Ricciotti, gioverà ricordarsene

LA STORIA

– “Alla memoria di mio padre che mi insegnò ad amare, nonostante tutto, questa città”.
Italo Calvino, ideatore della collana Centopagine di Einaudi, soleva dire che in un testo breve si possono dire le stesse cose che si dicono in un libro di mille pagine. Questo pensiero (si parva licet…) mi guida – imperativamente – nella scrittura dei miei lavori, che amo chiamare ‘librini’, come ‘Riminesi nella bufera’ (del 2005), Luigi Tonini (del 2009) e, ora, questo. l’Editore Panozzo, per fortuna dei lettori, concorda”.
Romano Ricciotti, magistrato a riposo, si è applicato alla coltivazione delle memorie riminesi.
Il signore che scrive con questo tocco lieve, elegante e sferzante non può essere che perbene. E fuori dai canoni, molto fuori dai canoni dell’autolesionistica cultura italica. Romano Ricciotti non è un magistrato in pensione, ma a riposo, come ama scrivere. Ha sempre esercitato la nobile professione fuori Rimini, per non dover giudicare amici, conoscenti, semplici concittadini. Non perché avrebbe potuto perdere l’equilibrio ma per non essere additato come quel “pataca ad Riciotti…”. Nel dubbio ha sempre optato per la non colpevolezza. Come si vede, uomo di spirito Ricciotti e dalla cultura vasta e precisa.
Ha appena pubblicato “Soldati e soldataglia” (Editore Panozzo e grazie al contributo di Civis Augustus, 86 pagine). Le pagine sono già uscite sotto forma di articoli nella rivista “Ariminum” diretta da Manlio Masini tra il 2008 ed il 2000. Tredici capitoletti che rappresentano curiose finestre dalle quali osservare la piccola storia di Rimini dal 1943 al 1949. Annate non proprio felici, né per l’Italia, né per Rimini. Ma questa è la nostra storia e tanto vale approfondirla e trarne giovamento per il presente.
I divertenti e umani episodi prima durante e dopo il passaggio del fronte sono introdotti da un contesto generale “In Italia, dal settembre 1943 alla primavera del 1945”. Quattro pagine che danno il senso di quello sciagurato periodo in cui la casa regnante dei Savoia e Badoglio non fanno proprio una gran figura, non di statisti, ma di uomini. Una combriccola di quaquaraqua direbbe poi lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia.
E in guerra, come nella vita, come nel lavoro, come a scuola, ci sono momenti alti contrapposti a quelli da dimenticare. C’è il soldato tedesco che con le armi si fa consegnare la bicicletta dal malcapitato e c’è anche il comandante tedesco che fa uscire i civili dal borgo di Montecodruzzo sopra Cesena. Nella notte un bombardamento alleato lo rade al suolo, uccidendo molti suoi soldati. Il parroco lo ringrazia, nel dopoguerra, con una targa non priva di coraggio.
E che cosa dire dei soldati tedeschi che ricevettero l’ordine di far saltare in aria l’arco di Augusto e il ponte di Tiberio? “Il sindaco di Rimini Nicola Pagliarani ricevette la vedova per onorare la memoria del marito”.
E forse il boom turistico dei tedeschi a Rimini dagli anni ’50 ai ’70 è dovuto anche al grande campo per prigionieri tra Bellaria a Riccione. In tutto 140.000 soldati. Venne chiuso nel 1947.
Ricciotti, magistrato a riposo, nelle veloci pagine scritte per gli altri, onora la riminesità.




Andar per castelli

– La fotografia sa scrivere racconti non meno intriganti delle parole. Nell’immaginario i castelli lo sono di più. Bello il tour per “Castelli di Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise” cucinato nella strenna 2010 della Banca Carim. Istantanee di Andrea Valentini, reca un’introduzione di Dino Palloni che è una ancor più veloce wikipedia delle fortificazioni: cos’è un castello, quando si sono costruiti, chi li costruiva, implicazioni economiche della costruzione di un castello, le funzioni amministrative, le principali funzioni militari, l’organizzazione difensiva di un castello, gestione delle scorte nei castelli. Infine, particolari costruttivi e dettagli architettonici dei castelli.
Le sei regioni, in 154 pagine, rappresentano i territori dove operano le filiali della Cassa di Risparmio di Rimini. Naturalmente la parte del leone la fa la provincia di Rimini con cinque tappe: Castelsismondo a Rimini, Verucchio, San Leo, Sant’Agata Feltria e Montefiore Conca. Scatti già visti, ma sempre piacevoli da ripercorrere. Ogni fortezza è corredata da un’agile scheda che ne tratteggia la storia.
Quest’anno il saluto ai clienti, ai lettori, al territorio, non è portato dal presidente del consiglio di amministrazione, ma dai due commissari straordinari di Bankitalia, giunti a Rimini a seguito dell’ispezione della stessa Bankitalia. Scrivono in chiusura degli auguri Piernicola Carollo e Riccardo Sora: “Il nostro auspicio, rivolto al futuro, è di superare l’attuale fase critica, affinché Banca Carim possa continuare a essere promotrice dello sviluppo economico e sociale dei territori in cui opera, dando valore e sostegno alle famiglie e alle realtà produttive, da sempre risorse fondamentali dell’economia del nostro Paese”.




Museo della Città, un tuffo nel passato glorioso di Ariminum

IL PUNTO

di Paola Piazza

– Dentro le mura di Rimini c’è una storia antica ed affascinante: è il Museo della Città, perno culturale importantissimo per conoscere l’identità. Il Museo, nato nel 1981 con l’inaugurazione del Lapidario romano, è ospitato nel settecentesco collegio dei Gesuiti, ex sede dell’Ospedale Civile dal 1800 al 1977. Il Museo racchiude le testimonianze del patrimonio locale raccolte da scavi, chiese ed edifici cittadini. Migliaia di opere esposte in circa 80 sale di questo “luogo della memoria”. Un patrimonio che raccoglie a fianco delle collezioni comunali formatesi a partire dal XVI secolo, donazioni, acquisti e numerosi “depositi”.
I principali “depositi” si debbono al Capitolo del Duomo, alla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, alla Confraternita di San Girolamo, ai Frati Minori del Convento di Santa Maria delle Grazie di Covignano, e per la sezione archeologica, alla Sopraintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna.

Sezione Archeologica
Nel suo complesso copre l’arco temporale dal paleolitico al tardo antico. I reperti provengono dagli scavi iniziati soprattutto nel dopoguerra. Una prima parte di questa sezione – dedicata alla Rimini imperiale del II e III secolo dopo Cristo e comprendente anche la Domus di Palazzo Diotallevi, celebre per il “mosaico delle barche”, – è stata aperta nel 2003, poi ampliata nel 2007 con la Domus del Chirurgo in Piazza Ferrari, nota per il più ricco strumentario chirurgico giunto a noi dall’antichità.
Lo scorso 25 giugno sono stati inaugurati nuovi spazi per consentire al visitatore di ripercorrere, attraverso 40 sale, la storia di Rimini e dei suoi abitanti, dall’età della pietra (a partire da un milione di anni fa) alle soglie del Medioevo.
Il progetto del museo archeologico si completerà con l’apertura di altre sale dedicate all’alto Medioevo, fino all’anno Mille.

Medioevo
Uno splendido scalone settecentesco conduce alla sezione Medievale e Moderna, inaugurata nel 1990 e poi via via ampliata e rinnovata. Nella Pinacoteca si possono ammirare opere dal XIV al XIX secolo: dipinti, sculture e ceramiche, tavole rinascimentali, arazzi ed oreficerie, stemmi gentilizi. Nell’ampia sala delle conferenze, al primo piano, campeggia l’imponente affresco con il “Giudizio Universale” della Scuola Riminese del Trecento, proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino. E poi ancora altri capolavori di questa Scuola pittorica come il raffinato “Crocifisso” di Giovanni da Rimini e il prezioso “Polittico” di Giuliano da Rimini; vasellame e boccali decorati con stemmi malatestiani, una ricca raccolta di medaglie, importanti opere d’arte dell’età d’oro della Signoria dei Malatesta commissionate ad artisti di grande fama quali: Giovanni Bellini (La Pietà), Domenico Ghirlandaio (La Pala di San Vincenzo Ferreri), Agostino di Duccio, Pisanello ed altri.

Seicento
Al secondo piano si accede alla Rimini del Seicento. Ed ecco i capolavori di pittori quali Guido Cagnacci, il Centino, il Guercino e Simone Cantarini; e poi ancora opere del Settecento, dell’Ottocento e del Novecento riminese. Al piano terra vi è uno spazio riservato alla produzione grafica di Renato Zavagli, detto René Gruau, artista nato a Rimini nel 1909 e attivo per oltre settant’anni nel campo dell’illustrazione di moda. Tale ingente patrimonio, testimone della storia artistica del territorio riminese, si snoda quindi fra il primo ed il secondo piano del Museo della Città regalando al visitatore l’emozione di scoprire preziosi tesori d’arte ed antiche testimonianze di un passato glorioso.

Lapidario
Il cortile interno ospita il Lapidario romano con un’ampia raccolta di iscrizioni dal I sec. a. C. al IV d. C., monumenti sepolcrali provenienti dalle necropoli distribuite lungo le vie d’accesso alla città, iscrizioni che testimoniano interventi pubblici, documenti sull’organizzazione sociale e familiare, sulla religione. Inoltre, il Museo vanta una notevole attività di didattica, di collaborazione agli scavi archeologici, di attività espositive, di ospitalità per iniziative culturali (come conferenze, concerti, convegni) e di restauro.
Al suo interno sono state attrezzate, con strumenti audiovisivi, alcune salette per la didattica e per le attività di laboratorio dove i giovani visitatori ed i bambini possono cimentarsi con la ceramica, il mosaico, la lavorazione dell’argilla ed altro.

Luogo vivo e non depositi di anticaglie

– “Nel 2009 i visitatori del Museo sono stati 85.700, un exploit cui ci siamo avvicinati anche nel 2010 con oltre 80.00 unità”, spiega la dottoressa Angela Fontemaggi della Sezione Didattica dei Musei Comunali di Rimini.
“Il turismo scolastico – aggiunga la Fontemaggi – occupa un’importante parte di questa cifra, oltre 23.000 presenze di giovani visitatori nel 2010, con un incremento del 29% rispetto al 2009. Le scolaresche provengono non solo dal territorio, ma anche da città quali Roma, Firenze, Venezia, solo per citarne alcune. Si evince che il turismo scolastico è in continua crescita, e che Rimini è entrata a far parte a pieno titolo degli itinerari preferiti da un numero crescente di scuole, dalle materne alle superiori, compresi gli istituti tecnici”.
Il carnet di proposte per i giovani è davvero ricchissimo: un esempio? “Benvenuti a Rimini”, che si è rivelata vincente per questo genere di turismo. Le scolaresche possono scegliere tra vari tipi di percorsi guidati: la Rimini Romana (Museo, sezione archeologica, Domus del Chirurgo), la Rimini Medievale e Malatestiana (Museo e principali monumenti), la Rimini balneare (Museo e luoghi legati alla vita ed all’opera di Federico Fellini).
“Abbiamo già ricevuto prenotazioni e registriamo il tutto esaurito fino alla metà del prossimo anno, confermando il successo e l’apprezzamento delle nostre proposte per i giovani”, conclude la Fontemaggi.
Un’altra iniziativa è la Rimini City Pass, la Card turistico-culturale che offre sconti e servizi per accedere agli itinerari guidati nel percorso museale e nella città (fino al 27 marzo), avvalendosi di guide altamente preparate e specializzate: c’è poi il Festival del Mondo Antico ( in giugno, con una sezione dedicata anche ai bambini), ci sono seminari e convegni a tema sulla figura di Francesca da Rimini, con l’intervento di eminenti studiosi di Dante provenienti dall’America e dal mondo, ospitati nelle sale convegno all’interno del Museo stesso (nel 2011 questa iniziativa si terrà a marzo).
“L’elenco delle manifestazioni e delle proposte potrebbe continuare ancora a lungo, segno evidente che l’intenso lavoro svolto negli anni sta dando buoni risultati – dice il direttore dei Musei Comunali, Biordi -. La strategia è quella di avvicinare il Museo, quindi la cultura, al maggior numero possibile di fruitori, alla gente”.
“Ecco, per esempio – prosegue Biordi – la proposta in sinergia con altre realtà del territorio, come l’Italia in Miniatura, che crea un percorso dal Museo a questo famoso Parco Tematico. Il Museo, dunque, deve essere un luogo vivo, e non un ‘deposito di anticaglie’. Deve essere un ‘generatore di cultura’ per avvicinare la gente, e per avvicinare la gente deve saper dialogare con tutti, proponendo iniziative diversificate ed in grado di soddisfare le esigenze di tutte le persone e di creare quindi nuove utenze. L’intento è di abbracciare un pubblico sempre più ampio, perciò è importante seminare anche con le scuole, perché i ragazzi ed i giovani sono il nostro futuro”.
Va detto – aggiunge la dottoressa Fontemaggi – che, il crescente consenso da parte dei numerosi visitatori del Museo della Città, stimola ad arricchire l’offerta, proponendo nuovi percorsi e sperimentazioni, invitando i visitatori, giovani ed adulti, a percorrere vari itinerari: nel Museo, nella Domus del Chirurgo, al Museo degli Sguardi, nella città e nel territorio. E sicuramente i riminesi accoglieranno sempre più numerosi questa preziosa offerta”.

LA RIFLESSIONE

Biordi: “Ho due sogni“

– Il dottor Biordi, direttore dei Musei Comunali, ha due sogni nel cassetto: innanzi tutto auspica che la sezione archeologica possa essere potenziata a breve, e poi spera nel monitoraggio delle condizioni conservative delle opere esposte, per poter intervenire tempestivamente con eventuali restauri. Due desideri che implicano dei costi; ci si domanda: gli organi istituzionali preposti alla Cultura, potranno far diventare questi due sogni, realtà?

IL PUNTO

Informazioni utili

MUSEO DELLA CITTA’ – Via L. Tonini, 1 – Rimini
DOMUS DEL CHIRURGO – Piazza Ferrari – Rimini.
Orari di apertura
Dal 16 settembre al 15 giugno, da martedì a sabato: 9-13; 17-19. Domenica e festivi: 10-12.30; 15-19.
Dal 23 ottobre 2010 al 27 marzo 2011 sabato, domenica e festivi orario continuato. Lunedì non festivi chiuso. Tel. 0541-21482
Prenotazioni per le scolaresche, tel. 0541-704421
E’ attivo un servizio di visite guidate su prenotazione, possibili anche per non udenti e non vedenti.




Lasersoft, dalla passione alla leadership italiana

L’AZIENDA

– La Lasersoft è leader italiana nel software per l’industria alberghiera. Offre sistemi gestionali dall’alberghetto, al Grand Hotel, passando per negozi, spiagge, ristoranti, centri benessere. Ha vinto anche la gara per il Palacongressi di Rimini. Ha alle spalle una storia di 22 anni.
Tutto però nasce quasi per caso e su iniziativa di Antonio Piolanti. Frequenta la seconda al Valturio e sono i primi anni delle calcolatrici elettroniche, dei mega computer rudimentali. Il Centro Zavatta organizza un corso di avvicinamento all’informatica. Ricorda Piolanti: “Saremo stati una decina; non si parlava di video-giochi, ma imparavamo la programmazione. E’ lì che nasce la nostra passione. Quando ho realizzato i primi sistemi era come dipingere un quadro. Per me è stata una fortuna: mi sono innamorato di qualcosa che è poi diventato il mio lavoro”. Il riminese quando chiese alla madre, componente di una stirpe di insegnanti, un computer come regalo si vide rispondere di sì con un commento da tipica mamma italiana: “…speriamo che stavolta ti serva a qualcosa…”. Ed è davvero servito quell’esoso investimento.
A quel primo corso si iscrive anche Marco Pesaresi, suo compagno al Valturio. Finite le superiori, c’è il militare. E l’iscrizione al corso di Informatica all’Università di Milano; Pesaresi sceglie Economia e commercio. Antonio Piolanti ogni tanto sforna qualche programmino. Uno dei primissimi lavori importanti è per la gestione del magazzino “alla Posada” a Viserbella. Siamo nell’85. Nell’88, nasce Lasersoft, la sintesi di due concetti: il laser come innovazione e precisione. E soft come intelligenza. Coinvolge in quei primi passi Pesaresi con questo invito: “Ho parecchi lavori, mi dai una mano. Glielo chiesi il venerdì per il lunedì. Disse di sì senza sapere neppure che cosa aprivamo”. La prima sede è grande 20 metri quadrati; è una specie di garage in via dell’Albero a Rimini. C’erano poche risorse; i due giovani facevano un programma e con il ricavato investivano sulla bottega. Le cose funzionano; dopo due anni i 20 metri diventano i 100 in via Tenca, sempre a Rimini. Nel ’94, ci fu il grande salto: spaziosi uffici al Gros. Nei primi anni si aggiunge il terzo socio, Andrea Giamboni, ragioniere in “Italia in miniatura”.
Insieme ai tre soci, lavorano in Lasersoft 25 persone conosciute nome per nome (quattro i programmatori). L’innovazione continua è la chiave principale del successo. Una delle svolte fondamentali è nel ’97 quando si passa dal cosiddetto Dos a Windows. Piolanti: “Siamo stati costretti a riscrivere i nostri programmi. Insomma, hai sempre parlato una lingua; il giorno dopo è un’altra da utilizzare. E lì o si imparava, o morivi”.
In questo momento in Lasersoft stanno lavorando alla loro seconda rivoluzione tecnologica: un software traducibile in tutto il mondo. Dovrebbe essere presentato alla loro convention annuale in programma il prossimo giugno all’hotel Mediterraneo di Riccione.
Forte di 250 punti vendita, migliaia di clienti, Lasersoft ha incrementato i ricavi tra il 15 ed il 20 per cento l’anno. Dicono in contro i tre soci, Piolanti (area commerciale), Pesaresi (direzione tecnica) e Giamboni: “La nostra forza sono i prodotti complessi, estremamente completi ed allo stesso tempo facili da usare per il cliente finale. La nostra forza vera però sono le persone. Più si sta bene nell’ambiente di lavoro e più si rende”.
Per i 20 anni dell’azienda, i tre amici si sono regalati un libro che ne ripercorre le tappe. Un libro toscanaccio: piacevole, curioso e ricco di battute garbate. Davvero ben fatto.




Libri, 131 finestre su Riccione

– “Biblioteca riccionese. Tutto (o quasi) sulla Perla verde”. E’ il titolo del libro che raccoglie se non tutti, la stragrande maggioranza dei libri pubblicati su Riccione. Curato dal presidente di Famija Arciunesa, Giuseppe Lo Magro, è un altro di quei volumi che si dovrebbero trovare in ogni casa. Lo Magro ha censito 131 titoli e li ha suddivisi per temi: storia (ben 45 testi), fotografia (9), teatro e cinema (7), spiaggia e porto (10), musica e divertimento (5), ville e verde (4), sport (7), personaggi (6), guide e concorsi (6), parrocchie (6), racconti e romanzi (20), dialetto (6). Come si vede, e non poteva mancare, la storia la fa da leone con ben 45 lavori. Il libro ha una costruzione agevole non meno che piacevole. In ogni pagina viene riprodotta la copertina corredata dalle informazioni fondamentali, autore, editore, pagine e formato). La presentazione di Lo Magro è piacevole e divertente in tinta col personaggio, caratterizzato dal baffetto sempre sorridente. Inizia scoppiettante: “A l’ho… a l’ho… a l’ho… osta quèst um’amènca…”. Forse il libro più prestigioso che ha Riccione come protagonista è uno dei romanzi più belli del prestigioso scrittore ferrarese, Giorgio Bassani. L’autore de “Il giardino dei Finzi Contini” racconta la sua adolescenza ne “Gli occhiali d’oro” (Oscar Mondadori). Questo libro dovrebbe essere pubblicato in robusta copertina e regalato come insieme al presente di rappresentanza.




La magia dei rotoli e rotolini

– “Un libro che offre ai genitori un’occasione in più per stare insieme ai figli, imparando ad usare gli attrezzi, per costruire con rotoli e rotolini di cartone personaggi e animali.
Un libro che si propone agli insegnanti come occasione per proporre la cultura del riuso e del riciclaggio, realizzando attività manuali.
Un libro che spiega come giocare in compagnia degli amici, per conoscere l’armonia e comprendere l’importanza del piacere che avanza”.
Si intitola “Rotoli e rotolini”. Lo ha scritto Rocco Francesco D’Innocenzio. Si tratta di un agevole e brillante manuale per “attività creative tra recupero, riuso, manualità e gioco”, che è anche una manuale di vita. Insomma, il riccionese di origine pugliesi dentro ci ha messo tutta la sua anima. Una bell’anima. Anzi, bellissima.
Si legge: “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo”; “La mano gioca: lancia, stringe, prende, ruota, manipola, preme, colpisce, taglia… Sono i gesti e le azioni quotidiane di coloro che giocano, nuotano, costruiscono giocattoli, si avventurano nel bosco: bambini, ragazzi e adulti”.
E’ un testo in stile anglosassone: ti guida per mano in modo piacevole. Con i rotoli e rotolini si può costruire quasi tutto: serpenti, tirannosauri, binocoli, castelli, automobili… E ogni scheda di costruzione è accompagnata da una filastrocca. Tutto cibo squisito per la mente non solo dei bambini.




Salvadori, toccata di umanità in Ucraina

Le radiazioni continuano a far ammalare le madri e i loro bambini di leucemia e disfunzioni alla tiroide. Giovanni Salvadori ha scelto questa come meta per il suo ultimo viaggio: Gomel, in Bielorussia, a qualche centinaio di chilometri dalla città del reattore. Anche Gomel non è stata risparmiata dalla nube che fatto tremare un continente.
Ha portato circa 6.000 euro alle Missionarie di carità e un paio di valigie “di cose nuove e utili”, messi insieme grazie alla generosità di misanesi e riccionesi. Le suorine di madre Teresa di Calcutta si occupano di dare da mangiare e il necessario per vivere a famiglie disagiate e bambini che soffrono di queste gravi malattie. Grazie anche a questo atto di generosità hanno potuto preparare una bella giornata di festa per i bambini più piccoli, con dolci e regali. Anche da loro, come da Giovanni, il ringraziamento alle comunità della nostra provincia che si sono impegnate per un Natale un po’ più giusto.




Marineria in un libro della Bcc

LA MARINERIA

– “Ma che cosa ci fa qui tutta ‘sta gente?”. L’affettuosa e scanzonata battuta è di un signore parte di quella grande sala gremita del Palazzo del Turismo. La sua famiglia appartiene ad una stirpe di pescatori. E la sua casa sul porto reca sul muro, con tanto di faretto come se fosse un’opera d’arte, la vela con i colori di famiglia ed è una delle poche a non essere stata trasformata in albergo, o attività turistica. Era lo scorso 11 dicembre. In tanti seduti sulle scale e sul pianerottolo; e tanti che, causa la piacevole ressa, hanno visto e salutato. L’occasione è stata la presentazione del libro strenna della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Titolo “Gente e mestieri del litorale di Riccione”, è il frutto del lavoro di Carlo Volpe. Al gratificante colpo d’occhio della sala piena, un palco non meno importante: il sindaco Massimo Pironi, l’assessore alla Cultura, Iole Pelliccioni. La bellezza del libro e l’argomento hanno portato a Riccione da tutta la provincia tanti appassionati di cose del mare.
Se il sindaco di Riccione Massimo Pironi ha fatto girare le sue riflessioni sulla coesione sociale di una comunità, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha rimarcato l’identità: il cosiddetto genius loci. L’istituto di credito da anni ne stimola il valore con una collana storica curata da Maria Lucia De Nicolò, professoressa di Storia moderna all’Università di Bologna.
“E’ la nostra prima iniziativa culturale qui a Riccione – ha detto il presidente Fausto Caldari -. Ma la Bcc di Gradara non è nuova a manifestazioni di questo tipo. Nel tempo, ha saputo abbinare alla sua caratteristica attività bancaria, iniziative culturali di grande interesse, tese alla valorizzazione dei nostri luoghi, alla riscoperta di storie locali ed antiche memorie, a presentare e promuovere artisti e scrittori residenti od operanti sul territorio.
In questi ultimi anni, abbiamo promosso diverse iniziative editoriali ispirate alla riscoperta della cultura del mare e della storia delle comunità costiere. Queste ricerche hanno permesso di scoprire valori culturali inaspettati che hanno riscosso un forte consenso pubblico.
Molti di questi volumi, alcuni da tempo esauriti, vengono ancora richiesti alla nostra banca, da biblioteche, ed istituti di cultura, da studiosi, da semplici cittadini”.




Spigolature degli Scrondi

Atollo – Leggiamo: “La Perla Verde del futuro. Atollo, il sogno sta diventando realtà”. Mio nonno invece mi dice che sarebbe meglio chiudere le buche nelle strade. Che insiste: bisogna stare coi piedi per terra senza rompersi una gamba…

Trasporto pubblico – Leggiamo: “Trasporto pubblico, la maxi stangata sale in carrozza”. E dopo tutti a dire: ‘Perché i cittadini non usano il mezzo pubblico?’…

Povertà e sprechi – Leggiamo: “Il dramma: 90 famiglie non riescono a pagare le bollette di gas e luce”. Il mio pensiero va a tutto quello spreco delle luminarie natalizie…

Strisce blu – Leggiamo: “Rincari strisce blu del 20%, operatori sul piede di guerra. ‘Così spingeranno i clienti verso i centri commerciali’”. Quando i commercianti hanno ragione…

Congressi: Riccione vs Rimini – Leggiamo la botta: “Palas, Rimini Fiera taglia 1,6 milioni di euro. Cagnoni: ‘Il patto con Convention Bureau è saltato, non acquisiremo il 10% del capitale sociale. Collaborare con Riccione è una cosa poco probabile” – Leggiamo la risposta: “Gestione del congressuale a Riccione Congressi. Pironi a Cagnoni: ‘Non abbiamo fatto scelte campanilistiche’”. Evviva la programmazione provinciale. Siamo tornati indietro ai tempi delle Signorie…

I Dieci Comandamenti – Leggiamo: “Pironi, il futuro in dieci punti. Il sindaco detta l’agenda del 2011”. Pironi come Mosè?…

La neve – Leggiamo: “Riccione Paese, la neve fa saltare i mercatini di Natale”. Scusate, ma nel periodo natalizio non ci dovrebbe essere sempre la neve?…

Cara mondezza – Leggiamo: “Stangata sui rifiuti del 6%, bagnini in rivolta. Ma anche Confesercenti insorge”. La raccolta differenziata, dicono, che cresce, il servizio, spesso, lascia a desiderare… Allora chi scioglie l’enigma dei rincari annuali della Tarsu?…

Antincendio – Leggiamo: “Antincendio, pochi alberghi in regola. Nemmeno 80 strutture su 400 in possesso del Cpa, il certificato di prevenzione”. Penso al film L’inferno di cristallo…




Quel bellissimo leone di San Marco in collina

E’ semplicemente il segno di due testimonianze. Una gradevole opera d’arte di alcuni secoli fa, ma non si sa con esattezza a quando risale. La seconda testimonianza è quella del signore che ha portato la preziosa pietra a Riccione. Si tratta di Luciano Bigi. Origine morcianese, Bigi scelse la collina di Riccione come casa al mare; ne aveva una anche ai Parioli, l’elegante quartiere di Roma. L’ammiraglio Bigi (Morciano 1898 – Riccione 1988) è stato Comandante Nato del Mediterraneo Centrale e consigliere militare del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, che ai nipoti che lo andarono a trovare a Roma regalò una mazzetta di biglietti del tram. Altra Italia.