Bagni 33, poesie e musica in spiaggia

Vengono recitate poesie in uno spazio scenico; con degli intervalli musicali non meno inferiori. La prima serata è il 14 luglio (per i francesi è la presa della Bastiglia), con inizio alle 22. Le voci recitanti sono quelle di Giuliano Cardellini, Simona Tebaldi e Giuliano Volpinari, il giovane Stefano Pecci, ha suonato anche alla Scala, invece delizia col sassofono. Anteprima ore 21.30 con Silvio Di Giovanni che leggerà Lucrezio “De Rerum Natura” di Lucrezio.
Si replica l’11 agosto, sempre con inizio alle 22. E sempre con la voce di Giuliano Cardellini, ma con l’aggiunta di Sara Jane Ghiotti; Antonio Nasone si cimenta con la chitarra. Verranno lette poesie di Pablo Neruda, Wislawa Szymborska e Giuliano Cardellini tratte dai suoi libri “Diciannove versi d’amore e una rosa”, “nel godere dell’amore”. Nella rassegna saranno eseguite le canzoni, “L’amore è così fuggevole”, “Sei” e “Solo ora ho capito” del compositore Fabio Masini con testi di Giuliano Cardellini.

Per maggiori informazioni: 0541-950076.




Righetti/Piastri, dalle sculture in legno ai violini

ARTIGIANATO

– A Cattolica-Gabicce Mare c’è una piccola tradizione di liuteria, e non è ardito dire di scuola francese, della quale se n’è appropriato Albo Righetti, non proprio giovanissimo quanto appassionato, però. Righetti da sempre dal legno tira fuori sculture. Ha un amico di Tavullia, Maurizio Ricci, ex pompiere, anch’egli con la passionaccia per il legno e la scultura. Ricci, in scala, realizza degli oggetti che sono dei capolavori artigianali: carri, calessi, attrezzi della civiltà contadina. Dice Righetti: “E’ un geniaccio!”. A quel geniaccio capita nelle mani un manuale su come costruire i violini. Si applica. Solo che un violino si fa con uno che li ha già fatti. E su quel già fatto si innesta un altro personaggio locale. Si chiama Bruno Piastri ed abita e lavora a Gabicce Monte. Ha circa 75 anni, è un maniaco della precisione ed è un ottimo liutaio. Il suo primo strumento lo inizia a 20 anni; in tanti lo prendono in giro. Piastri è un autodidatta che ha avuto la fortuna di incontrare i Pollastri di Bologna, una dinastia nel campo della liuteria. I Pollastri possiedono una casa a Granarola, dove abita Nunzio, un falegname vero, di una precisione assoluta. Pollastri e Piastri si ritrovano da Nunzio; entrambi vanno a piallare le loro tavole. Pollastri vede lavorare Piastri. E’ colpito dalla passione e dalla precisione. Lo invita a Bologna per un corso di liuteria, dove si costruisce con una tecnica francese.
Il famoso manuale di Ricci finisce nelle mani di Albo Righetti, che folgorato si avventura nella costruzione del magico strumento. Righetti frequenta Piastri, che gli insegna e lima i difetti. I due lavorano da soli, ma si vedono tutti i giorni.
I violini di Piastri negli ambienti sono rinomati; hanno suonato anche alla Carnagie Hall di New York e sono stati venduti a 18.000 dollari. Finora ne ha costruiti un’ottantina. Invece, Righetti ne ha finiti alcuni. “Bruttini i primi due; i successivi sono belli all’occhio e buoni per i musicisti. Una sera dopo averlo suonato, un violinista mi ha detto che è un buon strumento”, commenta.




Nonna Menga, tra di noi parlavamo in dialetto

IN RICORDO

Tra noi parlavamo in dialetto. E’ la nostra lingua, quella del Nonno, quella delle loro due figlie più grandi: la Rosy e la Lorenza, la lingua dei miei genitori, di mia sorella Adriana e di suo marito Mario, ed in dialetto era per tutti la “Nona Menga”.
I più giovani sono cresciuti con l’uso della lingua italiana e forse è giusto che si dovesse fare così.
Ma oggi alla “Nona Menga” io voglio dare del tu. E’ la prima ma, evidentemente è anche l’ultima volta.
Ti ricordo e ti ricordiamo Nonna Menga!
Quando dai tuoi racconti rammentavi la tua fuga da Mondaino, nell’agosto del 1944, assieme agli altri sfollati siete fuggiti a Montefiore nell’illusione, sbagliata, di un miglior luogo per affrontare il passaggio del fronte di guerra.
Avevi 27 anni e la tua bimba ne aveva solo quattro e la portavi sempre con te, anche nei campi ove cercavi e trovavi lavoro.
Anche la spigolatrice hai fatto, pur di rimediare in qualche modo il cibo. Eravate sole e senza alcuna protezione.
Tuo marito infatti, già da anni era partito per quella disastrosa guerra, dichiarata con la più colpevole insipienza da un dittatore istrione che, per la malasorte dell’Italia e del mondo, era il capo del governo ed era alleato con un pazzo d’oltralpe.
Si può dire che fu anche fortunato tuo marito a cadere prigioniero. Sei anni dopo la partenza potè tornare a casa. Tanti altri soldati suoi compagni, non sono più tornati. I loro corpi sono marciti nei fossi delle strade tra il fango e la neve in quelle disastrose ritirate.
Sono stati anni difficili per te, Nonna Menga, con la fame, le privazioni, le incertezze e i pericoli per la vita.
Ti ricordiamo Nonna Menga!
Ti ricordiamo nei tuoi anni, per così dire, più sereni, quando, alla soglia dell’età anziana ti portavi in vacanza con te, per le tue cure idropiniche, il tuo nipotino Mauro e lo lasciavi correre e scorazzare in libertà ed è anche per questo che lui prese a volerti tanto bene.
Lui, non è più quel piccolo nipotino di un tempo, che noi genitori ti consegnavamo con mille raccomandazioni. Il tempo è passato anche per lui ed ora ha i capelli bianchi.
Il tempo infatti passa e trasforma la natura del mondo le cui nuove condizioni si avvicendano sempre alle precedenti.
Tu hai vissuto già molto di più del Nonno, tuo compagno di vita. Per questo non possiamo lamentarci. Non è stato un lasciarci prematuro il tuo, ma è stato sempre un lasciarci, quello dell’altro ieri.
Il tuo corpo si decomponeva e languiva sfinito dal tempo e dalla cancrena e i tuoi figli, con dolore, scorgevano il suo lento disfarsi.
Ma ecco che altre vite sono già sorte e sorgeranno, “Nonna Menga”. Sono sorte da quelle dei tuoi nipoti e ne sorgeranno ancora. Ed ancora sorgeranno da quelle dei tuoi pronipoti e da quelli che ancora verranno.
E così l’universo continuerà a rinnovarsi senza posa e le creature mortali, vivendo scambievoli esistenze, si passeranno sempre, come staffette, la fiaccola della vita.

Ciao Nona Menga!!
Silvio Di Giovanni

Cattolica, 1 luglio 2010, nella Chiesa Parrocchiale di Via XX Settembre




Incidenti circonvallazione, la colpa è anche del doppio raggio di curvatura

L’INTERVENTO

Nei miei ricordi per percorrere il tratto da Via Nazario Sauro fino alla “casa Cantoniera” (Via Oriolo) significava impiegarci delle buone mezze ore soprattutto in corrispondenza del semaforo che regolava il traffico all’altezza di via Saludecese (ora S. Allende).
Il nuovo tracciato che ha liberato le strade di Cattolica dalle code è stato un toccasana, ma non si capisce per quale ragione una curva sia stata progettata e realizzata con un doppio raggio di curvatura… quella all’altezza dell’ospedale di Cattolica.
In genere curve con raggio variabile sono riservate alle piste dove il pilota deve dare mostra delle proprie capacità di guida, ma sulla strada “normale” sono da evitarsi. Questo è quello che mi è stato insegnato nel mio corso di studio.
In questo caso (della SS16) il progettista di allora ha messo in strada (ordinaria) ciò che dovrebbe stare solo in pista.
Sono passati molti anni (oltre 40) molti incidenti alcuni gravi con morti ed altri meno, mai nessuno che abbia pensato di modificare il tracciato della curva.
La curva in sé (forse) non sarebbe pericolosa se venisse segnalata in maniera adeguata e se venisse percorsa nel rispetto dei limiti di velocità, anche se devo dire che non è sufficiente: chi la percorre per la prima volta non conosce quale insidia nasconda il tracciato: il doppio raggio di curvatura! Non importa la direzione di marcia, qualunque essa sia, porta a sinistra. In un caso si invade la corsia opposta (Pesaro-Rimini), nell’altro si va contro il guard-rail. Pericolo sempre.
In questi ultimi anni, mi riferisco al periodo 2004-2009, l’amminstrazione comunale ci ha fatto sapere, successivamente ad altri incidenti disastrosi, di voler mettere in sicurezza la curva. Bel proposito!
E’ passato del tempo senza che si vedessero opere al riguardo, poi con la segnaletica orizzontale sono state fatte le due righe laterali alle corsie di marcia mescolando alla vernice bianca del materiale rifrangente.
Grande soluzione! Costata quanto? Non saprei e non mi interessa.
Durata quanto? Poco, al massimo poche settimane, poi tutto come prima, semplici righe bianche ai bordi delle corsie.
Ma delle opere per la messa in sucurezza del tratto più nulla, nel frattempo si muore ancora….
Se si crede che delle bande rumorose posizionate in prossimità della curva possano risolvere il problema è nettamente fuori strada (…). Già ci sono, ma non dissuadono ad andare più piano e non sono sufficienti per segnalare il tipo di curva che poi si dovrà percorrere.
Di fatto lì ancora si muore. Anche per colpa della (troppa) velocità. Mi domando come si possa sentire chi ha materialmente progettato e diretto i lavori di quel tratto si strada…
La soluzione più facile da attuare è quella del controllo (eletronico?) della velocità, ma poi senza meno modificare il tracciato. Un saluto.

Lettera firmata




A.C. Cattolica – Stagione ricca di avvenimenti

Rinnovata inoltre l’affiliazione al Bologna Fc 1909 che ha permesso a tutto il movimento giovanile di partecipare a manifestazioni dall’elevato contenuto tecnico-educativo. Tra le tante ricordiamo la partecipazione al Meeting Nazionale riservato agli allenatori delle società affiliate, l’anteprima allo Stadio Dall’Ara in occasione della notturna infrasettimanale di Bologna – Roma, la partecipazione al torneo riservato alla categoria 98/99 sempre presso lo Stadio del Bologna, l’amichevole nel Centro Tecnico N. Galli tra la prima squadra del Bologna e il Cattolica Calcio.
E’ stato anche l’anno della solidarietà che ha permesso di raccogliere una importante cifra in favore di Michelle oltre ad altre iniziative in favore delle famiglie povere della città. Non poteva mancare il binomio calcio e scuola nei confronti del quale il Cattolica Calcio ha ideato un progetto di sostegno scolastico con l’intento di dare ai giovani l’opportunità di trovare, in un ambiente conosciuto e protetto, un ulteriore punto di rifermento al fine di favorire lo sviluppo socio – educativo degli stessi. Da ricordare il “1° Torneo Città di Cattolica” riservato alla categoria Giovanissimi che ha visto la partecipazione di 16 squadre tra cui quattro società professionistiche quali il Cesena, l’Ancona, il Bologna e la vincitrice Mantova Calcio. In una città di mare e di vacanza non potevano mancare le attività del periodo estivo. E’ nato così il Campus Giallo Rosso denominato Ombrellone Giallo Rosso che ha visto la partecipazione di 34 partecipanti rimasti visibilmente sorpresi e soddisfatti dell’iniziativa cui è seguito il Bologna Football Camp che ha portato al Calbi oltre 80 partecipanti provenienti da tutta la penisola. La società ringrazia tutti coloro i quali hanno preferito aderire al Cattolica Calcio e vi aspetta numerosi ai “lavori” della prossima stagione sportiva.




Bikini, movida sul Conca

Palata 117 drink and food è aperto dalla mattina fino a notte fonda. Come un chiosco da spiaggia durante il giorno, a pranzo serve piatti leggeri e freschi. Poi, quando cala il sole, protagonisti sono gli sfiziosi aperitivi e le cene a base di pesce.

All’interno dello “Stella Maris”, parte del complesso futurista delle Navi, si trova invece il Molo 117 Restaurant, proprio di fronte al mare. La particolarità della location, inserita in una delle strutture architettoniche più pregiate della nostra costa, è l’ideale contesto di un riservato tete a tete per una cena raffinata ed elegante a base della più genuina cucina romagnola, con menu alla carta di carne e pesce. Oppure, grazie all’accuratezza e professionalità del servizio, per cene aziendali, di gruppo o party riservati.
Dopo la cena comincia il divertimento puro del Bikini Disco, in ambientazione totally white in stile Miami illuminato dai riflessi della notte. La notte BKN e’ sorprendente e policroma come un mosaico: dalle feste a tema alla musica dal vivo, house e commerciale dei migliori dj. Il venerdì sera al BKN 117 è “Summer live” con proposte coinvolgenti ed irresistibili per un’ estate all’insegna del live. Il sabato offre party a tema in collaborazione con Miami, Formentera, Ibiza, per vivere insieme l’atmosfera di festa e divertimento della riviera romagnola.




BRUTTURE IN CITTA’




Amarcord di Dorigo Vanzolini




Segretario Pd, uomini sull’orlo di una crisi di nervi

– Segretario Pd, scene di famiglia sull’orlo di una crisi di nervi. Si potrebbe parafrasare così l’infuocato giugno (nonostante la temperatura autunnale), lo scontro interno al partito. Nella bacheca della sede in via Amici campeggiavano due manifesti con la scritta: “Il Pd c’è!”. Un po’ sullo stile “Per fortuna che Silvio c’è!” del Pdl, o delle vecchie scritte che si leggevano sotto i cavalcavia dell’autostrada, “Dio c’è”. Si diceva ad opera dei Testimoni di Geova. Insomma, ancora un Pd tutto intento a contemplare il proprio ombelico, spacciandolo, come dice Jovanotti nella canzone, per l’ombelico del mondo…
Ricostruiamo l’evento attraverso la lettura dei titoli dei quotidiani locali: “Cento tessere in più per il Pd: sono gli avversari del sindaco”. E già qui ci sono le prime inquietanti avvisaglie per il gruppo Tamanti & Gabellini.
Un passo indietro: dopo l’affermazione del candidato Marco Tamanti nelle primarie e la successiva vittoria elettorale, questo gruppo, come si usa dire, non fece prigionieri. Insomma, fece man bassa di poltrone e incarichi, asseragliandosi in Comune e nel partito. I cosiddetti dissidenti furono dispersi ed emarginati. Ma… la sete di vendetta covava…
“Pd, volano stracci e insulti alla riunione per la segreteria” -“Pd, la guerra dei quattro candidati” – “Il dibattito tradisce le divisioni interne del Pd sulla segreteria”. Spuntano allora quattro candidati: due tamantiani (Mirko Ferrara, alias al giovne antìgh e Franco Tura, alias l’antìgh cal fa al giovne) e due ‘antitamantiani’ (Andrea Parma, alias al dutor di matt e Giuseppe Prioli, alias l’uomo che sussurrava alle cozze).
“La notte del Pd: è guerra tra Prioli e Tura” – “Fuori i giovani, largo ai vecchi. Parma e Ferrara rinunciano alla corsa per la segreteria Pd. Restano le ‘cariatidi’ Franco Tura e Giuseppe Prioli”.
Dunque, vista la determinazione e la moltiplicazione delle tessere dei cosiddetti dissidenti, Mirko Ferrara abbandona per Franco Tura (va avènti té che ma mé um scapa da rid). Anche il giovane Andrea Parma, visto le tensioni e le gravi lacerazioni interne al partito, lascia a favore del sempre fedele al partito a prescindere, Giuseppe Prioli.
“Prioli vince la corsa alla segreteria. Alle urne sconfigge Franco Tura con 124 voti contro 54. Una elezione preceduta da baruffe e litigi” – “Segreteria Pd, vince Giuseppe Prioli: la corrente Tamanti finisce all’angolo”
Il match se lo aggiudica Giuseppe Prioli che stravince su Franco Tura e coglie subito l’occasione per mandare un messaggino: “Prioli: l’amministrazione è insicura e questo la rende un po’ debole”.
L’ala dei don Biagio boys si sente spiazzata, anche perché un centinaio di iscritti, quasi tutti tamantiani, non sono andati a votare. Una persona normale farebbe subito una riflessione autocritica: sarà l’effetto negativo di una giunta Tamanti ormai impresentabile agli occhi dei cittadini. Ma c’è chi la vede diversamente: “Astorre Mancini: una vera restaurazione. Io non sono l’uomo per tutte le stagioni . Votazione scorretta e irregolare che Venturi non ha gestito”.
Contro Mancini si levano alcune voci: “Andrea Venturi: Mancini non sa perdere” – “Pietro Pazzaglini: le parole di Mancini mi sembrano da vecchio marpione della politica”.
Arrivano altri segnali poco concilianti dai cosiddetti dissidenti, che ormai dovrebbero essere considerati ex, visto che ora hanno in mano il partito e possono cuocere a fuoco lento Tamanti, la sua giunta e i suoi consiglieri di maggioranza.
“Nuovo corso del Pd: via tre assessori. Sulla graticola Gerboni, Palmacci e Angelini. Tura denuncia irregolarità nella votazione” – “Con l’arrivo di Prioli l’incubo rimpasto”.
Il sindaco Tamanti accenna una timida difesa della sua giunta, ma sa che dovrà, forse, passare mesi di fibrillazione. Il partito Pd vuole contare molto di più sulle scelte dell’amministrazione. E poi ci sono troppi assessori che i pèr di pèss tal pajèr. Senza dimenticare quel sesto assessore da nominare…
“Tamanti difende i suoi assessori che rischiano il posto”.
E il nuovo segretario che fa? Lo sta aiutando l’estate, perché l’attività politica si attenua. Ma non è dello stesso avviso la città con i suoi cittadini (e turisti), che invece avrebbe bisogno più impegno e idee da parte di chi governa.
“Prioli esclude ‘ribaltoni’ nella giunta. Tamanti frena”.
Va a finire che per il bene della giunta e del partito (il tutto spacciato ovviamente come per il bene della città), si crei una sorta di immobilismo (un tira a campè), appesantito da compromessi e cazzeggiamenti vari.
Al dgiva Pacasòn: u n’amaza più li patachèdie che la spèda…




Festa di Cubia

Piazza Mercato

– Ore 18.00: Apertura della Festa
– ore 18.15: esibizione del coro del progetto IN-CANTO IN CORO coordinato dalla Direzione Didattica di Cattolica
– ore 19.00: esibizione della cantante Laura De Biagi
– ore 21.00: concerto del cantautore Pippo Pollina & la Piccola Orchestra Alta Marea.

Durante la Festa verranno allestiti all’interno della piazza dei banchetti e una mostra di foto d’epoca. Saranno presenti alcuni artisti per una estemporanea di pittura.

In caso di maltempo, la Festa si svolgerà all’interno del Teatro Snaporaz.

Ingresso gratuito