Dogana Centro sociale, due mari a confronto

Il relatore è Renato Santi. Classe 1951, vive a Misano Adriatico, lavora a Riccione dove si occupa di turismo balneare.
Nel lontano 1982, assieme ad alcuni amici fonda il primo club subacqueo riccionese, il “Sub Mare Riccione” del quale è stato presidente. Fotografo subacqueo da oltre un trentennio, appassionato di biologia marina, collabora con diverse riviste specializzate: Mondo Sommerso, Mare, Tuttoturismo, per la quale ha fatto molteplici lavori come inviato.
Oltre ad essersi immerso nei mari Italiani, ha avuto esperienze in svariati mari tropicali (Mar Rosso, Oceano Indiano, Mar delle Filippine, Caraibico ecc.). La sua prima macchina subacquea è stata la mitica Calipso con un flash a lampadine.




Torri al cioccolato

espositori, spettacoli, scuola di cioccolateria e menù a tema. Non mancheranno gli stand gastronomici di cioccolaterie, gelaterie e pasticcerie provenienti da tutta Italia, dove acquistare e degustare. In piazza Grande Choco Area offrirà uno spazio tutto dedicato ai bambini con giochi, truccabimbi e tante attività che si svolgeranno nei due giorni della manifestazione.
Una novità dedicata a grandi e piccini, invece, è Gioccolato, un concorso a premi… golosi! Quindici negozi di Borgomaggiore, infatti, esporrano un’urna piena di cioccolatini: se indovinate il numero preciso dei cioccolatini ve li portate tutti a casa!




Lavoro, precarietà e assenza di giustizia

– Precarietà nel lavoro ed assenza di democrazia economica. Nell’edizione di quest’anno, la numero XXXVI, delle giornate internazionali del Centro Pio Manzù, dal 15 al 17 ottobre, al Teatro Novelli di Rimini, evento tra i più importanti nel panorama italiano, si è voluta giocare una scommessa: si è tentato di configurare modalità per affrontare le sfide che il ventunesimo secolo lancia, cercando di stimolare nella platea uno sguardo lungimirante e, per quanto possibile, positivo. Non a caso infatti l’evento si è concluso con il futurologo Hammond, che da molti anni studia le tendenze che influenzeranno gli affari e la società, il quale, dando grande risalto alle tecnologie e considerando le comunicazioni estensioni di noi stessi, vede una fitta rete di connessioni tra gli uomini e tra l’uomo e le cose. Questo dà, e darà sempre più, la possibilità di confrontarsi velocemente, di poter rispondere alle contingenze in tempi utili, agendo in sincronia, agendo come una grande squadra.
Le tecnologie sembrano allontanarci fisicamente; ed è vero. Offrono però la grande possibilità, che va sfruttata, di mantenere gli individui in perenne contatto, ovunque essi si trovino.
Questo è il nostro punto di forza. In questa realtà così complessa ed articolata stiamo perdendo il reale significato delle cose. Possiamo ritrovarlo solo attraverso la decostruzione di questa realtà, la sua semplificazione e razionalizzazione, affiancando all’intelligenza umana, l’intelligenza artificiale. (Susan Adele Greenfield, scienziata e scrittrice britannica).
La dimensione virtuale sembra quindi poterci venire in aiuto, in ogni aspetto di questa pietra poliedrica che è la società moderna, nel tentativo di limitare il più possibile gli effetti più tragici di questo cambiamento epocale: precarietà nel lavoro ed assenza di democrazia economica.
Grandezza e prestigio dell’iniziativa derivano dall’autorevolezza degli ospiti che annualmente vi partecipano chiamati da quel genio di Gerardo Filiberto Dasi, ma anche dall’impegno profuso in termini di informazione e pubblicizzazione. Ad oggi, grazie alla libera adesione di molti soggetti imprenditoriali nazionali, il Centro è in grado di fornire servizi quali ricerche ad ampio raggio su questioni socio – economiche e politiche; studi sulle scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche; progetti di formazione professionale e cooperazione internazionale.

di Laura Santoni




Una Croce blu per la Perla Verde

Sono 30 i volontari già attivi nel territorio sud della provincia di Rimini ma con il nuovo corso di formazione per “Volontari del soccorso” (aperto a chiunque sia interessato) la volontà è quella di infoltire le fila di chi presterà gratuitamente la propria opera a favore degli altri. Al momento la nuova sezione si appoggia in uno dei locali offerti in comodato ad uso gratuito offerto da uno dei soci. Restano pertanto gli stessi i riferimenti telefonici (0541 333222) e l’indirizzo mail (info@croceblu.info).
Con la nuova sede, l’obiettivo è rafforzare il rapporto con il territorio in sinergia anche con istituzioni e Ausl per ottimizzare gli interventi e in un’ottica di lavoro in rete. Scopo principale dell’associazione che opera in ambito socio-sanitario è, infatti, quello di portare un aiuto concreto a chiunque richieda il suo intervento attraverso i propri servizi erogati a favore di infermi, anziani, bambini, persone diversamente abili ed emarginati. E in un contesto come questo la presenza capillare sul territorio rappresenta un elemento fondamentale.
A Bellaria – Igea Marina, l’organizzazione nasce nel 2004. Ed in questi anni è cresciuta sviluppando un’ampia gamma di attività. Dal trasporto con ambulanza di malati, feriti, infortunati all’assistenza sanitaria e di pronto soccorso durante manifestazioni sportive ed eventi mediatici. Fino ai servizi di teleassistenza e telesoccorso erogati in collaborazione con l’Ausl per il monitoraggio e il supporto della popolazione anziana. Passando anche da iniziative di solidarietà internazionale con eventi a sostegno di una struttura sanitaria in Monzambico e l’adesione a progetti di cooperazione. Inoltre, partecipa nella protezione civile, a esercitazioni e missioni in ambito nazionale e internazionale, svolte in collaborazione con gli enti preposti.
Un altro settore rilevante per Croce Blu è quello dedicato alla formazione e informazione. I volontari sono costantemente aggiornati sui temi più rilevanti nell’ambito operativo, mentre per i nuovi adepti sono promossi dei percorsi ad hoc. Ma anche la cittadinanza non è esclusa da queste iniziative. L’associazione promuove infatti corsi di informazioni per interventi in caso di emergenza. Uno di questi partirà a ottobre e sarà rivolto alle forze dell’ordine che spesso si trovano a prestare soccorsi in occasioni di incidenti stradali e di gravi eventi naturali.
Per ulteriori informazioni sull’associazione è possibile consultare il sito www.croceblu.info

Per informazioni: Volontarimini
tel. 0541 709888 – upandgo@volontarimini.it




Addio a Piccioni, il signore delle terme

IN MEMORIA

di Lele Montanari

– Celestino Giorgio Piccioni è morto nella notte del 18 ottobre. Se n’è andato dopo tre anni di sofferenze; era stato colpito all’intestino. Lascia la moglie e due figlie.
Per i riccionesi era Giorgio, il signore delle terme. La città perde uno dei pochi veri imprenditori del turismo. Vecchio democristiano, era stato uno dei componenti del consiglio dell’Azienda di soggiorno (anni ’70). Poi aveva retto la presidenza degli albergatori (1973-1979). Dalla Dc passa al Pri, per il quale corre per il Senato della repubblica.
Uomo schivo, a volte burbero, ma da un cuore e una generosità inarrivabile. Nonché ligio al dovere.
La famiglia ha fatto la storia turistica di Riccione. Era la proprietaria dell’hotel Sarti (il cognome della mamma Giuseppina). Giorgio vende nel ’79 l’albergo ai Morri e acquista la colonia Burgo; è il nucleo delle terme. L’“acqua cioca” diventa Riccione Terme. Cambia anche nome alla zona. Nella cartellonistica diventa “Riccione Terme”. Nonostante i pochi aiuti da parte degli amministratori comunali, le terme crescono e si sviluppano. Tira su anche il PalaTerme, per sopperire alla mancanza di spazi della città. La struttura doveva essere gli inizi dello sviluppo di quella parte della città; invece così non è stato.
Nell’81, è uno dei soci-fondatore di Famija Arciunesa; nel ’90 diventa anche presidente.
Nel momento del massimo splendore economico, acquista la villa dell’ammiraglio Bigi sulle blasonate colline di Riccione. Di certo, una delle case più belle del Riminese. Lassù si può ammirare anche un Leone alato in pietra d’Istria con le tavole della legge della Serenissima.
Giorgio Piccioni da moltissime categorie della città è sempre stato giudicato con superficialità; in pochi credettero agli investimenti sulle Terme.
Prima della morte fisica, Giorgio Piccioni ha subito la morte morale. Venne accusato, il 5 giugno del 2008, di truffa dall’Ausl e messo agli arresti domiciliari; fu l’inizio della sua fine, dal mio punto di vista. Combattendo, dalle vicende giudiziarie ne uscì riabilitato con formula piena, in primo grado.
Gli attestati di gratitudine post mortem sono sempre graditi, purché genuini. Gli avrebbero molto giovato in vita. Il corpo è stato cremato; e le ceneri, messe in un’urna, adagiate nel cimitero vecchio. Caro Giorgio, che la terra ti possa essere lieve.




Confartigianato, Riccione sposa Trieste

Ha molti amici sia a Riccione, sia nell’entroterra. Pensionato, ha sempre fatto il fabbro di precisione. Artigiano dalla vena artistica; con i metalli (ferro e rame su tutti) e il legno ha prodotto oggetti e sculture semplicemente belli. Ad esempio, ha regalato lo stemma di Saludecio in rame sbalzato al Comune. A Trieste, all’interno della Confartigianato, c’è “Mestieri non dimenticati”; artigiani creativi in ambiti diversi: dall’uncinetto alle sculture. Ne fa parte anche Paoli, che ha avuto l’idea di fare a Riccione un’esposizione col suo gruppo triestino. Lo scorso settembre ha incontrato Damiano Suzzi, segretario della Confartigianato di Riccione. “Voglio vedere – dice Suzzi – se riusciamo ad organizzare qualcosa, coinvolgendo l’assessorato alla Cultura. Magari a Pasqua. Ne ho già parlato con la dottoressa Giannini”.




Natalino Gasperini, indimenticabili viaggi

Tre angoli del globo affascinanti e suggestivi, che hanno da raccontare molto, le tradizioni, i colori, i modi di vivere e i sapori di terre lontane ed esotiche. Ma povere. I volti di chi nasce lontano da tutto, quel tutto che condizionerà, suo malgrado, la sua vita e la sua sorte.
Dopo i racconti di Pakistan e Banghladesh, l’ultimo appuntamento della rassegna “Viaggi perduti” curata da Natalino Gasparini e Milena Libretto è per giovedì 18 novembre alla sala conferenze della biblioteca della Pesa a Riccione. Si parlerà di India, in particolare della regione di Orissa, una delle più povere e affascinanti, ricca di storia e cultura, ma anche di sofferenza.

Tra villaggi piegati a terra dalla fame e dalla malattia e le meraviglie dei templi indù che svettano fino al cielo.




Alberghi, la classifica fatta dai turisti

INCHIESTA

– Nel 2009 erano oltre 80 nel 2010 sono diminuiti ad una cinquantina. Sono i reclami scritti dei turisti che lamentano disservizi nelle strutture alberghiere di Riccione.
40 reclami sono pochi o sono molti? Sicuramente sono sempre troppi, anche perché gli esperti fanno altri calcoli, meno ottimisti: per ogni turista che si prende la briga e la “bega” di inoltrare un reclamo scritto, ce ne sono altri 10 che se ne tornano a casa silenti, ma insoddisfatti.
Per classificare gli hotel ci sono le stelle. A Riccione abbiamo 1 albergo a 5 stelle; 2 a 4 stelle superior; 32 a 4 stelle; 2 a 3 stelle superior; 158 a 3 stelle; 134 a 2 stelle; 70 ad 1 stella. Totale 399 strutture alberghiere.
E’ possibile fare una graduatoria degli alberghi migliori e peggiori? Ovviamente considerando il rapporto qualità/prezzo e quel valore aggiunto imprescindibile che è una sana e cordiale ospitalità. Chi, allora, meglio del turista/cliente può stilare questa classifica? Ebbene la risposta viene fornita dal famoso e autorevole sito internet www.tripadvisor.it (recensioni di hotel, foto e consigli di viaggio imparziali per sistemazioni e soggiorni – così si autodefinisce).
Questo sito raccoglie oltre 35 milioni di recensioni e opinioni. Ha oltre 50 milioni di visitatori al mese attraverso i suoi 17 portali che operano in 23 Paesi inclusa la Cina. Insomma, la più grande community di viaggiatori del mondo.
Ovviamente non manca Riccione e i suoi alberghi. C’è una classifica che comprende circa 200 hotel. Di quelli mancanti, evidentemente, non sono arrivate recensioni e commenti. La classifica è stilata in base ad un mix tra numero di recensioni e le valutazioni positive e le negative. Il commento viene anche considerato sul tipo di vacanza (per lavoro, in coppia, in famiglia, con amici, solo travel revews). La lettura di centinaia di commenti dei clienti dà un quadro realistico sulle doti e sulle pecche di ogni singolo albergo. Volendo si possono leggere, più in generale, le situazioni di forza e quelle più critiche della nostra offerta alberghiera.
Senza drammatizzare i commenti negativi e sopravalutare quelli positivi, possiamo dire che complessivamente l’offerta alberghiera se ne esce dignitosamente.
La classifica vede la grande rivincita dei 3 stelle. Tra i primi 15 c’è ne sono 8, il 5 stelle è al 16° posto.
Paradossale il fatto che in fondo alla classifica troviamo due 4 stelle con giudizi poco lusinghieri. Troviamo nella bassa classifica
Va detto che questa classifica che compare nel sito www.tripadvisor.it, tiene in considerazione anche diversi alberghi che magari hanno ricevuto una sola o poche recensioni di clienti, ciò allunga la classifica rendendo relativamente attendibile la posizione di diversi alberghi. Nella classifica (box a fianco) abbiamo preso in considerazioni solo gli alberghi con più di 9 recensioni. Per gli alberghi sconsigliati a maggioranza, da 7 commenti in su.
Per una giusta analisi della classifica è bene guardare la percentuale di gradimento col relativo giudizio di “consigliato o sconsigliato dal viaggiatore”.


* Fonte: www.tripadvisor.it
Dati al 29 ottobre 2010
**Posizionato anche al 139° con 11 commenti e consigliato dal 50%
***Posizionato anche al 42° con 5 commenti (4 pos. 1 neg.)



COMITATO PROVINCIALE FEDERAZIONE ITALIANA TAEKWONDO

Parla il presidente del Taekwondo Olimpic Cattolica Marco Frisoni : “Durante la manifestazione  non potevamo perdere l´occasione di far conoscere la nostra società ai cattolichini, ma soprattutto la possibilità di far esibire i nostri atleti. Il gruppo bambini (dai 4 anni) hanno mostrato al pubblico e ai genitori i loro allenamento tipo: le capriole, i salti, il percorso ad ostacoli, le acrobazie con il tappeto elastico, i giochi propedeutici con ogni tipo di  attrezzo ginnico le prime tecniche di calcio, di pugno e le combinazioni.
Il gruppo agonisti ha potuto cimentarsi in combattimenti con i  corpetti elettronici che sono in grado di rilevare automaticamente il punto confrontandosi con atleti provenienti da società delle province di Ancona, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Pesaro e Forlì.
La squadra Demo  ha fatto rimanere il pubblico a bocca aperta con le acrobatiche e micidiali tecniche di rottura. Il gruppo amatori , come sempre, è stato fondamentale per l´aiuto nell´organizzazione dell´evento. Proprio gli amatori, i genitori degli associati con l´aiuto dei privati (cantire navale GAM, officina Franca e Staccoli, Video & Foto di Gabicce, Vernici Vebi, l´Artigiano del Gusto  ed il nuovo sponsor “Divertilandia” feste di compleanno) sono di vitale importanza per la nostra società per la buona riuscita dei nostri eventi.
Cronache agonisti.  Il 3 ottobre a Castiglion Fiorentino (Ar) la squadra agonisti ha partecipato al campionato nazionale di combattimento organizzato dal comitato toscano della federazione italiana e, come sempre succede alle prime gare, si è registrata la presenza di gran parte dell´élite nazionale  dei gruppi sportivi della polizia e dei carabinieri.
I nostri tre atleti iscritti hanno ottenuto questi risultati: Michele Bertuccioli (riccionese, 25 anni) ha conquistato l´oro; Cristian Zattoni (forlivese, 29 anni) argento e Charles Cromwell (di origini ghanesi, 30 anni) si è ritirato al secondo round causa infortunio.
Ottimi risultati in vista del campionato italiano cinture rosse del prossimo 17 ottobre a Jesolo dove parteciperà Simone Salvatori (riccionese, 19 anni)  e del campionato italiano senior cinture nere del prossimo 20-21 novembre a Firenze dove parteciperanno Silvia Tamagnini (riccionese, 18 anni) e gli stessi Cristian e Michele.  
Per info sui corsi www.tkdteam.com oppure 329/2286086.   
Cattolica sede 1 centro arti marziali (zona comune).  Sede 2, palestra scuola elementare Repubblica.
Riccione, via Berlinguer, adiacente casello A14 (martedì, giovedì dalle 17:30 in poi).
Rimini, via Oberdan, Accademia arti marziali, istruttori qualificati e abilitati Coni e Federazione nazionale.
Davide Berti, maestro 5° dan, Luigi Livi istruttore 4° dan, Luciano Martelli allenatore 3° dan, Mauro Merli al 2° dan, Michele Bertuccioli, al 1° dan, Emiliano Casalboni.




De Grandis, visione e terapia

SGUARDI D’ARTISTA

di Annamaria Bernucci*

– Roberto De Grandis è nato a Brisighella nel 1956, si è diplomato all’Istituto d’arte e alla Accademia di Belle Arti di Urbino, vive e lavora a Riccione dove lo abbiamo incontrato nella cornice tardo liberty di Villa Franceschi, oggi sede del Museo d’arte moderna e contemporanea. E la collezione di dipinti lì esposta gli si addice, costituisce lo sfondo ideale, pur con qualche inevitabile assenza, capace com’è di riassumere i termini della sua ricerca artistica che trae radice proprio dalle avanguardie e dalle neo avanguardie che hanno attraversato il ‘900.
Roberto De Grandis è disponibile a raccontarsi, a svelare verità ed evidenza: lo fa in tono scanzonato, ma consapevole della propria ricerca artistica che lo ha condotto a misurarsi con l’essenza della nostra contemporaneità e con le sfide dei nuovi mezzi espressivi, compresi quelli tecnologici che sono entrati nella produzione dell’arte, soprattutto della grafica. “Amo lavorare a mano libera, i miei disegni nascono da uno spunto emotivo e da suggestione grafica”, e mentre racconta non si trattiene dal portare sul tavolo un foglio sul quale inizia a disegnare con un pennarello colorato riempendolo di segni fantasiosi e innervati.
Non nasconde che “le battute d’arresto sono le tappe inevitabili del disinganno che la crescita e la maturità producono e – continua – la riflessione sul fare artistico e il suo rinnovarsi significa darsi nuovi obiettivi di ricerca anche quando una sorta di anestesia sembra farsi largo”.
Espose giovanissimo (17 anni) alla galleria romana La nuova Margutta (1974) poi tra interessi e progetti che lo hanno condotto con maggiore assiduità alla didattica dell’arte e alla sua applicazione in ambito pedagogico e museale, ha moltiplicato il suo raggio d’azione; si è mostrato duttile verso la progettazione grafica, la scenografia, l’illustrazione che ha praticato con lusinghieri risultati pur mantenendo stabile un rapporto fiduciario con l’attività espositiva, ottenendo negli anni attenzione dalla critica militante. A partire dalla Biennale Giovani di Faenza nel 1984 per arrivare alla presentazione di Valeria Rubbi oggi per la mostra monografica alla Galleria Nera di Bologna.
Tra turismi culturali, mode e divulgazioni dell’arte semplificate o selvagge a cui siamo abituati oggi, il terreno della pratica didattica dell’arte è stato invece per De Grandis “un oggettivo banco di prova, soprattutto dopo una lunga e appagante esperienza al Centro socioriabilitativo di Morciano di Romagna negli anni ’80. Officine Acca, si chiamava il progetto all’interno del quale furono attivati laboratori di incisione calcografica. Un mondo espressivo sorgivo, essenziale, primitivo che Roberto De Grandis è riuscito a far emergere e a contaminare con il proprio linguaggio pittorico e a far diventare occasione di crescita e reciprocità per i giovani coinvolti”.
Ciò gli ha permesso di riformulare lo statuto del vedere e del sentire; del vedere come atto complesso, che affonda nella psicologia, ma anche nella spontaneità, nella possibilità di riscoprire e ritrovare l’incanto e la meraviglia come mezzo e avvio alla conoscenza.
Scorrendo le immagini delle sue opere, di decennio in decennio, questo stupore sembra rimanere intatto. Come intatto rimane il suo desiderio “di sfuggire a etichette o definizioni verso cui – dice – nutre un’autentica allergia”. De Grandis possiede una sua cifra grafica, un’impronta originale che attraversa il percorso di tutta la sua attività pittorica. Ciò che rappresenta si trasforma in un’immagine interiore; poco importa la verosimiglianza, l’aderenza al vero naturale e fenomenico, rimangono residui di fedeltà, sia che si tratti di un autoritratto lungamente adottato come modello che della rappresentazione di un sogno o di un incubo o di un immaginario skyline di città turrita. Dà voce alla dimensione interiore dell’inquietudine, sa sottrarsi alle convezioni rappresentative della realtà anche se i segni e i colori e la loro costruzione astratta allude alla vita ai suoi conflitti e deragliamenti.
Si muove come in una riserva, nutrita dagli echi di un Pollock giovanile o di un Bacon che ha abbassato i toni sulfurei, De Grandis ha dato voce all’enigma, alla casualità, al disagio, all’incertezza, attraverso una grafia dotata di ironia che si fa groviglio, organico e mentale. Il nero fuoriesce come linea conduttrice come forza emergente degli sfondi, siano bianchi o colorati. Scherza e dice: “E’ avere l’inchiostro nel sangue”.

*Direttrice della Galleria comunale S. Croce di Cattolica