Mercato Coperto, una serata per i bambini africani

SOLIDARIETA’

Affermano gli esercenti: “Lo spirito dell’iniziativa è quello di condividere un momento del nostro quotidiano assieme ai nostri clienti, ai riminesi. A tutti coloro che ci verranno a trovare offriamo assaggi gastronomici, ciambella, cocomero e bevande. Per i bambini zucchero filato”. Non manca neppure il momento di intrattenimento; musica dal vivo con il Trio Fuori Orario. Il ricavato dell’iniziativa viene devoluto al “Progetto Sofia”. Da anni si occupa dei bambini africani. Due le direttrici: la scuola e la salute. Questa volta si aiuta l’Uganda con la ristrutturazione di un ospedale pediatrico e il Rwanda con il portare l’acqua corrente nei villaggi e la scuola.
Il “Progetto Sofia” è nato nei primi anni del 2000. L’idea viene lanciata dalla piccola Sofia, che dopo un servizio Tv sull’Africa, chiede al babbo Mauro: “Che cosa possiamo fare per quei bambini?”. In questi anni sono stati raccolti e portati direttamente laggù alcuni centinaia di miglia di euro.




Rotary, in cerca della riminesità

ASSOCIAZIONISMO

– Già vecchio, dopo molti anni di assenza, Federico Fellini torna a Rimini e se ne va a zonzo nel borgo, che è per antonomasia quello di San Giuliano, senza nulla togliere al Mazzini e al San Giovanni che hanno altre caratteristiche. Incontra un vecchio amico che fa l’artigiano, nonché figura storica del quartiere. Fellini si interessa della sua vita, del suo lavoro, della sua famiglia, con una serie di domande. Alla fine, il compagno di gioventù si rivolge al regista con un bel tronco di riminesità: “Ma te sa fet a Rom?”. Della serie: ma te che cazzo combini laggiù.
Enrico Santini è un bel riminese che arriva dal contado, come ama dire. Da alcuni anni abita nel borgo San Giuliano. Produce vini di livello assoluto a Coriano. Racconta: “Il vino si coniuga con la cultura. Senza non si fa e neppure si vende”. Fino allo scorso 29 giugno, per un anno, è stato il presidente del Rotary Riviera; lo ha preceduto Piero Mutolo e gli succede Cesare Trevisani. Come consuetudine ogni presidente caratterizza la sua annata con un tema: la riminesità, quello di Santini. “E’ stato un viaggio – sottolinea il presidente uscente – per chiederci come i riminesi vivono la loro città e come la vivono i non riminesi che vi sono venuti ad abitare. Dentro il nostro circolo i non riminesi di nascita sono la maggioranza“.
“Poiché – continua Santini – la mia matrice culturale è legata all’agricoltura, ci siamo addentrati nell’eno-gastronomia della nostra provincia. Abbiamo avuto come prestigioso relatore lo scrittore Piero Meldini, un cultore della materia che ci ha spiegato qual è il suo punto di vista sul rapporto che i riminesi hanno con il proprio territorio: non proprio facile. Il riminese è un animale particolare legato a certe consuetudini. Nelle quali tende a sminuire in modo significativo il lavoro di chi è cresciuto a Rimini.
Siamo andati per mostre: Urbino, Forlì, Ravenna. Soprattutto, con Pier Giorgio Pasini come cicerone, siamo andati a scoprire Rimini: il Museo della Città, sant’Agostino e il Trecento riminese. Abbiamo chiuso lo scorso 22 giugno con la presentazione di un libro scritto da Pasini, e fotografie di Luciano Liuzzi, che illustra i capolavori della chiesa di San Giuliano. Pasini è un affabulatore straordinario; ti fa conoscere particolari, sfumature. Qualunque cosa vista con i suoi occhi ti aiuta a capire la città, gli avvenimenti. Ti aiuta a capire quello che è Rimini oggi. E lo fa con un’ironia, una semplicità ed una carica affettiva riservata ai grandi. E con lui, oltre che a Rimini, puoi viaggiare per tutta la provincia: San Giovanni, Montefiore, Saludecio”. Sempre per restare nel campo della cultura, il Rotary ha indetto un concorso per giovani architetti sotto i 35 anni per pedonalizzare il ponte di Tiberio e fatto diventare socio onorario Stefano Pivato, rettore dell’Università di Urbino.
Oltre che cultura il Rotary, forte di circa 75 soci, trent’anni quest’anno, è anche servizio. Sono stati regalati 20 computer ad un villaggio africano seguito da un prete; sono andati in Abruzzo e dato un contributo alla facoltà di medicina che ha una preside riminese, Maria Grazia Cifone (le sue due sorelle vivono ancora a Rimini).
“E’ stato un anno – chiude Santini – in cui mi sono divertito; ed ho dato tutto quello che ho potuto. Sono entrati anche tre giovani, Fabio Mariani, Paolo Braccini e Enrico Cavagna”.




Misurare il tempo: la pittura di Silvana Conti

SGUARDI D’ARTISTA

di Annamaria Bernucci*

– Riservata e discreta nel grande circo dell’arte contemporanea che anche nella provincia riminese continua a dare luogo a momenti e incontri collettivi con mostre e confronti, Silvana Conti è un’artista che ha fatto della sua professione una nicchia di ‘saperi’ e di competenze costantemente accuditi.
Nel suo studio vige un’atmosfera di nitore e di compostezza qua e là interrotta dall’intensità dei colori e delle geometrie dei suoi quadri alle pareti o addossati ai muri. Hanno misure serialmente regolari, modulari. Luccichii insospettati, luci improvvise vengono fuori dai fondi (i neri, i rossi, i grigi sono costanti nei suoi quadri) grazie alla lamina d’oro o d’argento che vi è applicata e che squarcia le stesure monocrome delle tavole.
Silvana Conti è nata a Ravenna nel ’59 e vive da numerosi anni a Rimini. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna si è dedicata alla scenografia negli anni ’80 collaborando con il regista Marco Bellocchio per il film Gli occhi, la bocca; poi ha svoltato per una pittura intima e rigorosa.
Come si passa dalla scenografia alla pittura? “E’un passaggio naturale – racconta – consentito dalla conoscenza dei materiali e dalle tecniche. Si realizza una dimensione privata del progettare e del dipingere, non più scenografie per il teatro o per il cinema, ma per una realtà vicina e contingente. Ma il linguaggio e l’espressione sono comuni.
Il colore steso sui supporti esige tempi di esecuzione veloci e la superficie dell’opera diviene un campo che funziona come un registro di trascrizione di tutti i gesti necessari per la sua realizzazione. La presenza dei neri, dei rossi e dell’oro determina una sintesi dei contrasti. Ogni contrasto crea una dimensione sensibile, un diverso grado di percezione”.
La sua pittura si caratterizza per la sensibilità cromatica, per le superfici sulle quali concentra solchi, graffiature, incisioni che sono tattili, grumose, rifrangenti. Fa uso della foglia d’oro che impreziosisce le composizioni e rimanda la luce attraverso vibrazioni sempre misurate e controllate.
I pigmenti sono stesi giocando d’intensità, svirgolati, pennellati e lasciano ai bordi delle tavole quadrate altre tracce di colore.
L’idea di rappresentare il tempo è ricorrente nei suoi lavori e nell’elaborazione di molte delle sue serie pittoriche. Ne fa fede la serie Diary opera su carta iniziata nel 2004 e mai interrotta che si compone di centinaia di fogli dipinti e irrorati d’oro. In essi Silvana Conti ha voluto raccontare “di un tempo‘esterno’ immutabile e di un tempo interno, individuale, che le è proprio e le appartiene, fatto di scatti e di cambiamenti, delle tante variazioni dell’esistenza riscontrabili in ciascuno di noi. E’ il tempo della contemporaneità – dice – che si relaziona con il contingente, con le sensazioni, con le relazioni che stringiamo”.
In una delle sue ultime esposizioni Between times (Faenza, Galleria Comunale Voltone della Molinella, 2007) aveva dato espressione al suo rapporto con il tempo, come tradisce il titolo stesso della mostra. Due cose pare la contraddistingono a distanza di anni: la riservatezza e la fedeltà ad un modello pittorico astratto. Tutto il suo lavoro è impostato infatti su un lucido sviluppo del colore e sulla bidimensionalità netta, dallo spazialismo inderogabile.
Ma nello spazio di questa pittura formulata sul colore si apre il varco della luce, vibrante di memorie antiche e arcane: l’oro e l’argento aprono alla fuga, descrivono il valore astratto di un pensiero, assolvono al compito di creare una nuova tensione. Che sia un modo diverso, con la pittura, per misurare il nostro tempo?

*Direttrice della Galleria comunale S. Crce di Cattolica




Disabilità, una barca per abbracciare la vita

LO SPORT E’…

– Il catamarano attraccato al molo “G” di Marina di Rimini, a vederlo, sembra in tutto e per tutto identico a un’imbarcazione “normale”. Se non fosse per gli sponsor, in bella vista sulla tangone e sullo scafo bianco, e un’apertura sul fianco, il primo indizio che non si tratta di una barca convenzionale. “Lo spirito di Stella” è il nome che compare alla base della randa, la vela ancora ammainata, che aspetta di essere issata appena usciti dal porto. È il primo catamarano totalmente accessibile anche ai disabili motori. Sta lì, pronto a salpare un’altra volta, per un lungo giro, da Jesolo fino a Genova.
Andrea Stella è un ragazzo vicentino di 34 anni. Nel 2000 era in vacanza premio a Miami, dopo la laurea in Giurisprudenza. Quattro persone col volto coperto, due colpi di pistola. Tutto per un’auto, quella che Andrea aveva affittato per godersi la Florida in libertà. Quella libertà che all’improvviso gli viene negata. Una pallottola colpisce il polmone, un’altra gli perfora il fegato e poi la spina dorsale. “Non mi hanno nemmeno chiesto le chiavi, gliele avrei date” dice mentre racconta l’episodio che gli ha cambiato la vita.
“Avevo perso la voglia di vivere, rifiutavo tutto”. È stato suo padre a rimettergliela, quella voglia di ricominciare, grazie al mare. Hanno progettato e costruito una barca che potesse adattarsi alle esigenze di chi non può usare le gambe. Così nel 2003 nasce “Lo Spirito di Stella”.
Per entrare dalla speciale apertura sullo scafo c’è una passerella. Andrea la imbocca, così anche gli altri ragazzi in carrozzina che per un giorno si godranno una gita al largo della Riviera. Si esce dal porto grazie ai potenti fuoribordo poi, appena qualche centinaio di metri dall’imboccatura, la randa si spiega e si va col vento. Da lontano Rimini, il grattacielo, San Marino e la costa da Ravenna a Pesaro sembrano lontane. Forse è anche questo che ha riportato Andrea alla vita da vivere: lontano dalla terraferma, dove le barriere e le difficoltà sono così tante. La sua barca invece non ha problemi, è fatta apposta per non darne, a lui e, in futuro, quando l’idea avrà davvero fatto presa, a tutti quelli come lui che nonostante la prigione di una sedia a rotelle potranno prendere il mare.
Andrea Stella è salpato con il suo catamarano da Jesolo il primo maggio. Raggiungerà Genova il 10 ottobre. Un tour di nove tappe per mostrare a più persone possibile come sia facile progettare e costruire un’imbarcazione accessibile anche a chi non ha le possibilità per potersi muovere sulle proprie gambe. “Con qualche modifica in più potrei guidarla anche da solo – spiega ancora – ma è comunque importante potermi muovere grazie alla passerella per entrare, gli ascensori che mi possono portare sottocoperta e uno speciale carrello che mi porta da prua a poppa”. In questa avventura lo accompagnano Riccardo e Diego, velisti esperti, che si occupano della barca e lo aiutano in tutto, soprattutto si occupano di governare le cime, le vele e dell’attracco, le manovre più complicate. Con questa possibilità nuova Andrea è tornato anche a Miami, attraversando l’Atlantico, soprattutto per chiudere un cerchio con il suo passato. Tornare da uomo libero dove era cominciata la sua vita da “prigioniero”. “Navigando su questa barca mi sono accorto che non è solo un’ottima soluzione per un portatore di handicap motorio – racconta Riccardo, lo skipper – ma anche per una qualsiasi persona, me compreso, gli spazi senza gradini e la mancanza di certe barriere rendono tutto molto più comodo”. È forse il secondo e più importante obiettivo che sta alla radice dell’iniziativa “Spirito libero”, il tour del catamarano giunto al suo settimo anno: far capire che le barriere sono soprattutto un limite progettuale. “Le barriere più ingombranti sono nella mente” è la frase che sintetizza una maniera di pensare nuova. “Altrimenti non si spiegherebbe – sottolinea Andrea alla fine – che con il mio catamarano posso attraversare l’oceano ma non riesco ad andare da solo da una parte all’altra di una grande città come Milano”.

M. M.




Spigolature degli Scrondi

La spiaggia – Leggiamo: “Il sindaco rompe il muro dei bagnini. La proposta di Pironi di sfruttare l’arenile divide le cooperative”. Il duello proseguirà sul bagnasciuga…

Mani – Leggiamo: “Anche Marina Colombari lascia il calco delle mani nel vialetto delle dive”. Tutte mani piene di calli…

La ministra – Leggiamo: “Michela Vittoria Brambilla a settembre nella Perla Verde”. La ‘Rossa’ ministro del Turismo esibirà le belle gambe in viale Ceccarini?…

L’inaugurazione – Leggiamo: “Vittorio Sgarbi bay night inaugura la scultura di Marco Lodola nella nuova rotonda”. E poi via! tutti a Fi.GA’ e bomboloni…

Il film – Leggiamo: “Cinepalace, questa sera c’è il primo ciak”. Titolo del film: ‘Quel costoso scatolone di nome PalaRiccione’…

Il decisionista – Leggiamo: “Pironi, sia più umile e aperto. Maggioranza e opposizione concordano sulla scarsa propensione al confronto del sindaco”. Berlusconi: ‘Ghe pensi mi’. Pironi: ‘A facc quèl cum pèr’…

Proteste – Leggiamo: “Pdl: in 10 minuti zona nord allagata” – “Pdl: troppi rifiuti abbandonati”. Il cittadino vede, ma il Comune non sente e non parla…

Fantasmi – Leggiamo: “Case fantasma, a Riccione ne spuntano 322”. Mai visti dei fantasmi di 2-3 piani…

Parcheggio – Leggiamo: “Parcheggio impossibile, Abissinia nera”. …Faccetta nera dell’Abissinia, aspetta e spera che il parcheggio s’avvicina…

Volgarità – Leggiamo: “Volgari manifesti per la Notte rosa. Slogan discutibile con i loghi di Provincia e Comune che finiscono nella bufera”. Fi.GA’ e bomboloni possono sfiancare…

Bilancio – Leggiamo: “La Corte dei conti bacchetta il bilancio”. Finanza allegra al Comune di Riccione? Il divertimentificio contagia anche i conti…




Anni ’60: dall’Informale alla Pop Art

LA CULTURA

– “’60 e dintorni. Nuovi miti e nuove figure dell’arte”. E’ i titolo della mostra inaugurata domenica 27 giugno alla galleria Villa Franceschi di Riccione. La mostra e il catalogo (Silvana Editoriale) sono stati curati dal critico d’arte Claudio Spadoni, Orlando Piraccini e dalla responsabile della galleria riccionese Daniela Grossi.
La mostra, con circa 50 opere esposte di 35 esponenti di primo piano della vicenda artistica nazionale, offre uno spaccato di un periodo artisticamente importante: dalla fine degli anni ’50 ai primi anni ’60. In particolare in questa rassegna fanno da limite cronologico le date 1958 e 1964 che rimandano a due episodi emblematici: la mostra di Jackson Pollock (maestro americano dell’Informale con la sua originale tecnica dello dripping) a Roma e la Biennale di Venezia che sancì la fortuna della Pop Art.
Gli artisti in mostra: Valerio Adami, Getulio Alviani, Franco Angeli, Enrico Baj, Giorgio Bellandi, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Leonardo Cremonini, Pirro Cuniberti, Lucio Del Pezzo, Gianfranco Ferroni, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Lucio Fontana, Franco Francese, Gruppo N (Massironi), Giuseppe Guerreschi, Jannis Kounellis, Vittorio Mascalchi, Alberto Montrasio, Mattia Moreni, Ludovico Mosconi, Mario Nanni, Concetto Pozzati, Antonio Recalcati, Bepi Romagnoni, Mimmo Rotella, Lucio Saffaro, Germano Sartelli, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Emilio Tadini, Sergio Vacchi.
La mostra chiuderà i battenti il 12 settembre. Questi gli orari. Mattino: martedì e giovedì, 8,30-12,30. Sera: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato, 20-23. Chiuso domenica e lunedì.

Info: 0541-693534.




Internet wireless, arriva la banda larga

Tale possibilità è fornita dalla S.I. Sole (società con socio unico Sis spa) in base ad un progetto realizzato con il concorso della Provincia, della Regione e delle due amministrazioni comunali.
Si può accedere attraverso la sottoscrizione di un apposito contratto di adesione a “SI Volare Wireless”. Si ottiene un servizio di qualità e di prestazioni elevate, ad un costo del tutto concorrenziale. “Si Volare Wireless” ha già sperimentato la bontà del servizio dallo scorso ottobre 2008, grazie agli oltre 400 utenti dell’Alta Valconca.

Per maggiori informazioni e per mettersi in contatto con S.I. Sole è possibile inviare una e-mail all’indirizzo info@sisole.it, o accedere al sito internet www.sisole.it, oppure chiamare il numero 0541-833360.




Rocca di Luna

Una decina di spazi scenici con una marea di spettacoli e gioco. Passeggiate al lume con la possibilità di degustare
vini e prodotti tipici

– A Montefiore uno dei weekend più straordinari dell’estate!
Prende il via il 23 luglio la sedicesima edizione di “Rocca di Luna”, una delle manifestazioni che è entrata a pieno titolo nel novero degli eventi più frequentati che caratterizzano la lunga estate romagnola. Nelle ultime edizioni, la festa ha registrato un’affluenza di circa 5000 visitatori in tre giorni.
Pur rimanendo immutata nello spirito che la contraddistingue – la festa non è legata a una rievocazione o una tradizione, ma si ispira alla luna indagandone di anno in anno aspetti diversi, riempiendo così il castello medioevale di Montefiore Conca di momenti sempre nuovi e stimolanti di cultura, svago e divertimento – l’edizione 2010 di Rocca di Luna si presenta rinnovata in diversi aspetti, a partire dalle tematiche che la caratterizzano, fino alla organizzazione.
I lavori di restauro che hanno coinvolto la Rocca (dal luglio scorso nuovamente disponibile), hanno reso il simbolo di Montefiore belissimo e fruibile, per cui essa sarà di nuovo il fulcro della manifestazione.
Per tre serate tutto il borgo sarà animato da una serie di performance di cantanti professionisti, musicisti di strada, compagnie teatrali e di danza, gruppi etnici che si alterneranno su tutto il perimetro del paese, compresa la Rocca Malatestiana.
Rocca di Luna “Giochi & musica” sarà quindi una sorta di grande gioco/concerto che saprà coinvolgere tutti, in una clima di sano divertimento.




Astolfi: “Occhiali da sole, moda o protezione?”

Ancora oggi però è difficile riscontrare la stessa attenzione per quanto riguarda i possibili danni che l’esposizione alla radiazione solare può causare ai nostri occhi.
Gli effetti sugli occhi dei raggi UV (Ultra Violetti) sono tra i più pericolosi per la vista. Tali raggi infatti spezzano i legami chimici delle molecole dei tessuti e possono causare danni irreversibili. Colpendo cornea e cristallino, possono provocare cataratta, fotocheratiti e infiammazioni della congiuntiva. Proteggersi, dunque, riveste una fondamentale importanza sin dalla tenera eta. Nei bambini, infatti, il cristallino è in fase di formazione: alterato dalla luce diretta dei raggi, può irritarsi e dare luogo (soprattutto con il passare degli anni) a infiammazioni batteriche o allergiche.
Sulla base di queste osservazioni, gli occhiali da sole sono strumenti indispensabili per proteggere i nostri occhi sia dagli effetti dannosi dei raggi UV che dai fastidiosi riflessi solari.
A tal proposito è bene sapere che gli occhiali da sole sono classificati come D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale) in base alle Direttive CEE, che stabiliscono una serie di requisiti di sicurezza ai quali devono adeguarsi i produttori.
E’ importante dunque, acquistando un paio di occhiali da sole, verificarne la qualità e la conformità ai requisiti di sicurezza ponendo attenzione a ciò che stabiliscono le Normative Comunitarie e cioè:
1) marcatura CE apposta in modo indelebile sulla montatura con la quale il fabbricante attesta, a seguito di prove di conformità e sotto la propria responsabilità, la rispondenza ai requisiti previsti;
2) nota informativa del fabbricante redatta in lingua italiana che deve contenere (oltre ai dati identificativi del fabbricante o del fornitore) le caratteristiche tecniche della montatura e delle lenti, le eventuali limitazioni d’uso, l’indicazione del grado di protezione dai raggi UV e le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia.
Se manca la marcatura CE o la nota informativa gli occhiali da sole non sono conformi alle normative e possono essere causa di gravi disturbi oculari!
Considerando che i profondi cambiamenti dello strato protettivo terrestre di ozono hanno contribuito ad aumentare il rischio di malattie legate ai raggi UV, occorre prestare attenzione
– soprattutto nei mesi estivi
– all’Indice UV, un sistema di misurazione della radiazione che consente di quantificare il rapporto tra il grado di esposizione a tali raggi e il livello di rischio per gli occhi e la pelle.
Le parole chiave per una corretta salvaguardia dei nostri occhi sono dunque prevenzione e qualità.

Dottor Massimo Astolfi, ottico in Cattolica




Estate ’10: le attività di Radio Soccorso

A questo si aggiunge un particolare intervento costituito dalla compagnia ad anziani soli, attivato su richiesta di un familiare. Ma non solo, l’associazione si è organizzata anche per accompagnare la persona bisognosa, con un servizio di trasporto nel caso in cui debba fare visite ospedaliere o abbia necessità di recarsi a fare la spesa. Un’altra importante attività sviluppata è il servizio prelievo e massaggi a domicilio portata avanti grazie all’ausilio di personale qualificato.
L’organizzazione nasce nel 2004 e opera nel settore sanitario e della protezione civile offrendo anche servizi di vigilanza, medicazione e assistenza.

Per maggiori informazioni chiamare in sede tel. 340 1547869, dalle 9 alle 24, tutti i giorni compresi i festivi.