Bcc Gradara, in mille alla festa del socio

BCC G – SOCIO

– Il grande impegno nella sanità (20.000 mammografie, 400 Tac, 1.200 eco-cardiografie con gli strumenti regalati all’ospedale di Cattolica). Le attenzioni verso i giovani (attraverso la costituzione di cooperative, borse di studio). Il sostegno alla cultura (i libri di storia locale come identità per affrontare presente e futuro). La sensibilità nel sociale (anziani e meno fortunati). Sollecitare la pratica sportiva. Una banca efficiente per aiutare le famiglie e gli imprenditori del territorio dove opera. Questi sono stati i grandi temi della Festa del socio della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Si è tenuta lo scorso 12 settembre all’Hostaria del Castello di Gradara. Sono accorsi in mille, un successo che ha molto gratificato gli amministratori dell’istituto di credito.
La giornata era divisa in due. La sera: “rustida” di pesce con spettacoli di cabaret, musica e balli.
Nel pomeriggio, invece, si è tenuta la parte istituzionale, con la presentazione del Bilancio Sociale e di Missione e con i discorsi del presidente Fausto Caldari, del direttore generale Giovanni Lisotti, l’intervento delle autorità, dei portatori di interesse e la premiazione di Aldo Giannoni con la medaglia di fedeltà per i 40 anni da socio.
“Possiamo affermare con orgoglio – ha affermato il presidente Caldari – che, nonostante questa situazione economica delicata, la nostra banca ha proseguito il suo processo di crescita e sviluppo, procurando vantaggi al territorio e alle comunità ad esso collegate. Il merito di questo sviluppo progressivo va attribuito al personale, protagonista principale di una banca del territorio. E’ grazie al personale, che la nostra banca riesce ad essere fra la gente, a comprenderne le esigenze, a soddisfare i loro bisogni. E’ soprattutto merito del personale, se ci accingiamo a festeggiare con soddisfazione e con successo, il centenario della fondazione: una banca che si estende su 2 Regioni, 2 Province, 20 Comuni, che opera in un’area con una popolazione di oltre 450.000 abitanti, che ha 2.270 soci, un patrimonio di 52 milioni di euro, 112 dipendenti, 19 filiali”.
“La Bcc di Gradara – ha chiuso il presidente – accanto all’attività propria di impresa che deve produrre reddito e profitti; svolge un’attività altrettanto importante in campo sociale, culturale, tempo libero, prevenzione e cura della salute.
Nel 2009 la Bcc di Gradara, nella sua attività extrabancaria, ha sostenuto con impegno e con generosità la crescita del territorio; ha investito oltre 800 mila euro, di cui euro 200 mila per mutualità e beneficenza, euro 600 mila per la cultura, prevenzione e cura della salute, iniziative sportive e di aggregazione, tempo libero, promozione immagine, iniziative sociali.
Competitività, solidarietà, attenzione alla clientela, sono le nostre armi migliori”.

BCC GRADARA – ATTIVITA’

– “Ma voi state in un posto bellissimo!”. Queste le parole con le quali la Banca di Credito Cooperativo di Cernusco sul Naviglio (Milano) ha commentato la sede centrale della Bcc di Gradara. I cugini lombardi sono stati ricevuti con tutti gli onori domenica 19 settembre. Dopo aver visitato i bellissimi locali, è stato loro offerto uno spuntino. I lombardi erano in visita al castello di Paolo e Francesca e ne hanno approfittato per visitare palazzo Gradari-Antonioli sede della Bcc di Gradara. E’ stato un bel modo di rappresentare le nostre terre e l’innata arte dell’ospitalità.

BCCG – CULTURA

“Conosci il territorio” – Due mostre e un museo

– Due mostre ed un museo, con i posti che vengono prenotati in un arco di pochi giorni. Il progetto culturale “Conosci il territorio”, volto a far apprezzare l’arte a pochi chilometri da noi, si presenta con tre tappe: Faenza, Rimini e San Severino Marche.
Il 16 ottobre, si va a Faenza per visitare il più importante museo di ceramica del mondo; il Museo civico di Pesaro è tra i maggiori, sempre del mondo. Si visita Faenza non per caso, ma perché Gabicce nel ‘500 diede i natali ad una famiglia di ceramisti, Girolamo e Lanfranco dalle Gabicce, di valore assoluto, i cui pezzi si trovano dal Louvre all’Ermitage, passando per il Metropolitan. A Rimini, il 23 ottobre, si ha il privilegio di inaugurare l’esposizione “Parigi. Gli anni meravigliosi” e “Caravaggio e gli altri pittori del ‘600”.
“Le meraviglie del barocco”, curata da Vittorio Sgarbi, è il titolo della mostra di San Severino Marche. Si va il 20 novembre.

Borse di studio in onore di Guido Paolucci

– E’ tutto pronto per le attese borse di studio “Guido Paolucci” riservate ai ragazzi delle scuole medie e delle superiori e “Giovani talenti (si premiano gli universitari). La cerimonia di consegna si tiene il 13 novembre, inizio alle 16, al Teatro della Regina. Il cattolichino Paolucci è stato oncologo pediatra di livello mondiale. Era un amico della Bcc di Gradara.




Valfrido Alessandri, l’artista sconosciuto

GRADARA – ARTE

di Marco Foschi

In una fresca mattina d’estate, durante una passeggiata sotto le mura, lo intravedo salire i gradini di casa; mi riconosce, mi saluta e con un cenno mi invita ad entrare.
Il suo piccolo studio ospita il minuscolo forno di cottura delle ceramiche con il vecchio tornio a pedale, in un altro angolo l’esposizione “ufficiale” delle opere più care, nella soffitta il grande banco, con tanti colori e pennelli ancora pronti per un nuovo lavoro.
“Da bambino – racconta Walter – mio padre sovente mi narrava che un suo parente di nome Angelo Alessandri, titolare all’Accademia di pittura di Venezia, riproduceva con successo le opere di artisti del ‘500. Nacque in me così l’idea, il desiderio di imitarlo”.
Poi continua: “Alle scuole elementari la passione per il disegno era forte, ma il vero amore per la pittura mi venne durante gli anni del seminario, a Pesaro, dove frequentavo il ginnasio, fino alla prima liceo. Il passo decisivo avvenne quando conobbi don Armando Paci, vice direttore dell’istituto e già parroco della vicina Fanano, che era un vero artista”.
La guerra purtroppo interruppe i suoi studi e nel 1942 Walter fu assegnato alla compagnia Radiotelegrafisti a Santa Maria Capua Vetere ed a seguito dello sbarco in Sicilia degli Alleati, ebbe il pericoloso compito di disattivare le mine lungo le coste calabre.
“Finita la guerra – racconta – potei finalmente sostenere l’esame di liceo a Pesaro e trovai subito lavoro come istitutore presso lo Zandonai, dove esisteva una scuola di ceramica guidata dai professori Andreani e Borgiotti, provenienti dall’istituto Mengaroni. Qui ebbi modo di imparare questa arte.
Questa però richiede sia talento che tecnica; i laboratori erano gelosi delle metodiche particolari e personali sviluppate dai loro allievi; ognuno sostanzialmente doveva formarsi in massima parte come autodidatta”.
Walter, alla fine degli anni Quaranta, iniziò ad operare in ambito artistico presso il laboratorio MAR.MA.CA. della Repubblica di San Marino e presso alcuni noti ceramisti a Faenza, dove poté imparare alcune tecniche di stampaggio.
A 32 anni, sempre affascinato dalla pittura della scuola dei ceramisti del ‘500 ed attratto dalle tecniche artistiche artigianali, aprì all’interno del borgo medievale di Gradara una piccola bottega con l’insegna: “Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse”.
“Era l’anno 1954; per me, allora, fu un periodo di grande creatività, di minuziosa ricerca, sentivo un incessante voglia di inventare cose artigianali, diverse, nuove! Ricordo che a quei tempi una famiglia di villeggianti, proveniente da San Francisco, mi commissionò due lavori del Tiziano e del Bozzoli; ne fui onorato ed orgoglioso!”.
Il mercato della ceramica nei primi anni ’60, però, conobbe un periodo di crisi; l’artigianato subiva la concorrenza dei prezzi dei prodotti realizzati in scala, di serie.
In quel periodo un’occasione di lavoro gli venne offerta dalle Poste e per molti anni Alessandri prestò servizio presso gli uffici a Pesaro. Durante quegli anni continuò a coltivare la sua passione artistica e partecipò a mostre e gare a livello nazionale: Pesaro, Bormio, Isola della Maddalena, Vieste ed infine anche nella vicina Riccione. E’ tutt’ora visibile nel palazzo delle Poste di Pesaro, un pannello in ceramica, raffigurante tutta la provincia di Pesaro – Urbino.
“Una cosa sola mi è mancata – afferma -: aver potuto insegnare a tanti ragazzi l’arte della ceramica”.
Le sue opere ripercorrono l’itinerario che dal ‘500 in poi vide l’affermarsi della tecnica della ceramica. Le sue maioliche rispecchiano fedelmente i lavori dei maestri più illustri dell’età rinascimentale e barocca; vanno dalla riproduzione della “Primavera” del Botticelli, alla “Deposizione” del Caravaggio.
Walter Alessandri non si è limitato alle riproduzioni, ma ha realizzato opere personali, dipinti ad olio ed acquerello, dove emerge una importante sensibilità artistica e feconda creatività, attraverso quello spirito giovanile che da sempre lo contraddistingue. Inadeguata è la possibilità di esprimere con parole le emozioni che ci trasmettono le sue ceramiche ed i suoi quadri.
L’artista riesce a stupirci con i suoi minuziosi racconti sulle sue muse ispiratrici, sull’estro della creazione; una delicata emozione lo pervade quando narra l’amore riposto ancora oggi nel realizzare le sue opere.




“Gradara in gioco… raccogli la sfida!”

Le associazioni di gioco presentano le loro novità da tavolo, “Caccia alla principessa”, caccia al tesoro per bambini, tornei a premi di Yu-Gi-Oh!, Magic The Gathering, Munchkin, Bang!, Risiko! Ludoteca. Lego Italia porta ufficialmente il suo nuovo gioco in scatola. E ancora: dimostrazione di spade laser e associazione di kendo, dimostrazione Subbuteo. Poi ci sono gli incontro con gli autori, giochi astratti. Per il borgo di Gradara animazione e tante altre sorprese.
Appuntamento serale da non perdere con il giallo, sabato sera alle 21: “Cena con delitto” a cura dell’associazione marchigiana “Ludic Job” con i “Guardiani del Valhalla”.
Se ci si preiscrive ai vari tornei telefonicamente in regalo un gadget; è possibile fino a pochi minuti prima dell’inizio della gara. Ingresso libero, la festa è in collaborazione con il comune di Gradara, Pro-loco di Gradara, Gradara Innova. I mercatini aprono alle 11 della mattina fino alle 19 (sabato e domenica).
A Gradara il 10 ottobre si festeggia anche la bandiera arancione assegnata dal Touring Club Italia. Per celebrare l’evento, presenti tutte le più importanti associazioni di rievocazioni storiche medievali gradaresi.

Per iscriversi ai tornei, alla cena con delitto e per tutte le informazioni sulla festa il sito ufficiale è: www.tavernadelluppolo.it; il numero di telefono: 338 8456351




Vallugola, che fine ha fatto il progetto partecipato?

IL FATTO

– Lo aveva lanciato più di un anno fa dalle colonne della stampa locale.
Lo aveva sancito con la delibera approvata nel Consiglio comunale dello scorso 23 marzo. Ma del “metodo partecipato”, che tramite la creazione di un laboratorio partecipato avrebbe dovuto portare a una visione condivisa con la città della pianificazione territoriale di Vallugola, non se ne fa più nulla. Così ha deciso il sindaco Corrado Curti.
Lo si apprende da una lettera inviata alla società Sviluppo Marittimo, che ha presentato all’esame della Conferenza dei servizi del 31 marzo il contestato progetto urbanistico di ampliamento del porticciolo di Vallugola.
Il 24 agosto, infatti, l’amministrazione comunale gabiccese scrive a Sviluppo Marittimo per definire la scadenza della presentazione del nuovo progetto di intervento di Vallugola (31 dicembre 2010) e per rettificare le intenzioni del sindaco in merito proprio al metodo partecipato, sconfessando di fatto una decisione approvata dalla maggioranza del Consiglio comunale, “senza neanche darne notizia al consiglio comunale stesso”, come sottolinea Rinnova Gabicce dai banchi dell’opposizione.
Intanto per attrezzarsi a superare i pareri negativi espressi dagli Enti convocati in Conferenza di servizi che ha rinviato il progetto di intervento su Vallugola per “adeguamenti”, Sviluppo Marittimo ha commissionato allo studio Vivarium l’organizzazione di un workshop “a cielo e porte aperte” che si è svolto a fine agosto a Vallugola.
Ma il comitato Vallugola Terra Nostra chiarisce come un workshop che sia veramente partecipato e trasparente non possa essere viziato già in partenza, non possa essere cioè promosso strumentalmente dallo stesso soggetto privato che è parte in causa. Dallo stesso soggetto privato che, intanto, sta rielaborando un nuovo progetto di intervento su Vallugola.
Proprio per riportare l’attenzione sulla necessità che la pianificazione territoriale sia gestita dalle amministrazioni locali interpretando l’interesse generale alla tutela del valore del Paesaggio e dell’Ambiente, senza soccombere agli interessi speculativi privati e di parte, il comitato Vallugola Terra Nostra ha invitato sabato 23 ottobre, alla biblioteca pesarese San Giovanni, il giornalista Giuseppe Salvaggiulo a presentare il libro, di cui è coautore, “La colata. Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro”.
Come dire che serve un approccio culturale nuovo, che traduca la pianificazione territoriale in un nuovo metodo di valorizzazione ambientale e economica delle risorse territoriali. Per non correre il rischio che il partito del cemento, anche a Vallugola, devasti irrimediabilmente quella baia che è patrimonio di tutta la collettività.




Abita Blu, outlet per la casa

IL PUNTO

– Rivoluzionaria l’imprenditorialità marignanese. Isolcasa se la sta cavando bene nella crisi. Leader nel nostro territorio per porte e finestre in pvc ha lanciato una nuova idea: un outlet dove trovare “tutto per chiudere i buchi” dell’abitazione: porte, finestre (legno e pvc, alluminio e alluminio/legno), sanitari, rubinetterie, pavimenti, parquet, rivestimenti, materiali tecnologici. Tale sfida commerciale è una scelta obbligata. I costi di un solo settore merceologico sono troppo alti e vengono trasferiti al cliente che acquista quel dato materiale. E’ un po’ quello che avviene in altri ambiti. Ad esempio, è arduo che un negozio di sola maglieria possa reggere il peso dei costi. Insomma, la partita si vince se si fa gruppo, offrendo al cliente i prodotti migliori al prezzo più basso.
Si diceva che Abita Blu è nata da una costola di Isolcasa, una garanzia. Aperto all’inizio del 2010, lo show room di 700 metri quadrati del rivoluzionario concetto commerciale, si trova sulla via del Mare, sopra la concessionaria Toyota. Coordina l’outlet Francesco Gambuti. Genio dei motori, il marignanese ha alle spalle un’esperienza di circa 20 anni maturata in altre aziende del settore. Dice: “Ho iniziato per caso, poi mi sono appassionato. Cercavo l’opportunità di confrontarmi con le mie capacità. Grazie all’esperienza e capacità di Isolcasa è nata Abita Blu”.
“Il nostro outlet – continua Gambuti – prima di tutto è composto da un gruppo di persone che si diverte a lavorare insieme. Ognuno è esperto di un ambito e sa dare risposte tecniche precise al cliente. E siamo in grado di fornire indicazioni ai tecnici via Internet. I materiali si possono scegliere tra quasi 50 marchi, tutti leader di mercato. Qualche nome: Tagina, Cerdomus, Cooperativa Imola, Trend Mosaici, Gazzotti. Abbiamo prodotti classici, ma anche materiali all’avanguardia della tecnica, veri e propri prototipi. Inoltre, possiamo fornire anche elementi speciali e personalizzati in base alle esigenze e alle fantasie più fantasiose. Insomma, se volete chiudere i cosiddetti buchi di casa, noi siamo la risposta giusta”.




Quel ponte utilissimo che non si fa

IL PUNTO

– Il 20 settembre 2010 su sollecitazione del gruppo Pdl che per mezzo di Mirco Curreli chiedeva il ripristino del guado Asmara, il sindaco di San Clemente rispondeva che non è un progetto su cui lavorare perché nascerà presto “il ponte quello vero” sul Conca; poi ci sono problemi di sicurezza e non ci sono soldi. Ma nessuno di coloro che usano quei trenta metri di ciotoli vuole un lavoro definitivo. Basta anche meno di quello che le amministrazioni fecero qualche hanno fa, quando i problemi erano gli stessi ma si trovò il coraggio ed il buon senso per superare gli ostacoli. I lavori sul ponte di Morciano che hanno creato file chilometriche dovrebbero far riflettere i politici.
Poiché il buon senso spesso è inutile, un amico, Fausto Nottiberti, ha pensato che magari chiedendo le cose cantando con ironia si potrebbe ottenere qualcosa.
Ha modificato una canzone di Renzo Arbore, col quale si scusa per lo scempio, e spera che in tanti di quelli che tifano per il guado la imparino per presentarsi, magari con una chitarra, tutti assieme in consiglio comunale e cantarla a tutti i “rappresentanti dei cittadini”. Eccola.
Ma il ponte no! Ogni giorno la vita + una grande partita (ma sul ponte no!). Ho il morale un po’ grigio sai per me è uno sfregio
(ma quel ponte no!) Ogni giorno e’ una lotta e chi sta sopra t’ingroppa
(Con quel ponte li!) Il mattino e’ gagliardo e non arrivo in ritardo
(se quel ponte c’è!).
Li hai votati bastardo
Or non hanno riguardo (tutti quelli la!) tu ti guardi allo specchio e ti sputi in un occhio (per il ponte si!). Poi se vai al lavoro tu ti scordi di loro (ma del ponte no!)
parli sempre e soltanto delle cose importanti (e del ponte no?)
Torni a casa un po’prima e ti fai una stima (se quel ponte c’è!) Tu ti scali lo stress e fai anche più sess (se quel ponte c’è!) spendete, spandete lo fate ogni giorno (ma pel ponte no!)
l’avete nel sito, nel lavoro finito!
(si quel ponte li!) spendete, spandete lo fate ogni giorno (ma pel ponte no!)
lo sapete che vale quel ponte speciale (sì quel ponte li!).
PDDDDDDDDDD ci tormenti cosi PDDDDDDDDD non avrai più i nostri siiiiiiiii… per quel ponte, per quel ponte per quel ponte, per quel ponte per quel ponte, per quel ponte si! per quel ponte, per quel ponte per quel ponte, per quel ponte per quel ponte, per quel ponte si! Lo diceva Neruda che al governo si suda (e pel ponte no?) rispondeva Picasso per quel guado m’incasso (e pel ponte no?) non cerchiam la rottura noi vorremmo la cura (per quel ponte…su!) il moral ci s’affloscia e ci cresce l’angoscia (se ci dite no!). L’avete, l’avete l’avete già fattoooo (perché adesso no?) L’avete, l’avete l’avete già fattoooo (perché adesso no?) L’avete, l’avete l’avete già fattoooo (perché adesso no?).
per quel ponte, per quel guado
per quel ponte, per quel guado e
per quel ponte, per quel guado si!
per quel ponte, per quel guado
per quel ponte, per quel guado e
per quel ponte, per quel guado si
per quel ponte, per quel guado
per quel ponte, per quel guado e
per quel ponte, per quel guado si
per quel ponte, per quel guado
per quel ponte, per quel guado e
per quel ponte, per quel guado si!
per quel ponte, per quel guado
per quel ponte, per quel guado e
per quel ponte, per quel guado si!
per quel ponte, per quel guado si!




Capitale del vino

I numeri. Quasi mille i boccali venduti dalla Pro Loco e 3.267 le degustazioni effettuate presso gli stand delle aziende vinicole. Oltre seimila le bruschette con le più svariate farciture e duemila le fette di ciambella con nutella, preparate dai commercianti dell´Associazione `Il Granaio dei Malatesta´, 70kg di sardoncini sono stati arrostiti dai volontari del Circolo Arci Fausto Beretta, mentre 130kg di strozzapreti all´arrabbiata sono stati serviti da CE.MA., la ditta di pasta fresca marignanese. Momento clou, la gara della pigiatura, organizzata dalla Pro Loco con le attrezzature del gabiccese Angelo Cucchiarini e messa in scena dal gruppo `I popolani di Gradara´. La coppia vincitrice è stata quella formata da Roberto e Simonetta che ha pigiato 25 cm di mosto.




Montefiore, castagne uniche

– I marroni di Montefiore sono tra i più pregiati d’Italia. Gli oltre mille castagni producono frutti di qualità. Mentre la castagna selvatica pesa mediamente 5 grammi, la domestica 10-30, quelle montefioresi 40-50 grammi. E’ dolce e burrosa.
Mario Celotti, uno dei massimi esperti dell’arte culinaria della Valconca, si sta battendo da anni per il marchio doc (denominazione d’origine controllata). Sono tre i castagneti di Montefiore: a Monte Auro, quello del Faggeto e a Serbadone.
Il castagno è considerato adulto a 50 anni. In buone condizioni può arrivare aprodurne fino a mezzo quintale. Un ettaro di castagneto produce 7-8 quintali di castagne. Il modo migliore per la raccolta è quello della caduta naturale. Mai la battitura che potrebbe causare danni seri agli alberi.
Le castagne erano il cibo dei poveri. Oggi è delizia per palati fini. Numerose le applicazioni anche fuori dal campo dell’alimentazione. Vengono adoperate dalle aziende di cosmesi per pomate di bellezza.




Bici-eroica, i magnifici quattro alla mille miglia non stop

L’ALTRO SPORT

– Coriacei i quattro alfieri della Valconca. La prova è la Mille miglia in bicicletta (che segue l’itinerario di quella automobilistica): quattro partenti, quattro al traguardo. Gli artefici: Mario Fraternali, Alberto Ghigi, Danilo Marcaccini e Paolo Bronzetti. All’evento c’erano 300 iscritti, la metà stranieri, all’arrivo una trentina.
Fraternali
Mario è un falegname non bravo, bravissimo. Ha una bellissima azienda a Casarola; i suoi arredi sono stati commissionati da prestigiosi marchi della ristorazione e della gelateria. La bicicletta è la passione. Ha compiuto la sua personale impresa in 105 ore e senza dormire per ben cinque notti. Racconta: “E’ stata una fatica emozionante. Sono partito col mio passo, sotto la soglia della fatica, pensando che quando il sonno sarebbe arrivato mi sarei fermato per riprendere le forze. Invece, con piccole soste di 10-15 minuti, e una bella rinfrescata agli occhi con l’acqua, il mio corpo non ha avuto la necessità di riposare. Con gli amici che mi dicevano: ‘Ma te t’an dorm mai?’. Con molto sincerità, non pensavo che avrei resistito cinque notti senza dormire. Come ben sanno i ciclisti, quando non si fa lavorare il fisico sotto sforzo la resistenza aumenta a dismisura”.
Ghigi
“La mille miglia è stata bellissima. Grazie al bel tempo, abbiamo goduto appieno di posti fantastici. Penso a San Gimignano, al costeggiamento del Lago Trasimeno, al saliscendi per il Chianti”. Cos questa immagina Alberto Ghigi archivia nel suo speciale album la settimana non-stop. Per portare a termine l’avventura ha pedalato per 4 giorni e 18 ore; dormendo per una dozzina di ore. Sposato, un figlio, 49 anni, portacolori del G. S. Valconca Ottica Biondi, Ghigi ha scoperto la bicicletta soltanto una decina di anni fa; prima aveva giocato a calcio e a tennis. E’ un appassionato delle lunghe distanze. Nel ’97, ha preso parte anche alla Parigi-Brest. Nonostante che si tenga dopo Ferragosto, quattro anni fa incappò in interminabili e fredde giornate di pioggia. Sulle prossime mete, racconta: “Mi piacerebbe rifare la Parigi-Brest, sperando nel caldo. Un mio piccolo sogno è partecipare alla Sicilia-no stop. Si tiene in settembre ed in qeusti giorni la sta facendo, con ammirazione e invidia, Paolo Bronzetti”.
Marcaccini
Camperista, nel suo speciale zaino dei ricordi in bici, due Parigi-Brest, una Milano-Roma no-stop, Danilo Marcaccini va in bici da oltre 20 anni. Sposato, una figlia, veste i colori della Cbr. Non è soddisfatto del suo tempo, 4 giorni e un’ora, che racconta così: “Ho dormito troppo, 13 ore, ma ero insieme ad una compagnia che si fermava a dormire. In ogni caso abbiamo zig-zagato per luoghi e posti suggestivi. Personalmente mi ha colpito il museo di Coppi allestito nella sua casa, una frazioncina piemontese di 3 case”.
Bronzetti
E’ il quarto alfiere. Con grande ammirazione si è gustato anche il Giro della Sicilia
La sfida 2011: la Parigi-Brest, 1.300 chilometri non-stop che si tiene ogni quattro anni.




Foro Boario

Paese nel caos del traffico – Organizzazione e buon senso come affilate armi vincenti. Mancate lo scorso 16 settembre, giovedì di mercato. Prima del ponte sul Conca, lato Morciano, sono iniziati i lavori sulla strada provinciale. Per attenuare i pericoli è stato collocato il semaforo. Dato il mercato e l’attrazione, Morciano è rimasta paralizzata tutta la mattinata; da una parte le code e le arrabbiature sono giunte fino all’altezza della pasticceria “Garden”. Dall’all’altra parte era meno assillante, si fermava pochi metri prima della rotonda davanti alla palestra Motion Lab. Gli automobilisti, naturalmente, erano inferociti e non imprecavano come smazzolatori di quart’ordine. Una signora a Morciano per uffici, con un ironico e spassoso tono di voce, si è chiesta: “Ma non potevano aprire il cantiere domani!”. E’ la sana differenza che passa tra un’organizzazione italica ed una tedesca.

Garattoni vs Dradi – Ruspante duello politico a Morciano. Mario Garattoni, neo consigliere comunale Lega Nord, ha chiesto le dimissioni del vice-sindaco Stefano Dradi, Pd, per ragioni di bilancio. A sua volta, Stefano Dradi ha chiesto le dimissioni da consigliere di Mario Garattoni. Nei prossimi tre anni e mezzo la noia è lontana dalle sedute consiliari morcianesi. Quasi quasi piuttosto che starsene al bar, o altrove, è più spassoso andarli ad ascoltare. Una certezza: col controllo dei cittadini governano meglio.