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San Gregorio – L’Antica Fiera

San Gregorio – L’inizio fu l’abbazia benedettina

Controllava un vastissimo territorio: Pesaro, Rimini, Verucchio, Corpolò, Faetano, San Vito, Bordonchio, Misano Monte, San Savino, Mondaino, Montecchio, Fiorentino, Chiesanuova

– L’abbazia di San Gregorio di Morciano controllava un vastissimo territorio. Nel XII secolo, nel suo massimo splendore, i possedimenti andavano da Urbania a San Marino (Faetano, Fiorentino, Chiesanuova), fino a Pesaro e Rimini, senza tralasciare terre e chiese della zona di San Leo.
La forza la si può leggere anche da quello che resta dell’antico impianto architettonico: un immenso chiostro sul quale si affacciavano tutti gli ambienti monastici; tra cui una chiesa a tre navate che dominava il fiume Conca e che forse non fu mai ultimata.
Ed è molto probabile che attorno all’abbazia si svolgesse San Gregorio, la fiera di primavera dove i contadini si trovavano per vendere ed acquistare bestiame, mercanzia varia e fare affari.
Potente e nobile nelle origini San Gregorio. Dietro ci sono San Pier Damiani, frate benedettino di Fonte Avellana (bellissimo eremo alle pendici del Monte Catria), che predicava contro i facili costumi della chiesa di allora e Pietro Bennone e la moglie, ricchissima famiglia riminese senza eredi che lasciarono tutto, in più donazioni (1061, 1064 e 1069), al prestigioso frate.
Scrive Emiliano Bianchi nel libro “Il monastero di San Gregorio in Conca”: “Ma la prima testimonianza dell’esistenza del monastero di San Gregorio in Conca risale all’anno 1061… Considerando che non esiste altro documento in grado di fare chiarezza al riguardo, è possibile congetturare che la fondazione del cenobio sia avvenuta nel 1061, o forse nel 1069, poiché in quel periodo Pier Damiani era in Romagna in veste di promotore e divulgatore dell’opera di rinnovamento monastico e di sviluppo della Congregazione di Fonte Avellana”.
Così in contemporanea con la fondazione del monastero, la madre di Pietro, Ermengarda, fece la prima donazione: terre (almeno di 400 ettari e due chiese) nell’Urbinate.
Tre anni dopo, il 25 maggio del 1064, la gentildonna, effettuò un altro lascito. I beni si trovavano nei dintorni di Rimini; non si hanno notizie sull’estensione.
Invece, sulla terza e più importante donazione, quella del 17 giugno del 1069, fornisce al monastero morcianese beni immensi: terre ed immobili a Pesaro, Rimini, Verucchio, Corpolò, Faetano, San Vito, Bordonchio, Misano Monte, San Savino, Mondaino, Montecchio, Fiorentino, Chiesanuova.
Forse per la protezione degli averi, Pier Damiani li sottopose al vescovo di Rimini. Tali atti giuridici crearono degli atriti tra il vescovo ed i benedettini di San Gregorio. In parte dissolti, quando l’alto prelato riminese restituì i beni in enfiteusi, proprietà perpetua.
Nel secolo seguente, il convento, grazie a donazioni, acquisti ed enfiteusi continuò ad ampliarsi. Tra i maggiori fu il possedimento di Saludecio che giungeva fino al fiume Foglia.
Dopo lo splendore, inizia una lenta decadenza. Scrive il professor Pier Giorgio Pasini nel libro “Arte in Valconca: “All’inizio del XV secolo l’abbazia di San Gregorio – che doveva essere in piena decadenza come tutte le altre fondazioni monastiche – fu unita a quella riminese di San Paolo eremita e poi a quella degli Olivetani di Scolca, di cui seguì le vicende fino alle soppressioni napoleoniche, conservando solo una piccola parte del suo patrimonio, ma mantenendo il possesso della chiesa di San Michele Arcangelo di Morciano.
Nel XIX secolo fra i ruderi dell’abbazia venne costruita una chiesuola che sulla fronte del suo piccolo altare conserva ancora uno stemma cinquecentesco degli Olivetani, ormai l’unica memoria superstite degli antichi ‘monaci bianchi’.
Nel 1798 “fu per disposizione governativa trasportata in Morciano la fiera che si teneva al convento nel giorno del Santo titolare: e così Morciano, come ebbe il principio della sua vita commerciale da questa Abbazia, ne raccolse pure la eredità, perché la fiera di San Gregorio è la piü frequentata e celebre di tutte le sue fiere”.

‘Nella natura i misteri della terra’

Questa pagina ricorda Tullio scomparso prima del tempo nel dicembre 2004 causa un incidente

– Tullio Becci è morto il 24 dicembre del 2004 per le conseguenze di un banale incidente stradale. Aveva 80 anni. Originario di Sestino (Arezzo), giunse a Morciano come operaio alla Ghigi. Per diletto cantava (faceva parte del Coro Città di Morciano), scriveva (pubblicato due libri). Persona buona, per molti anni per la Fiera di San Gregorio era solito regalare ai lettori della Piazza una delle sue poesie che raccontano la bellezza della natura con i colori del cuore: semplici, avvolgenti, dirompenti. Capisci che le devi stare dentro: madre terra è la nostra culla. Per onorare la figura di Tullio pubblichiamo una delle sue poesie per San Gregorio. Riproponiamo l’articolo con il quale Carla Chiara presentava il libro di Becci appena uscito nel febbraio 2004.

IN RICORDO

di Carla Chiara

– I colori sono pastello, il tratto gentile. Un’attenzione genuina e rispettosa alla vita con parole per le storie, i sentimenti, le cose. Due “dee”: flora e fauna. Il ritmo interiore è offerto con semplicità affettuosa. Come a dire:- Non ho nulla da insegnare se non la bellezza dell’“accorgersi”.
L’invito è generoso: a non distrarsi, a rileggere quel che succede, perché ci sono particolari che sfuggono, o sembrano irrilevanti, e invece valgono la pena di essere sottolineati.
Pagina novantasei: “Le mani” – Pietra su pietra i versi “ri-costruiscono” le sette meraviglie del mondo antico come conforto e testimonianza dell’incessante lavorare dell’uomo.
Pagina ventotto: “Lo scricciolo” Malizioso e curioso nel suo coraggio di “volare alto”, più alto dell’aquila: in vedetta, acquattato sulla schiena dell’ardito rapace.
Pagina ventidue: il martello pneumatico e il Picchio! Una identica ostinazione sonora. Nella simile reciproca fatica sta l’orgoglio di iniziare tutto dalle fondamenta.Così, è abbastanza chiaro, che non avrà mai le ali chi dimentica le radici.
Le radici, per Tullio Becci, sono nella Madre Terra – violentata, prosciugata, certamente, ma che sa esprimere ancora tutta la sua solennità religiosa
Il passato porta al futuro: siamo in un laboratorio dove le generazioni, come i mesi dell’anno, possono e devono impegnarsi ad offrire autentici frutti di stagione. L’occhio, che sa vedere il quotidiano, avrà sempre l’orizzonte più vasto, nel quale, anziché perdersi, cercherà l’infinito del piccolo. Il libro ha il profumo d’inchiostro del quaderno di “bella copia” e in calligrafia…

LA POESIA

L’agnello


L’illustrazione di Angelo Leoni è tratta dal libro “Natura e amore” di Tullio Becci. Raccoglie storie di animali, di alberi e sentimenti.
La dida a corredo: “La sua vita è breve. Non dura più di due o tre mesi”

È Pasqua, è primavera: tutto è bello,
ci si scambia regali e tanti auguri.
Sin dai tempi passati e nei futuri
non sarà Pasqua se non v’è l’agnello.

Io che da bimbo ho fatto il pecoraio
non vi so dir quanto mi fe’ penare
sentire mamma pecora belare,
saper suo figlio in mano a un macellaio

e che mai più ritornerà all’ovile
di fronte a l’interesse ed al palato;
ci sarà sempre chi farà l’agguato
a questa creatura inerme e umile.

È festa: non pensiamo al suo dolore,
saziamo il nostro corpo con piacere;
in fondo in fondo sembra sia un dovere
con lui far buona Pasqua del Signore…


Laura D’Avolio, classe V, studentessa del Liceo artistico “F. Fellini” di Riccione, ha firmato il manifesto dell’Antica Fiera di San Gregorio 2011. E’ scaturito da un concorso indetto dal Comune di Morciano e il Lions Club Valle del Conca con il Liceo “Fellini” . Presidente di giuria Rossano Guerra, docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino

Libri, serate con l’autore

Tre serate: 8, 11 e 12 marzo. Con la poesia, la politica, l’Unità d’Italia, Dante

– San Gregorio è anche libri. L’associazione e il comitato per la difesa dei diritti del cittadino Katartis e Morciano in Comune la seconda edizione della Rassegna Culturale “Partecipa con l’Autore” a Morciano di Romagna presso Pasticceria Garden, durante la Fiera di San Gregorio.
Curatore, direzione artistica, direzione tecnica: Hossein Fayaz, Giuliano Cardellini, Daniele Arduini.
Un ciclo di presentazione dei libri e dibattiti con vari autori, operanti nel nostro territorio con il seguente calendario:

8 marzo (ore 17-19)
Attualità e Giornata della donna – Hossein Fayaz, presentazione “Quale Morciano 2030?“(attualità). Marina Andruccioli, presentazione libro “L’attesa” (romanzo), Angelo Chiaretti, relazione “Le donne in Dante” (poesia).
11 marzo (ore 17-19)
Poesia nella Valconca
Giuliano Cardellini, presentazione libro “nel godere dell’amore” e inediti (poesia)
– Roberto Sarra, presentazione libro “ La mia antologia” (poesia)

12 marzo (ore 17-19)
150 anni dell’Unità d’Italia nella Valconca. Maurizio Casadei, “La Valconca tra ‘700 e ‘800” (storia), Silvio Di Giovanni, “Risorgimento nella Valconca” (storia), Alessandro Agnoletti, “La Valconca nel ‘900″ (storia).

Musica, in ricordo di Silvano Soprani

– “in…canto a Morciano”. Concorso canoro per solisti e gruppi vocali è anche la prima edizione del premio Silvano Soprani, una bella persona, nonché commerciante ed assessore, scomparso prima del tempo. L’appuntamento è il 10 marzo, ore 21, presso il padiglione fieristico. E’ un bel modo per onorare la figura di Soprani.

Gli animali come momento di attrazione

12 e 13 marzo. Mostra nazionale bovini (razza romagnola), ovini e equini
– Un animale da lavoro, oggi considerato una delle carni migliori in assoluto. Fino a pochi decenni fa era il trattore degli agricoltori. Dotato di grande resistenza, docile, in coppia (si chiamavano Ro e Bunì, il primo a sinistra, il secondo a destra) aravano i campi. Aveva una grande capacità di adattarsi a terreni difficili. Ottimo animale da pascolo allo stato brado. La moderna opera di selezione ha migliorato l’attitudine alla produzione della carne tanto in termini di resa al macello che di qualità del prodotto.
La razza romagnola vanta origini antichissime; come ormai sembra accertato, deriva dal Bos Taurus Macrocerus (Uro dalle grandi corna), un bovino originario dalle grandi steppe dell’Europa Centro-Orientale da cui sarebbero derivate diverse razze simili per costituzione, tipo, mantello, forma della testa e degli arti. L’arrivo in Italia degli antenati della romagnola è databile intorno al IV secolo dopo Cristo, con l’invasione dei Longobardi guidati da Agilulfo.
Lo stabilirsi nelle regioni della Romagna delle popolazioni al seguito dell’esercito e l’adattamento all’ambiente italico dei bovini portati dai Longobardi, ha portato fino alla selezione che conosciamo oggi.
In crisi con l’arrivo della forza motrice dei trattori, nell’ultimo decennio la Provincia di Rimini si è prodigata per riportare la razza romagnola nelle stalle.
Per la Fiera di San Gregorio, i bovini di razza romagnola sono delle autentiche star. Con il contributo della banca popolare Valconca è stato istituito un concorso che premia gli animali più belli.
Il suo allevamento è diffuso nelle province di Bologna, Forli-Cesena, Rimini, Ravenna, Pesaro e Firenze. Riconoscibile dal mantello grigio-chiaro tendente al bianco, particolarmente nelle femmine, con sfumature grigie in diverse regioni del corpo, il bovino Romagnolo può vantare un notevole sviluppo muscolare, un’ottima conformazione del bacino e una spiccata robustezza degli arti.
Le razze cugine della romagnola sono la chianina e la marchigiana. In pratica tale bovino si trova su tutta la dorsale appenninica italiana, seppure con nomi diversi.

Fichi, se ne vendono circa 300 quintali

– Il fico secco è (soprattutto era) una delle caratteristiche della tradizione della Fiera di SanGregorio, detta anche Fiera dei Fichi. Un tempo tutti i visitatori li acquistavano; oggi la stragrande maggioranza degli avventori ne mangia almeno uno ed una confezione la porta a casa. Durante la fiera se ne vendono circa 300 quintali. Una cifra che potrebbe sembrare alta, in realtà negli anni addietro se ne consumavano oltre 500 quintali.
Originario dell’Asia Minore, Persia, il fico fu introdotto in Italia in tempi remoti; è ampiamente coltivato ma cresce anche spontaneamente sulle rupi e sui muri nelle zone calde.
E’ un arbusto con la corteccia liscia di colore cenerino e contiene un latice bianco acre, amaro, bruciante e irritante che imbeve tronco, rami, foglie e persino il peduncolo dei frutti. Il lattice ha azione vermifuga e purgativa molto violenta e pericolosa. Esternamente invece è adoperato per far sparire le verruche e i porri. Le foglie di forma ovale cuoriforme hanno un lungo picciolo e sono divise in lobi con il margine dentato. Ottimo lassativo e digestivo.

CURIOSITA’
Il 12 marzo non è San Gregorio

– Non è San Gregorio Magno (Roma 540 – Roma 6004) il 12 marzo. E non è uno scherzo di Carnevale, o da pesce d’aprile. Sul calendario cristiano si legge: San Massimiliano. Non sarà prestigioso come Gregorio che è anche uno dei dottori ma sempre un santo è. San Gregorio si festeggia il 3 settembre.

San Gregorio, lo sport

Dieci giorni con boxe, karate, bocce, danza, boccette

LO SPORT

– Lo sport è una delle caratteristiche di San Gregorio.
C’è un programma per ogni palato e tutto però legato alle attività che si svolgono nelle nostre zone: boxe, karate, bocce, boccette, bocce.
Il clou, come tradizione vuole, non ci sono dubbi, è il 11 marzo, ore 20,30 al Padiglione fieristico. Si celebra “La Notte del Ring” organizzata dall’Accademia Pugilistica Valconca.
Dietro c’è la passione di Rico Maestri, il padre nobile della società che ha sede in San Clemente.
Saranno tanti gli appassionati che si ritrovano per la nobile arte e a tifare per gli amici e coloro i quali salgono sul quadrato.
Sul Ring salirà la selezione della provincia contro una pugliese.
I combattimenti con i colori dela Pugilistica Valconca: Mirko Del Tito, Francesco Golfi, Erion Sopi Erion e Gian Maria Castaldo. Inoltre, ci saranno anche atleti di Santarcangelo e di Riccione.
Nel K1 salirà Matteo Ricciardi (Pugilistica Valconca) e un incontro femminile.

Per piante e fiori

– Tra le attrazioni della Fiera di San Gregorio sono le piante e i fiori. Da anni i vivaisti costruiscono dei “giardini” in alcune strade del paese. C’è anche qualcuno che vende un albero da frutto per un altro, ma poco importa. L’importante è mettere a dimora qualcosa. Soprattutto se nobile

Cartellone Eventi

5 MARZO
Ore 9- 20 – Domeniche dei Portici
Ore 9-12 – Macchine agricole in via Colombari
Ore 15 – Apertura stand al padiglione fieristico
Ore 21 – Concerto rock con Lu e Hoorible…
Ore 21 – PalaPedriali – Concerto Nobraino e Keef

INAUGURAZIONE
6 MARZO – DOMENICA
Ore 10 – Inaugurazione Fiera (Palazzo comunale)
Ore 9- 19 – Mercatino delle hobbiste (parcheggio ex Ghigi)
Ore 9- 20 – Domeniche dei Portici
Ore 21 – Commedia “Un requiem… per carità”.

7 MARZO
Ore 10- 12.30 – I giovani e l’Unità d’Italia
Ore 20 – Gara di bocce
Ore 20.30 – Gara di boccette
Ore 21 – Rassegna corale Città di Morciano

8 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara di boccette
Ore 21 – Orchestra La Nuova Romagna Folk

9 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara provinciale di boccette
Ore 21 – saggio Centro danza “la Plume”

10 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara provinciale di boccette
Ore 21 – Premio canoro Silvano Soprani. 1° Memorial

11 MARZO
Ore 20 – Gara provinciale di bocce
Ore 20.30 – Gara provinciale di boccette
Ore 20.30 – La Notte del Ring
Ore 21 – Baraka’s Pub – Torneo di braccio di ferro

12 MARZO – SAN GREGORIO
Ore 9- 20 – Le domeniche dei portici
Ore 9- 12 – Parcheggio Ghigi. Le hobbiste in mercato
Ore 12 – 14 – Gara provinciale bocce
Ore 9 – 13 – Foro Boario. IX Mostra provinciale bovini (razza romagnola).
Ore 9 – 17 – XIX Mostra mercato cavallo e ovini
Ore 18 – Chiesa San Michele: la messa
Ore 20.30 – Gara di boccette
Ore 21 – Spettacolo “Nel paese dei balocchi…”

13 MARZO – DOMENICA
Ore 9 – 20 – Le domeniche dei portici
Ore 9 – 19 – Parcheggio Ghihi. Le hobbiste in mercato
Ore 9 – 17 – XIX Mostra mercato cavallo e ovini
Ore 8.30 – Gara di boccette
Ore 9 – 17 – Memorial Conteduca (karate)
Ore 21 – Commedia dialettale “Gnènca e chén e mov la coda per senza gnint”




Il calendario Pirelli di Rimini

CULTURA

– “E’ da conservare”. “E’ roba sofisticata”. “Da collezionisti. Ne posso avere uno? Lo vorrei incorniciare”. ‘Per un’opera di collezionismo anche la scatola ha un suo valore”. Sono solo alcuni dei tanti pensieri che danno il senso del calendario 2011 della tipografia “la Pieve” di Villa Verucchio. Da anni , propone al territorio il suo personale calendario Pirelli in cultura riminese.
Quest’anno è particolare il calendario artistico voluto da Silvano Pedrosi, il fondatore scomparso prima del tempo nel 2009, a 61 anni, tradito da un cuore con la passione per gli ulivi, l’orto, gli agrumi, non meno che le tavolate con gli amici. “Music”, il tema, le pagine sono un viaggio di emozioni attraverso gli strumenti musicali. Istantanee ancor più profonde grazie al piramidale formato: centimetri 30 per centimetri 98. Sviluppo sulla verticale, le passeggiate che ti fanno incontrare la bellezza degli strumenti inizia con il sax, l’ultimo nato. A seguire: l’armonica a bocca, il clarinetto, la chitarra, il basso, la tastiera della chitarra con vista corde e retro, i bischeri della chitarra sembrano bitte alle quali ancorare i cuori.
E quanti viaggi si compiono con la vista dall’alto del mezzo tamburo della batteria con le bacchette vissute appoggiate sopra. Mozzafiato il particolare del pianoforte, sia i tasti, sia il legno. Il profilo della tromba con i tre pistoni ti rimandano all’infinito. Due pedaliere di uno strumento elettrico, anticipano la la pagina della riflessione firmata da Jader Bonfiglioli. Si legge: “Quando un suono diventa musica, quando una forma qualsiasi diventa immagine, succede qualche strano miracolo, che non si spiega, succede che l’inutile, l’insignificante prende vita e comincia a muovere l’anima.
Senza nemmeno accorgersene si sta già volando alto, si sta percorrendo quella strada che in tanti dovremmo percorrere ma soli in pochi lo faranno”.
L’altra bellezza del calendario è la pagina-sipario. Una serigrafia nera che al tocco sembra il panno della tastiera del pianoforte. L’opera d’arredo è stata presentata lo scorso 11 febbraio al Rock Island, sulla palata sud del porto di Rimini.
La Pieve è una delle eccellenze del settore che va ben oltre i confini della provincia di Rimini. Conta una ventina di addetti, ed una filosofia del lavoro fatta di innovazione e sapienza artigianale.




Magia di livello mondiale

SAN MARINO – SPETTACOLO

Il mago Gabriel è l’organizzatore e porta un numero ad effetto nel pomeriggio del 10 marzo. L’appuntamento è presso l’aeroporto di Torraccia. Incatenato, entra in una cassa di legno minata. Fanno esplodere il contenitore e qui sta la bravura dell’illusionista Gabriel.
La seconda parte della serata viene giostrata dal principe della magia italiana, il grande Silvan e la sua compagnia.
Nella serata si esibirà per tre minuti anche la piccola, figlia d’arte, il babbo è Gabriele Merli, in arte Gabriel. La quale si è già esibita a San Marino Rtv e al Festival del volontariato a Mondaino, la sua cittadina.
Alla 14^ edizione, l’appuntamento con uno dei festival internazionali più prestigiosi è il 12 marzo, ore 21, al Teatro Nuovo di Dogana.
Ricavato all’associazione onlus Trisomia, dietro l’evento sammarinese c’è Gabriele Merli, che ha iniziato a percorrere i primi passi con la bellezza dell’illusione imparando i piccoli “trucchi” sulla rivista per bambini Topolino. Con gli anni ha lavorato molto, si è esercitato ancora di più, raggiungendo un livello professionale ragguardevole. Dice: “Nessuna magia, è solo arte dell’illusione e tanto ma tanto appassionato allenamento”.




Una Rimini che va. Fondi europei, arrivano 1,5 milioni

IL PUNTO

– C’è una Rimini che e che funziona. Che come si dice oggi sa fare sistema. Ed ha anche le conoscenze umane per farcela. Ha appena messo nella cascina della Provincia di Rimini un milione e mezzo di euro in settori diversi: turismo, musei, agricoltura, trasporto marittimo, giovani, risparmio energetico. Soprattutto tre uffici pubblici sono stati accorpati in uno solo con sede nel palazzo della Provincia di Rimini.
I vecchi tre miliardi sono stati dirottati nella provincia grazie alle competenze di una struttura provinciale dedicata che dipende da Enzo Finocchiaro ed è coordinata da Antonio Gabellini. Si chiama Ufficio politiche comunitarie. Ha lavorato su programmi finanziati al cento per cento dall’Unione europea e non sono, va rimarcato, i trasferimenti comunitari girati dalla Regione Emilia Romagna,
E’ difficilissimo attingere agli infiniti fondi comunitari: sono tanti ma c’è una competizione all’arma bianca. Ad esempio, su 500 progetti presentati in media ne approvano 20-25. Insomma, c’è da sgomitare.
Nato nel 2005, il gruppo riminese è composto da cinque figure: due nella rendicontazione, una nell’amministrazione, una nell’organizzazione ed una nella presentazione. Dallo scorso aprile più uffici, Provincia, Comera di commercio e Comune di Rimini, è diventato uno solo. Bel segnale. Afferma Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini: “E’ sempre più vero che mettere insieme le forze, cosa che Rimini ha sempre fatto con poca voglia. Ed è sul fare insieme che si è più conosicuti e più belli”.
In 6 anni, l’Ufficio delle politiche comunitarie ha fatto affluire a Rimini 6 milioni di euro; 4,5 milioni negli anni addietro e 1,5 quest’anno. Dice Antonio Gabellini, il coordinatore: “Sono risorse europee che se non partecipi ai bandi, con progetti e idee ben fatti non le porti a casa. Come ufficio siamo bravi su alcune cose; su altre ci dobbiamo ancora muovere”.
E le altre sottolineate da Gabellini sono i fondi comunitari a favore delle imprese per la ricerca e lo sviluppo. Rimini porta a casa poco o punto. Gabellini: “Grazie all’ufficio unico forse riusciremo ad attingere qualcosa a quella montagna di 53 miliardi di euro”.
E su questa partita interviene anche Manlio Maggioli. In grande forma il presidente della Camera di Commercio. Argomenta: “Credo che tutti noi dobbiamo avere maggiori attenzione ai progetti di ammodernamento rivolte alle imprese. Forse siamo indolenti e incapaci noi a non cercare di attingere. Ora ci vuole un collegamento organico tra chi fa impresa e l’ufficio preposto a partecipare ai bandi”.

DANARI

Dal turismo ai giovani

– Ecco i progetti finanziati dall’Unione europea che vede protagonista la comunità della provincia di Rimini

ADRIAMUSE
Budget: €. 1.762.671. Capofila: Provincia di Rimini €.234.770. Creare una rete adriatica dei Musei per sviluppare nil turismo culturale nel bacino adriatico

GLI ULIVETI
Budget: €. 1.207.000. Capofila: Ionian University (Corfù). Provincia di Rimini: €. 200.000. Prevenzione dei rischi, ricerca, promozione della cultura dell’ulivo nell’area adriatica

ADRIMOB
Budget: 2.915.300 .. Capofila: Provincia di Ravenna . Rimini: €. 180.000. Trasporto marittimo nell’area adriatica

STAR
Capofila: Regione Emilia Romagna. Budget: €. 1882.000. Provincia di Rimini: €. 210.350. Un sistema condiviso di acquisizione e trattamento delle informazioni in campo turistico

YOUTH ADRINET
Capofila: Provincia di Gorizia. Budget: €. 3.712.432. Comune di Rimini: €. 315.270,50. Esperienze e sviluppare strumenti per accrescere la partecipazione dei giovani alla vita civile e sociale nell’area adriatica.
Programma di cooperazione territoriale “CENTRAL EUROPE”

CERREC
Budget: €. 3.549.000. Provincia di Rimini: €. 189.841
Programma di cooperazione territoriale “SOUTH EAST EUROPE”

CLEAR
Capofila: Provincia di Rimini. Budget: €. 1.775.000. Provincia di Rimini: €. 220.000. Favorire l’accessibilità universale ai musei e al patrimonio culturale .

EMPOWERMENT
Budget: €. 487.083. Comunità Montana Alta Valmarecchia: €. 44.000. Scambio di conoscenze ed esperienze su politiche di risparmio energetico ed energie rinnovabili.




AAA cercasi volontari Caritas. Condividere intelligenze e fortune con gli altri

VOLONTARIATO

– Mario (nome di fantasia) veleggia oltre i cinquant’anni. Una laurea nel cassetto ed il lavoro perduto causa la crisi. Attinge all’umanità della Caritas.
Anche Gianni, diplomato, stessa storia di lavoro, stessa sorte, stessa età, beneficia dell’istituzione riccionese.
Sono due delle tristi storie di una comunità ricca, anzi opulenta, che si guarda nello specchio e riflette su una comunità da rimodellare nei valori e nella distribuzione della ricchezza e anche nella sicurezza sociale dello Stato.
La Caritas comunale di Riccione ogni settimana serve 150 pasti e innumerevoli, centinaia di pacchi con alimenti fondamentali. Sta cercando altri volontari che possano dare un contributo.
Afferma Pietro Cavallaro, rappresentante dei sei parroci riccionesi nella Caritas e molto legato a don Oreste Benzi: “Quanto fortuna abbiamo nella nostra città. E ciascuno di noi ha mille fortune, in termini di soldi, di capacità, di tempo. In termine di intelligenza e di conoscenze”.
“Con della buona volontà – continua Cavallaro – chiunque è in grado di dare qualcosa a chi ha ricevuto meno di noi. Foss’anche ‘quattro ore’ al mese”.
E’ superfluo forse sottolineare quali siano le necessità di oggi di chi sta veramente male; non sono solo gli extra-comunitari ad essere caduti nel bisogno. Moltissimi riccionesi e connazionali hanno problemi. In percentuale, gli italiani sono il 51% e gli stranieri il 49%.
Fino a qualche anno fa era impensabile. Ultima considerazione. Molti si vergognano e restano col proprio pudore e non chiedono.
Per molti invece la questua è una sorta di professione, ma c’è chi ha bisogno di usufruire della Caritas: mensa, sacchetto viveri.
Il gruppo Caritas di Riccione è organizzato in sei sezioni parrocchiali, e una interparrocchiale, o cittadina. Quest’ultima fa quello che non riesce a fare la parrocchiale, come la mensa.
Attorno all’interparrocchiale orbitano una sessantina di volontari. Se ne cercano nuovi per migliorare i servizi. Lavorare con i volontari spesso è aleatorio. E’ dura fare il volontario; ad esempio, una donna contribuisce col proprio tempo, si ammala un familiare e non va più.
La sede è a Spontricciolo, parrocchia di San Lorenzo, prima del semaforo pedonale dell’aeroporto.
“Impegno bello ma faticoso – chiude Pietro Cavallaro -. I bisogni di chi sta male sono sempre tanti e difficoltosi da compiere. Non è facile aiutare un povero. Si diventa poveri per la malattia, per la precarietà del lavoro, per sfortuna.




Dialetto e beneficenza

PERSONE

E una storia dei nostri luoghi con personaggi del nostro vivere quotidiano, in due atti di pura comicità, ravvivata da spazi musicali orecchiabili e mai melensi. La trama. Tugnin, uomo sempliciotto e gran lavoratore, imbanchino sin dall’adolescenza, vive per la famiglia, rappresentata dalla moglie Fedora e dal figlio Dante, che lavora con lui. Anche Dante è sposato: con Eva, bella tedesca conosciuta in una calda estate, che gli ha dato due bei figlioli, Otto e Karin. Fedora ha due sorelle: Ribelle, donna modesta sposata con Gigin, collaboratore di Tugnin, e l’altezzosa Armanda, moglie del ragionier Placido. Il titolo di studio “elevato” di Placido è motivo di presunta superiorità sociale per Armanda che ritiene “donnette” le sorelle e non perde occasione per vantarsi, spalleggiata dalla figlia Titta…
Ore 21, Teatro del Mare, l’iniziativa si inserisce nell’ambito del cartellone di eventi “Riccioneperlacultura”. Ha finalità benefiche. Gli appuntamenti: 6, 13 e 27 marzo. Il ricavato viene devoluto alla Caritas Parrocchiale SS.Angeli Custodi di Riccione; all’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, Sezione di Rimini; alla Croce Rossa Italiana Comitato locale di Riccione; all’Associazione Rimini Autismo.
Gli interpreti: Luciano Luzzi, Carla Bologna, Ferdinando Gabellini, Laura Luzzi, Renzo Stefanini, Patrizia Fabbri, Beppe Protti, Brighitte Siegrist, Maria Romussi; Katia Cremona, Giorgio Nicoletti, Pia Del Vecchio, Valeria Bernardi, Martina Cinti, Francesca La Macchia, Valerio Tullio.




COMITATO PROVINCIALE FEDERAZIONE ITALIANA TAEKWONDO

Le società di Cattolica Riccione e Rimini accompagnate dai maestri Davide Berti, Luciano Martelli e l’assistente Silvia Tamagnini hanno ottenuto ottimi risultati. sabato 5: Salvatori Simone cinture rosse (20 anni) ha conquistato la medaglia di bronzo.
domenica 6: oro per Graf Ginevra cinture nere (13); argento per Pompili Manuel nera (12), Bernardini Giulia gialle (12) e Semprini Alex verdi (10); bronzo per Pastor Raul verdi (10) e Martelli Luca blu (11).
Scarano Alessandro verdi (10) e Schiralli Lorenzo verdi (11) hanno vinto il primo incontro, ma non hanno raggiunto la semifinale. Tante soddisfazioni in un anno che promette un calendario agonistico ricchissimo. Il prossimo 12 marzo Ginevra Graf, infatti, parteciperà al campionato italiano junior a Milano.
Cattolica via Del Porto 17 (zona comune) adulti lun mer h 20 bambini mar gio h 17, sab dalle15; via Comandini (scuola Repubblica) mer ven dalle 17:15.
Riccione, via Berlinguer (casello a14). mar gio dalle 17:30 Rimini via Oberdan (zona stazione) mar ven h 17

Per info sui corsi www.tkdteam.com oppure Davide Berti 5° dan maestro federale e presidente comitato Emilia Romagna federazione italiana taekwondo cell. 329/2286086 ; istruttore Luigi Livi 4° dan allenatore federale cell. 328/9540393 e Luciano Martelli, allenatore 3° dan federale cell. 3282848825, Mauro Merli allenatore 2° dan.




Da ortolani e pescatori a mèta turistica europea

IL LIBRO

– “Riccione e i suoi anni ruggenti”. E’ il titolo dell’ultima fatica letteraria di Gian Carlo D’Orazio, scrittore e storico di cose riccionesi. Racconta i “pionieri” che hanno fatto la storia e la fortuna della città. Presentato lo scorso 29 gennaio all’hotel Atlantic Riccione, era presente un folto pubblico e il sindaco Massimo Pironi, il giornalista sportivo Alberto Bortolotti e Riccardo Angelini, in qualità di mecenate e sostenitore del progetto editoriale.
Il volume, come ha ricordato l’autore, propone una gustosa galleria di aneddoti e memorie raccolte in lunghi anni di ricerche e interviste con i personaggi che, a partire dagli anni Venti e Trenta, hanno contribuito a fare di un borgo di ortolani e pescatori una “ruggente” meta di turismo balneare d’elite.
Tra questi personaggi, un posto di rilievo va a quell’Adamo Angelini detto “Damèin” che è stato il capostipite, a partire dall’anno 1937, dell’attività imprenditoriale della famiglia Angelini. Angelini con doti di cordialità ruspante e serietà di comportamento ha conquistato i “signori” delle grandi ville e ha contribuito a fare grande Riccione e la sua fama. Oggi, gli eredi sono i figli Frangiotto e Riccardo.
Nel suo intervento di apertura, poi, il sindaco Massimo Pironi ha ricordato, tra gli altri, i nomi del Cavalier Augusto Cicchetti, “colui che ha portato a Riccione la cultura del verde urbano e della città-giardino”, e quello di Italo Nicoletti, “uno dei miei grandi maestri, uno che sapeva guardare oltre gli interessi singoli e mirare all’interesse di un’intera comunità”.
Giancarlo D’Orazio ha regalato ai presenti ricordi e aneddoti succosi, in gran parte inediti, e in alcuni casi persino sorprendenti. Come la storia dell’avvenente assistente di un dentista riccionese, giunta a Riccione nel 1936, e rivelatasi poi un agente segreto inviato da Hitler per sorvegliare gli umori bizzosi del suo alleato Mussolini, in un momento in cui l’intesa tra i due non era ancora consolidata. In virtù della sua bellezza, la spia aveva fatto breccia nelle simpatie di alcuni giovani riccionesi di buona famiglia, bene introdotti a villa Mussolini grazie all’amicizia con Bruno, uno dei figli del Duce.
Gian Carlo D’Orazio è stato testimone diretto della Riccione dei fatidici anni Trenta e Quaranta, della Riccione delle grandi ville, dei protagonisti della grande industria, della cultura.
Lo scrittore fissa sulla pagina la memoria di tanti personaggi della Grande Storia che hanno amato Riccione, e dei tanti riccionesi industriosi, in particolare Adamo Angelini, per tutti “Damèin, che con le loro doti di cordialità ruspante e serietà di comportamento hanno conquistato i “Signori” delle grandi ville e hanno contribuito a fare grande Riccione e la sua fama. Il libro è un caleidoscopio di personaggi celebri e di vicende in gran parte inedite, degli usi e dei costumi di quagli anni.
Il ricavato della vendita del libro verrà devoluto in beneficenza. Copie del volume potranno essere reperite presso: Fameja Arciunesa (0541.643884); Associazione Anni d’Argento (presso Residenza Felice Pullè (0541.600202); Croce Rossa Italiana Sezione Riccione (0541.605253).

L’INTERVISTA

D’Orazio, storico riccionese

– Nato a Rimini nel 1927, Gian Carlo D’Orazio è stato uno dei protagonisti della vita riccionese: albergatore e assicuratore, consigliere comunale dal 1951 al 1970, presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno di Riccione (1962-65), presidente dell’Associazione Albergatori negli anni Settanta e presidente regionale degli albergatori dell’Emilia-Romagna, consulente turistico per la Repubblica di San Marino, socio fondatore e presidente del Lions Club Rimini-Riccione.
Appassionato di storia riccionese, l’ha consegnata in una lunga serie di libri. Qualche titolo: “Era ieri” (1993), “Anni di gioventù” (1995), “Alessio. La Riccione del 1500” (1996), “La casa sulla collina” (1998), “Casanoli di Romagna” (1998), “Storia della grande Tenuta dei Mattioli” (2001), “Cento anni di galantomismo: i Torri” (2002), “La storia di Riccione: il professor Carlo Felice Pullè” (2003), “Il simpatico mondo di Riccione Paese: DonTmas (2003), “Il Duce in pantofole: Villa Mussolini” (2005), “Il mio caro Borgo antico: San Lorenzino” (2006), “Marino e la Terrà della Libertà” (2007).




Gentilini, bel parco grandi pericoli

DATO I TEMPI DATO GLI UOMINI…

Mauro si è battuto per un quindicennio. Poi si è arreso. Dice: “Da qualche tempo è migliorato grazie al fatto che le famiglie albanesi che abitano nei dintorni lo frequentano nella bella stagione. Gli uomini giocano a carte, le donne chiacchierano. I bambini scorrazzano”.
Si sta parlando del Parco Gentilini. Si trova nel cuore di Misano Mare a monte della ferrovia, tra le vie Repubblica, Garibaldi e Gramsci. Ha più di trent’anni. E’ grande, con piante eleganti ed adulte. La nota dolente è la poca cura e l’abbandono dell’arredo: tutto è in rovina. Lo scivolo è una rasoio di acciaio a cielo aperto. Una delle sponde è stata erosa dalle intemperie, lasciando la lama viva. Solo a pensare che dovesse scivolare un bambino “arrembante” o un po’ sbadato, ti salgono i brividi per la schiena. Non in tale stato il resto dei giochi, ma poco ci manca. Il legno è così malandato che le sue scaglie sono delle potenziali frecce pronte a conficcarsi nella pelle.
Ci sono panche sottosopra. Una pista di pattinaggio che aspetta. In attesa di potatura anche le grandi piante. Altro lavoro da effettuare è aprire il parco all’esterno. I muri di protezione nascondono e tengono lontano; inutili, andrebbero tolti. Il governo della città lo dovrebbe mettere in una delle sue priorità. Per molti è una toilette per cani. A chi protestava, un padrone risponde: “Lei non ama gli animali!”. E i bambini che devono giocare sui bisogni delle bestiole?
Data la mancanza di risorse, la strada da seguire è quella del Villaggio Argentina. Qui un ammirevole comitato cittadino cura le proprietà pubbliche della frazione con appassionata dedizione. Accanto al loro bel parco, c’è la sede autocostruita con una grande sala buona per ogni occasione munita anche di cucina, una pista per bocce. Insomma, parco e resto sono in grado di accogliere ed attirare diverse fasce di età.
Il sindaco Stefano Giannini dovrebbe affidare la gestione dei tanti parchi delle frazioni misanesi a gruppi di anziani e non solo. I benefici sociali sono a 360 gradi. I nonni si rendono utili e socializzano; controllano il territorio.




Parole da e ‘Fnil’

…Conca, nuovo ponte – By passerà Morciano e scaricherà gran parte del traffico verso via Allende (già Saludecese), alleviando di fatto la strada Riccione-Tavoleto. Cattolica a San Giovanni si sfregano già le mani, tanto loro lì problemi non ne hanno?

…La Cgil conferma – Gli anziani con la pensione sociale d’oro (euro 430 al mese) se nell’anno in corso sono stati ricoverati in ospedale, essendo assistiti gli viene sottratta una cifra equivalente ai giorni del ricovero. Almeno lì mangiano. Vergogna, altro che bunga bunga…

…Cercasi dignità – La dignità non è di tutti ! Ancora c’è qualcuno che dubita delle malefatte dei dittatori se i fatti non sono certificati dalla Tv: bla, bla, bla… Questa volta E’ Fnil alza gli orizzonti oltre l’Agina, ma sempre noi riguarda…