San Valentino, pensieri in cerca di cuori

– Gradara d’amare – San Valentino al castello di Paolo e Francesca, M’illumino di Meno .. E ti amo di più.
Sabato 12 e Domenica 13: dalle 19,30 alle 22,30, Gradara spegne le luci e aspetta 1.000 cuori innamorati per accendere 1.000 candele. Fai la tua dedica:
Quinta edizione concorso “La più bella dedica d’amore”.
In tutti i ristoranti e negozi del centro potrai lasciare la tua dedica.
Sabato 12 febbraio: ore 11,00 Sulle tracce dell’amor cortese. Visita guidata a tema nel borgo e nella Rocca.
Ore 15,30 e 16,30 Glorie, fasti e delizie alla corte dei Malatesta. Le storie d’amore e il fascino delle corti medievali. Itinerario a tema con animazione in teatro e per finire dalle ore 19,00 vi aspetta Il ristoro del cavaliere (cena medievale su prenotazione).
Dalle ore 15,30 Pronto Soccorso Amoroso un Cupido al vostro servizio. Animazione itinerante per le vie del borgo. Il cibo e l’amore. Degustazioni dantesche commentate da Angelo Chiaretti; ore 16,30 inaugurazione Piazzetta degli Amanti, progetto Cento Borghi finanziato dalla Provincia di Pesaro e Urbino. A seguire rinfresco
Ore 17,30 e 19,30 Les Amants du ciel – per la prima volta nella regione Marche. Spettacolo sospeso dove si infrange la legge di gravità. Un’altra dimensione dove tutto può succedere: si vola, si sogna ad occhi aperti. A cura della compagnia Il Mattatoio – Torre dell’orologio.
Domenica 13 febbraio: ore 11,00 e 15,30: Glorie, fasti e delizie alla corte dei Malatesta. Le storie d’amore e il fascino delle corti medievali. Itinerario a tema con animazione in teatro e per finire dalle ore 19,00 vi aspetta Il ristoro del cavaliere (cena medievale su prenotazione) dalle ore 16,00. Il cibo e l’amore degustazioni dantesche commentate da Angelo Chiaretti.
Ore 17,30 e 19,30 Les Amants du ciel. A spasso con Paolo e Francesca animazioni itineranti nel borgo con mangiafuoco e tamburini.
Lunedì 14 febbraio: ore 11,00 Sulle tracce dell’amor cortese Visita guidata a tema nel borgo e nella Rocca. Ore 18,00 Glorie, fasti e delizie alla corte dei Malatesta. Le danza, il cibo e l’amore. Storie d’amore alle corti medievali. Itinerario a tema con animazione (su prenotazione).
Per tutto il periodo nei Ristoranti di Gradara speciali menù a tema per un San Valentino indimenticabile. Informazioni e prenotazioni: Pro Loco di Gradara Tel 0541 964115 – 3337139615 www.gradara.org info@gradara.org

LA CANZONE – “Un senso” di Vasco Rossi

Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha
Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà…
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà…
Voglio trovare un senso a questa situazione
Anche se questa situazione un senso non ce l’ha
Voglio trovare un senso a questa condizione
Anche se questa condizione un senso non ce l’ha
Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà…
Domani un altro giorno… ormai è qua!
Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha

CANZONE DI GINO PAOLI Il cielo in una stanza

Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi, alberi infiniti
quando sei qui vicina a me
questo soffitto viola no, non esiste più
io vedo il cielo sopra a noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente al mondo
suona un’armonica
mi sembra un organo
che vibra per te per me
su nell’immensità del cielo




Theremin, riminese uno dei suonatori più grandi

LA MUSICA

di Matteo Bonetti

– E´ riminese uno dei più grandi suonatori del più antico strumento elettronico: il theremin.
Vincenzo Vasi, riminese di San Giuliano, è uno dei musicisti italiani che pizzica con assoluta maestria le corde invisibili dello strumento inventato nel lontano 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevic Termen, uno dei pochissimi che, per dirla alla stessa maniera di Vasi, “suona il theremin senza emettere un suono che ricordi l´allarme dell´antifurto”.
L´antesignano dei sintetizzatori elettronici e dei computer, è  uno strumento molto difficile da far suonare:  il controllo del theremin avviene allontanando e avvicinando le mani nel vuoto alle due antenne da cui lo strumento è composto, il suono prodotto può variare tra quello di un violino e quello vocale.
Vincenzo Vasi, polistrumentista che suona basso, marimba, vibrafono, tastiere, da sei anni è stato assoldato in pianta stabile dalla band di Vinicio Capossela, il più ricercato se non il più noto dei cantautori italiani degli ultimi venti anni.
Nei concerti con  Capossela è davvero sorprendente l´assolo di sola voce eseguito dal musicista riminese sul finire del celebre brano “Il ballo di San Vito”.
Oltre a Capossela, l´eclettico “suonatore d´onde magnetiche” vanta collaborazioni anche con un grande nome della musica internazionale, quel grandissimo front man che è Mike Patton, noto negli anni novanta per essere stato il cantante del gruppo rock americano Faith No More.
Con Patton, cantante dal meraviglioso timbro vocale, Vasi ha girato il mondo ripercorrendo tutto quel repertorio della grande musica leggera italiana contemporanea che va da Modugno, a Tenco sino al da poco scomparso Nicola Arigliano.
Ha suonato inoltre con Chris Cutler, Tony Coe, Antonello Salis, Tanaka Yumiko, Pierre Favre, Phil Minton, Trevor Dunn, Joey Baron, Cyro Baptista, Lukas Ligeti e  John Zorn.
Vincenzo Vasi si sta dedicando da qualche tempo anche alla composizione, attività creativa che gli ha permesso di sviluppare anche la sua vena compositiva che tocca anche il surreale.
Il 27 dicembre Vasi ha presentato in Sardegna il suo primo album solista eseguito con il solo theremin: Braccio Elettrico.
Ispirato dalle riviste scientifiche degli anni venti, il musicista riminese ha composto brani le cui sonorità attingono talvolta dal cinema fantascientifico, dal mondo dell´assurdo sino alla patafisica.
Braccio Elettrico è una raccolta di brani composti ed arrangiati per theremin, solo pochi e oculati strumenti fanno da spalla allo strumento leader (voce, eco a nastro, looper, omnichord, microfoni magnetici).
Brani originali composti per programmi radio e spettacoli teatrali, altri per essere eseguiti in solo durante le proprie performance, alcuni per ensemble di theremin, oltre ad improvvisazioni ed un paio di cover scelte: Halloween II di John Carpenter e Lil Darling di Neal Hefti/Count Basie.




Aeroporto, dalle svedesi ai russi

Opera prodotta dalla stessa Aeradria per i tipi della Raffaelli Editore Rimini. Articolata in due volumi, ripercorre cinquant’anni di storia attraverso le modificazioni storico-economiche del mercato e dell’organizzazione aeroportuale dagli albori della Società di gestione all’avvento delle compagnie aeree low cost.
La presentazione si è svolta lo scorso 4 febbraio, alla presenza di Enac, Enit, Assaeroporti, di alcuni artefici dello sviluppo aeroportuale dalla nascita di Aeradria in poi, di esponenti politici, ex amministratori e figure di spicco del mondo dell’imprenditoria locale.
Oltre all’omaggio delle tre stampe dei disegni di Federico Fellini consegnato dal presidente, Massimo Masini, sia Enit che Assaeroporti hanno voluto ricordare l’impegno di Pari quale “decano” del mondo aeroportuale italiano, impegnato per molti anni anche sul versante della promozione turistica, sia della nostra realtà provinciale sia dell’intero territorio emiliano romagnolo, sui principali mercati esteri, ad iniziare prima da quello scandinavo e, successivamente alle mucillagini del 1989, quello russo.
“Mike Bongiorno sta alla storia della tv come Mario Pari sta alla materia aeroportuale”. Con queste parole Masini ha esordito nel suo ringraziamento rivolto all’autore, sintetizzando tre punti essenziali.
“Grazie a Mario Pari per un’opera utile ed efficace per la storia del nostro turismo estero, nonché di grande puntualità per gli aspetti più aeroportuali e tecnici”.
“Sempre dal lavoro di Pari – ha continuato Masini – si ricava, se ve ne fosse stato bisogno, il carattere essenziale e strategico del ruolo del mondo del turismo e di Riviera di Rimini Promotions a supporto del Federico Fellini”.




Cupla, anziani uniti per chiedere e dare

IL PUNTO

– Un peso politico e sociale forte di circa quattordicimila pensionati: insieme per chiedere e dare. Provengono da sette associazioni di categoria: Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confartigianato e Cna. Mediamente percepiscono una pensione di 7-800 euro al mese. La loro nuova sigla sindacale è Cupla (acronimo di Comitato unitario pensionati lavoro autonomo). E’ rinata lo scorso anno settembre dopo un barlume di vita a cavallo tra gli anni ’90/2000 (dal ’97 al 2003).
Afferma Ermes Venturini: “Siamo una forza importante che può sfondare parecchie porte. Abbiamo l’ambizione di rappresentare i pensionati attivi e quelli più deboli. Vogliamo tutelare i nostri redditi. Credo che sia giusto che verso di noi si abbia un occhio di riguardo sulla Tarsu, sull’Ici, sui servizi, sulla politica abitativa, sull’addizionale Irpef. Dall’altra parte vogliamo portare idee per tutta la collettività. Insomma, il nostro scopo è di diventare un soggetto contrattuale con le amministrazioni locali e allo stesso tempo essere utili”.
Leo Polverelli, presidente di Cna pensionati: “Con un numero così alto qualcuno ci darà retta; nessun amministratore non potrà non ascoltarci. Vorremmo allargare la nostra base coinvolgendo anche i pensionati dipendenti. Sarebbe molto civile se come pensionati si attivassero convenzioni per il nostro tempo libero: cinema, teatri, orti. Viste le vacche magre, però starà anche alla nostra intelligenza la capacità di farsi ascoltare”.
Giovanni Giungi, Cna: “I problemi dei pensionati delle categorie sono seri. Ad esempio, ci sono agricoltori che hanno case coloniche grandissime sulle quali grava una Tarsu molto alta, ma si produce pochissimo rifiuto. Una saggia politica dovrebbe intervenire”.
I sette uomini del direttivo: Severino Culiani (Confesercenti), Ermes Culiani (Cia), Leo Polverelli (Cna), Igino Semprini (Confcommercio), Loris Pelliccioni (Confartigianato), Cristian Turci (Coldiretti), Alberto Diana (Confagricoltura).




Democrazia diretta e candidati a sindaco

LA POLITICA – RIFLESSIONI

di Hossein Fayaz

Che cosa mancano negli articoli 71 e 75 della Costituzione e negli Statuti comunali per avere più democrazia nel nostro Paese? Manca il diritto dei cittadini di proporre referendum propositivi o delle leggi di iniziativa popolare generale di competenza costituzionale, o del normale codice legislativo. I cittadini non hanno il diritto di decidere in materia tributaria e di bilancio, di amnistia e di indulto e della ratifica di un trattato internazionale. Non è ragionevole negare i diritti che hanno gli eletti ai loro elettori.
L’articolo 75 ha anche un altro limite, che in pratica rende difficile il percorso della partecipazione dei cittadini alla democrazia diretta. La necessità della partecipazione della maggioranza degli aventi il diritto di voto al referendum affinché sia valido, è un grosso ostacolo alla democrazia diretta in un Paese dove normalmente negli appuntamenti elettorali, poco più della metà partecipa alle elezioni.
Un modello potrebbe essere la Svizzera. I cittadini svizzeri possono effettuare iniziative e referendum su qualsiasi argomento su cui può legiferare il Parlamento. Gli unici obblighi sono che rispettino i diritti universali dell’uomo, ad esempio non possono proporre referendum a favore di schiavitù o tortura.
Promuovere un referendum è relativamente facile. Il numero delle firme necessarie non è eccessivo. Il tempo a disposizione degli organizzatori per la raccolta è ragionevole. Il quorum necessario al referendum non costituisce un ostacolo. In alcuni comuni e cantoni è eguale a zero. In altri è del cinque, dieci o venti percento degli aventi il diritto di voto o talvolta dei partecipanti alle ultime elezioni.
Inoltre, i cittadini svizzeri dispongono anche di altri strumenti potenti, contro la corruzione ed il dispotismo dei loro governanti. La durata del mandato dei consigli territoriali e del Parlamento è breve. La rieleggibilità per più di due mandati non è possibile.
Nei paesi democratici come fanno a liberarsi dagli amministratori e governanti incapaci, bugiardi, despoti e molto spesso interessati a fare i propri affari?
Negli Statuti comunali degli enti territoriali svizzeri, ma anche in quella degli altri Paesi come molti stati degli Stati Uniti, esiste la possibilità di revoca dell’eletto per giusta causa, come, ad esempio, per incapacità ed inadempienza di svolgere il ruolo di amministratore e realizzare il programma elettorale.
La revoca è lo strumento democratico che permette agli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto. Herbert Croly uno dei padri della democrazia diretta in America, nel lontano 1914 diceva: “Un governo democratico deve essere collegato con l’opinione pubblica. La revoca rende ciò possibile, senza nessun necessario sacrificio di efficienza”.
La revoca del mandato di un eletto, viene chiesto tramite una petizione popolare, sottoscritta dal dodici al venticinque per cento dei votanti delle ultime elezioni.
In Italia negli statuti di alcuni Comuni della Provincia autonoma di Bolzano e la Regione autonoma di Vale D’Aosta, recentemente hanno inserito i referendum propositivi ed il quorum zero o del cinque percento, oltre a quelli abrogativi già esistenti.
Il prossimo maggio, a Rimini, Cattolica e Pennabilli, i cittadini sono chiamati a votare per le elezioni comunali. È arrivato il tempo che i candidati, si esprimano sui principi della democrazia diretta e la reale possibilità di partecipazione dei cittadini alle decisioni.
È’ importante che i cittadini abbiano il controllo sul bilancio comunale e possano revocare per la giusta causa il mandato dell’amministratore incapace ed interessato, prima della sua scadenza di legislatura.




Museo degli Sguardi, alla scoperta dell’arte tribale

CULTURA

di Paola Piazza

– In Europa esistono pochissimi musei dedicati all’arte ed alle civiltà primitive. Uno di questi si trova a Rimini: è il Museo degli Sguardi. Inaugurato nel 1972 nel Palazzo dell’Arengo e del Podestà in Piazza Cavour, inizialmente si chiamava “Museo delle Arti Primitive – Raccolta Dinz Rialto” (dal nome del noto viaggiatore e suo fondatore). Dopo vari spostamenti, dal 2005 è ospitato presso la settecentesca Villa Alvarado a Covignano.
Le oltre settemila opere raccolte, provenienti dall’Oceania, dall’Africa, dall’America precolombiana e in numero minore anche dall’Asia, sono state organizzate dall’illustre antropologo Marc Augé. Egli inoltre ha realizzato il progetto espositivo del Museo con un Comitato di esperti, ed ha avuto la direzione scientifica.
Le opere sono frutto di acquisizioni in denaro del grande viaggiatore e collezionista di arte tribale Dinz Rialto (1920-1979), di un deposito dei Frati Francescani del Santuario di Santa Maria delle Grazie, e di donazioni di Ugo Canepa (Biella) e Bruno Fusconi (Cesena). Molto materiale proviene anche da scavi archeologici.
Per ragioni di spazio non tutto è esposto; comunque, la scelta dei vari pezzi e l’allestimento particolarmente curato, offrono al visitatore una chiara idea di ciò che sono state e che rappresentano ancora oggi le grandi civiltà antiche di continenti così distanti dall’Europa, allargando l’orizzonte culturale ancora molto legato alla nostra tradizione classica.
Si tratta di un Museo che si contraddistingue per l’originalità e per il valore dei manufatti. Va sottolineato che tutti gli oggetti sono arte e non semplici oggetti. Infatti, lo scopo iniziale di Dinz Rialto era di rivalutare queste opere che, da un punto di vista artistico, sono state alla base del Primitivismo Modernista.
Qui si ha l’occasione di compiere un affascinante viaggio nel tempo e nello spazio, in terre lontane alla scoperta di culture “altre”, così ancora sconosciute alla gente.
La missione, la novità del Museo degli Sguardi è far vedere come gli Occidentali hanno guardato, nel tempo, gli altri popoli così diversi.
E’ un’occasione per conoscere, apprezzare e rispettare gli usi ed i costumi di Paesi extraeuropei, perché– conoscendo il passato, possiamo capire appieno l’evolversi del nostro presente ed intravvedere il nostro futuro – come spiega il direttore dei Musei Comunali di Rimini, Biordi.
Dunque il percorso si snoda in nuclei tematici attraverso varie sale che sondano il tipo di sguardo col quale le opere delle antiche civiltà africane ed asiatiche sono state guardate: lo sguardo scandalizzato dei primi cristiani, lo sguardo curioso dei primi viaggiatori e degli scienziati, lo sguardo istruttivo degli archeologi e degli etnografi, lo sguardo ammirato dei pittori di fine ‘800 e primi del ‘900, veri rappresentanti dell’arte moderna, primo fra tutti Gauguin, con il suo Primitivismo Modernista, ispirato alle ceramiche precolombiane.
Ed è proprio con il consolidamento del Primitivismo Modernista, che le opere delle culture extraeuropee diventano fonte d’ispirazione delle avanguardie artistiche, in quanto sono “arte pura”, non necessariamente mediata dall’intelletto o dall’accademismo.
I Maestri dell’arte contemporanea – Picasso (nel 1907 dipinge Les Demoiselles d’Avignon, ispirandosi a maschere tribali africane), Matisse, i Fauves, Modigliani, i Surrealisti, Braque e gli Espressionisti – hanno saputo scorgere, nelle maschere tribali africane – per esempio – come in altri oggetti d’arte primitiva, una rappresentazione diversa della realtà, più legata ad un immaginario, alla realtà profonda e misteriosa dell’essenza umana. Dunque l’arte “indigena” come fonte d’ispirazione e di notevole originalità.
Il primo impatto, entrando nel Museo, è davvero inedito: “Guardare oltre le ombre” è il nome dell’installazione così composta: dietro ad alte lastre di vetro smerigliato sono esposti i primi oggetti d’arte primitiva…non si possono vedere nitidamente a causa del vetro volutamente non trasparente; questo a rappresentare il tipo di sguardo che per secoli gli Occidentali (i colonialisti) hanno avuto verso le altre popolazioni della Terra: un non-sguardo, come se quelle realtà lontane non potessero suscitare interesse.
Proseguendo la visita, si accede alla prima sala dal nome curioso: Repulsione e Fascino (lo Sguardo Meravigliato – la camera delle meraviglie). Cosa significa? Gli Europei, come si sa, in passato hanno colonizzato varie terre, scoprendo nel contempo mondi sconosciuti: le sensazioni provate sono state sia di stupore e meraviglia (gli esploratori), sia di repulsione soprattutto per la pratica dei riti sacrificali. Sono qui esposte opere provenienti dall’Africa, Oceania e Perù. Ci sono poi le sale (lo Sguardo Scientifico) con la produzione artistica dell’Oceania e di Taiwan, di carattere prevalentemente magico-religioso, in legno anche dipinto e con conchiglie.
Inizia il percorso etnografico. Le opere sono presentate in ordine geografico e per tematismi.
Grande spazio è dato qui all’Africa nera: oggetti di culto, maschere (solitamente in legno) che rappresentavano il rapporto tra l’uomo ed il soprannaturale e che accompagnavano ogni tappa della vita; ci son poi le armi bianche, scudi, pipe, borsette fatte con perline, figure e statuine, strumenti musicali come il tamburo (fondamentale nella cultura africana) ed altri strumenti a percussione. Tanti oggetti tutti interessantissimi.
Il visitatore giunge quindi al percorso archeologico con la sezione dedicata all’America precolombiana. I primi grandi esploratori scoprirono tre civiltà: Azteca (Messico), Inca (Perù) e Maya. Numerosi i manufatti, esposti in ordine cronologico, lavorati in pietra dura, terracotta, oro, argento, legno.
Molto belli gli ornamenti in piume colorate dell’Amazzonia, gli abiti ed i tessuti dell’America Precolombiana (per es. peruviani).
Questo “viaggio nel tempo” si chiude con le sale dedicate allo Sguardo del Collezionista e dell’Esteta.
Nel percorso sono state inserite cinque postazioni multimediali, consultabili dai visitatori che volessero approfondire degli argomenti; la navigazione multimediale è immediata e di facile accesso per chiunque.
Ci sono anche delle salette per la didattica e laboratori per i bambini. Numerose le iniziative per bambini e per ragazzi.
Nel complesso, l’allestimento è essenziale, innovativo, dinamico, volto a concentrare l’attenzione del visitatore sugli oggetti e non sulle didascalie.
Il Museo degli Sguardi fa nascere la voglia di conoscere qualcosa di nuovo e di rimanere stupiti.
– Il dialogo interculturale è un processo che comprende lo scambio aperto e rispettoso tra individui con differenti formazioni culturali e visioni del mondo. L’obiettivo è la profonda comprensione delle altre culture, l’approccio a ciò che è molto diverso e distante da noi, al fine di poter interagire pacificamente in una società ormai sempre più multiculturale e multietnica. Spiega il direttore Biordi: “In Europa, l’unico Museo a chiamarsi così (Museo degli Sguardi) si trova proprio qui da noi, a Rimini”.
“L’originalità di questa tipologia museale è valsa il premio ‘Museo Europeo dell’Anno’ nel 2008, prestigioso riconoscimento a livello europeo ed anche internazionale – prosegue Biordi –. E’ un Museo che sta creando la sua utenza, sebbene lentamente. Quando non era ancora ubicato a Covignano, il Museo ebbe un notevole successo, ma di nicchia”.
“Poi il flusso di visitatori diminuì sensibilmente – continua Biordi –. All’inizio era privato, poi tutto il materiale museale fu acquistato dal Comune di Rimini (1975) e diventò pubblico. Nel 1988, a seguito dei restauri al Palazzo dell’Arengo, il Museo fu trasferito a Castel Sismondo (fino al 2000) e prese il nome di ‘Museo delle Culture Extraeuropee’: fu un successo rinnovato, soprattutto per merito delle scolaresche, interessate alle culture dei popoli. In questo modo il Museo ha potuto recuperare un’utenza più vasta e non solo di nicchia.
Un gran numero di scolaresche continua a visitarlo ogni anno, dimostrando un interesse crescente. Quando fu necessario restaurare anche Castel Sismondo, il Museo cambiò nuovamente residenza ed approdò dove si trova attualmente”.
“I visitatori provengono prevalentemente da altre città e non da Rimini – chiude il direttore dei musei comunali Biordi –. Evidentemente perché Covignano è un po’ decentrata rispetto alla città. Un altro motivo può essere dato dal persistente forte attaccamento alla nostra tradizione classica, graco-latina, ed alla poca informazione sugli altri tipi di culture, civiltà e tradizioni.
Indubbiamente non è un approccio facile, tuttavia stiamo svolgendo un intenso lavoro di divulgazione, soprattutto con le scuole, e sicuramente raccoglieremo presto i risultati”.
La Riflessione
Per venire incontro alle esigenze dei futuri visitatori, il Museo degli Sguardi sarà trasferito a breve in centro a Rimini, nei pressi del Museo della Città. Domanda: basterà quest’operazione a “risvegliare” e ad incuriosire la gente?

IL PUNTO

Informazioni utili

MUSEO DELLA CITTA’ – Via L. Tonini, 1 – Rimini

MUSEO DEGLI SGUARDI
Via delle Grazie, 12 – Covignano (Rn)
Tel. 0541-751224
Orari di apertura: sabato, domenica e festivi: 10.00-13.00/ 16.00-19.00. Giorni feriali aperto su richiesta (tel. 0541-704421-26, ore ufficio dal lunedì al venerdì).
Accesso facilitato per portatori di handicap. Visite guidate su prenotazione. Prenotazioni per scolaresche.




Milosz, omaggio ad un grande poeta

TEATRO

di Giuliano Cardellini

– Czeslaw Milosz è un poeta di fama mondiale e ricorrendo nel 2011 il centenario della sua nascita il Parlamento Polacco ha dichiarato il 2011 Anno di Milosz.
Questo comporta che tutte le Istituzione Polacche nel mondo dovranno promuovere nel 2011 iniziative per far conoscere le opere di questo importante autore.
Il 10 gennaio 2011 si è aperto ufficialmente a Roma l’anno a lui dedicato con mostre, conferenze e pubblicazioni.
Per far conoscere ed onorare la grande poesia di questo poeta, ho presentato il 13 Gennaio al Foyer del Teatro Bonci a Cesena il Recital- Spettacolo “Czeslaw Milosz, vita in poesia” di mia ideazione e realizzazione, il quale ha comportato un anno di lavoro e ricerche, poiché non vi sono al momento libri di poesia in commercio ed in Italia ne è stato pubblicato (ultima ristampa 2003) solamente uno.
Ringrazio per la preziosa collaborazione il prof. Ceccherelli. Questo spettacolo è stato interpretato oltre che dal sottoscritto da Roberto Mercadini, con la speciale partecipazione di Antonio Maria Magro.
Organizzazione a cura della Associazione Polonia di Cesena ed Associazione Katartis di Riccione.
* * *
Ho conosciuto la poesia di Czeslaw Milosz grazie alla poesia di Wislawa Szymborska.
E’ scoprendo il fascino e la bellezza semplice e penetrante della poesia della Szymborska, che sono stato spinto naturalmente verso altri poeti polacchi ed il primo di loro è stato Milosz , di cui lessi “Poesie” edizione del 2003. Non è stato un incontro fulminate come quello con la Szymborska, ma un crescendo riflessivo che tutt’ora non si arresta. Del tutto naturale per me è stato, ed è, cercare di conoscere sempre più a fondo la sua poetica, ma anche la sua vita.
Czeslaw Milosz, poeta, romanziere, saggista e traduttore, nasce a Szetejnie (ora Lituania, ma al tempo territorio polacco) il 30/06/1911.
Il suo primo libro di poesie pubblicato è “Poema in tempo di stallo” (1933) ed il secondo è “Tre inverni” (1936). In via non esaustiva, come poeta ha pubblicato : Salvezza (1945)- Luce del giorno (1953) – Poesie sparse (1953) – Re Popiel e altri versi (1962)- Gucio incantato (1965)- Poesie sparse (1969) – Città senza nome (1969) – Dove sorge e dove tramonta il sole (1974) – Inno alla perla (1982) – Terra inafferrata (1984) – Cronache (1987)- Le regioni ulteriori (1991)- Sulla sponda del fiume (1994) – Esso (2000) – Il secondo spazio (2002) – Orfeo ed Euridice (2002) – Ultime poesie (2006 );
come romanziere ha pubblicato : La conquista del potere (1952) e La valle di Issa (1955);
come saggista ha pubblicato : Trattato morale (1945) – La mente prigioniera (1953)- Trattato di poesia (1957)- La mia Europa (1959) – La terra di Ulro (1977) – Il cagnolino lungo la strada (1997)- Trattato teologico (2001);
come traduttore ha tradotto : Walt Whitman, William Shakespeare, John Milton, TS Eliot e Charles Baudelaire.
Nel 1934 si laurea in Giurisprudenza. Nel 1935 lavora alla radio polacca e nel 1939 fu inviato al fronte come operatore radio. Nel 1940 a Vilnius è catturato dai sovietici e fugge avventurosamente fino in Polonia. Ha trascorso gli anni 1940-1944 nella Varsavia occupata dai nazisti. Nel 1944 si sposa con Janina Dluska da cui avrà due figli. Dal 1946 al 1950 diventa addetto culturale all’ambasciata polacca a Washington per il nuovo governo della Repubblica Popolare Polacca e nel 1950 fu trasferito a Parigi.
E’ critico nei confronti del socialismo reale ed in seguito alla rottura con il partito comunista polacco, chiede asilo politico in Francia il 01/02/1951 e da questo momento inizia la sua vita in esilio. Per circa dieci anni fa il libero poeta. Nel 1960 si trasferisce negli Stati Uniti, dove insegna cultura polacca all’università della California di Berkeley.
Nel 1980 gli viene conferito il Premio Nobel per la Letteratura con la motivazione :
“A chi con voce lungimirante, ha esposto la condizione dell’uomo in un mondo di duri conflitti”.
Nello stesso anno, operai di Solidarnosc trascrivono brani di una sua poesia ai piedi di un monumento dedicato ai lavoratori uccisi dalla polizia di partito durante gli scioperi di contestazione.
Nel giugno 1981 ritornò in Polonia per la prima volta dal suo esilio nel 1951.
Nel 1991 torna in Lituania per la prima volta dopo ben oltre cinquanta anni.
Nel 2001 si stabilisce definitivamente a Cracovia. A seguito della scomparsa di Carol nell’agosto 2002, le dedica la raccolta “Orfeo ed Euridice”(2002).
E’ scomparso il 14/08/2004 a Cracovia.
Nel suo Trattato di Poesia dice che “ la poesia è essenziale per ogni comunità umana che voglia sopravvivere come comunità”.
Così come in “Campo dei Fiori” viene mirabilmente descritta la crudele solitudine di chi muore, ritengo che Milosz in Italia, soprattutto nella sua poesia, è stato lasciato solo, scarsamente pubblicato e pressoché sconosciuto al pubblico, nonostante egli sia immenso come persona e come poeta. Non vorrei che restasse solo, né vorrei che fosse dimenticato, ma, al contrario, che tutti noi potessimo pienamente godere della sua infinita poesia.
Czeslaw Milosz è un poeta di fama mondiale, Premio Nobel per la Letteratura nel 1980, e ricorrendo nel 2011 il centenario della sua nascita, il Parlamento Polacco ha dichiarato il 2011 Anno di Milosz.




Volontari europei cercasi

– A.A.A. cercasi volontari in giro per l’Europa. L’Alleanza per l’Anno Europeo del Volontariato ha lanciato “Volunteer Marketplace” (consultabile su www.eyv2011.eu/online-marketplace) per attivare e favorire un maggiore scambio di volontari nel vecchio continente. Si tratta di un portale online di annunci che cerca di mettere assieme domanda e offerta di prestazioni gratuite a scopo sociale. Il vantaggio è duplice: da un lato le organizzazioni possono trovare partner europei per realizzare nuovi progetti di scambio, dall’altro, tutti coloro che desiderano sperimentarsi in attività di volontariato avranno a disposizione uno strumento facile e sempre aggiornato per fare esperienze e arricchire il proprio curriculum. Per partecipare basta iscriversi gratuitamente al portale attraverso un apposito formulario, i dati verranno inseriti nella banca dati del sito, dove si potranno ricercare attività tra quelle presentate.
Dai dati dell’Eurobarometro del maggio 2010, tre europei su 10 sono impegnati in attività di volontariato. Una percentuale molto vicina a quella del 2006 (pari al 34 per cento) anche se il trend è in diminuzione.
Di questi volontari, quasi un terzo è impegnato in club o associazioni sportive, mentre il 22 per cento opera in realtà culturali, educative o artistiche. L’attività in un’associazione caritativa e di aiuto sociale è invece pari al 17 per cento delle risposte, di queste ultime il 16 per cento è legato a organizzazioni religiose. Un altro 13 per cento di volontari opera poi all’interno di sindacati. Sono il 9 per cento le persone impegnate in attività ambientali, l’8 per cento quelle che promuovono iniziative per l’impiego del tempo libero degli anziani. Mentre il 7 per cento dei volontari è impegnato in gruppi a difesa di interessi particolari (in Italia, un esempio è la Protezione civile) e il 6 per cento in attività di solidarietà internazionale. Infine, il 5 per cento opera in un’associazione a sostegno di persone malate e disabili.
Una panoramica che delinea una molteplicità di intenti e una complessità che si diversifica paese per paese. Ecco allora che l’opportunità di agevolare lo scambio interculturale tra i volontari in Europa, offerta attraverso il nuovo portale, può diventare un’occasione unica di crescita e arricchimento.

Per informazioni: Volontarimini
tel. 0541 709888 – upandgo@volontarimini.it

Orari degli sportelli nella provincia del Centro di Servizio per il Volontariato

Sportello di Cattolica
C/o Centro per l’impiego
piazza della Repubblica, 1
Tel. 0541 961639
Orari: dalle 15 alle 18, il quarto mercoledì di ogni mese e l’ultimo mercoledì prima delle festività natalizie (escluso agosto)

Sede del Centro di Servizio di Rimini
C/o Casa delle Associazioni «G. Bracconi»
Via IV novembre, 21
Tel. 0541 709888 – fax 0541 709908
volontarimini@volontarimini.it
Orari: dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30, lunedì pomeriggio chiuso

Sportello di Novafeltria
C/o Sala del Dialogo
Piazza Primo Maggio, 14
Tel. e fax 0541 922878 (numero provvisorio)
Orari: dalle 16 alle 18,30 il primo e il terzo martedì del mese (escluso agosto)
Per informazioni e utilizzo della sede è possibile rivolgersi all’ufficio tecnico del Comune

Sportello di Bellaria – Igea Marina
C/o Comune di Bellaria – Igea Marina – Centro Zaffiria
Via Zeno Nicolò, 85
Tel. 0541 341642
Orari: dalle 10 alle 12 il secondo martedì di ogni mese (escluso agosto)




Sapore, le eccellenze in Rimini Fiera

– La cultura dei sapori è l’appuntamento da non perdere al Sapore 2011. Sarebbe la vecchia e cara, Mia (Mostra Internazionale dell´Alimentazione), in cartellone alla Fiera di Rimini dal 19 al 22 febbraio. Sia per gli addetti ai lavori, sia per gli appassionati di eno-gastronomia e molto altro ancora. Ce n’è per ogni gusto, un rilievo a parte meritano gli stand regionali, con le loro specialità: dall’Emilia Romagna passando per la Sicilia e l’Alto Adige.

Mia
E’ la sezione dedicata ai prodotti per il catering, alle specialità alimentari italiane ed estere, ai prodotti biologici e senza glutine che stanno attirando sempre più l´attenzione sia della ristorazione collettiva che di quella commerciale. Un´area specifica è dedicata alla pizza con concorsi, dimostrazioni e lezioni sulle farine alternative e sui prodotti per celiaci.
Oltre agli operatori del canale Ho.Re.Ca., l´evento coinvolge la grande distribuzione (attraverso il GDO Buyers´ Day, giunto alla quarta edizione, organizzato nella giornata di martedì con tavole rotonde e incontri con le aziende) e i buyer esteri provenienti da diverse aree geografiche.

Tutti i settori merceologici:
– catering;
– Bio Catering e Gluten Free;
– specialità regionali italiane ed estere;
– Frigus;
– logistics

Oro giallo, ovvero il Salone internazionale dell’olio extravergine di oliva

– Le colline di Rimini producono un olio extravergine di olive di valore assoluto. Sono sempre più i cultori ed a saperlo, ma sempre insufficiente rispetto alla bontà del prodotto: un vero e proprio “sale” della salute.
Rimini Fiera, sezione, Oro Giallo, Salone Internazionale dell´Olio Extravergine di Oliva, gli dedica quattro giornate. Lo fa oltre che per ragioni commerciali anche per:
– diffondere la cultura dell´olio extravergine di oliva;
– fare il punto su nuove tecnologie;
– approfondire importanti temi scientifici;
– guidare nell´assaggio e nell´analisi del prodotto gli addetti ai lavori del settore ristorazione e trade.
Da non dimenticare inoltre i business meeting tra le aziende presenti e i buyer esteri, organizzati da Rimini Fiera. Nel corso della rassegna vengono assegnati i riconoscimenti del prestigioso Concorso I Migliori Oli Extra Vergine di Oliva “Oro Giallo”.

In arrivo mille aziende

– La carta di identità dell’edizione 2010:
– 85.000 mq di esposizione;
– 1.000 aziende espositrici;
– 76.123 visitatori professionali certificati (25% dall’estero);
– 4.000 business meeting tra aziende espositrici e buyer internazionali provenienti da 38 paesi;
– 612 giornalisti accreditati.

Mare nostrum in tavola

– Si chiama Mediterranean Seafood Exhibition (Mse), ma si declina come mare nostrum. Un appuntamento business to business dell´area mediterranea. Incorpora tutta la filiera ittica: dal prodotto fresco al surgelato, dai piatti pronti alle specialità conservate, senza dimenticare tecnologie, attrezzature e processi di trasformazione.
Un contesto altamente professionale e con un elevato tasso di internazionalità, che coinvolge le principali associazioni di categoria europee e le istituzioni in un corollario di eventi dal taglio tecnico-scientifico e politico-istituzionale, volti alla valorizzazione di tutto il comparto della pesca.

Pianeta birre

– Selezione birra. E’ l´area dedicata alle birre speciali, ai prodotti di nicchia, alle birre artigianali italiane ed estere. Ancora una volta Rimini fa tendenza ed anticipa le mode che stanno contagiando tutti i mercati internazionali. Si potrà partecipare a tavole rotonde, degustazioni guidate, concorsi, entrare in contatto con il trade, con il mondo dei locali serali e con la ristorazione.
BEVERAGE & CO è l´area dedicata al mondo del beverage a tutto tondo, dove osservare novità, captare mode o format di locali, entrare in contatto con i gestori dei locali pubblici ed i propri clienti del canale Ho.Re.Ca. in particolar modo con i grossisti di bevande, che da sempre scelgono Rimini come punto di incontro privilegiato.




Azioni Aeffe, il crollo

Valgono circa 0,659 per azione, quasi più 30% da inizio anno. Vennero collocate sul mercato a 4,10 euro. Nell’altalena il titolo ha toccato anche lo 0,2. Davvero poca cosa. “Tutta colpa della speculazione”, fanno sapere dalla casa di moda. La capitalizzazione del titolo è di 70 milioni di euro.