite sociali, a Torino per il 150° dell’Unità d’Italia

– Torino prima capitale d’Italia. Nel segno dei 150 anni dell’Unità la gita del 27-28 maggio dei soci della Bcc di Gradara.
Ecco il bel tour tricolore. Partenza da Gabicce Mare alle 5 del mattino, la prima tappa al Museo Nazionale dell’Automobile – Carlo Biscaretti di Ruffia . Di recente rinnovato, tra i più importanti d’Europa. Poi tutti a “Eataly”, il più grande store enogastronomico d’Europa, un modello originale di mercato in cui i prodotti di alta qualità della tradizione agroalimentare italiana non si comprano solo, ma si consumano e si studiano. Nel pomeriggio, visita a Palazzo Madama, che ospita le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica. Il Palazzo festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con la ricostruzione della Grande Aula del Senato che, a partire dal 1848, ospitò al piano nobile di Palazzo Madama il Senato Subalpino e poi, tra il 1861 e il 1864, il primo Senato del Regno d’Italia. Infine, cena tipica presso il ristorante ‘Circolo dei Lettori’.
Il 28 maggio è tutto per la Reggia di Venaria Reale, la residenza estiva dei Savoia ed esempio insigne di architettura barocca, consacrato dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”, con visita alla mostra “Bell’Italia” e ai giardini reali.

BCCG – CENTENARIO

Spensieratezza con le battute di Cevoli

– Un esilarante Paolo Cevoli si è esibito presso il Teatro della Regina di Cattolica, alla presenza di 600 soci della Banca di Credito Cooperativo di Gradara.
Ennesimo appuntamento all’insegna del centenario che ha garantito il tutto esaurito. Un pieno di risate, di comicità romagnola con la quale il comico riccionese non ha risparmiato nessuno: presenti, albergatori e politici. Non sono mancati riferimenti alla politica locale facendo riferimento alle elezioni nei Comuni di Cattolica e di Gradara.
La pungente comicità di Paolo Cevoli – afferma il presidente Fausto Caldari – le sue battute, caratteristiche di un linguaggio e di una cultura prettamente romagnola, ci sembrano particolarmente adeguate al momento ed alla nostra identità.
Una satira schietta e condivisa, basata su personaggi e contenuti reali con episodi, seppur amplificati, presi direttamente da esperienze di vita e da ricordi anche lontani”.
“Quella di Cevoli – continua il presidente – è una particolare comicità che nasce nei nostri luoghi, che interpreta noi stessi, che ha la capacità di riunire e farci sorridere insieme, restituendo ad ogni problema, la vera dimensione. Siamo contenti di aver regalato questa serata simpatica e spensierata ai nostri soci, soprattutto in occasione del centenario!