Strada Statale 16, quel gran pasticciaccio

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IL FATTO

– “Spero di sbagliarmi ma la nuova Strada Statale 16 non si farà perché non c’è una lira (occorrono circa 600 milioni di euro per la sua realizzazione)”, perché i politici non vogliono litigare con una parte di cittadini. L’unica certezza è che grazie alla terza corsia dell’autostrada, sarà collegato solo il tratto della SS16 che va dall’altezza del casello dell’autostrada di Riccione al Villaggio Argentina. Così si dà sfogo alla zona industriale di Raibano, attuale e soprattutto futura (sono previsti altri 350.000 metri quadrati di capannoni). E che sulla Riccione-Tavoleto, coinvolgendo Misano Cella e Villaggio Argentina, si snoderà buona parte del traffico pesante della Valconca Nord. Insomma, lo sviluppo economico reca con sé anche l’altra faccia della medaglia: traffico pesante e smog. Questa fotografia realistica l’ha tracciata un politico misanese del Pd, che prima ancora di essere un big, è una bella persona; dunque: credibile.
Altra persona perbene e credibile è Adriano Torsani. Cultura socialista-lombardiana, fino all’anno scorso è stato assessore all’Ambiente. Con Torsani si mettono i paletti storici alla SS16, senza fronzoli e inutili giri di parole. E si tenta di rispondere ad una domanda che in apparenza non ha risposte: come mai in tutti i piani urbanistici di Misano, Cattolica, San Giovanni in Marignano e della Provincia di Rimini, fino al 2006 la nuova Strada Statale corre parallela all’autostrada e ad un certo punto tutto cambia? C’è chi pensa agli interessi economici, agli interessi politici, alla relatività dell’uomo, che ogni tanto fa cose così tanto per fare al di là del buon senso e dell’interesse generale.
La storia
Il percorso cronologico che segue è il frutto della chiacchierata con Torsani.
Dritta-storta
Nel vecchio Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale, la legge urbanistica alla quale si devono conformare quelle dei Comuni) fino al 2007 la SS16 va dritta. Nel Psc (Piano strutturale comunale) di Cattolica, adottato il 16 ottobre del 2006, va dritta, con l’approvazione della Provincia.
La prima svolta, quella storta, risale al 16 marzo del 2006. I tre sindaci di allora, Antonio Magnani (Misano), Pietro Pazzaglini (Cattolica) e Domenico Bianchi (San Giovanni) sottoscrivono in Provincia uno studio preliminare dove il percorso è indicato lungo l’asta del Conca, lato Misano. Torsani: “La giunta di cui facevo parte e il consiglio comunale erano all’oscuro della firma di Magnani. Il documento venne sottoscritto in modo ignobile ed ho i miei dubbi che il Pd non sapesse nulla. Dopo di che però il sindaco Magnani scrive alla Provincia una lettera nella quale afferma che se la soluzione lungo il fiume non fosse fattibile, andavano pensati le tre alternative dall’altra parte del Conca”.
Il 6 giugno del 2006, la Provincia firma un accordo con l’Anas nel quale viene delegata ad un progetto preliminare sulla SS16, nel tratto tra via del Carro e il confine provinciale. Torsani: “Una dellle prove che la Provincia è intervenuta pesantemente sul progetto della SS16”.
Nel gennaio del 2007, viene costituito un gruppo di lavoro tra i tre comuni e la Provincia che deve valutare la bontà della SS16 lungo il Conca. Gruppo di profondo buon senso: boccia l’idea per il devastante impatto ambientale.
Una data senza dubbio forte è il 3 marzo del 2007. I tre segretari dei partiti della coalizione misanese, Pd, Socialisti e Comunisti italiani, scrivono al presidente della Provincia Nando Fabbri e chiedono che la SS16 vada dritta, come prescrive il Ptcp.
Il 14 marzo del 2007, il gruppo di lavoro che aveva detto no alla strada nel Conca dice che bisogna pensare ad una delle tre soluzioni dall’altra parte del Conca; insomma, bisogna andare dritti.
Il 22 maggio del 2007, la Provincia scrive ai tre sindaci e dice che da incontri condivisi con il Comune di Misano (chi?) si può parlare di un nuovo tracciato: quello che deve passare tra le frazioni di Belvedere e Canadà: il dado è tratto.
Il 31 luglio del 2007, la Provincia adotta il Ptcp: la strada va storta. Torsani: “Sul Ptcp adottato, andavano fatte le osservazioni; quelle del nostro Comune riguardano tutto fuorché la SS16. Allora, dico di coinvolgere i partiti della coalizione”.
Il 25 ottobre del 2007, la giunta misanese guidata da Antonio Magnani dopo l’incontro con i partiti e consiglieri di maggioranza cambia idea e opta per la SS16 parallela all’autostrada. Ovvero, l’idea di 25 anni prima, quando forse la politica era meno campanilistica e un po’ meno chiacchierona.
Giannini
Su questa benedetta nuova Strada Statale 16, a Misano, ci si scontra, ci si accapiglia e ci si incontra. E c’è una grande prova di democrazia partecipata e civiltà. Lo scorso 14 maggio, in un incontro pubblico al Centro giovani (casa colonica di fianco alla villa Del Bianco) c’erano circa 200 cittadini, giunti da Portoverde, Casacce, Canadà, Santamonica, ma anche da Misano Cella. E una serie di politici capitanati dal sindaco Stefano Giannini, che se l’è cavata con disinvolta sicurezza, promettendo: “Se l’Anas non dovesse accogliere le nostre osservazioni, cioè se la SS16 non dovesse andare dritta, la contromossa la decideremo insieme. La possiamo fermare anche sul greto del Rio Alberello, a Riccione”.
Durante la lunga serata chi ha preso la parola, seppur su posizioni diverse, ha argomentato ed esposto con efficacia: sia i politici (Paolo Casadei, Marco Sensoli, Adriano Torsani, Fabrizio Piccioni, Mauro Montanari, Nadia Moroncelli), sia i cittadini (Silvio Montico, Bruno Fabbri, Giorgio Ceccaroli, Roberto Bronzetti). Quest’ultimo ha usato una metafora degna di uno scrittore: “Non è possibile abbattere una quercia per fare uno stuzzicadente”. Come non dargli ragione.
SS16
Per la cronaca, la nuova arteria che dovrebbe liberare la provincia di Rimini dal traffico in mezzo alle case, proveniente da nord è parallela all’autostrada fino a via del Carro, Santamonica. Da qui, invece di proseguire fino al casello autostradale di Cattolica, viene deviata tra gli abitati delle frazioni Belvedere e Canadà, per andarsi ad innestare alle Casacce, su una piramidale rotonda, forse tra le maggiori dell’Emilia Romagna, senza tenere conto che lì c’è una lottizzazione da concretizzare. Questo percorso storto ha fatto scendere in strada gli abitanti delle tre frazioni. E’ stato creato un gruppo su facebook. E questo gruppo, coordinato da Silvio Montico, il 10 maggio, si è incontrato nella sala conferenze della vecchia biblioteca.
Contraddizione
Nell’attuale Ptcp si legge che il braccio tra Belvedere e Canadà è “area di ricarica diretta della falda” nella quale sono ammissibili opere pubbliche “di nuova previsione limitatamente a quelle per le quali sia dimostrata l’impossibilità di alternative alla localizzazione”. Poiché i percorsi alternativi ci sono, lì non può passare che il nulla.

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