“Sono pronto, ma ci vogliono i soldi”

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IL FATTO

Il 15 novembre assiepata e infuocata serata con una caterva di interventi: Fabbri, Lazzari, Baldelli, Bronzetti, Bertuccini, Borrini, Bertuccioli, Montanari, Torsani, Gennari, Muccini

– Erano le 23.30 di una serata civile quanto infuocata, l’albergatore Egidio Serafini che dopo aver chiesto più volte voce sempre negata, sbatte la porta e saluta la sala assiepata da un centinaio di persone, Alfonso Giannini per la prima volta prende la parola e porta il suo punto di vista sul cosiddetto comparto C2-4. Non ha certo bisogno di presentazioni, Giannini, ma lo fa con un preambolo scherzoso: “A quel deficiente di mio cugino avevo detto di non candidarsi a sindaco”. Riprende secco: “Per chi non mi conoscesse sono Alfonso Giannini e sono il proprietario di quell’area. Da parte mia ho consentito tutto a tutti; mi mancano però di sentire i misanesi. Anch’io faccio l’albergatore; ne ho due, il ‘Gala’ e il ‘Giardino’. Credo in Misano e vi invito a qualsiasi incontro. Sono qua disponibile a vedere, ma ci vogliono i soldi”. Applausi.
E i soldi, significano 5 milioni di euro da mettere sul piatto.
Quello del 15 novembre, è il terzo di un ciclo di incontri organizzati dall’amministrazione con i cittadini su quattro temi in vista del Psc (Piano strutturale comunale, il vecchio Prg): il Brasile, l’andamento della stagione turistica, lo sviluppo urbanistico di Misano Mare (quanto piffero di mattone seminare sul territorio) e il Piano spiaggia.
Il sindaco Stefano Giannini e l’assessore Luigi Guagneli illustrano i vari comparti dal Brasile a Portoverde. Si parla dei circa 60 ettari di terra di proprietà Ceschina, l’industriale milanese che le ricevette dallo Stato a pagamento delle forniture militari durante la Prima guerra mondiale. Il 75 per cento di dette terre, in cambio di mattone, finiranno di proprietà pubblica.
Se il tema erano i comparti, tutta l’attenzione però si è concentrata sul C2-4. In tutto, 40.000 metri quadrati dopo la chiesa di Misano Mare, acquistati 4 anni fa da Alfonso Giannini.
Su questi 4 ettari (3 vanno al pubblico), Giannini può tirare su 6.300 metri quadrati di edifici (500 dei quali di commerciale). Il vecchio Prg (Piano regolatore comunale) prevedeva le palazzine lungo la sola via Dante. In cambio, di 1,25 milioni di euro, il Consiglio comunale, voto dello scorso 4 agosto, ha permesso di costruire quattro palazzine nel rettangolo tra le vie Dante, Pascoli. Con l’1,25 milioni di euro verranno costruiti 18.000 metri quadrati di parcheggio, sistemato il giardinetto di via Platani e costruite una piazzetta ed un campo di calcetto alla chiesa di don Marzio. Ben fatto.
Questo benedetto quadrilatero è il motivo della disputa tra la proprietà e gli albergatori e reca con sé due leggi che fanno a pugno. Nel Prg del Comune, quello del ’99, è destinato ad area per i servizi turistici. Invece, nel Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale), in pratica la legge urbanistica della Provincia di Rimini, viene indicato, il perimetro della discordia, come area ad espansione abitativa. Insomma, leggi che si prendono a pugni. Roba da inarrivabile cultura italica che lasciano il fianco a mille interpretazioni, sia nel bene, sia nel segno del peccato.
Dopo le brevi presentazioni del sindaco e dell’assessore, è iniziato il giro degli interventi. Ha aperto la riflessione Bruno Fabbri, un modello di albergatore, nonché per 20 anni assessore comunale. Il suo lungo excursus si sintetizza così: “Se il C2-4 si realizza così, è un vero e proprio delitto”. Applausi.
Poi è toccato a Renzo Lazzari, segretario della Cna di Misano, per un breve periodo assessore. Rivolto a chi governa la città: “Perché non c’è l’opportunità di aprire un dialogo? Si rischia una frattura sociale. Riposizionare la decisione definitiva”.
Terzo del lotto un altro ex amministratore, Adriano Torsani, socialista. Ha tagliato e cucito i presenti senza tanti giri di parole: “Quando si fa riferimento che c’è troppa edificabilità, è il frutto del Prg del ’99. Allora furono fatte le scelte; ora è troppo tardi”. (Ping pong dialettico con Renzo Lazzari).
Iliana Baldelli, presidente degli albergatori: “Subito abbiamo espresso parere contrario; poi non se ne è più parlato. E’ inconcepibile inserire lì [il famoso rettangolo] il residenziale”.
Infine, un largo giro di opinioni: Filippo Bronzetti (no), Bruno Gennari (sì), Artemio Marinucci (sì), Gianni Saponi , Tiziana Frisoni (no).
Molto seguito l’intervento di Mirna Bertuccini, architetto, con una visione dello sviluppo urbanistico fuori dai canoni del mattone a casaccio, ma puntare ad un equilibrio tra ambiente, sviluppo e uomo. Ha elencato una lunga serie di civiltà, previste anche dalla Regione Emilia Romagna. Tutte mete da raggiungere, che richiederanno decenni, un po’ come i Dieci comandamenti e le ideologie dei partiti.
Infarciti dal familiare dialetto, da ammirare da un punto di vista politico, per energia e sicurezza, gli 8 minuti di Sandro Tiraferri, sindaco dal ’92 al 2004. E’ lui il disegnatore del Prg del ’99 che raddoppiò gli abitanti di Misano da 10.000 a 20.000. Insomma, ha inciso più lui da solo in un decennio sui destini della comunità, che i misanesi nei millenni.
Dopo l’ex sindaco, Valerio Bertuccioli, assessore di Rifondazione comunista: “Quando Tiraferri faceva i danni, noi eravamo contrari a questo Prg. A me spiace e non piace, ma il C2-4 si fa. Non è la soluzione migliore, ma è la meglio possibile”.
Mauro Montanari (Italia dei valori) e Marco Borrini (Rifondazione) si sono chiesti se l’1,25 milioni di euro è cifra congrua rispetto a quanto riceve la comunità dalla partita.
Dopo l’adozione dello scorso 4 agosto (sindaco in vacanza), ora il Comparto C2-4 deve essere approvato dal Consiglio comunale. L’assessore Luigi Guagneli si è preso qualche mese in più. L’assise si doveva pronunciare entro dicembre.
Prg, valore
La serata è stata un bel momento di confronto fra i protagonisti della comunità: Comune, albergatori, Giannini & Co. Da proseguire. Delegare i propri destini agli altri, significa semplicemente abbassare il livello delle decisioni. Pensare di continuare a gestire il territorio, e la vita della comunità, con i vecchi schemi del Prg è da paese arretrato. Nelle leggi dei piani regolatori purtroppo si nascondono alcune delle più profonde ingiustizie sociali che penalizzano sia i cittadini onesti, sia gli imprenditori che fanno impresa.

GLI UOMINI

Alfonso Giannini, bell’imprenditore

– Alfonso Giannini è un bell’imprenditore che ha battibeccato con uno dei più importanti imperi economici italiani. Si smarcò con una battuta: “Anche per me non era una questione di soldi”. Per fatturato e solidità, guida una delle maggiori aziende della provincia di Rimini, ma in pochi lo sanno. Famiglia dall’agire sobrio non meno che fermissima, Alfonso è il figlio di Allieto, un mito per coloro i quali lo hanno conosciuto bene e che ci hanno anche duellato. Un uomo che si deliziava con i bracci di ferro.
E’ stato uno dei fondatori dell’autodromo ed ha creato una delle maggiori agenzie di distribuzione di giornali d’Italia. A scanso di equivoci, chi scrive ha stima di Alfonso e crede che sia un imprenditore, e non uno speculatore, che voglia bene alla propria città e voglia lasciare un segno positivo. Dato i tempi, dato gli uomini, si fa fatica a crederlo, ma Giannini appartiene a quella speciale categoria che guadagnare un milione di euro in più o in meno dica poca cosa. Anzi.
E non è un caso che la sua grande passione sia la terra, che ti educa fuori dai canoni di questi tempi. Giannini ha appena acquistato due alberghi e li sta portando in alto. Con Giannini, che ha ben salda la maggioranza del C2-4, nella proprietà ci sono altri tre soci: Daniele Muccioli, i fratelli Lo Conte e Pier Francesco Gamberini.

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