Boxe cinese, Cattolica è tricolore

– Cattolica è campione d’Italia sanda (boxe cinese) 2010. Per il secondo anno consecutivo il “Sanda Club Cattolica” ha conquistato l´oro ai campionati nazionali. Hanno raggiunto il vertice Andrea Gabellini (agente immobiliare 31 anni), Gianluca Olivieri (rivenditore ricambi auto 45 anni) e Domenico De Palo (rappresentante 32 anni, S.Giovanni). Sanda è una disciplina marziale di origine cinese che consiste nel mettere ko l’avversario colpendolo con pugni, calci e proiezioni in due round da 2 minuti.
Dopo Cagliari nel 2009, quest’anno la competizione si è svolta a Pozzuoli (Napoli) l’1 e 2 maggio e ha visto la presenza di circa 400 atleti.
Gabellini ha conquistato l’oro in finale contro il pescarese Matteo Di Biase nella categoria Sanda A – 80 kg; mentre De Palo nella categoria Sanda A +90 kg ha sconfitto al secondo round il partenopeo Giuseppe De Santis.
Grande soddisfazione e orgoglio per il maestro Olivieri che dopo anni di duro allenamento ha portato i suoi ragazzi ad essere per il secondo anno consecutivo campioni d’Italia e ad aspirare alla convocazione in nazionale. A fine serata premiato Andrea Gabellini come miglior atleta della competizione. Il Sifu Olivieri allena i suoi ragazzi presso la palestra Universum Klub sita in via Mercadante di Cattolica.

Info:Andrea Gabellini
347/8857637




Anna Filippini, una vita per la solidarietà

IN RICORDO

di Enzo Cecchini

– “Se un po’ ad rispètt pi vècc t’avrè, un sach ad robie t’impararè”.
Questa è l’ultima frase scritta da Anna Filippini negli ultimi giorni di gennaio scorso nella sua rubrica su queste pagine “Sapori e colori del nostro dialetto”. Una collaborazione la sua che ha prodotto la pubblicazione di due libri (2004 e 2007), una raccolta della sua rubrica mensile iniziata nel 2002.
Scriveva Guido Paolucci: “Quando mi arriva ‘la Piazza’ la prima rubrica che mi affretto a leggere è quella della brava Anna Filippini, tanto è la mia curiosità di tuffarmi nel dialetto che leggo a voce alta per cogliere la musicalità e il suono”.
Libri che Anna ha voluto che l’intero ricavato venisse devoluto alla Caritas parrocchiale di Cattolica, dove fino all’ultimo ha operato come volontaria. E’ qui che praticava e realizzava la sua fede cristiana: con gli ultimi, con i più bisognosi. Anna era animata da un grande senso della solidarietà, la sua casa era sempre aperta a tutti quelli che avevano bisogno. Una solidarietà vera non solo cristiana, ma anche laica, intesa come l’impegno civile di una cittadina modello che crede e si batte per una società, quella terrena, di gente onesta che opera contro ogni ingiustizia sociale e per il bene della collettività.
Pacifista convinta, la violenza, la prepotenza, l’arroganza la facevano arrabbiare e la ferivano.
Anna, donna esile, uno scricciolo di ragazza, ma forte e indomita nelle sue convinzioni, decisa a combattere con dignità senza ostentare il suo donarsi al prossimo, anzi, con umiltà si scherniva e riusciva a illuminare i momenti più difficili con la sua semplicità e con un tocco di autoironia. Basta leggere una delle ultime sue frasi in dialetto: “I dis: ‘Chi n’ha bona memoria l’ha dli bon gambie’ – Mé che a n’ho più d’utènta a dégh che l’è la vciaia che la s’avènza”.
Anna è scomparsa il 26 maggio scorso a 83 anni. Era nata a Cattolica l’11 dicembre 1926. Insegnante di lingua inglese, ha passato una vita con i giovani, verso i quali nutriva grande fiducia e speranza.
Anna appartiene ad una delle grandi famiglie cattolichine: i Filippini, “i Canén”, che nelle sue generazioni da oltre 200 anni ha contribuito e dato lustro alla storia di Cattolica.
Cara Anna, per anni sono venuto a casa tua e come uno scolaretto mi dettavi le frasi in dialetto da pubblicare sulla Piazza. Ho imparato molte cose dai tuoi racconti: di una Cattolica che non avevo conosciuto, degli anni bui del fascismo, della Resistenza di tanti cattolichini fatta di piccoli e grandi comportamenti dignitosi e civili, del dopoguerra… della tua coerenza ad una idea di sinistra che metta al centro la giustizia sociale… Per te non c’erano “diversi”, dicevi che non ci devono essere barriere culturali, religiose o altro (quanto ti facevano arrabbiare certi proclami razzisti di alcuni politici).
Non nascondevi la tua sofferenza nel credere in una fede cristiana che parte dalla povertà, e le ostentazioni delle gerarchie della chiesa troppo spesso troppo sensibili a ricchezze e potere. Non sopportavi l’arroganza di certi politici… e non riuscivi più a capire le divisioni, le incoerenze e balbettii della sinistra…
Grazie Anna, esile e forte ragazza. Forse lassù potrai raggiungere Colui al quale hai sempre creduto, e se c’è un Paradiso, tu sicuramente avrai un posto di rilievo. Noi quaggiù per onorare il tuo impegno umano, sociale e civile “a farìn in mod da nù tiré al cul indré”.
Cara Anna, at voj bén.

Chi gnint e chi trop

Al mond l’è fat a urganén,
chi ha trop e chi gnènca un quatrén.
U j’è quij chi fadiga, i suda, i lavora
senza armidié ‘na stloncia da n’arvora
arvanzand nud e crud cum un cruc-fis.
Ma girand al mus da cl’èlta pèrta,
u j’è quij cui féda anche al gal
chi fa i su cumde sdraièd sora un sufà
a pinsè come frighè anche mal su bà,
e se ti toch i dà d’chèlc cume i sumar.
Sno quand l’ariva la sgrignona,
a sunè l’avemaria sl’urganén
e a met la livèla tla giusta pusizion,
quij chi n’ha gnint e quij chi è pin d’quatrén
is trova nud e crud cum j’è nèd.

Dedichiamo questa poesia di Elvino Galluzzi tratta dal libro “Un pastroc”, in ricordo di Anna Filippini. Lei ha veramente sofferto per l’ingiustizia sociale e per la povertà che sentiva come colpe proprie, perché il suo impegno non riusciva a colmare questo abisso di dolore di gran parte dell’umanità.




Morciano calcio, per il futuro forze nuove

– Il Del Conca calcio ha concluso il campionato a centro classifica e l’allenatore Cristian Protti alla sua prima esperienza in panchina ha svolto un buon lavoro e ottenuto quanto la società gli aveva chiesto. Dopo il rompete le righe, il presidente Lucio Bellini e il presidente del settore giovanile Gian Marco Baldini sono alle prese sul cosa fare per il futuro.
“Abbiamo chiuso il bilancio – dice Bellini – senza debiti, ma siamo in pochi nel consiglio direttivo e non riusciamo più a programmare il futuro senza forze nuove. Io fra l’altro ho rimesso il mandato al consiglio; resterò come consigliere se la società avrà programmi futuri, ma non mi sento più di fare il presidente”.
“Ancora non è deciso nulla – continua Bellini – e smentisco le voci di cessione del titolo sportivo ma, per proseguire l’attività della prima squadra e del settore giovanile, servono nuovi consiglieri. Non è una questione solo economica, che pure colpisce anche il settore dilettantistico, ma di forze che aiutino anche materialmente nello svolgimento dell’attività di base annuale. Rivolgo un invito a quanti hanno a cuore il futuro del Del Conca affinché si facciano avanti, altrimenti si rischia di finire l’attività e sarebbe un vero peccato perché il 15 maggio siamo stati a Roma, alla Lega Nazionale Dilettanti, per ricevere il premio alla benemerenza come società che ha fatto calcio per 75 anni. Se qualcuno vuole prendere in mano la società in toto senza gli attuali dirigenti, noi siamo disponibili anche a farci da parte; ribadisco che la società è sana, i bilanci sono in ordine e ci sono buoni rapporti con il Comune per la gestione dello stadio”.
Allo stadio di Morciano nei mesi di aprile e maggio si sono disputati i tornei giovanili in memoria dei compianti Carlo Brigo, Guido Simoncelli e Mattia Allegrini. Il futuro del Del Conca dipenderà dalle persone che hanno a cuore la squadra di calcio, se nulla si muoverà nelle prossime settimane, il Del Conca potrebbe non iscriversi più al campionato di Eccellenza.

Giuseppe Del Bianco




Rossetti, presidente giovani commercianti della provincia di Rimini

– Monia Rossetti è la presidentessa dei neonati dei giovani imprenditori “under 40”  della Confcommercio della provincia di Rimini. E’ stata eletta lo scorso 24 maggio. L’obiettivo è di promuovere la crescita professionale dei giovani, stimolando lo spirito associativo anche attraverso opportuni programmi di formazione e valorizzando il loro ruolo negli ambiti sociali ed istituzionali.
“Ho in prima persona vissuto – ha detto il giorno dell’investitura la presidentessa Rossetti – le difficoltà di un qualsiasi giovane che si avvicina al mondo imprenditoriale. La costituzione del Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Rimini vuole rappresentare uno strumento di sostegno dell’imprenditoria giovanile, attraverso lo scambio di informazioni, la condivisione di progetti comuni, la sensibilizzazione su risorse ed opportunità che promuovano la crescita economica e professionale degli imprenditori under 40”.
Monia Rossetti appartiene ad una delle dinastie commerciali di Morciano. Trentacinque anni, per un breve periodo ha lavorato presso la ragioneria del Comune di Gemmano, ma subito capisce che il suo futuro sarebbe stata l’azienda di famiglia, fondata dal padre quasi 40 anni fa.
Monia conduce l’azienda assieme alla sorella; le due hanno rinnovato gli articoli casalinghi e da regalo per liste nozze, per continuare ad essere protagonisti sul mercato.

Il consiglio direttivo: Monia Rossetti (Morciano) eletta Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, Rosella Pincelli (Rimini), vicepresidente, Carolina Petruccione (Morciano), Francesco Mautone (Rimini), Luca Bonizzi (San Giovanni), Stefano Bonini (Rimini).




Quelli cresciuti sul greto del Conca. Rimpatriata dei sessantenni

– Hanno scelto il ristorante il Mulino di Misano Adriatico, proprio sul greto del Conca, per alimentare la vecchia amicizia, i sessantenni che si sono conosciuti sui banchi di scuola negli anni ’50 e ’60. Sono convenuti da tutta la provincia e da svariate parti d’Italia a testimoniare il proprio senso di appartenenza alla comunità morcianese. E’ stata una giornata splendida, in una cornice accogliente e gioiosa. Si sono rivisti dopo dieci anni dall’ultimo incontro, con tanta voglia di stare insieme. La coesione di questo gruppo è così forte che hanno deciso di ritrovarsi fra cinque anni con l’intento di lasciare al paese un documento di storie pubbliche e private che custodiscono nella propria memoria. Arrivederci al 2015 ancora più numerosi (Foto Mario Polverelli)