San Marino, su per Cèzanne, Renoir, Monet

ARTE & TURISMO

di Paola Piazza

– Monet, Cézanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia. San Marino incontra l’impressionismo. Nella bella cornice di Palazzo Sums, in centro storico a San Marino, si sta svolgendo la prestigiosa mostra di pittura “Monet, Cézanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia”. Si tratta di un approfondimento della contemporanea mostra “Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon” a Castel Sismondo in Rimini. Indubbiamente le due esposizioni, pur essendo autonome, sono collegate dal medesimo filo conduttore, sono una il proseguimento dell’altra; tuttavia qui a San Marino, si possono trovare spunti di riflessione e di approfondimento del percorso riminese.
L’intento dei due eventi è quello di mettere a confronto una pittura ancora legata all’accademia, quindi al rigore ed alla perfezione formale e che lasciava poco spazio ad arditezze stilistiche, con la nuova pittura che stava avanzando decisa: la grande corrente Impressionista.
Sulle pareti di Palazzo Sums, rimesse a nuovo per l’occasione, trovano posto 25 quadri d’inestimabile bellezza e valore, appartenenti proprio a quelle due scuole della pittura parigina del XIX secolo. I dipinti, accuratamente scelti, provengono dai musei di Boston, Columbus, Montpellier, Lille, Angres e dall’Ecole Nationale Supérieure des Beaux –Arts di Parigi.
Sono capolavori di Corot, Courbet, Monet, Cézanne, Renoir, Pissarro, Degas, Sisley e di alcuni Maestri del Salon.
L’approfondimento riguarda il fatto di proporre all’attenzione dei visitatori delle opere forse un po’ meno conosciute, ma che segnano svolte importanti nel percorso di ricerca stilistica dei Maestri Impressionisti, e che sono necessarie per avere una visione globale della produzione artistica di ogni singolo pittore.
Ecco quindi le tele raffiguranti i cavalli di Degas in corsa all’ippodromo di Longchamp, le opere di Pissarro e Sisley del periodo 1880, messe a confronto con lo stesso periodo in cui Monet dipinge a Vétheuil. Proprio a Vétheuil Monet vive un momento artistico strepitoso pur attraversando vicende personali molto dolorose. Qui è esposta la vivace e brillante tela dipinta sulle rive della Senna “Riva fiorita a Vétheuil”. In quel periodo il grande Monet prosegue la sua ricerca preannunciando la florida stagione dei dipinti a Giverny.
Vale inoltre la pena di soffermarsi un po’di più sull’intenso quadro di Cézanne “Autoritratto con berretto” del 1898-1899 circa. Qui Cèzanne si ritrae chiuso in sé stesso, pensoso, con i lineamenti scavati e con lo sguardo non diretto verso l’osservatore, ma che si perde fissando un punto di un luogo indefinito ed in un tempo senza tempo; il ritratto è piuttosto ravvicinato, in primissimo piano ed il volto del pittore si staglia su un fondo monocromo e sfumato.
Lo sfondo e la figura sono il risultato di pennellate che, procedendo una vicina all’altra, costruiscono le forme, campitura dopo campitura. Il punto luce è dato dal colletto bianco della camicia e dalla barba.
Il colore del volto è cangiante e luminoso, così come vuole la tradizione della scuola “en plein air”.
Un altro approfondimento utile a capire l’evolversi degli Impressionisti e degli artisti del Salon è dato dal quadro “Piccola cantante italiana di strada” di Bazille messo a confronto con “Giovane curiosa” del pittore del Salon Bertrand.
Tutta la mostra procede così, in un continuo susseguirsi di storie raccontate in quel linguaggio pittorico che, nella Francia della seconda metà del 1800, tocca uno dei suoi momenti più alti.
La mostra è stata curata, organizzata e presentata da Marco Goldin di Linea d’ombra in collaborazione con la Fondazione San Marino – Sums, con la Società Unione, Mutuo Soccorso, con la Segreteria di Stato della Cultura, con La Segreteria per il Turismo, e con gli sponsor Ceramica del Conca S.p.A e Gruppo SIT S.A. L’evento inoltre è stato organizzato in sinergia con la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. L’investimento economico (circa 500 mila euro) e le difficoltà superate sono state notevoli, soprattutto per l’adeguamento della struttura espositiva.

Aperta fino al 27 marzo 2010.

La riflessione

La prima volta

– E’ la prima volta che la Repubblica di San Marino, che è Patrimonio dell’Unesco, ospita una mostra d’arte di tale caratura. E’ un’occasione imperdibile per lanciare una grande sfida: dare propulsione ad un turismo che sia anche culturale. Chi raccoglierà la sfida e proseguirà su questo nuovo percorso volto a fare dell’antica e stupenda Repubblica di San Marino una mèta culturale da non perdere?




L’anima di Rimini e l’arte

E’ uno di quei libri che tutte le famiglie riminesi dovrebbero avere e regalare. Racconta prestigiose vicende della propria vita passata. Durante la presentazione del lavoro, Pasini ha intrecciato il patrimonio artistico della città dalla fine dell’800 ad oggi con il rapporto che i riminesi hanno con il loro patrimonio artistico, con le loro strade, piazze, angoli. Un rapporto indifferente e egoista.
Pasini: “Sono due secoli nei quali piano piano si prende coscienza del nostro patrimonio artistico. Sono vicende molto varie”. In queste vicende varie, Pasini narra il periodo napoleonico (trenta opere riminesi finite a Milano ma tante distrutte). Sempre nel periodo napoleonico, il salvataggio della statua di Paolo V in piazza Cavour, trasformata in San Gaudenzo nei simboli. La politica riminese (che è poi l’umore della città) ha visto l’arte sempre qualcosa da ricchi e spiriti eletti. E non è un caso che il Comune ha poco partecipato al restaurato dei suoi monumenti. Ma ci sono stati anche slanci personali. L’evento culturale più importante degli ultimi 200 anni è stata l’apertura del Museo della Città a metà anni ’90.
Per l’editore Massimo Panozzo questo libro è: “La 52^ microstoria. Una delle tante pietruzze che vanno a formare uno spaccato di Rimini”.




Equamente sbarca in Palestina

– Emergenza Palestina come piatto forte di Equamente. Forse, però, sarebbe meglio esprimere quella che di fatto è una situazione di stallo che perdura ormai da tempo immemore a riguardo di attività, progetti, aiuti internazionali. Sarà uno degli argomenti centrali della kermesse che, da diversi anni, accende il Natale, e non solo, all’insegna del dialogo interculturale. Equamente aprirà le sue porte il 4 dicembre per concludersi il 6 gennaio, con un ricco programma di eventi che si svolgono tra Rimini e Riccione, per far sentire la voce dei popoli in un progetto globale di sviluppo equo e sostenibile.
Ritornando alla Palestina, poco sembra essere cambiato in un territorio dilaniato da anni di guerra più o meno recepita nel resto del mondo. La manifestazione riminese vuole porre quindi l’accento su questa terra, per presentare l’attività delle associazioni di solidarietà internazionale del territorio, la loro esperienza diretta, i successi e le criticità. Dopo gli Incontri del Mediterraneo, in programma a novembre e dedicati all’Israele che cerca il dialogo, il volontariato locale si interroga sull’altra sponda di questo conflitto, con una serie di iniziative che trovano il loro apice nell’incontro su “Cooperazione e costruzione della pace in Palestina”, in programma lunedì 13 dicembre, alle 21 nel Palazzo del Podestà in piazza Cavour a Rimini, dove le associazioni che operano in questi territori si confronteranno su progetti e metodologie di intervento.
Ma Equamente non è solo questo. Il programma della manifestazione quest’anno è strutturato in sei sezioni: mostre, Palestina, incontri, proiezioni e spettacoli, eventi per bambini e a Riccione.
Come ormai tradizione il tutto prende il via con l’inaugurazione delle esposizioni al Palazzo del Podestà a Rimini, il 4 dicembre alle 16, in presenza di Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, in rappresentanza di Associazione per la Pace. Ancora una volta i visitatori potranno perdersi tra i manufatti provenienti da tutto il mondo nella mostra mercato del commercio equo/solidale (fino al 31 dicembre) o ammirare le varie rappresentazioni della natività proposte da “I presepi dal mondo”, a cura della Caritas e delle associazioni di immigrati. Mentre all’osteria Harissa, si andrà a “Lezioni d’Africa” con i 16 scatti dalla Tanzania curati dall’associazione Karibuni (fino al 6 gennaio).
Non mancheranno poi due esposizioni a tema, quali “Hebron, architettura e mistero della città antica” e “Ricamare una vita – Alla ricerca delle radici nell’arte del ricamo palestinese”. A cui fanno da contraltare, nella sezione dedicata alla settima arte, le proiezioni nella Cineteca comunale di via Gambalunga a Rimini, dei due documentari “Gaza, guerra all’informazione” di Anna Maria Selini e “Sotto Tregua Gaza” di Giuseppe Baresi e Maria Nadotti (giovedì 16 dicembre). Inizio alle 21.
E poi i momenti legati alle attività svolte dalle associazioni in Africa, Asia e America Latina. Come l’“Arboreto Cicchetti in festa”, a Riccione in via Bufalini, con il weekend all’insegna dell’economia sociale e solidale (sabato 18 e domenica 19 dicembre), o lo spettacolo “Bestie feroci” a cura dell’associazione Una Goccia per il Mondo, mercoledì 5 gennaio nel Teatro del Mare di Riccione (via Don Minzoni, 1).
Il programma dettagliato della manifestazione è consultabile su www.volontarimini.it
Per informazioni, Casa della Pace tel. 0541 50555

Per informazioni: Volontarimini
tel. 0541 709888 – upandgo@volontarimini.it




A Riccione con le bocce danzano la vita

SGUARDI

– Circa una ventina di anni fa. “Non ti dispiacerebbe leggere le cose che scrivo?”. “Ok, fammele vedere!”. Passano alcuni minuti. “Belle storie: vive, piacevoli, eleganti”. Tutto questo era Pasquale D’Alessio, quando scriveva racconti per sé e pochi intimi. Poi la poesia della vita lo ha incontrato e si è cimentato con la difficile arte che forse non sarebbe altro che l’ultimo scalino prima di Dio, diceva il grandissimo giornalista, e credente, Igor Man.
Dopo “Settembre”, D’Alessio ha appena pubblicato il secondo volumetto di liriche, “Giocatori di bocce” (pagg. 28, Raffaelli Editore). Da questo gioco antico, nobile e coinvolgente, l’autore ha intrecciato l’Unità d’Italia, l’amore, le case dei protagonisti, la pura e le speranze. Insomma, l’uomo nudo.
Riccionese di origine napoletana (nato a Somma Vesuviana), due figli, una moglie molto attraente scomparsa prima del tempo, Pasquale D’Alessio è di un’eleganza di pensiero e modi connaturata; gli appartiene pure la battuta. Una volta ad un amico che con leggerezza insinuante gli faceva notare la sua meridionalità, rispose: “Quando noi conoscevamo l’altro sesso, voi eravate ancora barbari”.
“Bisogna ammetterlo – scrive Gianfranco Lauretano nell’introduzione -, ci vuole un po’ di coraggio a scrivere un libro sui giocatori di bocce della riviera romagnola. Pasquale D’Alessio evidentemente ce l’ha. …il poeta si è fermato, durante le sue passeggiate a Riccione, a guardare proprio loro, i giocatori di bocce, nell’atto di compiere questo rito un po’ senile (‘Portano il costume di /Mia mamma, le donne che /Giocano a bocce’), d’altri tempi si direbbe, se ancora torme di estimatori non si raggruppassero attualizzandolo dietro gli arenili, anzi ‘le cabine’, per assolvere gustosamente a questo rito che è anche un po’ sacrale. E ovviamente il poeta non sta fermo, coglie anzi attraverso i movimenti esatti e misurati del prendere la mira, il dialogo tra il giocatore e le bocce fino al ‘bacio’ del boccino (l’incontro di esso con una boccia maggiore) la metafora della vita…”.
Il libro viene presentato a Villa Mussolini il 17 dicembre alle 17. Presenziano: il raffinato editore Walter Raffaelli e il critico Gianfranco Lauretano. Vale sempre quell’adagio: i libri non vanno raccontati ma letti. Questo appartiene a quello della categoria con la “testa ben fatta” contrapposta a quella ben piena”, come direbbe il matematico francese Ellia.
(g. c.)




La storia per capire presente e “prevedere” il futuro

In fondo, nonostante la tecnologia, l’essere umano è rimasto quello di sempre. C’è una classe dirigente, c’è un’organizzazione, c’è una ricchezza da spartire. Ci sono la giustizia e l’ingiustizia. Ci si pone la domanda: a che cosa serve l’uomo.
La biblioteca comunale di Riccione ha organizzato un bel ciclo di incontri sul “Novecento”, invitando storici di sicuro valore. Il calanedario al Centro della Pesa, con inizio alle 21.
La Biblioteca comunale Centro della Pesa propone, a partire da giovedì 2 dicembre 2010, un ciclo di incontri e conversazioni sulla storia contemporanea dal titolo “Il Novecento”. Questo il programma che è iniziato lo scorso 2 dicembre e finisce in aprile.
 
9 dicembre – Marco Palla: “Il fascismo e il nazismo”.
 Salto poi in marzo.
3 marzo – Nicola Labanca: “Colonialismo e neocolonialismo”.
    10 marzo – Marcello Flores: “La guerra fredda”.
  24 marzo – Maurizio Ridolfi: “La democrazia repubblicana e il processo di costruzione europeo”.
 31 marzo – Alberto Melloni: “Il Concilio Vaticano II”.
 7 aprile – Domenico Losurdo: “La globalizzazione: una storia lunga e ricca di conflitti”.
 14 aprile – Patrizia Gabrielli: “Donne e cittadinanzna nel Novecento”.

 Il programma degli incontri è stato definito in collaborazione con Stefano Pivato, riminese, rettore dell’Università di Urbino.




Silvano Menghi: “Led, Sme ha tecnologia all’avanguardia”

Silvano Menghi è fondatore e amministratore delegato della giovane azienda, ma con alle spalle alcuni decenni nel settore elettrico civile e industriale. Sposato, due figli, grande passione per la terra (lavoro, semina, raccolto e fortuna come metafora di vita), è un morcianese originario di San Clemente.
Come mai questo ingresso nel settore dell’illuminazione a tecnologia led?
“La passione, il gioco ed anche un orizzonte industriale interessante. Da sempre, subisco l’attrazione verso le nuove tecnologie legate al mio settore. E non solo. Il led è qualcosa di straordinario: il risparmio energetico giunge anche oltre il 60 per cento rispetto alla classica. Non ha manutenzione e la durata del led è di 50.000 ore, ovvero 13 anni. Costa tre volte di più, però i guadagni sono indubbi. Inoltre, la qualità della luce è di gran lunga più naturale, più omogenea e meno stancante. Insomma, col led riposa l’occhio. Va sottolineato che ci potrebbero essere meno lampioni, con meno inquinamento luminoso; però deve essere cambiata la legge. Stesso discorso per quanto riguarda l’illuminazione per gli interni, sia civile, sia industriale”.
Oltre al led cosa altro caratterizza Energy?
“Abbiamo rinnovato il lampione con un nostro progetto. Abbiamo utilizzato il design, un mix di rigore ed eleganza, per i nuovi pali. Soprattutto, sono interfacciabili con sistemi di telecontrollo da remoto. utilizziamo. In pratica ogni palo è gestibile da un computer”.
Quali sono le vostre prospettive?
“Abbiamo installato la nostra tecnologia già a Roma, Torino, Perugia, Alba, Città di Castello, Terni, Sassofeltrio, Montegrimano, Tavullia, Carpegna, Fossombrone. Abbiamo siglato un accordo con un primario gruppo industriale italiano. Addirittura una casa vitivinicola ha utilizzato la nostra impiantistica. Il 2011 si presenta all’insegna del fatturato in aumento a doppia cifra. E sbarcheremo anche all’estero”.
Come si raggiungono tali risultati?
“Le imprese viaggiano sulle gambe degli uomini. Crediamo nella nostra tecnologia, nella nostra organizzazione, ma la forza è la professionalità e la serietà del nostro gruppo di lavoro: che è semplicemente al servizio della comunità e dei clienti. Un ringraziamento a tutti i collaboratori che mi hanno affiancato nello sviluppo dei progetti: Giorgio Ciucci, Giulio Arduini, Mattia Masini, Daniele Crescentini, Matteo Marconi, Jessica Rossi e Irina. E alla rete vendita che ha contribuito in maniera sostanziale all’affermazione del prodotto nelle persone di: Stefano Dini, Marco Grassi, Marco Carmine, Marco Tongella e la società Becit rappresentanze di Roma”.




Veterani, magnifico presepe

RELIGIOSITA’


Presepe di Maurizio Veterani (particolare)

– Per qualcuno è il presepe più bello della provincia di Rimini. I numeri: 40 metri quadrati, 500 personaggi animati, 14 metri di fronte. Tutti i mestieri, effetti sonori, effetti luminosi. E meteo. Da portare i figli. Gli amici. La morosa. Se stessi. Il magnifico presepe di Maurizio Veterani presso l’ex vivaio Cicchetti, via Bufalini, traversa di viale Ceccarini, lato monte, deve essere una delle mete natalizie.
L’infaticabile, estroso Maurizio ha creato un gioiellino di 40 metri quadrati, tempestati da centinaia di figure in movimento: oltre 500. Bellissimi anche gli effetti sonori e meteo: con pioggia e neve.
Il primo vagito del presepe risale all’89: un metro quadrato in un angolo di casa. Poi, fuori, passaggio sul porto, all’Abissinia. La casa colonica del parco. Il presepe è aperto da dicembre fino a tutto gennaio. Per le visite delle scolaresche sarebbe auspicabile la prenotazione. La segreteria di Famija Arciunesa è aperta il martedì, giovedì e sabato dalle 16.30 alle 19.
Aperto tutti i giorni dal 18 dicembre al 9 gennaio: 10.30-12.30 e 15.30-19.30. Natale: solo pomeriggio; 31 dicembre: solo mattino; 1 gennaio: solo pomeriggio. Aperto anche tutti i sabati e domeniche di gennaio.
Si trova nell’arboreto Cicchetti in via Bufalini (a 100 metri dall’ospedale Ceccarini). E’ comunque sempre in funzione la segreteria telefonica (0541-643884), alla quale si può lasciare la propria richiesta per poi concordare la visita.




Spigolature degli Scrondi

Cazzotti consigliari – Leggiamo: “Animata discussione fra consiglieri comunali: finiano preso a cazzotti da esponente Pdl e finisce in ospedale”. Tra ex si diventa feroci. Poi che adesso nel Pdl non hanno più tutti gli stessi ‘fini’…

A Fido, una prece – Leggiamo: “Quando la morte di Fido diventa business. Il Comune pensa ad un cimitero per cani e gatti”. Sulla tomba di un cane si porta un fiore o un osso?…

Brigitte Bardot – Leggiamo: “Da Saint-Tropez a viale Ceccarini, un Natale con BB. Una mostra dedicata all’attrice”. Riccione ha sempre nostalgia della mondanità e della bella vita. Ma anche questa, come BB invecchia e avvizzisce…

Martina sempre sexy – Leggiamo: “Pochi veli e pose sexy. Martina Colombari si racconta in 4mila autoscatti”. Siamo pratici, ne bastava solo uno, ma senza veli…

Censura – Leggiamo: “Blitz al Parco Tirso, via gli striscioni di protesta. Insorgono i comitati: ‘Sono stati gli uomini dello staff del sindaco. Gesto arrogante’”. Anche la sinistra di governo alle critiche risponde con la censura…

Massimo P., pensaci tu – Leggiamo: “Due cani in cerca di padrone. Il proprietario cambia città e non può più tenerli con sè”. Gentile sindaco, tra tanti ‘cagnacci’ che la circondano, vuol mettere due belli e veri amici dell’uomo…

Poltrone, effetti collaterali – Leggiamo: “Nomine e poltrone, bagarre in maggioranza”. Cortocicuito tra Sel-Sinistra Verdi-Pironi-Pd. Anche la sinistra per una poltrona s’incazza…

Frullati – Leggiamo: “Piano spiaggia, battaglia sui chioschi della frutta. La Confesercenti punta i piedi: si parte per vendere il melone poi si finisce a fare i caffè”. Ma i frullati di frutta li potranno fare?…

Sportello a doppio taglio – Leggiamo: “Dalla parte dei consumatori. Apre in Comune uno sportello per la tutela contro i disservizi”. I più maligni dicono che il primo reclamo sia stato fatto contro il Comune stesso…

Iper Riccione – Leggiamo: “No agli spot dell’iper nel ‘salotto’ della città. I commercianti insorgono”. La città si veste di Iper, ma in tempi di vacche magre molti negozi rischiano di chiudere. E il commerciante s’incazza!…

Riccione chiama Silvio – Leggiamo: “Le caldi notti riccionesi di Nadia Macrì, la escort che inguaia Silvio Berlusconi”. Come direbbe Antonio Albanese: “A lui gli piace u pelo…”.




Ial, serata per madre Teresa

LA SOLIDARIETA’

Giovanni Salvadori partirà tra breve per l’ultimo dei suoi innumerevoli viaggi. Destinazione Gomel, in Bielorussia, dove le missionarie di Carità di madre Teresa si occupano dei ragazzi vittime delle radiazioni seguite al disastro di Cernobyl. “Grazie all’impegno del direttore Paolo Semprini e della professoressa Katia Serafini abbiamo raccolto 1.100 euro in una sola serata. Ma soprattutto – continua Salvadori – grazie al generoso impegno degli allievi della scuola che hanno preparato e servito la cena. Hanno dato del loro meglio lavorando dalla mattina presto fino alle undici di sera”. Al denaro raccolto grazie alla cena allo Ial si deve aggiungere quello recuperato lo scorso anno e altre donazioni di amici generosi. Obiettivo, fare un bel regalo di Natale ai ragazzi malati di leucemia e deformazioni legate alle radiazioni: 6.000 euro.




Ginocchio, protesi con ‘consulto’ svizzero o americano

LA SANITA’

– Al paziente viene fatta una Tac tridimensionale o una risonanza magnetica, che serve agli ortopedici per valutare le caratteristiche della protesi da inserire nel suo ginocchio e per preparare gli interventi. Dopodichè si inviano con mezzi telematici i dati in Svizzera (in caso di Tac) o negli Stati Uniti (in caso di risonanza magnetica) da dove vengono “ritornate” all’ospedale “Ceccarini” di Riccione le maschere di taglio, vale a dire la “mappa” dell’intervento chirurgico.
Una modalità operativa sulla quale l’ospedale riccionese è arrivato primo in Italia, e che consente, negli interventi di protesi al ginocchio (un centinaio l’anno i casi attesi in provincia di Rimini) di accorciare i tempi chirurgici, minimizzare i rischi tra operatori e gli effetti collaterali, accorciare i tempi di ripresa e migliorare la funzionalità del “nuovo ginocchio”.
Tradotto: operazione più breve e meno rischiosa, tagli (e cicatrici) più piccoli, ripresa più veloce e un “nuovo ginocchio” che funziona meglio, rispetto all’intervento “tradizionale”.
Il primario dell’Ortopedia, Lorenzo Ponziani, ha fatto, su questo intervento, una vera e propria rivoluzione, introducendo una innovativa protesi prodotta dalla ditta Medacta. Lo scorso 4 novembre ha effettuato, assieme alla sua équipe, il primo intervento con la nuova protesi, sul ginocchio di una paziente riminese di 68 anni. Il “Rizzoli” di Bologna è arrivato “solo” una settimana dopo. Il “Ceccarini” si candida dunque a diventare centro di riferimento regionale (e non solo) per chi ha problemi al ginocchio.
Spiega Ponziani: “Il progetto MyKnee è un sistema di protesi di ginocchio che si avvale di guide di taglio su misura per ogni singolo paziente. Gli esami radiologici preoperatori permettono infatti la realizzazione di blocchi di taglio specifici per il caso da operare. Significa una cospicua riduzione del tempo chirurgico, nella estrema  semplificazione della procedura e degli strumentari, nella assoluta precisione delle resezioni in confronto alla semplice tecnica manuale ed anche nei confronti della navigazione intraoperatoria”.
Inoltre, da un punto di vista strettamente anatomico, “non occorre forare l’osso alla ricerca del canale midollare, né nella tibia, né tanto meno nel femore, con riduzione del sanguinamento, della possibilità di embolie adipose e della percentuale di sepsi – aggiunge Ponziani -. Infine, l’utilizzo del sistema permette di stabilire a priori la taglia protesica da impiantare, con riduzione dell’ingombro sia dello strumentario che del materiale protesico. Si tratta quindi di un sistema innovativo che rappresenta il futuro della protesizzazione del ginocchio”.
Tale intervento al “Ceccarini” è stato reso possibile anche dalla stretta collaborazione ed integrazione tra i professionisti e gli operatori dell’Ortopedia, della Radiologia (guidati dal dottor Fabio De Nicolò, nell’ambito della relativa Unità Operativa diretta dal dottor Enrico Cavagna), degli anestesisti e del personale di sala operatoria, nonché degli infermieri.
(F. P.)