La Bcc di Gradara investe sui giovani

BCCG – FUTURO

– La Banca di Credito Cooperativo di Gradara continua ad investire sui giovani del territorio. Prendendo spunto dalla “Giornata del Risparmio”, che ricorre ogni anno il 31 ottobre, il Consiglio di Amministrazione, sempre sensibile a tali temi, ha ideato il progetto “Risparmio Giovani”, deliberando che, a tutti i figli o nipoti di soci che nel corso del 2010, abbiano compiuto 6 anni e che si siano iscritti alla I^ elementare, la Bcc di Gradara regalerà un libretto di risparmio al Portatore sul quale sono versati 100 euro, a titolo di “benvenuto” fra i clienti della Banca.
Se al compimento dell’11° anno, momento di iscrizione alla I^ media, il libretto sarà ancora attivo, la Banca effettuerà un ulteriore versamento di 150 euro, come contributo per l’inizio di una nuova fase della loro vita.
“La Bcc di Gradara – afferma soddisfatto il presidente Fausto Caldari – ha fra i suoi compiti istituzionali, da 100 anni, quello della tutela del risparmio dei suoi soci e dei suoi clienti, ed anche quello di aiutare i genitori a trasmettere questi valori, come il risparmio, alle giovani generazioni”.
“La somma versata – continua nelle motivazioni il presidente – vuole solo essere un segnale ed un richiamo che vogliamo dare, per ricordare, ai giovani e meno giovani, che il risparmio è un valore che dura nel tempo, da non dimenticare nei momenti felici, perché può essere di grande aiuto nei momenti difficili. Oggi, inoltre ci sembra opportuno rivalutare un po’ la ‘formica’ che in questi anni è stata troppo trascurata da quelli che ascoltano il canto estivo della “cicala”, dimenticando che poi arriva anche l’inverno!.

BCCG – CULTURA

Bcc Borse di Studio, pomeriggio di giovani emozioni

– Un appuntamento annuale diventato un piccolo classico. Sono le borse di studio “Guido Paolucci” e il Premio “Giovani Talenti” della Banca di Credito Cooperativo di Gradara rivolte agli studenti più meritevoli delle province di Pesaro–Urbino e di Rimini. A Cattolica, in novembre, un teatro della Regina affollato ed una platea ricca di autorità. Erano presenti: il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci, il vice-presidente della Provincia di Rimini Carlo Bulletti, l’onorevole emiliano Gianluca Benamati e i Sindaci di Cattolica, Gabicce e Gradara.
Andrea De Crescentini, responsabile Comunicazione e Relazioni esterne della Banca, ha coordinato gli ospiti; il primo intervento è stato del Presidente della Bcc di Gradara Fausto Caldari, che nella sua relazione ha ricordato la figura del Prof. Guido Paolucci, a cui è dedicata la Borsa di studio e ha ricordato le peculiarità della banca nel sostenere il territorio, le famiglie, le imprese, i giovani, tornando a parlare anche di risparmio, soprattutto di questi tempi. La relazione è stata conclusa con una bellissima citazione, quanto mai pertinente, che recitava: “Quando fai progetti per un anno, semina grano; quando fai progetti per un decennio, pianta alberi; quando fai progetti per la vita, educa giovani”.
I ragazzi vincitori
I 34 studenti della scuola secondaria di I grado, vincitori di un buono da € 250 ciascuno: Andrùccioli Matteo, Baldinini Andrea, Bertineschi Luca, Borlenghi Matteo, Carloni Maria Chiara, Carnali Alberto, Carnevali Gianmarco, Castigliò Matteo, Ceccarelli Laura, Coda Speranza, De Angelis Antonio, Di Stefano Marco, Dominici Mattia, D’urso Carmen, Galli Eugenia, Gasperini Valeria, Guagneli Sofia, Lagò Leonardo, Magi Benedetta, Mainardi Emanuele, Marino Monica, Masi Laura, Mercantini Elena, Morri Virginia, Nicolini Chiara, Pasini Alice, Pasini Martina, Polini Elena, Raffaelli Caterina, Roibu Mihaela, Ruggeri Maria, Serafini Lisa, Sorcelli Francesco, Zandoli Silvia.
I 30 studenti della scuola secondaria di II grado, vincitori di un buono da € 500 ciascuno: Alessandroni Emanuele, Angiolini Giacomo, Balzi Alex, Belardinelli Eleonora, Bianchi Jessica, Biotti Alessandra, Bologna Martina, Conti Valeria, Contini Giulia, Di Luca Filippo, Farina Giulia, Ferri Francesco, Foschi Cassandra, Fraternali Francesca, Galli Angelica, Guiducci Francesca, Liu Wen Wen, Maestrini Luca, Marchetti Luca, Marini Valentina, Moroncelli Davide, Matteoni Elisabetta, Meluzzi Martina, Montevecchi Valentina, Passalacqua Maria Adelaide, Raschi Michelangelo, Rossi Federico, Scolari Martina, Vandi Giulia, Zonzini Nicola.

Riccione bella marineria quanto sconosciuta

– “Il percorso del futuro passa per le testimonianze, la vita, la storia del passato”. Forte di questo valore la Banca di Credito Cooperativo di Gradara da anni si sta facendo promotrice della pubblicazione di libri su vicende e fatti locali. L’ultimo è dedicato a Riccione. Lavoro di Carlo Volpe e coordinamento di Maria Lucia De Nicolò , “Gente e mestieri del Litorale di Riccione” (208 pagine), viene presentato l’11 dicembre a Riccione, Palazzo del Turismo, ore 16.30.
Dice il presidente, l’architetto Fausto Caldari: “E’ la nostra prima iniziativa culturale qui a Riccione, ma la Bcc di Gradara non è certamente nuova a manifestazioni di questo tipo. Nel tempo, ha saputo abbinare alla sua caratteristica attività bancaria, iniziative culturali di grande interesse, tese alla valorizzazione dei nostri luoghi, alla riscoperta di storie locali ed antiche memorie, a presentare e promuovere artisti e scrittori residenti od operanti sul territorio.
In questi ultimi anni, abbiamo promosso diverse iniziative editoriali ispirate alla riscoperta della cultura del mare e della storia delle comunità costiere. Sono stati affrontati argomenti di carattere marittimo che spaziano dalla storia economica e sociale, a quella antropologica, dall’esame del paesaggio storico, alle tecniche di navigazione e di pesca, dall’archeologia navale, alla nascita del fenomeno balneare e alla progettazione di città giardino legate al turismo”.
”Il volume riccionese – continua Caldari – rientra in questo filone di conoscenza, di promozione dei luoghi, perché riporta in luce, un paesaggio costiero e le attività sulla spiaggia e sul mare della gente di Riccione, in un passato non remoto, che il boom economico in pochi decenni è riuscito a cancellare.
Si rivivono le imprese lavorative degli uomini impegnati nella pesca delle vongole col supporto di lance, lancette, e battane che si tenevano ormeggiate alla foce del Marano, o lungo il Rio Melo. Si viene a conoscenza dei trasporti via mare di ghiaia, di sassi, e perfino di cocomeri, durante il periodo estivo, nei momenti di fermo pesca. Si viene a sapere delle migrazioni stagionali di molti personaggi, in altri spazi marini. Anche le donne, molto spesso dimenticate nelle rievocazioni del passato emergono dall’ombra. Insomma, il volume è un bellissimo spaccato che regaliamo ai riccionesi e non solo”.
Il volume viene regalato ai presenti.

“Conosci il territorio” tappa a San Severino

– Un’altra meraviglia fatta “scoprire” dalla Bcc di Gradara ai soci e non solo. Si tratta di San Severino, una delle cittadine più belle delle Marche. Famosa per la piazza più larga d’Italia ed un borgo di una bellezza mozzafiato, l’occasione è stata la mostra “Le Meraviglie del Barocco nelle Marche”, curata da Vittorio Sgarbi. Tappa lo scorso 20 novembre, si è trattato dell’ultima gita del progetto culturale “Conosci il territorio”, volto a far apprezzare l’arte a pochi chilometri da noi. Le ultime tre uscite: Faenza, Rimini e San Severino Marche. Prossimamente gli appuntamenti per il 2011.




Bocce, la bellezza dello sport minore

SPORT E SCUOLA

– Un’ora di sorrisi e divertimento per i ragazzi della VC Repubblica di Cattolica lo scorso 19 novembre. Stanno seguendo un corso di bocce fatto di cinque appuntamenti presso la Bocciofila di Cattolica presieduta da Livreo Valeri. Un corso che ha come insegnante il Mourinho degli allenatori. Si tratta del gabiccese Edo Mattioli, mister del Montegridolfo, campione d’Italia in carica e squadra da battere. Per poter essere il più utile possibile ai giovani, Mattioli ha anche tenuto un corso, “Educazione di attività motoria e giocosport nella Scuola Primaria”.
Dice il signor Livreo: “Si tratta di un progetto del Coni volto a far conoscere gli sport minori, che a Cattolica ed in Italia come numero di tesserati viene immediatamente dopo il calcio. Insomma, così minori poi non siamo”. Cattolica, insieme a Montegridolfo, ospita uno dei palazzetti di bocce (quattro campi) più belli della provincia di Rimini.




Karate Cattolica, promosse 4 atlete

Le ragazze sono: Serena Abel, Giorgia Benvenuti, Silvia Gennari e Mara Tosi che hanno conquistato il 2° Dan.
Agli esami erano presenti oltre duecento atleti. Le ragazze agoniste dello Shotokan Karate Cattolica si sono distinte per il loro alto livello tecnico ed agonistico.
Soddisfazione e complimenti da parte dei tecnici e dirigenti tutti.

Brescia, marzo 2010: Campionati italiani.
In alto da sinistra: Marco Vanzolini, Maikhail Morotti, Enrico Gabbanini (Campione italiano in carica). In primo piano da sinistra: Serena Abel (campionessa italiana in carica), Noemi Facondini, Mara Tosi, Silvia Gennari, il maestro Raffaele Sabbatini. Assente Giorgia Benvenuti.

http://www.karatecattolica.it/




Amarcord di Dorigo Vanzolini




Md, Morosini segretario

Un grande successo personale che ha riconosciuto il suo impegno, le competenze e la sua caratura morale. Magistratura Democratica è uno dei 4 gruppi di cui si compone l’Associazione nazionale magistrati (Anm), l’organo sindacale della magistratura italiana. Morosini è oggi uno dei magistrati in prima linea contro la criminalità organizzata, prima di tutto la mafia. Questo nuovo ruolo lo porterà ad avere rapporti di grande responsabilità negli incontri istituzionali e politici, non solo in Italia.




Tombari, premiato a Seul

Si è classificato primo con la premiazione presso l’università Cà Foscari alla presenza dello stesso Ko Un e di altri personaggi della letteratura italiana.
A questo punto ha partecipato allo stesso concorso a livello internazionale, nel quale si è classificato tra i primi cinque, con conseguente invito di una settimana a Seoul a carico dell’istituto stesso. Oltre a lui sono stati premiati altri quattro studenti provenienti rispettivamente da: Messico, Inghilterra, Spagna e Taiwan.
Il soggiorno a Seoul, 17-22 novembre, ospiti della Korea Literature Translation Institute dove si è svolta la cerimonia di premiazione ufficiale.
Il saggio di Federico Tombari “In solitudine accendo la luce – saggio critico sul poeta Ko Un” è ricco di riflessioni letterarie, termina con i versi della poesia “Quotidianità nostalgica”, a suo parere la più bella del poeta coreano:

C’è chi dice di avere ricordi di mille anni fa
E chi dice di avere visitato i mille anni del futuro
In una giornata ventosa
Io aspetto l’autobus




Santi, vita per la ceramica d’arte

SGUARDI D’ARTISTA

di Annamaria Bernucci*

– Malgrado una vita trascorsa in Romagna, tra Rimini e Faenza, l’accento laziale è ancora forte, connaturato; come lo sono i profondi legami con quella terra di Tuscia, nel viterbese, dove Gian Franco Santi, classe 1936 è nato ed è cresciuto sino agli anni dell’adolescenza. E’ lui, artista ed espertissimo ceramologo a raccontarci dell’avventura umana ed artistica del padre Luigi Santi, cui deve la passione e l’inclinazione per l’arte della ceramica.
Faentino di origine e per temperamento, come sottolinea il figlio, Luigi, nato nel 1907 era “ceramista integrale per scelta di vita, capacità e creatività”. Luigi Santi si era formato a Faenza allo storico istituto Ballardini dove era stato discepolo dello scultore Domenico Rambelli.
Poi nel 1927 si trasferisce a Civita Castellana per approfondire la tecnica nelle locali fabbriche specializzate nella ceramica. L’intero comprensorio già allora è famoso per la fiorente produzione ceramica (celebre nell’antichità quella falisca del IV secolo a.C. di imitazione attica, ma anche nell’età moderna per i decori come il motivo a ‘ticchiolo’ e la tecnica cosiddetta a ‘stoffa’) e godeva di una ricchezza insuperabile di argille legate alla attività vulcanica dell’area (come le lave leucitiche e il tufo rosso).
Nel 1931 Santi sposa Elvira Ciampicacigli da cui avrà tre figli. A Civita dopo il 1947 in società con Pellegrini crea un proprio laboratorio che dava lavoro a una dozzina di addetti.
Il ritorno in Romagna diventa possibile con il progetto di uno stabilimento ceramico a Miramare aiutato e spinto da Goffredo Biancoli, poi suo socio, e consulente ceramico.
Nel 1952 l’azienda prende il nome di Ceramica Riminese. A Miramare in via Lisbona (traversa di Viale Oliveti) dove ha sede confluiscono maestranze specializzate provenienti dai diversi centri ceramici specie dell’Italia centrale, diviene ben presto un centro aggregativo di scambio culturale e tecnico, punto di riferimento per i cittadini e i turisti attratti dal valore artistico e funzionale delle ceramiche.
Tuttavia dopo anni di lavoro e di sacrifici nel 1961 Luigi Santi chiuse il laboratorio di Miramare, tra non pochi compromessi e difficoltà. Da quella data trasferisce la sua attività a Cattolica, prima in via Nazionale Adriatica in ampi locali (oggi corrispondenti al grande negozio di giocattoli che si affaccia sulla stessa strada) poi a partire dalla fine del 1967 in via Ferrara.
Il laboratorio di Cattolica dava lavoro nei momenti di massima produttività a circa 20 operai, tornianti e decoratori, i primi provenienti soprattutto dall’area di Civita Castellana e Gualdo Tadino e i secondi da Faenza. La produzione era incentrata sulla ceramica artistica che garantiva il mantenimento di due negozi per la vendita al dettaglio con particolare riferimento alla utenza turistica che d’estate riversava attenzione alle cose d’arte, per investimento e per souvenir: uno in piazza 1° Maggio e un secondo a Gabicce Mare, entrambi retti lungamente (1967-2000) dalla figlia Gabriella Santi che negli anni riminesi si era occupata degli aspetti logistici e delle spedizioni in tutta Italia delle ceramiche Santi.
Creativo, gioviale, incline alla facezia nelle sue relazioni esterne quanto forse introverso nei momenti più riflessivi, Luigi Santi rappresenta una figura di artista talentuoso e istintivo nel tratto e nel segno, e soprattutto nell’inventiva e nella perizia con cui trattò la ceramica. Del tutto fuori dalle diatribe e dalle relazioni che imperversavano in Romagna negli anni ’50-’60 sui temi d’arte, tra fazioni di figurativi e astrattisti, Santi incarna senza confronti diretti, libero nella sua bottega, il ruolo dell’artista-artigiano.
L’occasione offerta oggi tramite la disponibilità degli eredi e dei collezionisti di poter esporre alcune delle opere ceramiche e una parte del copioso ed inedito corpus di disegni originali rappresenta sicuramente un momento importante di riscoperta e di valorizzazione di questo artista.
L’intero percorso dell’attività di Santi è attraversato da energia spontanea e ironia, nutrendo sempre la propria naturale manualità con una fantasia curiosa e bizzarra.
Veloci disegni a punta di china, a matita, a volte irrorati di carboncino o acquerellati: il segno di Santi che ha un corrispondente figurativo irriverente e divertito possiede una cifra personalissima, è sciolto, costruito su una tecnica capace di piccoli virtuosismi. Sin dalla fine degli anni ’40 si mostrò sensibile interprete di ‘scene di genere’, macchiette e figure che caratterizzano la sua estrosa produzione: è la gente di strada, del circo, le comari, i pensionati, i pescatori, i bevitori d’osteria, i saltimbanchi, i cacciatori che entrano vivaci e burleschi in un repertorio traducibile anche per le decorazioni ceramiche, un ‘teatrino’ della vita privo di retorica ma nutrito di ironia e di affetto. E di qualche malinconia.

*Direttrice della Galleria comunale S. Croce di Cattolica

LA MOSTRA

“Luigi Santi (1907-1981) Ceramista e disegnatore”,
Galleria Comunale S. Croce.
19 dicembre 2010 – 13 febbraio 2011




Regali natalizi in sostegno Ageop

SOLIDARIETA’

Sarà possibile acquistare oggettistica d’arte, prodotta dalle volontarie dell’Ageop e delle sostenitrici, presso la sede di V. Milazzo 2 (Palazzo del Turismo) che per l’occasione rimarrà aperta dalle ore 10.00 alle 12.00,fino al 6 gennaio 2011.

Info: A.G.E.O.P.
0541-961346
339 6852944




Una poesia per Clarissa

A Clarissa,
la mia forza.

ANGELO

Fisso il muro.
Sguardo perso: il vuoto.
Susseguirsi di stati;
paura, rabbia, tristezza,
amore, passione, dolore, morte.
Sputo l’anima…
Poi la luce: è un angelo.

Davide, il babbo




Teatro della Regina, Cartellone di dicembre

– 11: “El let di Mastric” (dialettale) – Compagnia teatrale ‘Il Guitto’ di Fano.
– 14-15: “Love Machines” (prosa), Kataklò – athletic dance theatre.
– 17: “Personaggi” (comico) – di Michele Serra e Antonio Albanese – con Antonio Albanese.

Teatro della Regina.
Inizio spettacoli ore 21,15.
Info: Tel. 0541-966778.
teatro@cattolica.net