Foschi, pagine di emozioni

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Ha scritto un libro dal titolo “E pasatemp” (64 pagine, Editrice la Piazza). Si può trovare nell’edicola Zanni di Morciano. Si legge nelle avvertenze con una leggerezza che ben ti predispone, tipico delle persone di qualità: “Questo libro è stato scritto per passare il tempo e si deve leggere solo per passatempo… però anche se non si legge il libro il tempo passa lo stesso!!

Se la lettura del libro risultasse sgradevole, si consiglia non più di una o due pagine al giorno; la dose può essere presa per gli usi qui di seguito illustrati: dovrebbe servire per passare gradevolmente il tempo; in questo caso più se ne legge e più il tempo passa. Non si conoscono controindicazioni anche in caso di sovradosaggi; non si dovrebbero avere rilevanti disturbi. Solo in alcuni soggetti affetti da acuto pessimismo potrebbe provocare un legger dolore di pancia. Se invece i sintomi si dovrebbero aggravare tanto da essere costretti di doversi recare urgentemente in bagno, allora anche in questo frangente i suddetti uno o due fogli possono rendersi utili. Si raccomanda però l’uso di una sola volta per singolo foglio onde evitare spiacevoli inconvenienti”.

Le pagine sono uno zibaldone di “ricordi e tradizioni del nostro paese, poesie, giochi e altro. Tutto inerente al nostro Morciano”.
In dialetto con traduzione a fronte, Foschi ricorda Checcho della lira, i carrettieri, il pastificio Ghigi, i quadri di Emilio Cavalli, il fiume Conca. Poi ci sono alcune pensieri spettinati. Nel riportiamo uno. Dice quello dal titolo “Io che sono piccolino”: “Cosa ci faccio così piccolino / in questo mondo senza confini / se il perché non saprò mai / mi sembra d’essere nato per sbaglio”. Le belle pagine sono chiuse da alcuni cruciverba inventati da Foschi che zig-zagano per le strade di Morciano.
Mario Foschi, dai morcianesi conosciuto come Elio, nasce a Morciano nel 1923 da genitori ravennati commercianti in legna e carbone. A 13 anni rimane orfano di madre, assolve all’obbligo scolastico e lavora nell’attività di famiglia. A 20, parte per l’accademia aeronautica di Torino e diventa motorista meccanico. Viene fatto prigioniero dai tedeschi. In Germania conosce una fanciulla ucraina, che diventerà la compagna della sua vita. Ha tre figli (Lorenzo, Clelia e Sandra), cinque nipoti: Elena, Fiorella, Flavio, Federica e Caterina e un pronipote: Riccardo. Questo libro è il suo regalo a se stesso e ai morcianesi.

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