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Uno dei locali simbolo del fascino di Riccione: bontà artigianale e sobria eleganza. Compie 50 anni

Ogni anno investimenti nella struttura per presentarsi sempre “nuovo” alla clientela. Dietro c’è la famiglia Laghi. Oggi il testimone nelle mani dei figli Filippo e Lorenzo. Ci ha lavorato mezza Riccione. Tra cui il sindaco Pironi. Tanti i personaggi celebri seduti ai suoi tavoli: Craxi, Faletti, Bonolis, Rutelli, Tomba, Rosolino, Agostini. Raccontato nei libri di Tondelli e Lucherini

Luigi Bellettini, presidente: “Deve essere il braccio operativo di albergatori e bagnini”

(Il vecchio nome di Misano Mare)

– Era l’agosto degli anni ’70. Egidio doveva partire per le ferie insieme alla moglie Bruna, ma poche ore prima della partenza gli arriva una telefonata che chiede: “Una delle nostre barche alle Eolie non parte. Puoi andare a vedere che cos’ha? Solo tu puoi aggiustarla”. La risposta fu un po’ azzardata mista all’allegria: “Sì, però mi paghi la vacanza una settimana a me e alla Bruna”. Affare fatto.

Fatti così creano ingiustizia sociale e sono un freno allo sviluppo economico. Premaino la rendita e non il lavoro. Le famiglie costrette ad indebitarsi per tutta la vita

L’amministrazione comunale sta mettendo mano al Psc (Piano strutturale comunale – il vecchio Prg)

“Per me il motore turismo rimane indiscutibilmente la cinghia di trasmissione per tutti, nel tempo. Questa è la città accogliente che vorrei

Quando le idee sostituiscono montagne di danaro. E’ la contropartita per il cambio di destinazione dell’ex Consorzio

Otto serate con 10 grandi intellettuali che si divertono affrontando un tema stuzzicante, “L’epoca delle passioni tristi”.

Il primo affossato da tre elementi: Veltroni verso un velleitario bipartitismo leaderista, la crisi del secondo governo Prodi e la formula dell’Unione

Tre punti vanno chiariti: il progetto dell’Ulivo si è sempre iscritto dentro l’orizzonte del bipolarismo non del bipartitismo; di riflesso la politica delle alleanze è sempre stata nel dna dell’Ulivo, l’opposto della presunzione dell’autosufficienza del Partito democratico veltroniano; l’idea di una leadership autorevole e aggregante, che è cosa diversa dall’uomo solo al comando, doveva essere temperata da un vero partito con una sua effettiva democrazia interna e, soprattutto, da una spinta dal basso di cittadini, associazioni e movimenti

Risposta alle granitiche certezzze di Ivano Tenti, che dorme il sonno del giusto e concorda col cardinal Bagnasco

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