Internet elegge i misanesi dell’anno

UN GIOCO

– Alessandro Farneti è un bolognese ma più misanese di uno nato alle Casacce o a Ca’ Rastelli, dove secondo Mario Tonini e Egidio Serafini risiedono le culle vere del territorio. Lavoro a Bologna in banca, abita a Misano in via Repubblica e partecipa attivamente alla vita della comunità collaborando con la Caritas e non solo.
Per gioco, ha rimarcato più volte, solo per gioco, si è inventato un premio piacevole e divertente: “I misanesi del 2010”, ma eletti dai navigatori di internet. Farneti ha anche creato una testata di informazione online, “Oggi a Misano Adriatico”, dove racconta fatti, personaggi, curiosità.
La cerimonia si è tenuta nella sala feste del Conad Rio Agina, al primo piano della palazzina tutta vetro di fronte al supermercato lo scorso 19 febbraio. Hanno consegnato i premi il sindaco Stefano Giannini, il vice-sindaco Fabrizio Piccioni, l’assessore Valerio Bertuccioli e dalla vice-presidente della Caritas Anna Cappelletti.
Il titolo finito nella cascina di Massimiliano Villa, istruttore della Scuola Italiana Nordic Walking (lo sport dei bastoncini), la cui associazione Valle del Conca, che oggi conta oltre 100 iscritti e più 600 partecipanti alla comunità di facebook.
Altri quattro i misanesi premiati dalle onde della rete.
Laura Ferri. Agente della polizia municipale che ha passato gran parte dello scorso anno tra un ospedale e l’altro, affrontando pesanti interventi, a causa di un infortunio in servizio. Con Laura si sono voluti premiare anche la simpatia e la vicinanza alla città del comandante e degli agenti della polizia municipale misanese.
Enrico Siboni. Giovane bancario, grande innamorato di Misano e conoscitore di ogni piccolo angolo. Enrico ha portato in rete tutti gli eventi ludici, sportivi, culturali, politici do Misano.
Mirco Boldrini. Giovanissimo è da molti anni ormai una colonna portante della Caritas Misanese, per la quale ha curato gli aspetti amministrativi ed
informatici. Opera primaria  di Mirco è anche la costante, davvero onerosa, fornitura del magazzino.




Imparare ad andare per erbe, funghi e intrecciare i cesti

10 marzo – “Flora Protetta dell’Emilia Romagna (Orchidee Spontanee prov. di Rimini) “. Relatore: dottor Loris Bagli
14 marzo – “La Salute a Tavola: erbe aromatiche, spezie e Condimenti’ . Relatore dottor Sandro e Maurizio Di Massimo.
17 marzo – “Potatura”. Relatore: Antonio Santini, agrotecnico esperto forestale.
21 marzo – “Innesti”. Relatore: Antonio Santini
24 marzo – “Perché non cercare le erbe selvatiche?”. Relatore: dottor Adriano Mattoni.
28 marzo – “Una volta le erbe selvatiche si mangiavano: oggi infestanti”. Relatore: Adriano Mattoni
31 marzo – “Le erbe dal Vivo”, con Adriano Mattoni.
2 aprile – Uscita per raccolta e determinazione erbe.
4 aprile – Cena a base di erbe presso lo IAL Via Torino 67 Riccione.
7 aprile – “La Salute a Tavola: erbe aromatiche, spezie e condimenti”. Relatori Sandro e Maurizio Di Massimo.

Le lezioni si tengono nell’ex biblioteca comunale, in via Marconi 9 a Misano Adriatico (sopra il comando dei Vigili Urbani), con inizio alle 20.30

Intreccio cesti
Marino Bacchini tiene un corso di quattro lezioni sull’intreccio dei cesti: 24 e 28 febbraio, 3 e 7 marzo. Appuntamento presso la sede del Gruppo, in via Scacciano 61 a Scacciano, con inizio alle 20.30.
L’associazione è una delle realtà più belle e coinvolgenti di Misano. Centinaio di soci producono conoscenze bellissime con uno spirito di profonda umanità.




Festa della Segavecchia, Il Carnevale misanese

TEATRO

Teatro, dialetto e beneficenza

– Roberto Semprini con la sua compagnia porta avanti la cultura del nostro dialetto da anni nei teatri della provincia. Rappresentazioni strettamente legate alla beneficenza. L’ultima si è tenuta lo scorso 26 febberaio al cinema
teatro Astra di Misano. Titolo: “La Fiola dla Casandra”. Roberto è attore, scittore e regista. Spettacolo esilarante, con battute intelligenti, spontanee ed improvvisate, anche al di fuori del copione. I “ragazzi” hanno dato il meglio di sé;  con la propria personalità, hanno saputo coinvolgere il pubblico. Insomma, una serata di puro calore e divertimento. In 17 anni di gioioso palcoscenico l’utile raccolto, e dato in beneficenza, è di circa 70.000 euro. (Davide Del Prete)

La corsa/passeggiata di Misano Podismo

– Misano a piedi o di corsa, o con le racchette, è bellissima. L’occasione per ammirarla nella lentezza è partecipare alla seconda edizione della gara o camminata organizzata dai ragazzi di Misano Podismo. Il 2 aprile, partenza alle 16, hanno cucinato quattro opzioni da cogliere al volo. Un momento competitivo di 10 km. Partenza e arrivo a Misano Mare, si tocca Portoverde, la pista ciclabile lungo il Conca, Belvedere.
In alternativa, c’è una camminata di tre chilometri e per i figli una baby camminata.
Quest’anno, approntato anche un percorso di Nordic Walking. Ricchi premi per singoli e società.

Il PROGRAMMA

2 aprile

Ore 16 – PODISTICA DELLA SEGAVECCHIA e APERTURA STAND
Ore 20,30 – Serata anni 60 con i gruppi: GRAPERFRUIT – LE RIMMEL – I RAGAZZI D’ORO

3 aprile

Ore 12

– APERTURA STAND

Dalle ore 15

– Orchestra spettacolo “LEARDI E SIMO”
– Esibizione di giovani sportivi nelle arti del TAEKWONDO – PATTINAGGIO DANZA – CALCIO.
– Sfilata di carri allegorici e fantaveicoli con lancio di quintali di dolciumi
– GRUPPO AMINA E LE SUE DANZATRICI DEL VENTRE
– Esposizione di bancherelle.
– Mostra fotografica vecchie edizioni della Segavecchia
– Spettacoli itineranti.
– Fuochi d’artificio
– Falò della Vecchia
– Luna park

Funzioneranno stand gastronomici.




Magi: ecco ‘Il Codice del Potere’

IL LIBRO

di Enzo Cecchini

– Nel IV secolo a.C. Kautilya, detto il Machiavelli hindu, scriveva Il Codice del Potere, uno dei più antichi testi di arte del potere, Arte della guerra e della strategia indiana.
Lo scrittore cattolichino Gianluca Magi, dopo 14 anni di lavoro, ne offre la prima traduzione accessibile in lingua europea direttamente dal sanscrito. Il sito dell’autore è: www.gianlucamagi.it
Dopo il libro tibetano La vita è uno stato mentale torna con Il Codice del Potere. (Arte della guerra e della strategia indiana, Edizioni Il Punto d’Incontro).
“Sono due libri affini e diversi allo stesso tempo. La vita è uno stato mentale è nel mio cuore perché è legato a Raimon Panikkar e Gabriel Mandel khan, due cari amici che l’estate scorsa, a distanza di qualche settimana, sono spiccati in volo su altri stati dell’essere. Panikkar (grande teologo partito come cristiano, scopertosi hindu e ritornato come buddhista, senza cessare di essere cristiano) quando La vita è uno stato mentale era ancora un dattiloscritto che faticava a trovare un editore, mi scrisse una breve lettera di vivo apprezzamento (con una calligrafia microscopica anche per la lente d’ingrandimento), che conservo da qualche parte, incoraggiandomi a non demordere.
Poi su intervento di Franco Battiato, sensibile a questi ambiti di conoscenza e che poi ne curò il progetto di copertina, trovò infine un editore che lo accolse: Bompiani. Perché quel libro è un abbraccio fecondo tra la cultura buddhista e sufi. E per il sufismo, Mandel (califfo della confraternita turca Jerrahi Halveti in Italia) mi diede tanto: è stato un Amico (con la A maiuscola, in senso sufi) che ha insegnato per quindici anni nella Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini, di cui sono il fondatore e il direttore scientifico. La loro scomparsa e La vita è uno stato mentale mi hanno mostrato che la morte è un’illusione individuale, un velo gettato sugli occhi dei vivi”.
E de Il Codice del potere ci puoi dire qualcosa? Com’è nato?
“È nato circa vent’anni anni fa, dal mio sconsiderato proposito di rendere accessibile questo testo di formidabile e insidiosa bellezza. Ben presto compresi che era al di là delle mie possibilità. Ma ho continuato ad accarezzare il proposito. Circa 14 anni fa, dopo uno studio continuato della lingua sanscrita, fui pronto per addentrarmi in questo Partenone di parole «perfette» (sanscrito significa perfectum, “fatto ad arte”). Ma ingenuamente non mi resi conto in che pelago mi stavo inoltrando, ignaro di un compito che mi avrebbe, in pratica, logorato le energie mentali. Tanto che con una certa sicurezza posso dire che mai più mi lancerò in un’impresa di traduzione dal sanscrito di questa portata.
Impelagatomi nell’impresa che si è protratta per tutti questi anni, compresi la ragione per per cui il grande indologo Oscar Botto a cui la Utet, attraverso Luigi Firpo, gli commissionò la curatela di questo testo negli anni Ottanta, lasciò in aria la titanica operazione. Però ora che il libro ha visto finalmente la luce, allieta la mia fierezza italica il fatto che questo testo segreto e temerario è disponibile per la prima volta in lingua europea in forma accessibile direttamente dal sanscrito proprio in lingua italiana.
Negli stessi Stati Uniti se ne lamenta da più parti la mancanza e si reclama una conoscenza diretta di questo capolavoro strategico-politico-militare, sconosciuto in Occidente e noto solo per gli accenni del premio Nobel Amartya Sen, il quale lo tiene in alta considerazione per i suoi argomenti pratici e attuali”.
Un testo segreto e temerario?
“Questo testo, eminente nel genere, contiene pensieri da sempre inevitabili, che però assai di rado hanno trovato accoglienza nei libri di arte del potere. Dopo la traduzione pionieristica del 1913, con tutte le pecche del pionierismo, il testo è rimasto segregato nelle stanze appartate dello specialismo dell’indologia accademica, piombato nell’ombra protettiva della filologia. Il Codice del Potere è un prisma saggezza indiana applicata all’arte della guerra, della strategia e del governo.
Questo libro segreto è opera di Kautilya, il cui nome è già tutto un programma. Significa “l’Insidioso”. Kautilya è un enigmatico e misterioso filosofo-stratega del IV sec. a.C. che la tradizione indiana esalta fino a circondarlo di un’atmosfera di leggenda. Detto l’Aristotele e il Machiavelli hindu, Kautilya è un maestro d’insuperata insidia nell’arte del potere. A tal punto che i suoi insegnamenti resero possibile a un orfano dalle oscure origini, Candragupta, la rapida ascesa al trono e la creazione del primo potente impero indiano, che regnò incontrastato per un secolo e mezzo. Così come diresse i sovrani dell’antichità, oggi in India quest’opera è considerata fondamentale per l’addestramento dei manager, degli strateghi dell’informazione e della classe dirigente.
Se consideriamo che oggi l’India è, e sarà ancor più in futuro, il peso massimo del Sud-est asiatico preparandosi a un prossimo irradiamento da attore globale nello scenario geopolitico internazionale, comprendiamo bene l’importanza di conoscere questo testo”.
È un testo, per intenderci, sulla stessa frequenza dell’altro tuo libro I 36 stratagemmi?
“Potremmo considerarlo la risposta indiana all’opera cinese I 36 stratagemmi. Nonostante siano passati 2.400 anni dalla sua redazione, la sua attualità lascia sbigottiti. Svela le leggi dell’invincibilità in tempo di pace e in tempo di guerra. È una scienza progredita e spregiudicata che esplora la natura del potere, del successo e della prosperità economica: come ottenerli, consolidarli, goderne e governare le responsabilità che comportano.
È come un grande test proiettivo che illumina e guida nella gestione della competizione esterna e nei giochi dinamici di forze in conflitto che sorgono nella nostra interiorità”.
E nei 32 Paesi dove sono letti i tuoi libri come va?
“Splendidamente! Grazie. In Italia hanno un felice riscontro di numerosissimi lettori. All’estero ancora meglio”.




Il programma di marzo con falò

– 8 marzo, ore 15: Giornata della donna. Presentazione del libro ‘Sorelle Giovannini. Una storia sotto il glicine’. Con le autrici: Giuliana Tomassoli Cermaria e Alda Ugolini Filippini.
– 17 marzo, ore 15: Il Risorgimento in Emilia Romagna. Relatore: Silvio Di Giovanni.
– 18 marzo, ore 20: Girotondo attorno al fuoco in occasione della Festa di San Giuseppe. Accensione falò e ciambella e vino per tutti.
– 26 marzo, ore 16 (Salone Snaporaz): Cattolica per la Tanzania. Presentazione delle iniziative col dott. Maurizio Lugli.
– 27 marzo, ore 12,30: pranzo a base di pesce. Costo 15 euro.

Informazioni e prenotazioni: 347-9752583 e 339-4995417




‘Buon 8 Marzo a te donna’

Già, donna del nostro tempo, per secoli hai lottato tra mille difficoltà per migliorare la tua condizione.
Per millenni il tuo ruolo era considerato secondario e questo in ogni angolo del mondo. E’ sconfortante pensare che tu appena cent’anni fa eri soggiogata dall’uomo, dominata dal suo sferzante maschilismo.
Poi il vento è cambiato, il dopo guerra ha portato sviluppo (sociale), tecnologia e arti (a tutto campo); occasioni che tu hai afferrato alla grande. Brava e ancora complimenti!
A questo punto raggiunta la parità dei diritti cresce l’autostima, ma cresce pure l’onere… L’auspicio, fatto con senso maschile, è che il terzo millennio ci (regali) una donna serena, gentile, dolce di carattere ma anche decisa nello scegliere.
Scelte possibilmente oculate, quindi decisioni ‘non inficiate’ da condizionamenti di basso profilo.
Sarai donna moderna, se eviterai tali pastoie, se veramente abbandonerai la discussa tattica del doppio gioco. Sarai sicuramente ammirata e il tuo futuro si arricchirà di ulteriori e significative conquiste.

(Rambo)




Impariamo l’italiano divertendoci

Tutti i mercoledì pomeriggio, dalle ore 14.30 alle ore 16.00, gli educatori dell’Associazione Alternoteca di Cattolica proporranno presso il Centro Giovani di Cattolica un percorso didattico con approccio ludico (con canzoni, giochi, ps3…) volto ad aiutare i giovani immigrati nell’apprendimento della lingua italiana.
Il corso è organizzato in collaborazione con la Cooperativa Il Maestrale di Cattolica e con il sostegno del Comune di Cattolica e della Provincia di Rimini.

Per ulteriori informazioni contattare l’Associazione Alternoteca:
alternoteca@libero.it
tel. 340/4759873.




Amarcord di Dorigo Vanzolini




Caro Gian Franco, sono passati già cinque anni…

Come disse uno scrittore a te caro, Cesare Pavese: “Ora, non fate troppi pettegolezzi”. Questa città senza la tua presenza sta assumendo una fisionomia strana, senza idee, senza bus terminal e qualche avviso di garanzia che in politica non fa mai male. Il porto raggiungile, eppure hai fatto una darsena di livello mondiale. I tuoi successori non hanno capito che senza un ingresso adeguato tutto diventa vano. Oltre a capire poco di politica, capiscono ancora meno di mare, nonostante la presenza di un biologo come Giuseppe Prioli. I lavori dovevano andare avanti pari. E le primarie gestite in questo modo un po’ caotiche e carnevalesche che cosa ti suggersicono a te che hai sempre avuto la battutaccia con un’arguzia inferiore solo alla velenosità? Forse avresti risposto in dialetto: “L’è roba da matt; avim pulì e mel”. Cari politici, è roba da matti e abbiamo esaurito le idee. Perché dopo le primarie non si pensa, qualche volta, a fare le secondarie? Insomma, ci vuole la farsa per raccontare la realtà.
Caro Gian Franco, mi dovrai sopportare come negli anni precedenti: ti vengo a fare un saluto il sabato pomerggio. Scusami per la noia, ma fa parte del mio carattere.

Lele Montanari, Riccione




Tracce di Risorgimento

– Cattolica non ebbe un ruolo da protagonista durante il Risorgimento, anche se il fermento ideale era sicuramente nel pensiero di tanti cittadini. C’è il passaggio di Giuseppe Garibaldi commemorato da una lapide (esposta nell’omonima via al civico n° 6).
Dal balcone dell’allora sede della Società Operaia, il 19 settembre 1859 lanciò il suo proclama di fede nell’Italia unita ai suoi volontari ammassati sul Tavollo, pronto ad invadere lo Stato Pontificio al primo segnale di disordini nelle Marche.
La lapide fu collocata dalla Società Operaia il 27 settembre 1891.
Nel 1867 partirono da Cattolica alcuni volontari garibaldini: Francesco Bacchini, caduto in combattimento e Giovanni Cecchini.
L’altra lapide ricorda Giuseppe Mazzini – Pensiero e Azione (posta nell’omonima via al civico n° 19). Fu collocata dai Repubblicani i 2 ottobre 1910.
Per la ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia nessuno ha pensato a ripulirle. Per chi è morto per la nostra libertà la memoria è colpevolmente troppo corta…