CastelSismondo, Caravaggio e Impressionisti

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LA CULTURA

di Paola Piazza

– Due mostre una città, non solo per allungare la cosiddetta stagione turistica. Nella splendida cornice del Castel Sismondo a Rimini, il 23 ottobre sono state inaugurate due imponenti mostre di pittura: “Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo conto Salon” e “Caravaggio e altri pittori del Seicento. Capolavori dal Wadsworth Atheneum di Hartford”.
I due eventi fanno assumere al territorio città una valenza culturale degna del suo passato ricco di storia. E’ lodevole ed assolutamente necessario restituirle un ruolo nuovo e diverso che per tanti decenni è stato sottovalutato.
Le due mostre contribuiscono a rafforzare questa operazione, trasformando Rimini in un sito degno di diventare “fulcro culturale” della riviera romagnola.

Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo conto Salon
L’intento di questa spettacolare mostra è di mettere a confronto i pittori dei Salon e gli Impressionisti sugli stessi soggetti.
Sono posti all’attenzione dei visitatori anche alcuni artisti meno conosciuti dal grande pubblico, e messi un po’ in disparte dall’imponenza della più nota corrente Impressionista. Tramite un percorso che si snoda in tre sezioni suddivise per tematiche, con un centinaio di opere provenienti da musei e da collezioni di tutto il mondo, il visitatore potrà ammirare le tele della grande stagione dell’arte parigina della seconda metà del XIX secolo. Ricordiamoci che in quel momento storico, Parigi era diventata la capitale artistica non solo dell’Europa, attirando pittori e scultori in cerca di nuovi stimoli e di idee.
Nel viaggio attraverso le varie sale del Castello Sismondo, allestito e preparato ad hoc per ospitare questi quadri, sono esposte alcune incisioni e fotografie.
Nella prima sezione, Volto, Corpo e Figure, spicca il quadro di Ingres “Torso maschile”, ancora legato alle regole compositive dell’Accademia e tuttavia già proiettato al nuovo modo di “fare pittura”. Qui troviamo anche parecchi ritratti, autoritratti e nudi (Degas, Renoir, Bazille, Gaugin).
La seconda sezione, Nature sospese, tratta il soggetto “la natura morta” e propone inoltre le splendide tele raffiguranti i fiori (Fantin-Latour, Renoir).
Nella terza sezione, Lo specchio della natura, sono raccolti numerosi capolavori impressionisti aventi per tema il paesaggio. Spicca tra tutti Monet, con quindici opere esposte. Accanto a queste, i quadri degli altri illustri maestri: Pissarro, Sisley, Cèzanne, Renoir, Gaugin, Van Gogh. Sono tutti quadri d’inestimabile valore e bellezza.
Completa l’esposizione una raccolta di fotografie originali, provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi, raffiguranti gli allestimenti del Salon nella seconda metà dell’800.
La mostra dunque sonda il dipanarsi della pittura accademica esposta negli annuali “Salon”, ancora legata ad un perfetto equilibrio formale e ad una certa staticità, fino “all’ardita” nuova corrente proposta dagli Impressionisti.
In sintesi, l’esposizione mette a confronto la tradizione (l’Accademia) e l’innovazione (gli Impressionisti).
Caravaggio e altri pittori del Seicento. Capolavori dal Wadsworth Atheneum di Hartford
Le opere esposte, circa una quindicina, provengono dall’importante ed antico museo americano Wadsworth Atheneum di Hartford. La mostra propone alcuni maestri del Seicento sui quali spicca il Caravaggio, a quattro secoli dalla sua morte. Fanno da cornice altri artisti italiani ed europei tra i quali: Cigoli, Gentileschi, Zurbaran, Ribera Sweerts, Le Sueur, per citarne alcuni.
La tela più importante è la famosa “Estasi di San Francesco”, prima opera religiosa dipinta dal Caravaggio intorno al 1594 circa. Qui l’artista propone parecchie innovazioni: per la prima volta dipinge più di una figura nel medesimo impianto compositivo; inoltre si cimenta nell’ambientazione paesaggistica e porta avanti la sua ricerca sull’uso della luce, cardine della sua pittura. Caravaggio ci restituisce una rilettura dell’episodio che trasformò la morte metaforica del Santo nella sua rinascita spirituale. Il quadro ritrae San Francesco in estasi dopo aver ricevuto le stigmate: Francesco non è inginocchiato, come vorrebbe l’iconografia tradizionale, ma è mollemente disteso – sembra ricordare la Pietà di Michelangelo -, sostenuto da un angelo molto bello, che lo tiene tra le braccia. L’angelo, coperto da un panneggio bianco, quasi trasparente, diventa il punto luce dell’intera composizione.
La lettura interpretativa dell’estasi è sottolineata anche dall’ambientazione notturna in cui la scena si svolge. Inedite sono le figure intorno al fuoco, sullo sfondo a sinistra, e, elemento nuovo per il Caravaggio, il paesaggio.
Va detto che Rimini è una delle poche città che abbia potuto ospitare in esclusiva queste opere d’arte.
Curate, organizzate e presentate da Marco Goldin di Linea d’ombra, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, la Confcommercio di Rimini, l’Apt della Regione Emilia Romagna ed il Comune di Rimini, le mostre sono aperte fino al 27 marzo 2011. Orari: Dal lunedì al venerdì ore 9-19; sabato e domenica ore 9-20. Chiuso il 24-25-31 dicembre 2010. 1 gennaio 2011 ore 10-20.
Il costo del biglietto intero per le due mostre è di euro 13; ridotto euro 11. Biglietto per la mostra Parigi. Gli anni meravigliosi: intero euro 10; ridotto euro 8. Biglietto unico per la mostra Caravaggio e altri pittori del Seicento: euro 4.

LA RIFLESSIONE

Evento acquistato

– E’ stato necessario compiere un notevole sforzo, anche economico, per portare entrambi gli eventi in città. Benissimo. Ma è auspicabile che Rimini trovi, anche al suo stesso interno, organizzatori di mostre e d’incontri culturali di alto livello e critici d’arte di caratura nazionale e/o internazionale, al fine di poter “costruire in loco” altri eventi di questa portata, magari riducendo in questo modo i costi e valorizzando talenti locali. Insomma, va bene acquistare cultura ma è meglio produrla: costa meno e semina altra cultura.

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