Oscar del vino e il buon vivere: l’inno di 18 amici

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– “Mi raccomando. Ha vinto Giovanni Bartolini e non Leo Bartolini. Non sbagliare il nome che è fondamentale”. Con un sorriso contagioso e la voce goliardica la battuta è uscita dalle ganasce di Giovanni Bartolini. Insieme a Massimo Tonini, ha formato la coppia vincitrice della quarta edizione dell’Oscar del vino della Bassa Romagna 2010.
Leo Bartolini (ha dato 1 al suo vino), sotto quei baffi dall’amicizia avvolgente, per la quarta volta consecutiva, in tandem con Fronzoni, è giunto ultimo. E si sono dovuti accollare il cucchiaio di legno simbolo della “disfatta” e il relativo albo d’oro scritto a penna.
Invece, Bartolini-Tonini incideranno per la prima volta il loro nome sul trofeo che va al vincitore: una statuetta in stile Oscar che vale per Morciano più di quello cinematografico che è di livello mondiale.
La serata con l’Oscar si è celebrata lo scorso 19 febbraio nella bella ed accogliente casa di Bianchini (costruita da solo mattoncino dopo mattoncino negli anni). Una serata dove si è mangiato da dio con i semplici e saporiti piatti della migliore tradizione romagnola: antipasti (salumi e formaggi) con piadina, fagioli e carne da leccarsi i baffi e una grigliata non meno accattivante. Ai fornelli, bravissime: le signore Cinzia Bianchini e Roberta Ripa.
Infine, tre dolci della tradizione, il gelato Moca (portato da Leo) ed una grappa di moscato del 2000,Berta Bric del Gaian, di raffinato lignaggio omaggio di Gianni Bartolini. Il rito del liquore è così dalla prima edizione. “Si stanno abituando troppo bene!”.
L’atmosfera della serata è stata di gran lunga superiore con quanto sopra: spensierata e di una leggerezza d’altri tempi. Di quando c’era la comunità. E tutti a far gli scongiuri: “Il successo vero è non arrivare ultimi!!!”. Sulla tavola imbandita, nei decanter (bottiglie dalla pancia larga, bassa ed elegante), come si conviene per le eccellenze, il prezioso contenuto, rigorosamente anonimo. L’unico indizio i numeri.
Semplice la gara. Ogni coppia di amici, in tutto nove, ha portato una bottiglia da far assaporare agli altri, con un voto da 1 a 5.

[b]Ecco le nove coppie con i relativi vini: Davide Bianchini-Mauro Barbatosta (Brunello Madonna del Piano 1999), Roberto Ottaviani-Franco Allegrini (col francese Hermitage 2006), Virginio De Luca-Fiorenzo Maioli (Grand Cru Gevrey Chambartin 2005, altro francese), Ennio Tagliaferri-Marco Bonetti (Sassicaia 2005), Giovanni Bartolini-Massimo Tonini (Brunello Pian delle Vigne 2001), Mauro Ripa-Sauro Semprini (Nebbiolo 2003), Leonardo Bartolini-Massimo Fronzoni (Bolgheri Superiore 2001), Mirco Mancini-Enzo Muccioli (Siepi 2006), Stefano Ronci-Alessandro Pettinari (Turriga 2004).[/b]

La lettura della premiazione ha assunto i colori di un crescendo teatrale tenuto con maestria da Massimo Tonini.
Alla coppia vincitrice l’onore di pavoneggiarsi per un anno con l’Oscar; all’ultima lo sconsolato cucchiaione (tra l’altro di bel massello). E i tanti sfottò. I 18 amici si ritrovano a tavola, e che tavola, con la cadenza di 15 giorni. Esserne ospiti è un onore e emozioni che ti restano dentro come una giornata di sole di primavera.

L’albo d’oro: 2007 Ennio Tagliaferri, 2008 De Luca-Maioli, 2009: Ottaviani. Prosit. Salute dicevano i latini.

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