Palazzate di Cecco

Misano contro Cattolica – Leggiamo: “Per i concerti rock al Parco Navi è guerra dei decibel con Misano”. I ché tutt i vò la bota pina e la moj imbriega…

Parte civile – Leggiamo: “Processo Bus Terminal: ‘Il Comune deve chiedere i danni’. Pdl, Lega e Arcobaleno invitano il commissario a costituirsi parte civile”. Ciò, s’uj fusa la pusibilità da tiré su du baiuchìn an farìa mèl…

Tassa di soggiorno – Leggiamo: “Maurizio Cecchini (Aia): ‘Quella di soggiorno è una tassa odiosa e anacronistica”. Su questa oscenità del governo Berlusconi (Pdl-Lega), cosa ne pensano i loro referenti politici locali che aspirano a governare Cattolica? Ogni tènt tocarà dì qualchicò sora Silvio…

Mano tesa – Leggiamo: “Cimino (Pdl), mano tesa al Pd”. Pare che quelli del Pd abbiano risposto con diffidenza: prima di tutto vogliono chiarire il significato di “mano tesa”. Os-cia!…

Porte aperte – Leggiamo: “Il Pdl apre all’Arcobaleno” – “Il Pdl apre a Sergio Gambini” – “Il Pdl apre al Pd” – “Il Pdl apre a Pietro Pazzaglini”. Va bén la diplomazia pulética, ma questa l’è ‘na bèla galimèna…

Pd (1): il moralista – Leggiamo: “Il Pd contro le ammucchiate’”. Il Pd in versione moralista…

Pd (2): il giardiniere – Leggiamo: “Il Pd toglie i cespugli all’Arcobaleno”. Il Pd in versione giardiniere…

Pd (3): l’usciere – Leggiamo: “Gambini: ‘Io sindaco solo con un accordo bipartisan’. Ma il Pd chiude le porte”. Il Pd in versione usciere…

Pd (4): il giocatore di carte – Leggiamo: “Elezioni: il Pd vuol dare le carte. Prioli tratta con tutti”. Il Pd in versione giocatore di carte…

Come i gamberi – Leggiamo: “Da Micucci a Pazzaglini a Tamanti, un crollo nel benessere. Fino al 2008 Cattolica era al terzo posto, ora è scivolata al decimo”. A sin andè in bambòza…

Per la gola… – Leggiamo: “PromoCattolica, il turista si prende per la gola”. Burdèll, forse saria mej spieghes mej…

Democratici – Leggiamo: “Sospesi i 4 dissidenti del Pd. Gobbi: ‘Sono fuori dalle riunioni del partito’”. Cume a dì: tulìv dal caz! E i j’ha dè la strèda da curr…

L’illuminato – Leggiamo: “Piero Cecchini: ‘Io sindaco? Sono disponibile”. E’ il titolare di un’azienda specializzata nei sistemi per la telegestione degli impianti di illuminazione pubblica. Sarà un sindaco illuminato? Basta che an sia sno un lumén…

Polemica in Comune – Leggiamo: “Lievitano gli stipendi dei dirigenti. E in Comune scoppia la polemica”. Si dice in città che la macchina comunale sia in panne e che il Comune è commissariato. Obiettivi raggiunti?!? I sé l’arèss… andèn dalongh…

Corruzione – Leggiamo: “Finanziere arrestato per corruzione. Ai domiciliari, con la stessa accusa, anche un imprenditore edile di Cattolica”. E nun che a pinsèmie che stli robie i li fèva sno da cli’èltre pèrtie. Va pu là…

Proteste – Leggiamo: “Il sottopasso del Macanno è impercorribile. Allagato da pioggia e infiltrazioni, e nessuno pulisce o controlla. Incuria e troppi vandali” – “Via Allende tra rifiuti e traffico: la protesta” – “Piazza Repubblica, un gioiello lasciato nelle mani dei vandali. Incuria, maleducazione ma anche indifferenza per questo luogo” – “Rifiuti e ‘ricordini’ dei cani in zona stazione. Cittadini infuriati per il degrado”. Burdèll, i ché us mov i piatt tla scafa…




Amarcord di Dorigo Vanzolini


Da sinistra: Giuseppina Del Bianco, Caterina Tomassini, Maria De Nicolò, Caterina Prioli, Maria Ercoles.
(Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)



Riviera Eco e il boom turistico

di Sergio Tomassoli

– Con la morte di Gianni Quondamatteo avvenuta nei primi anni Novanta, è scomparso uno dei maggiori interpreti di un’epoca fortemente feconda di iniziative letterarie, folklore, dialetto, usanze, gastronomia e mestieri. Testimonianze attinte dalla viva voce del popolo, da lì a poco destinate a scomparire per sempre.
Conscio di ciò Gianni tesse una rete di ricerche che copre quasi tutta la Romagna, coinvolgendo decine di persone. Sono semplici cittadini, contadini, giornalisti, studiosi, artisti, cuochi delle trattorie di campagna, rinomati ristoranti e marinai dei pescherecci.
Con i riminesi Marcello Caminiti, Luigi Pasquini e con Lucio Filippini di Cattolica, rinnovano l’usanza di partecipare all’annuale fiera di Santarcangelo di Romagna declamando da un palchetto e poi vendendole, le poesie di Giustiniano Villa, il ciabattino poeta dialettale di San Clemente.
Quondamatteo avverte il futuro sviluppo della Riviera Adriatica e l’importanza dell’unione dei vari centri turistici nella pubblicità, nelle attrazioni e manifestazioni, per creare il tal modo un unico grande palcoscenico per tutti gli ospiti della Riviera.
Allo scopo di amplificare la voce fonda, con Leo Cozzi di Riccione, il settimanale Riviera Eco che viene capillarmente diffuso dai Lidi Ferraresi fino a Fano.
La distribuzione avveniva gratuitamente ogni sabato annunciando il programma della settimana di ritrovi, spettacoli nei locali notturni, negli alberghi e sulle spiagge, contribuendo efficacemente al boom turistico di quegli anni.
Gianni Quondamatteo è stato il primo sindaco del dopoguerra di Riccione. In seguito, grazie alla sua grande esperienza e versatilità, ne viene anche nominato addetto stampa. Al suo attivo la vincita di un premio letterario e la pubblicazione di numerosi libri, tra i quali il famoso “Mangiari di Romagna”, “Cento anni di poesia dialettale”, “E’ Viaz”, “Tremila modi di dire dialettali”, “Romagna e Civiltà”.
Infine il grande “Dizionario romagnolo ragionato”, nel quale l’autore con rigorosa serietà e meticolosità della ricerca, narra la Romagna degli umili con l’intenzione di salvare il più possibile le voci dei dialetti e fornire materiale di studio e testimonianze culturali. Lo fa con stile, freschezza e con una tematica che rivela il fiuto e l’esperienza del giornalista di razza.




Sport cittadino, belle realtà

LO SPORT

Aldebaran, ancora buoni risultati

– Non sarà l’Aniene di Roma, ma la volontà di far bene c’è: l’Aldebaran Cattolica, società fondata da solo 8 anni che si allena presso il centro
natatorio della città, sta facendo ben parlare di sè per i buoni risultati dei suoi portacolori.
Nuovo tecnico, Andrea Bartolini, e nuova struttura societaria con l’arrivo del
nuovo Direttore Tecnico Fabio Bernardi, la squadra sta facendo gradualmente parlare di se per i buoni risultati a livello locale ed anche per i crono
siglati nelle recenti manifestazioni regionali.
Due atleti sono scesi sotto la barriera del minuto nei 100 stile libero (Emiliano Biondi 58″9 e Riccardo Montanari 59″) e se la cosa può far sorridere i neofiti di questo sport, per una piccola società di provincia affacciatasi da pochissimo alla ribalta natatoria regionale, tali riscontri cronometrici sono il segnale che il lavoro è di buona qualità.
Vanno segnalati inoltre Riccardo Semprini nei 100 e 200 delfino (1´05″60 – 2´28″
30) e Luca Carloni nei 100 rana (1´17″60). La compagine natatoria della Regina conta 70 tesserati tra gli agonisti e 25
master; questi ultimi sapientemente seguiti da Alessandro Fuzzi.
XIV Memorial “Vitaliano Pesaresi”
Domenica 30 gennaio sono scese in acqua nell’impianto della Polisportiva Garden di Rimini praticamente la globalità delle realtà natatorie del riminese affrontando un programma che prevedeva i 4 stili e tutte le categorie. Gran bella prova dei ragazzi dell’Aldebaran Cattolica che nella classifica generale si sono piazzati al terzo posto generale e primi tra le squadre della provincia di Rimini.
Nel medagliere spiccano le 4 medaglie d’oro conquistate da Giulia Betti (2001- Es.B) nei 50 RN con 49”62, Luca Cardini (1998-Es.A) nei 50 RN con 40”89, Riccardo Semprini (1995-Ragazi 2) nei 100 DF in 1’05”70 e con Riccardo Montanari (1996-Ragazzi 2) nei 100 SL con il Nuovo Record Sociale in 58”85 a cui fanno bella compagnia 6 argenti e 7 bronzi.
“Stiamo strutturando la nostra società su solide basi e con un programma che prevede l’ampio spazio alle giovani leve senza trascurare i nostri atleti di punta che sono il nostro fiore all’occhiello” dichiara Andrea Bartolini, neo-tecnico dell’associazione della Regina.
“La squadra giovanile degli esordienti ha messo in luce delle belle individualità e di ciò va dato merito ai tecnici Barbara Brandi e Matteo Bartolucci che stanno facendo davvero un gran bel lavoro”.

LO SPORT – ATLETICA 75

Ginnastica artistica da podio

– L’Atletica 75 ha iniziato la sua stagione agonistica partecipando ad Ancona con i ragazzi dell’atletica leggera.
Sabato 29 gennaio, a Rimini, nella palestra della Polisportiva Celle anche per la sezione della ginnastica artistica si è iniziato a fare sul serio ed hanno esordito Jessica Dini e Giulia Santoni nella gara di categoria (L4) di F.G.I., guadagnandosi rispettivamente il 1 e il 2 posto del podio.
Le congratulazioni vanno a queste ginnaste, ma un grosso in bocca al lupo anche a tutte le altre che a distanza di poche settimane scenderanno in campo per fare onore ai colori societari.
Il 2010 si era concluso con la partecipazione delle atlete alla prestigiosa manifestazione di Iesolo (VE) dove lo scorso 4 dicembre nel grande palazzetto del turismo, la rappresentativa di ginnastica artistica composta da Elisa Damiani, Jessica Dini, Giorgia Dini, Giulia Santoni, Martina Pensalfini ha centrato la terza piazza nel proprio girone di qualificazione del campionato nazionale serie C1.
Il risultato è di notevole spessore, visto il livello delle altre compagini e considerato che era la prima partecipazione di questa squadra a tale livello. Per la cronaca la classifica complessiva vede le nostre ginnaste al 30° posto. Grazie ai mitici insegnanti e alle bimbe che fanno onore a tutta l’Atletica 75.




Amarcord Gabicce di Dorigo Vanzolini


Da sinistra: Marino Macrelli, Mauro Bacchini, Ivo Magi “Papet”, Sergio Annibalini.
(Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)



Bardeggia, opere in cerca di spazi

LA CULTURA

di Edmo Vandi

– Lo scorso 5 gennaio è stato celebrato il 7° Anniversario della morte del noto pittore-scultore Guerrino Bardeggia, un artista che ha lasciato un segno profondo e molto significativo nel mondo dell’arte ben oltre i confini locali e nazionali. La commemorazione ha visto riuniti nella chiesa di San Benedetto di Cattolica (dove Guerrino ha lasciato una straordinaria testimonianza artistica del suo modo di intendere e interpretare la religiosità) oltre alla sua famiglia, il gruppo di artisti che lo hanno a lungo seguito e stimato nel cammino della sua vita intensamente creativa. Guerrino Bardeggia, gabiccese, ma si può dire cittadino del mondo, ha interpretato temi di grande prestigio della Cristianità intesa come espressione di profonda forza comunicativa nei confronti di credenti e non. I suoi temi su specifici episodi descritti nel Vangelo, gli squarci drammatici dell’Inferno di Dante, testimoniano di un “sentire” che appare al sopra, si può dire, delle umane facoltà. (Il Cristo crocifisso nella stessa chiesa di San Benedetto ne è una prova assolutamente straordinaria). Bene, noi che gli siamo stati vicini per tanti anni abbiamo però un rammarico: le opere più significative legate appunto alla religiosità (dipinti, sculture, bassorilievi) giacciono conservate nel suo ex-atelier negate al pubblico e ai tanti estimatori che ne trarrebbero sicuramente quelle emozioni che nelle numerose mostre hanno dimostrato di suscitare. Si cercano, pertanto, interventi da parte di enti pubblici, sodalizi, fondazioni, o più segnatamente organismi ecclesiastici, per una degna collocazione a disposizione di tutti coloro che, nel presente e nel futuro vogliano goderne. L’appello che da queste pagine rivolgiamo a chi vorrà intervenire, è caldo e pressante al fine di porre in evidenza il giusto valore delle opere pittoriche e scultoree che Guerrino ci ha doviziosamente lasciato. E’ in corso la creazione di una Fondazione alla quale rivolgersi, fin da ora, per avere precise informazioni al riguardo con i seguenti riferimenti telefonici: 0541.962843 e 338.4150763.




Quello strano Cristianesimo evangelico della Lega

LA RIFLESSIONE

di Sergio Paronetto*

– Guardiamo in profondità. Si sta sgretolando lo stato di diritto. Stiamo vivendo una fase di rottura costituzionale. Accanto al populismo aziendalista berlusconiano, sta fiorendo un populismo etnocentrico tradizionalista cattolico in prospettiva europea. Da tempo la Lega parla di “superamento della forma di Stato” dichiarando che “i futuri soggetti territoriali costitutivi sono le comunità di popolo”, espressione tipicamente nazista (volksgenosse, il vero cittadino, membro del popolo-comunità). Si sta consolidando una nuova xenofobia. Rinasce un “cristianesimo senza Cristo” basato sul binomio sangue-suolo.
Con il leghismo trionfa una logica tribale basata sulla gestione del mercato della paura e sull’ossessione della sicurezza armata. In regioni ricche di risorse democratiche ma incattivite dalla globalizzazione, la proposta populista sembra capitalizzare molte proteste esibendosi come religione civile settaria e guerriera (“comunalista”). A supportarla, sta il cemento di una rete finanziaria che vede la Lega mescolarsi all’Opus Dei e alla Compagnia delle Opere. Ciò che spinge alcuni parroci e cattolici padani a “tollerare” una religione simile non sono solo interessi di bottega ma alcune “idee forti”: la difesa di un’identità cattolica già formata, l’esibizione ideologica del diritto naturale, l’esaltazione della “nostra gente” contraria ai vizi della modernità, la funzione di coesione sociale della Chiesa che può sentire omogenee le “comunità organiche”.
Ossessiva è la polemica contro il Concilio Vaticano II, ritenuto origine di ogni male. Presentandosi come il partito dei “valori non negoziabili”, la Lega sta diventando il soggetto emergente di un nuovo patto costantiniano. Devoti e ringhiosi, i soldati celtici frequentano i salotti vaticani. Tra tutte le spese elettorali, osserva Giancarlo Zizola, i cosiddetti valori non negoziabili sono quelli che costano meno e rendono di più. A volte, sembra che costino così poco da essere buttati nella spazzatura. Un patto simile sarebbe il trionfo del relativismo-nichilismo. Se la religione diventa preda di forze politiche che la sfruttano a proprio favore, il rischio per la novità del Vangelo è immenso. Bossi gioca col linguaggio armato, Borghezio rilancia lo spirito di Lepanto, Calderoli attacca Tettamanzi, Zaia e Cota sembrano ‘gentiluomini di sua santità’, Tremonti evoca un “nuovo risorgimento” tutto “Dio, Patria e Famiglia”.
Il leghismo vuole conquistare l’anima popolare. In realtà è la fede cristiana a rischiare di perdere l’anima. Sta sorgendo un nuovo anticristianesimo. Credenti e uomini di Chiesa devono valutare bene discorsi-provvedimenti contrari all’umanità e alla fede. Alcune dichiarazioni ecclesiastiche (tra l’ingenuo e il complice) non sono all’altezza dei gravi problemi sollevati dal leghismo, pronto a mobilitarsi contro il cardinale di Milano o ad offendere il Pontificio Consiglio dei Migranti. La rottura costituzionale in atto, sposandosi al rifiuto della Dottrina Sociale della Chiesa, ci porterebbe non solo al totalitarismo ma all’idolatria o all’eresia più radicale. La Settimana Sociale dei Cattolici parlerà anche di questo?

*Vicepresidente nazionale di Pax Christi (Fonte Adista n.62 2010)




Gli italiani non si vogliono bene

Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che so’ finiti li mijioni
pe turà un deficì de la Madonna

Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quadrini
pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi

Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so’ sempre ppiù basse

Una luce s’è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte.




Problemi personali: l’egoismo di se stessi

– Qualche anno fa ebbe un grande successo una canzone che iniziava così: “La prima cosa bella che ho avuto dalla vita…”.
In questi giorni, mentre pensavo al tema della seconda puntata della “Teologia del Ragioniere”, mi è venuta alla mente questa canzone; ho pensato alle parole iniziali e, mentalmente, mi è venuto di completarle aggiungendovi il sostantivo: la libertà.
Ne è venuta fuori una frase che dice: “La prima cosa bella che ho avuto dalla vita… è la libertà”
Ho riflettuto un po’ e devo dire che, più ci penso, più la frase risulta vera e bella. Dio, infatti, ci ha creati e continua a farci nascere liberi.
Ma, dirà qualcuno: il decalogo (i 10 comandamenti) che ci hanno fatto studiare a catechismo fin da piccoli, non inizia proprio dicendo: “Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me” ?
E allora? Caro ragioniere, qui non ci siamo.
E invece è proprio qui che ci siamo. E proprio in queste due frasi, lette con la mentalità del ragioniere (del ragiunat come dicono a Milano, cioè di quello che pensa e ragiona con la sua testa), che è contenuto il principio e il fondamento della nostra libertà.
Libertà da Dio, in quanto è Lui stesso che ci lascia liberi.
Liberi di seguire Lui e i suoi comandamenti o di non seguirlo, liberi di amarlo come Lui vorrebbe ed essere felici come conseguenza di questo nostro amore verso di Lui, ma anche liberi di non amarlo, di combatterlo, di volerne la Sua cancellazione.
Lui ci lascia fare.
Ci lascia liberi veramente, concretamente e questa libertà è, a mio avviso, la prima cosa bella, dopo il dono della vita, che Dio ci concede. Ma non è solo un atto di fiducia di Nostro Signore verso di noi, è qualcosa di più, di molto di più, perché, se ben capito, ci può aiutare a vivere da uomini ( e donne) autenticamente liberi.
Libertà da Dio che diventa anche libertà dagli uomini, accompagnata, però, da una conseguente responsabilità.
Oggi si parla molto di libertà, forse anche troppo.
Spesso, però, si dà a questa parola un significato sbagliato, molto vicino a quello di anarchia: visto che sono libero, faccio quello che mi pare. Relativismo e autoreferenzialità a tutto spiano. Trasformazione del concetto di libertà in: diritto illimitato dell’individuo di fare qualunque cosa, svincolato da qualsiasi responsabilità, senza tenere conto di alcuna norma morale che possa limitare, o anche semplicemente indirizzare, la ricerca del piacere personale e del proprio comodo immediato.
Così però si rischia di non essere né liberi, né veri, ma semplicemente di diventare schiavi: del gusto del potere, del sesso, del denaro, della droga, dell’egoismo (personale o collettivo), della prima ideologia o moda, mago o fattucchiera, che sembri offrire una parvenza di felicità.
Questi comportamenti, invece, non portano né gioia né felicità, come ci dimostra la cronaca quotidiana. Se stiamo attenti, infatti, ci accorgiamo che quasi tutti quelli che hanno problemi personali, li hanno per l’egoismo di pensare solo a se stessi.
Al contrario, accettare e fare proprio il comandamento citato in precedenza: “Non avrai altro Dio fuori di me” significa che nessuno: persona, autorità, sentimento, passione, cosa, circostanza, ecc. può rendermi suddito o schiavo.
Io sono libero! Mi ha creato libero il mio Signore e io non riconosco altri “signori” sopra di me.
Non riconosco altri che possano schiavizzare o anche solo manomettere, condizionare o intaccare la mia dignità, non sono vittima delle passioni o delle mode, sono padrone e gestore di me stesso e della mia volontà.
Riconoscere e accettare il principio che siamo “ tutti figli di Dio”, e di conseguenza “tutti fratelli”, è un atto di umiltà, doveroso verso Dio, ma che, nel contempo, conferisce una piena e assoluta dignità a ciascun uomo, o donna, ed è anche garanzia del pieno e reciproco rispetto tra tutte le persone.
Ho quindi la possibilità di avere una vita piena, responsabile, aperta alla gioia, cosciente di essere amato da Qualcuno e consapevole, che, a mia volta, devo amare quel Qualcuno e il mio prossimo.
“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”
(Gv. 15,9,17).
Il modo migliore allora per impiegare questa libertà è quello di pensare anche agli altri, servire i fratelli per amore di Dio; questo è un modo molto efficace perché scompaiano le nostre difficoltà.
La maggior parte delle contrarietà, infatti, ha la propria origine nel fatto che ci dimentichiamo degli altri e ci occupiamo troppo del nostro io.
Darsi un po’ di più al servizio dei fratelli, pensare un po’ anche al bene comune, dimenticando ogni tanto se stessi, è di tale efficacia che Dio lo premia con un’umiltà piena di gioia.
Di una gioia autentica, terrena e immediata, qui… oggi.
Mi pare che anche su questo tema: la libertà, i conti tornino.
(continua)




Sorelle Giovannini, benefattrici di Cattolica

BCCG – CULTURA

– I cattolichini associano le sorelle Giovannini all’elegante villino incorniciato da un bellissimo glicine in via Mazzini. Con affetto, lo hanno lasciato in eredità alla città. La Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha onorato le loro figure e la storia di Cattolica in un bel libro dal titolo “Sorelle Giovannini, una storia sotto il glicine”. Autrici Giuliana Tomassoli Cermaria e Alda Ugolini Filippini, viene presentato al Teatro della Regina il 12 febbraio con inizio alle 16. Il volume viene regalato.
Attraverso “il lessico familiare” delle Giovanni si racconta una bella fetta della storia di Cattolica del secolo breve, come lo definì lo storico anglo-tedesco Eric Hobsbawm
Scrive Fausto Caldari, presidente della Bcc di Gradara: “Questo volume inedito, valorizza due nuove protagoniste dell’attività culturale della nostra città, personaggi che hanno saputo rappresentare magnificamente la storia di una piccola comunità, trasformandola in qualcosa di molto più grande ed attraente
Insieme alla rievocazione degli episodi più rappresentativi della vita delle sorelle Giovannini e dei loro congiunti, emergono dall’ombra nomi, luoghi e sentimenti che trovano teatro in un paese, Cattolica, che si anima soprattutto nell’estate di un sempre maggior numero di forestieri sulla scia dell’ormai consolidata moda della villeggiatura al mare. Al contempo però progetti e azioni, aspettative e delusioni, gioie e sofferenze dei personaggi che si mettono in luce passando da un capitolo all’altro, riflettono i cambiamenti della società, l’evoluzione del costume, i piccoli grandi problemi del vivere comune, l’accorciamento delle distanze grazie ai nuovi mezzi di comunicazione (auto, aerei), la tragedia della guerra ed i passaggi più significativi e drammatici della storia d’Italia”.
“Per dirla con le parole delle autrici – continua il presidente – leggere questo libro, ‘è come assistere ad un film che racconta cento anni di storia’.
Ma non si tratta più solo di storia locale, di vicende personali di una famiglia. E’ la storia dell’Italia da poco unita, fino alla tragedia delle due grandi guerre e dei suoi martiri. Eventi bellici che logorano le risorse locali e soffocano l’economia della nazione.
E’ una storia che contribuisce a comprendere la vicenda di un’intera comunità, trasformando il ricordo, in memoria collettiva”.
Ma chi erano le sorelle per Cattolica? Caldari: “Le conoscevo appena, avevano attirato la mia attenzione con quegli atteggiamenti curiosi, un po’ fuori dal tempo e dalla normalità, pur tuttavia dolci, educati, dignitosi, pieni di tenerezza.
Avevo sentito parlare dell’importanza, e della generosità di questa famiglia, della loro conoscenza di personaggi illustri in un periodo storico ben definito; di un rilevante lascito, al Comune di Cattolica, di un consistente impegno sociale”.
Prefazione di Maria Lucia De Nicolò, professoressa di Storia contemporanea a Bologna, scrive l’intellettuale cattolichino: “…trama, difficile da sintetizzare per la ricchezza delle situazioni e dei personaggi descritti: un vissuto, quello principalmente di Irma e Renata, che è si è prestato con facilità ad accogliere voci e soprattutto immagini private e pubbliche, applicate con sfumature artistiche ed uniche che consegnano a questo libro il valore aggiunto di presentarsi come uno straordinario album sulla storia della moda e del costume del tormentato Novecento. Grazie soprattutto alle innumerevoli scritture autografe presenti in questo singolare archivio privato, in primis le lettere, ricevute e spedite, rimaste finanche in copia nelle minute, pure diligentemente conservate, si anima un affresco in cui il privato s’intreccia con i caratteri dell’epoca, ma il materiale conservatosi nella ‘casa del glicine’, fornisce anche altre inaspettate chiavi di lettura, specie in riferimento agli album fotografici e agli abiti debitamente restaurati oggi da abili mani.

BCCG – SALUTE E TERRITORIO

Ospedale Ceccarini Riccione,
la Bcc di Gradara dona ecotomografo

– E’ solo l’ultimo di una lunga serie di attenzioni verso la salute. La Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha donato un ecotomografo alla Medicina di urgenza e Pronto soccorso dell’ospedale Ceccarini di Riccione. Reparto che ha come primario la dottoressa Marina Gambetti, la cerimonia ufficiale della consegna si tiene il 12 febbraio, alle ore 11. Afferma Romeo Giannei, direttore del presidio Riccione-Cattolica dell’Ausl: “La Banca di Gradara dimostra un grande senso di civiltà e di attaccamento al territorio dove opera. Lo fa in modo concreto e tenendo conto degli interessi generali della sua comunità“.
“Voglio ricordare – continua il dottor Giannei – che negli ultimi tre anni abbiamo ricevuto in dono la Tac, il mammografo e l’eco-cardiografo per l’ospedale di Cattolica; l’ecografo e ora l’ecotomografo per il nosocomio di Riccione. Il valore è di molte centinaia di miglia di euro. Non ci sono parole per raccontare quanto siamo grati”.
Il presidente della Bcc di Gradara Fausto Caldari si schermisce con una battuta: “Il rapporto con la direzione Ausl di Rimini è ormai diventato qualcosa di speciale; quando il dottor Marcello Tonini ed i suoi collaboratori chiamano, prima ci preoccupiamo un po’, poi rispondiamo e per quanto ci è possibile cerchiamo di accontentarli”.

BCCG – SOCI

Gite culturali, grande calendario

– Bel calendario il cartellone-gite riservato ai soci della Banca di Credito Cooperativo di Gradara per il 2011. Due le filosofie: andare lontano per conoscere usi, costumi e bellezze degli altri popoli e vicino per “Conoscere meglio il proprio territorio”.
Nel secondo filone si inseriscono uscite di un giorno. In genere, si va per mostre, o per monumenti e musei mirati. Il 20 marzo, si sale a San Marino per la bella esposizione su Monet, Cezanne e Renoir.
La personale del pittore Melozzo da Forlì invece è la tappa del 16 aprile a Forlì nel prestigioso complesso museale di San Domenico.
Tre le mete a scandire le stagioni. In primavera il clou è il viaggio ad Amsterdam (dal 2 al 5 aprile). Prenotazione entro il 15 febbraio.
Poi c’è l’appuntamento con l’autunno e le bellezze della Città Eterna. A Roma (dal 30 settembre al 2 ottobre). Prenotazione entro il 20 maggio.
La stagione si chiude con la mèta invernale. Scelte Londra e il fascino gotico di Oxford. Appuntamento dal 3 al 7 dicembre; naturalmente si viaggia in aereo. Prenotazioni entro il 20 maggio. Dietro le gite d’istruzione c’è l’appassionato lavoro di Andrea De Crescentini. Il responsabile comunicazione e relazioni esterne sa coniugare la parte culturale con quella del costume. Insomma, un intreccio di profondità e leggerezza.