Carim, indicatori economici positivi

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ECONOMIA

– “Un risultato che ci soddisfa. Migliore del 2008. Andiamo a recuperare il deprezzamento dei valori dei titoli di proprietà della banca”. Ma oltre agli indicatori economici di segno più, l’assemblea dei soci della Cassa di Risparmio di Rimini, il 29 aprile, ore 17, al teatro Novelli, sarà catalizzata dalla scadenza del mandato dell’intero consiglio d’amministrazione e dal relativo rinnovo. I giochi d’equilibrio di uno dei centri cardine del sistema economico della provincia di Rimini, più che dai 7.000 soci chiamati a votare, lo fa la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, che con oltre il 70% del capitale della Cassa potrebbe eleggere tutto il consiglio, ma per buon senso e sano equilibrio lascia al 30 per cento dei piccoli azionisti libertà di votare ed eleggere due figure. All’interno del consiglio d’amministrazione della Fondazione è saltata la presidenza di Alfredo Aureli e si va ad un nuovo equilibrio tra le due anime dell’istituzione: quella cattolica, quella laica. A queste vanno aggiunte simpatie, dissapori personali, sentimenti che attengono alla natura dell’uomo. Va ricordato che le divergenze di vedute, se poste nel grande fiume dell’etica della responsabilità, aiutano a fare chiarezza e a migliorare.
Numeri 2009
Andiamoli a vedere questi indicatori 2009 della Carim, che a grandi linee vale un terzo del risparmio e degli impieghi della provincia di Rimini. La raccolta diretta ha segnato 3,8 miliardi di euro (più 4,3%); tale percentuale sarebbe stata dell’11,9 se non ci fosse stato il rimborso del prestito obbligazionario di 250 milioni di euro.
L’indiretta, grazie agli orchestrati disastri mondali della finanza, è diminuita del 15,5%. Si posiziona a 1,69 miliardi di euro.
La raccolta globale, 5,51 miliardi, si archivia con un meno 2,7% (al netto del prestito rimborsato sarebbe di meno 1,8%).
Gli impieghi alla clientela, soldi prestati, si posizionano a 3,02 miliardi (meno 1,3%). Il rapporto tra impieghi e raccolta diretta è del 79,2%; questo vuol dire che nella cascina della casa c’è una montagna di liquidi.
Un indicatore che dà il termometro importante del momento economico provinciale sono i prestiti non restituiti, le sofferenze. Sono quasi raddoppiati, passando dall’1,7 al 3% (3,3% la media nazionale).
L’utile netto è di 18,2 milioni di euro, contro gli 8,3 del 2008. Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea dei soci un dividendo di 0,33 euro per azione (0,185 nel 2008).
Ioni e l’economia
Il presidente Ioni attraverso il suo osservatorio riflette dell’economia provinciale: “Cerchiamo di sostenere l’impresa e l’imprenditorialità, ma in questo momento sono fermi. Non fanno richieste di finanziamenti per nuovi investimenti. Tutti insieme dobbiamo scuoterci, non possiamo raccogliere risultati con la routine giornaliera”.

GLI UOMINI

Undici consiglieri

– Il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio conta 11 consiglieri. Il 29 aprile deve essere tutto rinnovato. Eccolo: Giuliano Ioni (presidente), Luciano Liuzzi (vice-presidente), Fabio Bonori, Roberto Ferrari, Mauro Gardenghi, Mauro Ioli, Vincenzo Leardini, Raffaele Mussoni, Franco Paesani, Gianfranco Vanzini, Ulderico Vicini.

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