Bcc, la festa del socio: verso il centenario

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BCC G – SOCIO

In questo clima don Raffaele era convinto che a Gradara avrebbe avuto successo una cassa rurale. Caldari: “Quelli attuali, sono tempi caratterizzati da grande progresso, da significative conquiste, ma anche da una pericolosa tensione fra la popolazione, da una progressiva disparità economica, da una costante ingiustizia sociale che accentua le differenze, che tende a ridurre i grandi valori della vita, come la mutualità, la solidarietà, principi essenziali della cooperazione”

– “La festa del socio, assume quest’anno un valore importante e particolarmente significativo per la Bcc di Gradara.
Nata l’otto dicembre del 1910 nella canonica di S. Sofia, è stata legalmente costituita con atto del notaio Tito Livio Zaccarelli il 25 marzo 1911; diventando operativa il 31 maggio dello stesso anno.
Il 2010 ed il 2011, coincidono quindi con la celebrazione del centenario della nascita.
Erano tempi molto difficili, disoccupazione, miseria, ingiustizia sociale, difficoltà per molti a conquistare il diritto di sopravvivere”.
Sono le parole di apertura con le quali il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Gradara saluterà i soci che si ritroveranno per la loro festa il 12 settembre, con inizio alle 17. Come sempre saranno in tantissimi i soci-partecipanti; questo va letto non solo come un segno di attaccamento, ma anche come senso di affetto, di appartenenza, di condivisione di valori.
“Quell’otto dicembre – continua il presidente Caldari – era una giornata di freddo e di neve, con la gente chiusa in casa, ed alcuni coraggiosi del paese, riuniti in gran segreto nella canonica di Don Raffaele, per dare la propria adesione e per definire le modalità di costituzione di una Cassa Rurale di prestiti nel Comune di Gradara.
Si stava finalmente maturando un’idea; si stava concretizzando un’azione di profonda rottura con un sistema che non reggeva più, che stentava a garantire le condizioni di una seppur minima sopravvivenza.
Era un atto di ribellione di poche persone, il prete, alcuni notabili, qualche contadino, agricoltori, operai, artigiani, analfabeti, tutti uniti da profondi valori morali e sociali e dall’esigenza di combattere l’usura.
Era il tentativo di rivendicare il proprio diritto, a crescere, a svilupparsi, ad ottenere credito per le proprie attività imprenditoriali”.
“Era soprattutto – rimarca il presidente – una iniziativa nuova, significativa e coraggiosa, per promuovere il benessere morale, intellettuale, e materiale dei soci. Era il tentativo di vivere e di migliorare le condizioni di vita proprie, e della propria famiglia. In quei tempi, il giovane regno d’Italia, era molto povero, ma ricco di fremiti e sussulti.
La cooperazione, nel rifiuto della violenza, era diventata per i cattolici lo strumento ideale di lotta, ed era sorta per aiutare il proletariato originato dalla trasformazione della società agricola in quella industriale.
…Il paese di Gradara, rispettava in piccolo la situazione nazionale, aggravata da una più alta percentuale di Tbc, causata da case umide, miseria, consanguineità. Vi erano solo le tre prime classi elementari, e frequentavano la metà circa, di quelli che ne avevano obbligo.
In quel decennio 1902/1912 “epoca di Giolitti”, vi fu una forte ondata migratoria transoceanica. Il 28/12/1908, il terremoto, distruggendo Messina, aveva causato 70 mila morti allontanando dall’Italia ogni prospettiva di miglioramento.
Proprio nel 1911 il giovane stato italiano tenterà la carta della conquista coloniale, sbarcando in Libia, per dare sfogo alle sue braccia. Miseria, povertà, disoccupazione, analfabetismo, questa era la situazione dell’Italia di quei tempi.
La principale occupazione era l’agricoltura condotta a mezzadria; erano pochi i coltivatori diretti. Il bracciantato e l’artigianato, ruotavano attorno alla terra; erano muratori, falegnami, fabbri, bottai, calzolai, sarti…”.
Ma come affrontare questo momento di crisi economica? “Con il ritorno ai valori veri, ad un nuovo umanesimo – osserva Caldari -. Da una parte, i tempi attuali si caratterizzano per il grande progresso, per le conquiste tecnologiche, ma dall’altra si evidenziano elementi di tensione fra gli individui; si acuisce una progressiva disuguaglianza, una costante ingiustizia sociale che accentua le differenze. Le risposte sono: i grandi valori della vita, come la mutualità e la solidarietà. Tutti principi essenziali della cooperazione.
Al centro di questa crisi, con conseguente perdita di valori sociali e morali, che in un passato non lontano ci hanno distinti da diverse parti, anche molto autorevoli, si torna a parlare dei principi fondamentali della cooperazione, valori essenziali del credito cooperativo”.

Programma

– L’appuntamento con la Festa del Socio della Bcc di Gradara è all’Hostaria del Castello, a Gradara, il pomeriggio del 12 settembre.
17 – Apertura con la Banda musicale di Gradara
17.15- Saluto del presidente Fausto Caldari e presentazione del Bilancio sociale
18.30 – Presentazione cooperative scolastiche
19 – Consegna medaglie di fedeltà ad alcuni soci
19.30 – Rustida di pesce
21 – Musica e ballo

BCC GRADARA – SOCI

Aida, indimenticabile tour de force

– Indimenticabile ed emozionante tour de force per una cinquantina di soci della Bcc di Gradara: un’uscita con lo spirito degli adolescenti. Il nuovo ufficio comunicazione e relazioniesterne dell’istituto di credito, all’interno del progetto “Conosci il territorio”, ha organizzato una toccata e fuga a Verona per l’Aida nel fascino dell’Arena. Eccola la bella giornata del 26 agosto: partenza alle 8 del mattino, passeggiata per Verona e alle 21 concerto lirico in uno dei luoghi più suggestivi del mondo e terza arena romana per dimensione, dopo il Colosseo e Capua. Ritorno alle 4 del mattino del giorno successivo. Uscita organizzata in ogni minimo dettaglio, ad ogni partecipante è stata data una “guida” sintetica di Verona ed una sintesi che accompagnava per mano nella trama dell’opera verdiana.

BCC GRADARA – EVENTI

Baglioni junior, un concerto ‘differente’

– La banca differente è uno dei motti delle Banche di credito cooperativo. Così non poteva che organizzare un concerto differente: la qualità in un luogo unico. Quel luogo unico è la piazza d’armi della Rocca demaniale di Gradara.
La qualità è il protagonista della serata, Giovanni Baglioni. Figlio d’arte (il padre è Claudio Baglioni), il giovane compositore in pochi anni ha conquistato un preciso spazio all’interno del panorama della musica italiana, grazie ad un modo originale di suonare la chitarra acustica, ricorrendo a tecniche come il “tapping”, l’utilizzo di accordature alternative o l’impiego della mano sinistra “over the neck”.
Nei suoi concerti racconta se stesso e la propria storia musicale, fatta di grande passione, impegno, studio e valori positivi, che possono, devono fare la differenza, soprattutto nei confronti dei giovani. La tappa gradarese è stata possibile grazie alla sensibilità e all’impegno della Banca di Credito Cooperativo di Gradara, in collaborazione con il Comune di Gradara. Per una banca al servizio del territorio.

BCCG – CULTURA

Arte: uscite a Faenza, Rimini e San Severino

– Dopo la pausa estiva, altre tre perle di “Conosci il territorio”, percorso d’arte ideato dal nuovo ufficio comunicazione e relazioni esterne. Vuole offrire ai soci l’opportunità di visitare luoghi vicini e proprio perché tali se ne rimanda sempre la visita. Il 16 ottobre uscita pomeridiana a Faenza per visitare il Museo delle ceramiche, il più importante del mondo.
La seconda tappa il 23 ottobre, sempre di pomeriggio, questa volta si visitano due mostre a Rimini, nelle sale di Castel Sismondo: “Caravaggio e gli altri pittori del ‘600” e “Parigi. Gli anni meravigliosi”. Orgogliosi, perché si visita il primo giorno di apertura delle esposizioni (chiude il 27 marzo).
Il piccolo grande giro si chiude il 20 novembre. In programma San Severino Marche e la mostra “Le meraviglie del barocco”, curata da Vittorio Sgarbi.

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