Elezioni regionali, due consiglieri a Bologna

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LA RIFLESSIONE

– Dimezzati i consiglieri regionali in quota provincia di Rimini in Regione, passati da quattro (Stefano Casadei-Roberto Piva per il Pd e Gioenzo Renzi-Marco Lombardi per il Pdl a due: Piva e Lombardi. Affermazione della lista Beppe Grillo e sonora avanzata della Lega Nord. Arretrano Pd e Pdl. Un terzo dei cittadini aventi diritto diserta le urne, forse per stufo, forse per rabbia, di certo perché non credono più nella nobilità della politica. I politici di professione, checché ne dicano, sono lieti dell’astensione. Hanno meno impicci tra i piedi. Loro decideranno per tutti. Questa in estrema sintesi il risultato delle elezioni regionali dello scorso 28-29 marzo, che ha riconfermato Vasco Errani, Pd, a presidente della Regione Emilia Romagna, seppure con meno 10,6 per cento dei suffragi rispetto a cinque anni fa; dal 62,6 al 52,1%.
Gli uomini
Sono saliti a Bologna due riminesi, Piva (8.314 voti) e Lombardi (11.502). Molto serrato il duello in casa Pdl. Lombardi, già Forza Italia, è giunto davanti a Gioenzo Renzi, che pure ha incasellato una caterva di voti, 9.528. Forse se avesse avuto i suoi uomini sul territorio a far campagna elettorale ce l’avrebbe anche potuto fare. Ma in tanti non solo non lo hanno aiutato, ma lo hanno contrastato. Il gioco della politica, il gioco degli uomini. Per non smentirsi, ad oggi, i due si sono giurati duelli accesi. Ma mai dire mai, un po’ come nella vita.
Più agevole invece la riconferma di Piva. L’esponente del Pd (già Margherita) ha arato il territorio provinciale in lungo e in largo. E in genere chi semina, poi raccoglie i frutti. Il Pd aveva due candidati di bandiera, Eva Ciaroni (2.936 voti) in Valconca e Rolando Rossi (2.234) in Valmarecchia; entrambi hanno ottenuto risultati di cui essere orgogliosi.
Pd
Chiuso il discorso degli uomini passiamo a quello dei partiti. Il Pd non riesce più a interpretare gli uomori, le aspettative, le speranze. Il futuro della comunità. E’ da almeno 20 anni che ad ogni tornata perde consensi. Le sconfitte dovrebbero aiutare a riflettere, disegnare idee, fare. Invece, anno dopo anno si avvita sempre più su se stesso. Più che avere mete subisce le alleanze politiche che pur ci vogliono e diventa sempre più arroccato nel potere. Quando dovrebbe portare progettualità e rigore in mezzo ai cittadini. Dovrebbe riprendere a governare bene, ma la strada è più semplice da indicare che da percorrere. I suoi feudatari hanno poco voglia di confrontarsi ed ascoltare. Sono nella fase della decadenza, che si coniuga con supponenza. Staremo a vedere.
Pdl – Lega Nord
Altra musica in casa Pdl. E’ rimasto al palo il partito di Berlusconi-Fini. In compenso la Lega nord ha raggiunto quota due cifre in quasi tutti i 27 comuni della provincia. Un successo inatteso; forse più figlio delle uscite populistiche e anti-stato di Berlusconi che per meriti propri.
Idv – Beppe Grillo
Mentre l’Italia dei valori di Di Pietro ha confermato i suffragi, ma non è avanzata, la lista dei grillini ha stupito tutti conquistando una caterva di voti; in grande maggioranza transfughi dal Pd e dall’Idv.
Rimini
L’anno prossimo si vota per il Comune di Rimini. Il centro-sinistra rischia di perderlo. Già molti dirigenti critici affermano che non sarebbe poi la fine del mondo. Anzi, un po’ di sana opposizione riporterebbe umiltà e dialettica interna. I grillini hanno già annunciato una lista autonoma.

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