Innesti: musica, teatro e degustazioni

– 12 dicembre, ore 18,30 – Tenuta del Monsignore: I sacchi di sabbia / Compagnia Sandro Lombardi “Don Giovanni”.
– 16 dicembre, ore 21 – Salone Snaporaz: Silvio Castiglioni, Emanuela Villagrossi “Il Vampiro o le confessioni mancate”. A seguire “Horror Vacui”.
Al termine di ogni spettacolo degustazione di prodotti tipici del nostro territorio.
10 e 16 dicembre, ore 16 – Il Circoletto: laboratori con Georgia Galanti “Con le mani in pasta”.
Dicembre 2010 – febbraio 2011 laboratori nelle scuole: “Tracce di città”.

Info: 0541-966778




Pista di pattinaggio di 400 metri quadrati

La piazza dell’Arena ospiterà un mercatino di Natale allestito in collaborazione con il “club della Visitazione” di Bolzano. Prodotti tipici dell’enogastronomia e dell’artigianato altoatesino, addobbi provenienti direttamente dalla tradizione tirolese.
E poi eventi (il 12 dicembre si esibirà il coro della città di L’Aquila) balli, giochi e spettacoli all’insegna delle 4 tematiche alla base dell’evento: Pace, Fede, Amore e Speranza.
In piazza Mercato la pista di pattinaggio grande 400 metri quadri con tanto di area di cortesia, per permettere ai fruitori di indossare i pattini e spazio per intrattenimento ed animazioni per i bambini.
In piazza Primo Maggio la fontana delle Sirene sarà la protagonista indiscussa dell’arredo della piazza: la fontana sarà infatti inglobata all’interno di una semisfera gigante. All’interno di essa verrà creato, un gioco di luci che renderà la fontana delle Sirene simile ad un “souvenir” gigante della città.




Cagnet, ‘un giorno in manicomio’

Compagnia teatrale “Naif” con Cagnet e il suo cast. L’incasso sarà interamente devoluto in beneficenza pro Michelle.
Biglietto 8 euro.

Il cast: Mario Delbianco (Cagnet), Sonia Bartolini, Luciana Piermaria, Patrizia Novelli, Enza Mastria, Franca Galeotti, Claudia Pritelli, Patrizia Di Maria, Barbara Masini, Luciano Vagnini.




Autori in Circolo

Gli incontri si tengono alle ore 21 presso il Centro culturale polivalente. Coordina Luca Pizzagalli.

– 9 dicembre: Loriano Macchiavelli – “Strage” (Einaudi).
– 27 gennaio: Ilaria Cucchi – “Vorrei dirti che non eri solo. Storia di Stefano mio fratello” (Rizzoli).
– 3 febbraio: Domenico Cacopardo – “Agrò e la deliziosa vedova Carpino” (Marsilio).
– 24 febbraio: Diego Dalla Palma – “A nudo” (Sperling & Kupfer).
– 31 marzo: Alessandro Meluzzi – “Ho visto e ho creduto. I cattolici, lo scisma silenzioso e il soffio dello Spirito” (Piemme).

Info: 0541-967558




Acquario di Cattolica, presepi sott’acqua

I fondali del Mar Mediterraneo, dell’Oceano Indiano e del Pacifico, diventano piccole gallerie d’arte sottomarine ma anche scenari che accolgono preziose sculture, realizzate esclusivamente con materiali e fibre naturali (cotto, pietra e vetro soffiato) non invasivi per salvaguardare la salute dei pesci.
Un appassionante viaggio tra le bellezze del mare e il talento creativo dell’uomo espresso nell’arte dei Presepi. Tra grandi squali toro, meduse, madrepore, pareti rocciose e cavallucci marini, si intravedono angeli, bassorilievi, sacre famiglie creati da scultori e artigiani italiani.
Gli artisti della rassegna 2010
Katiuscia Capitani – Montefiore Conca, Geo Casadei – Santa Maria del Piano (RN), Creazioni Ceramiche Guastaveglie – Deruta (PG), Romano Dini – Montevarchi (AR), Giuseppe e Marco Ferrigno – San Gregorio Armeno (NA), Daniele Foschi – Gradara, Mauro Puccitelli – Matelica (MC), Paolo Staccoli Cioccolaterie – Cattolica, Vetroerre – Cesena.
Nel mese di dicembre l’Acquario di Cattolica è aperto tutte le domeniche e i festivi, poi dal 26 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni.
Orari: 9,30 alle 18,30 – le biglietterie chiudono alle 16,30. Adulti 15 € – ridotti 13€ – bambini entrata gratuita fino a 1 metro di altezza.
INFO: Tel. 0541-8371 www.acquariodicattolica.it




Cercasi nomi: scolari anni ’30

Una parte significativa del volume, che sarà ricco di documenti fotografici, riguarderà il contributo, in ambito scolastico, della maestra Irma Giovannini. A tale scopo vorremmo invitare i nostri lettori a comunicare a Dorigo Vanzolini, responsabile dell’Archivio Fotografico del Centro Culturale Polivalente di Cattolica, telefonando al numero 0541-966609, i nomi degli alunni ritratti nella fotografia, in caso di riconoscimento.
Primi Anni 30. La maestra Irma Giovannini con gli alunni davanti all’ingresso della sezione maschile della scuola elementare ubicata nel Palazzo Comunale di Cattolica.
Si riconoscono: Prioli Marcello, Berardi Settimio, Talacchi Luigi, Girometti Nazzareno, Franchi Albio, Giovannini Giuseppe, Cecchini Marino, Lazzari Antonio, Pini Luigi, Spagnolo Giuseppe, Del Bianco Mario, Lazzari Ottavio, Masini Nereo, Parma Aldo, Casali Giuseppe, Casadei Lorenzo, Piccioni Vilmo, Caldari Elio, Montanari Cesare, Maltoni Severino, Semprini Carlo, Del Bianco William, Semprini Dino, Romani Renato, Pozzi Gino, Magi Dino, Gabellini Salvatore, Ferraiolo Francesco, Frontini Luigi, Marchetti Primo, Simoncelli Antonio, Verni Edoardo, Tonini Andrea.




“Ex voto” e aquerelli

Fanno da sfondo la religiosità e le tragedie marinaresche. Nella mostra troviamo le riproduzioni di alcuni ex voto della chiesa di San Domenico di Chioggia, ad opera dei pittori Wladimiro Bordigon e Attilio Scarpa.
Le opere esposte del percorso “I colori del mare” sono gli acquerelli di Maurizio Rinaldi.
Palazzo del Turismo fino al 9 gennaio. Orario: tutti i giorni 9-13 e 15-19.




I mosaici di Dario Gessaroli

Infatti da anni sforna decine di opere, con un gradevole successo stilistico, con questa tecnica antica. Il soggetto principale è Cattolica in un “amarcord” ricco di suggestioni cromatiche ed evocative. “Cattolica fra luce e colore” è l’ultima mostra che propone ai visitatori presso il Palazzo del Turismo.
Fino al 31 dicembre, orario: 16 – 19.




Gli ‘Hybrid’ di Mauro Drudi

“… ibrido… la mescolanza… l’incrocio… il non puro che unisce purezze diverse prendendo da ognuna il meglio.”
L’idea nasce in un pomeriggio di settembre, durante un colloquio occasionale fra Juri Gabellini e Mauro Drudi, ex tennisti ed ex compagni di doppio. Gabellini annuncia l’imminente presentazione di due modelli Porsche con motore ‘ibrido’ e Drudi ne elabora artisticamente il concetto.
Mauro Drudi, presidente di Melodica – associazione senza scopo di lucro – nasce a Cattolica quasi cinquant’anni fa.
Talento precoce, fin da piccolissimo disegna e dipinge a tempera e ad olio su legno e su tela, usando indifferentemente pennello e spatola. Nel 1970, poco prima di compiere i sette anni, prende una pausa di riflessione che dura, a parte qualche sporadica parentesi, fino allo scorso agosto, quarant’anni di studi, motori, romanzi, musica jazz.




Natale, quelle omelie Fuoritempio

LA RIFLESSIONE

di Valerio Gigante – Luca Kocci

Le Chiese, così come tutte le “strutture” religiose, sono portate, per l’essenza stessa per le quali sono state create, nonché per la loro vocazione postcostantiniana, alla conservazione dei rapporti economico-sociali di cui spesso si fanno garanti presso il potere politico

Nei Vangeli Gesù rappresenta spesso, per gli scribi ed i farisei, per i rappresentanti dell’istituzione, proprio la possibilità di cambiamento Al punto che Gesù si rivela sempre alle persone, mai all’istituzione religiosa

– Nel contesto sociale e politico le Chiese, così come tutte le “strutture” religiose, sono portate, per l’essenza stessa per le quali sono state create, nonché per la loro vocazione postcostantiniana, alla conservazione dei rapporti economico-sociali di cui spesso si fanno garanti presso il potere politico, a cristallizzare la realtà esistente, a contrastare qualsiasi rottura dell’ordine costituito. In una dimensione più profonda, il sacro può poi divenire anche il rifugio per chi sente su di sé l’insicurezza che sempre caratterizza l’esistenza cui si aggiunge – specie nei periodi di crisi – quell’insicurezza-precarietà che la società e l’ideologia dominante ci butta addosso. La religione-istituzione, in questi casi, può costituire la proiezione di una angoscia irrisolta, il risultato di una alienazione della propria soggettività nelle mani del potere.
È spesso infatti più comodo assolutizzare ciò che è relativo, tentare di fissare strutture, riti, leggi, dogmi, che si richiamino magari a qualche “legge naturale”, piuttosto che affrontare il rischio della storia, del divenire, del relativo. Ma dando risposte tranquillizzanti al nostro senso di inadeguatezza trasformiamo la religione in una sorta di nevrosi sociale, per la quale tutto diventa “assoluto” (nel senso etimologico di ab-solutumcioè sciolto da ogni legame con la realtà, la prassi) eterno ed immutabile, al prezzo però di impedire a noi stessi la necessaria crescita nella responsabilità.
Per dare una risposta alla nostra angoscia di morte, rischiamo così di disumanizzare la vita. O di farne un feticcio, come quando la gerarchia cattolica pretende di difendere una “vita” non meglio definita (ma appunto, non definibile in quanto valore non negoziabile e non disponibile) dal concepimento alla sua “fine naturale”.
Ma quella stessa gerarchia, mentre assume un rigore quasi assoluto nei confronti di questi due estremi, mantiene poi un atteggiamento piuttosto tollerante rispetto a tutto ciò che minaccia quello che si trova in mezzo a questi due “poli”, cioè la vita stessa.
Eppure, il cristianesimo è la religione del Dio che si fa uomo, dell’assoluto che si fa relativo, della “natura” che diviene storia. Di una incarnazione che avviene per il tramite di una donna del popolo, in una famiglia che oggi chiameremmo “di fatto”, ma che in ogni caso sfuggiva alle leggi ed ai costumi del tempo.
L’angelo Gabriele viene mandato ad annunciare la nascita di Dio in una regione, la Galilea, che era disprezzata. In una cittadina, Nazaret, periferica e malfamata («Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?», Gv 1,46). Addirittura, porta questo annuncio ad una donna, e ad una donna del popolo. E Gesù nasce da un uomo ed una donna in fuga, profughi, migranti del tempo. Un Dio che accetta, quindi, la sfida del divenire, della precarietà, dell’essere con.
Per questo, alla religione che tenta di imprigionare la fede dentro i rigidi recinti del sacro, si contrappone, da sempre, una fede che assume la sfida dell’autonomia da ogni modello, autorità o autoritarismo. Del resto, è Gesù stesso che nel Vangelo invita chi intende seguirlo a rinnegare il proprio padre e la propria madre. E sempre Gesù a preconizzare la distruzione del Tempio e la sua ricostruzione in tre giorni. Ma il Tempio che viene riedificato è quello stesso della persona di Gesù. Un tempio di carne e di sangue, fondato sulla parola, per sostituire quello fondato dalla legge.
Ed è esattamente questo il senso delle “Omelie fuoritempio”, giunte al loro terzo ed ultimo volume: non perché chi predica nel tempio o lo frequenta sia da biasimare. Tutt’altro: non è raro che anche nel tempio si levino voci profetiche. La questione è che nel tempio tutto si può proporre, meno che il cambiamento. Le novità, nell’istituzione religiosa, vengono viste con paura, con preoccupazione, come un attentato alla sicurezza, alla “verità” che è sempre una verità già data, immutabile, e mai verità in divenire. Nei Vangeli Gesù rappresenta spesso, per gli scribi ed i farisei, per i rappresentanti dell’istituzione, proprio questa possibilità di cambiamento Al punto che Gesù si rivela sempre alle persone, mai all’istituzione religiosa. E che i luoghi più pericolosi per Gesù sono sinagoghe e templi; i più sicuri, quelli frequentati da pubblicani e prostitute. “Fuori” dal tempio, quindi. Ma dentro la storia. Per liberare la parola dalla prigionia delle cattedre, dei pulpiti, da ogni esclusività (perché spesso le parole “imprigionate” dal tempio sono parole che escludono, anziché includere). E per ribadire che essere obbedienti alla Parola significa essere disobbedienti al dogma.
*Introduzione al volume Fuoritempio. Omelie laiche. Anno A (Di Girolamo, Trapani, 2010)
Fuoritempio. Omelie laiche. Anno A
Tra gli autori delle omelie, Aldo Antonelli, Giuseppe Barbaglio Marcelo Barros, Luigi Bettazzi, Ortensio Da Spinetoli, Vitaliano Della Sala, Giovanni Franzoni, Jacques Gaillot, Elizabeth Green, Raniero La Valle, Alberto Maggi, Ettore Masina, Martino Morganti, Raffaele Nogaro, Alessandro Santoro, Felice Scalia.
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