Vallugola, Curti non si ferma

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IL FATTO

– Clima teso in Consiglio comunale e anche nella Conferenza di servizi. Sul porto di Vallugola il sindaco non si ferma e la sua maggioranza si spacca. Curti chiamato da Rinnova Gabicce a esprimersi con chiarezza sul contestato progetto di ampliamento del porto.
E’ finito nove a sette il Consiglio comunale di Gabicce Mare del 26 marzo. Ed è finita con un rinvio alla società proponente del progetto la Conferenza di servizi convocata per il 31 marzo.
26 marzo: aula gremita di gente, all’ordine del giorno il mandato da conferire al rappresentante dell’amministrazione che andrà in Conferenza di servizi per discutere del progetto di ampliamento del porticciolo turistico di Vallugola presentato dalla società Sviluppo Marittimo.
E’ finito, dunque, con un sindaco, Corrado Curti, che deve incassare una pesante spaccatura all’interno della sua stessa maggioranza, perché Pdci e Rifondazione hanno fatto quadrato con le minoranze consiliari, “Rinnova Gabicce” e “Stragabicce”. Tutti a chiedere, con un emendamento “trasversale” di modifica della proposta di delibera, una definitiva bocciatura della proposta di intervento sul porto di Vallugola.
Il progetto di Sviluppo Marittimo è <>, ha denunciato Milena Scola, capo gruppo di Rinnova Gabicce, che ha voluto rammentare ai consiglieri le implicazioni di quel progetto: più di un chilometro di lunghezza a ridosso della collina del S. Bartolo, 140 metri di profondità dalla linea di costa verso il mare, 3,5 metri di altezza sul livello del mare della massicciata a protezione del bacino, 239 posti barca e 218 posti auto collocati a ridosso di una falesia fragilissima, 3.200 mq di nuove edificazioni che si inseriscono in un contesto ambientale e paesaggistico unico tutelato dal Parco. E che ha voluto richiamare i singoli consiglieri a un voto di coscienza, libero da condizionamenti di partito, per il bene esclusivo del territorio e della comunità gabiccesi. In particolare ha richiamato alla coerenza Cristian Lisotti, capogruppo di maggioranza nonché segretario del Pd locale, che un parere contrario al progetto lo aveva già espresso all’unanimità con il Consiglio dell’Ente parco in cui siede in rappresentanza del Comune di Gabicce Mare con la carica di vice-presidente. Ma Lisotti ha sconfessato quel voto e ha fatto blocco con la maggioranza.
Un clima, insomma, molto teso dopo che tutte le opposizioni hanno stigmatizzato il tentativo del sindaco di strumentalizzare il ricorso a un ancora non ben precisato percorso di progettazione partecipata evitando di prendere una posizione trasparente rispetto alla richiesta di intervento su Vallugola della società Sviluppo Marittimo. Ha preso la parola anche il consigliere Massimo Muccini a nome del Pdl gabiccese per ribadire la netta contrarietà al progetto e la disponibilità a sedersi a un tavolo partecipato solo dopo la bocciatura del medesimo progetto in Conferenza di servizi.
<> ha domandato Bruna Tacchi della lista Stragabicce al sindaco, ricordandogli le tanto affollate assemblee del comitato Vallugola Terra Nostra, che si è mobilitato per bloccare la realizzazione dell’intervento di Sviluppo Marittimo, o le critiche mosse pubblicamente dalle categorie economiche della città. Mentre dai banchi di Rinnova Gabicce si faceva notare che, nonostante questo progetto girasse nei cassetti del Comune già da tre anni, già durante il precedente mandato elettorale del sindaco, ancora questa maggioranza non era giunta a una determinazione da portare in Conferenza di servizi. <>.
Il punto centrale contestato alla proposta di delibera in discussione riguarda il ruolo della Conferenza di servizi e il contenuto del mandato che viene affidato all’architetto Michele Bonini, dirigente dell’Ufficio urbanistica dell’amministrazione gabiccese. Ma l’intenzione del sindaco sembra essere ancora quella di non decidere. Come si legge nella delibera, <>, come dire che l’Amministrazione comunale non ha maturato a tutt’oggi una posizione sul progetto di ampliamento del porto di Vallugola e andrà in Conferenza di servizi per dire che è stato aperto un “laboratorio” di progettazione partecipata per capire cosa pensa la città e farsene poi portavoce.
Ma in Conferenza di servizi la tesi del sindaco non è passata e gli enti chiamati per le loro specifiche competenze ad esprimersi sulla richiesta di ampliamento del porticciolo hanno detto con chiarezza la loro, rivendicando il ruolo tecnico e non politico della Conferenza stessa. Dopo le audizioni dei firmatari delle osservazioni, ben otto, da quella molto circostanziata del comitato Vallugola Terra Nostra a quella dei bagnini preoccupati dalle conseguenze sulla stabilità delle spiagge, da quella di Rinnova Gabicce concentrata sullo sviluppo dell’economia turistica nel senso della sostenibilità a quella autorevole di Italia Nostra, si è acceso il confronto tra i 18 enti raccolti intorno al tavolo della Conferenza di servizi. E Regione e Ente Parco, Autorità di bacino e Soprintendenza hanno immediatamente inquadrato il progetto di ampliamento del porticciolo di Vallugola in una cornice di piani urbanistici, Piano regionale dei porti piuttosto che Piano di assetto idrogeologico, che pone dei paletti normativi che sembrano insormontabili. Nonostante ciò il sindaco gabiccese ha forzato per un rinvio del progetto di ampliamento al mittente, la società Sviluppo Marittimo, per offrirgli la possibilità di adeguare la loro proposta ai rilievi tecnici mossi con competenza dagli enti.
Insomma il primo cittadino gabiccese non vuole rinunciare a quella che da subito ha definito un’opportunità per la città, considerando la richiesta di espansione dell’attuale porticciolo quale occasione irrinunciabile di riqualificazione dell’area anche se ormai la sua è una difesa solitaria del progetto.
Anche nella sua replica in Consiglio comunale il sindaco ha interpretato l’interesse di Sviluppo Marittimo per Vallugola come un’occasione da non farsi sfuggire, tentando di attribuire ai detrattori della proposta di ampliamento del porticciolo un atteggiamento di chiusura riguardo qualsivoglia proposta di riqualificazione di Vallugola. Ma tra i banchi delle minoranze è stata immediata la reazione. Una reazione per ribadire che ogni intervento in un’area così delicata e di alto valore simbolico qual è quella baia debba essere orientata da seri propositi di sviluppo sostenibile sul piano sia ambientale e paesaggistico sia sociale e comunitario. Perché l’intervento privato sia una vera opportunità per la città e non solo un vantaggio per chi quell’intervento lo realizza.

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