Foro Boario

Ponte, già inaugurato!!! – Esilarante battibecco tra Danilo Ottaviani, consigliere comunale Pdl e Claudio Battaza, sindaco di centrosinistra, lo scorso 29 aprile in consiglio comunale. Ottaviani ha chiesto al Comune di trovare i finanziamenti per portare a termine finalmente il sospirato ponte sul Conca. Battazza più serafico e tagliente del solito, gli ha replicato che è un po’ difficile poiché la giunta Ciotti, della quale faceva parte Ottaviani fino al 2009, era dal 2002 che inaugurava l’inizio lavori della mega-opera un anno sì ed uno. La forza della politica delle chiacchiere. Per la cronaca, anche per la giunta Battazza è una priorità.

Scontro tra bretelle – Scambio tra bretelle tra Ottaviani e Battazza sempre il 29 aprile. Ottaviani chiede una bretella tra la Saludecese e la nuova circonvallazione di Morciano, quella che dalla Comeca porta alla Falda. Risposta di Battazza: prima di una strada inutile di 2,5 milioni di euro finanziata con una tassa di scopo, sarebbe stato meglio fare qualcosa di più utile, tipo prima la bretella dalla Saludecese e poi il resto. I circa 20 presenti si sono divertiti.

Piazza Boccioni – Il vascone che accoglie il monumento di Arnaldo Pomodoro, “Colpo d’ala”, è uno straordinario allevatore di zanzare. Costruita negli anni ’80 su progettazione di Vittorio Gregotti, da allora al centro di discussioni e sane polemiche, la piazza non è mai stata inaugurata. Difficile e costosa da tenere efficiente, è mancato il coraggio per la definitiva sistemazione. Bertino Montanari, candidato a sindaco per Amo Morciano scrive al sindaco Battazza: “Hera sta effettuando la campagna antiparassitaria contro la zanzara tigre, addirittura è prevista una multa a chi lascia l’acqua nei vasetti dei fiori del cimitero, quindi mi sembra più che urgente intervenire, già con questi caldi proliferano larve in quantità”.




Gobetti, educare la coscienza

Stanno portando avanti due progetti: uno interno coordinato dalla professoressa di Economia aziendale, Graziella Zoffoli e uno esterno dietro il quale c’è il lavoro di Liana Della Biancia, loro insegnante di inglese.
Soddisfatto il preside Franco Raschi: “L’educazione dei ragazzi parte dal cuore per giungere all’intelligenza”.
Nel primo progetto si aiuta la professoressa-volontaria Manina, la quale da anni in Madagascar sta costruendo un sistema scolastico che ospita 13.00 bambini e tre dispensari. Con i soldi raccolti dai ragazzi sono state costruite delle aule oltre che in Madagascar anche in Kenya.
La signora Della Biancia invece ha creato un’associazione, Edna, che si prende cura di un orfanotrofio in Brasile. Organizza momenti per raccogliere fondi e in questi momenti gli allievi del Gobetti diventano protagonisti. Ad esempio in una cena all’albergo “Reve” di Cattolica sono diventati camerieri. Edna paga anche un’insegnante per dare un’istruzione ai piccoli orfani. Quest’anno si propone anche di aprire un ambulatorio.




Cardellini stupisce, altro premio

L’ultimo risale al 24 aprile scorso al teatro della Regina di Cattolica con il Premio letterario internazionale Città di Cattolica. A Cardellini il 3° Premio Speciale dedicato ad Athos Lazzari per la categoria Opere librarie edite. Lazzari merita due righe. Compianto professore di italiano, è stato uno degli animatori di una infinita serie di eventi culturali nel dopoguerra prima a Mondaino (era il suo paese) e poi a Cattolica (la sua città d’adozione). Era stato anche il fondatore della Civica Università.
Invece, l’avvocato morcianese non finisce mai di stupire. Dopo aver partecipato nella fase eliminatoria di Sanremo con la canzone “L’amore è così fuggevole” cantata da Sara Jane, con la musica del compositore Fabio Masini; ora sta inserendo la stessa canzone su “iTunes”, dove potrà essere scaricata ed ascoltata dai primi di giugno.
Non ancora pago, sta realizzando un cd di canzoni intitolato “Calycanthus P.” formato da 11 canzoni; vedrà la luce forse a fine 2010”.
Tra la sua caterva di passioni, due su tutte. La grande ammirazione per la poetessa polacca, premio Nobel 1996, Wislawa Szymborska.
E la sua grande passione per Umberto Boccioni ed il Futurismo.
A quando il prossimo libro di poesie d’amore, il terzo della serie? Cos’altro avrà in mente il poeta e artista Cardellini? Intanto si diverte, non proprio banale.




“Caro Battazza, la campagna elettorale è finita”

LA LETTERA

– Non finirò mai di stupirmi di quanta ipocrisia è fatta la razza umana, e nella fattispecie gli pseudo politici-amministratori (quelli di casa nostra), che durante tutta la campagna elettorale hanno sbandierato in lungo e in largo tutti i loro buoni propositi, le loro buone intenzioni, per dare al mio paese Morciano, e sottolineo mio paese (a buon intenditore…) nuova vitalità, più vivibilità, più trasparenza. Però un consigliere ha chiesto i conti della Fiera di San Gregorio, ancora li deve avere, cosa nascondono? Non dovrebbero essere pubblici) meno cemento, ecc… ecc…
Cominciamo ad analizzare quasi un anno di questa amministrazione.
Nuova vitalità. Non mi pare che nel paese siano cresciute attività commerciali innovative. Anzi alcuni negozi hanno chiuso ed altri li stanno seguendo; o avvenimenti culturali tali da far smuovere l’apatia di questo paese, anzi con questa amministrazione ancor più accentuata. Natale 2009, dove è stato il cambiamento? E visto che quei pochi eventi culturali che si effettuano, il signor sindaco e quasi tutta la giunta li snobbano, nella fattispecie Commedia Dialettale a San Gregorio serata di apertura.
Fiera di San Gregorio. Doveva essere il loro trampolino di lancio, il fiore all’occhiello (sicuramente daranno la colpa al tempo per il loro flop, ma se ascoltassero le voci degli standisti del padiglione fieristico capirebbero molte cose, come lo spostamento del Palatenda rivelatasi la più grossa delle castronerie per adoperare un eufemismo: alle ore 19, il padiglione era chiuso.
Più vivibilità. Stando ai progetti per fortuna ancora solo verbali, ma se dovessero avere attuazione credo che dovremmo vendere le nostre case ed andare ad abitare in lidi più ospitali (vedasi progetto faraonico parcheggio interrato in Piazza Risorgimento, per 5 anni il paese sarà impraticabile ed invivibile).
Meno cemento. Questo è stato il cavallo di battaglia dell’attuale sindaco, ci ha marciato, ed ha carpito la fiducia di una parte di cittadini ignari di quello che avrebbero dovuto subire dopo il voto. Se i miei concittadini ogni tanto si facessero venire in mente certe favole come “Il pifferaio magico”, certe cose non succederebbero.
Lei crede signor sindaco che noi tutti abbiamo l’anello al naso? Che lei ci possa liberamente, ed impunemente prendere in giro? Provi a fare un sondaggio fra quelli che l’hanno votata ne sentirebbe e leggerebbe delle belle, come quella che lo vorrebbero a casa, tanto è la loro delusione.
Lei si pavoneggia a destra ed a manca e sui quotidiani che nelle vecchie Scuole Medie non farà, ho i miei dubbi, costruire niente , mentre si dimentica di dire, che il niente delle scuole lo sposta venti metri sotto , e cioè nell’ex Pastificio Ghigi. Ha aumentato la cubatura di quell’area sia per il commerciale che per il numero di appartamenti in maniera spropositata; tre volte in più del progetto datato 2003 e il parcheggio interrato pagato con i nostri soldi servirà esclusivamente per il centro commerciale, e sarà a pagamento. Vuole spiegare quali sarebbero i vantaggi per noi cittadini? Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Le ridico il vecchio detto che molte volte il rammendo è peggio del buco.
Si ricorda il primo articolo da me scritto dove dicevo che lei quel comparto doveva portarlo avanti “obtorto collo” e lei ha negato. I miei concittadini devono sapere che lei non è autonomo.
In marzo come tutti sapete qui a Morciano abbiamo avuto la Fiera di San Gregorio, a Los Angeles (In America) in contemporanea c’è stata la Notte degli Oscar, devo portare a conoscenza della cittadinanza che in quel luogo ameno era presente anche il nostro beneamato sindaco. Ecco spiegato il motivo perché non era presente allo spettacolo dell’Associazione Culturale “Noi Ci Proviamo” .
Pirandello diceva che la vita è una tragica farsa, una concatenazione di errori, un primo errore che determina il secondo, un secondo che provoca il terzo e così via. Terminati gli errori, non c’è più nulla. E Morciano grazie a lei è già al nulla. Forse se Pirandello avesse visto la situazione del mio paese, e sottolineo sempre del mio paese, avrebbe detto che la vita è una farsa, la tragedia è, doverla affrontare in compagnia di lei e questa amministrazione.

Giordano Leardini,
per il comitato F715




Bpv, la prima volta di una donna in consiglio

L’assise si presentava stuzzicante, per non dire infuocata, ma è scivolata via tranquilla. Scadevano tre consiglieri: Massimo Lazzarini (presidente), Edmondo (Duccio) Forlani e Gabriele Paci. Tutt’e tre ricandidati. Si sono presentati altri due volti, l’avvocato morcianese Marisa Buongiorno e il commercialista cattolichino Filippo Ricci. Forlani (261 suffragi) e Paci (384) sono stati avvicendati da Buongiorno (648) e da Ricci (699). Per la pura cronaca, Francesco Barletta (5).
Le candidature per il consiglio di amministrazione nascono all’interno di un blocco cosiddetto morcianese composto da una ventina di persone e in quello dei dipendenti soci. In genere i due pensieri marciano uniti, questa volta invece si sono presentati divisi. Il gruppo morcianese a maggioranza ha sostenuto i tre uscenti; mentre i dipendenti-soci, a stragrande maggioranza, ha puntato su Lazzarini (1012 i suoi voti), Buongiorno e Ricci. L’assemblea ha approvato un dividendo per azione di 0,32 centesimi per azione. La banca ha chiuso l’esercizio 2009 con un utile di 6,326 milioni di euro (più 3,22%)
Come tradizione vuole, a fine lavori, merenda con pane e porchetta. C’è chi approfitta dell’abbondanza, ma è storico non meno che piacevole folclore.
Completano il consiglio di amministrazione: Massimo Ricci Piccari (vice-presidente), Pier Francesco Fesani, Pier Giovanni Piccioni, Andrea Arcangeli.




Morciano, oasi di speranza per 2000 bambini

Michela Masia ne è l’appassionata regista. Lo scorso 27 marzo, con inizio alle 21, il comitato degli F715 (nel gergo del codice fiscale i morcianesi nati a Morciano), composto da Germano e Roberto Bacchini, Giordano Leardini, Vanna Amadei, Oreste Pecci e Serena Rossi hanno rappresentato la commedia dialettale “Quand us feva la Veggia”. La serata di beneficenza si proponeva di aiutare i bambini dell’associazione onlus Oasi di Speranza di Morciano.
La sua storia. Oasi di Speranza nasce nel 2001 ma già anni prima un gruppo di volontari si prodigava per aiutare alcune aree tra i paesi più poveri del mondo, con particolare riferimento verso i bambini, con adozioni a distanza e vari progetti.
L’adozione a distanza è un modo per finanziare la possibilità di istruzione primaria a bambini ed adolescenti; l’istruzione è l’unica fonte di riscatto per i più poveri e per l’uomo. Nell’attività scolastica viene inoltre coinvolta tutta la famiglia, favorendo così una crescita culturale e sociale dell’intera comunità.
L’associazione è presente in maniera diretta e continuativa in Bangladesh, alla Rishilpi e Brasile a Parque Alvorada–Timon, ma interviene anche in Etiopia, India, Perù e altrove. La serata è stata coinvolgente, prima i “ragazzi” hanno presentato una bellissima commedia dialettale, alla fine della serata c’è stato un buffet offerto dalla Moca e dalla Tenuta del Monsignore. Numerosa e molto sentita la partecipazione; gli assenti hanno voluto comunque contribuire versando nelle giornate seguenti.
Dicono i volontari: “Ringraziano sinceramente a nome di tutti i bambini, il comitato F715, i partecipanti e gli sponsor, per la sensibilità dimostrata e per il prezioso contributo a favore di popolazioni veramente bisognose”.

Info: 338.8562390 Michela




Ghigi, 5.000 metri quadri di cemento in più

– L’amministrazione di Morciano il 17 febbraio scorso ha firmato un nuovo Accordo Integrativo con i proprietari dell’ex Pastificio Ghigi, progettando un Ipermercato di 7.800 mq (2.950 mq in più rispetto al precedente accordo) al pianterreno – su un lotto di terra di 10.500 mq – nel cuore della città, già congestionata dal traffico, mancanza di parcheggi, inquinamento acustico, atmosferico ed il settore del commercio cittadino in crisi.
Sopra l’Ipermercato verranno costruiti 7.400 mq ovvero circa 136 appartamenti e 12 uffici per un totale di 15.200 mq di proprietà privata. A questo va aggiunta 1.400 mq per un’altezza di 12 metri utili, corrispondenti a 16.800 mc ovvero 5.600 mq di proprietà del Comune, che al momento non si sa che destino nel futuro avrà. Complessivamente 20.800 mq – 4.670 mq di cemento in più, rispetto al Protocollo di Accordo del febbraio 2009 (16.130 mq) e 1.100 mq in più dell’Accordo maggio 2003 (19.700 mq) della passata amministrazione. Tutto questo è accaduto con il bene placido della Provincia e della Regione, senza tenere minimamente in considerazione il contenuto dell’articolo 4, comma 1 della Legge Regionale 19/1998 che stabilisce: “….l’Amministrazione comunale elabora il programma di riqualificazione urbana, raccordandosi con i soggetti pubblici e privati che partecipano all’attuazione del programma, nell’osservanza di quanto stabilito dal Documento programmatico per la qualità urbana e tenendo conto delle proposte avanzate dai cittadini che risiedono o operano nell’ambito da riqualificare, e negli ambiti interessati dagli effetti della riqualificazione, secondo modalità partecipative stabilite dal Comune ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a) individua le modalità di svolgimento dei processi partecipativi dei cittadini interessati dalle successive fasi di elaborazione e approvazione del programma di riqualificazione urbana;”.
Quali sono le domande più frequenti sul Pru (Piano di riqualificazione urbana) Ghigi?
1 – Perché come dall’articolo 9 dell’accordo, la parte pubblica, il Comune, la Provincia e la Regione non hanno contestato l’inadempienza degli impegni assunti, riguardo al Cronoprogramma da parte del Rinnovamento Ghigi S.r.l. e non hanno esercitato le eventuali pretese risarcitorie?
2 – Perché alla penalità da riscuotere, conseguente alle inadempienze, dal Rinnovamento Ghigi S.r.l., non è stato applicato l’articolo 10 dell’accordo – una penale pari al 2% mensile del valore d’acquisto (la spesa massima a carico del Comune, viene quantificata in Euro 7.023.098) pari all’Euro 140.461,96 per ogni mese di ritardo nella consegna delle opere e costruzioni di proprietà pubblica?
3 – Come sono arrivati alla formula degli interessi legali sui contributi non pagati al Comune e la cifra di Euro 90.313,74 versati dal Rinnovamento Ghigi Srl al Comune?
4 – Visto l’inadempienza del soggetto privato agli impegni assunti, perché dalla parte pubblica, non è stata esercitata il diritto del Recesso, previsto dall’articolo 11 dell’accordo ed eventualmente la decadenza dell’accordo?
5 – Chiarezza al riguardo del fatto che il Rinnovamento Ghigi Srl dovrebbe realizzare l’intervento, mentre non dispone del bene, dunque impossibilitata con l’unica licenza a costruire rilasciatagli dall’Ufficio tecnico comunale, nonostante le contrarie direttive ricevute dall’allora Giunta comunale Ciotti, ad intervenire sul Mangimificio.
6 – Perché nel nuovo Accordo integrato, nel rispetto della L. R. 19/98, modalità e prassi corrente nella Regione Emilia Romagna, non è stato osservato il principio consolidato di un terzo dell’esistente ai privati (9.583 mq), un terzo a disposizione del Comune (9.583 mq) ed un terzo di demolizione, destinato al verde pubblico?
L’istituzione della Commissione d’istruttoria (d’inchiesta) richiesta nel Consiglio Comunale aperto dai comitati, era ed è indispensabile, per dare delle risposte esauriente a queste domande.
L’amministrazione Battazza invece di rispondere a queste legittime domande, nel suo organo ufficiale “Morciano Forum” dell’aprile 2010, a pagina 4 scrive (contrassegnati in corsivo):
1 – chi vuol far credere che oggi si possa trattare l’argomento Ghigi come se fossimo al punto di partenza, o non ha capito quasi niente o è in malafede! Non è necessario di annullare in toto gli atti, ma semplicemente di modificarli tenendo conto delle mutate condizioni e ciò è sempre possibile farlo, soprattutto, quando viene rinnovato un atto che prevede lo stralcio di una delle condizioni di base dell’accordo originario e cioè lo spostamento dell’attività produttiva.
2 – chiediamo un po’ di pudore: ora pretendono di darci lezioni, ma perché si sono ben guardati dal sostenere quella nostra battaglia quando era il momento? Quando tutto era ancora da decidere e molto si poteva ancora cambiare? Questo è inesatto e soprattutto immotivato, e la dice lunga sulla malafede ed il tentativo di screditare delle associazioni o comitati che si sono costituiti in seguito: dove sta scritto che un’organizzazione, non si possa occupare degli eventi già successi prima della sua costituzione???
3 – “Meno cemento” (da 19.700 a 15.200 mq) e soprattutto fare dell’ex Ghigi non più e soltanto un “edificio da ristrutturare”, ma l’occasione per un “progetto urbano” che tenga conto di un “pensare complessivo” alla Morciano di domani. Un pensare complessivo alla Morciano di domani” In realtà il cemento è aumentato da 16.130 mq a 20.800 mq. SENZA CONDIVIDERLO CON LA CITTADINANZA E SENZA TENERE CONTO DELLE REALTA’ SOCIO ECONOMICHE ESISTENTI !!! Quantità di cemento che aumenterà a dismisura tenendo conto dei progetti in arrivo per i due lotti tra le due Piazze Ghigi e Risorgimento e la lottizzazione Cà Fabbro della Via Panoramica.
4 – Su queste novità ci confronteremo con l’intera cittadinanza pubblicamente, in modo aperto e, come si dice, guardandoci in faccia. Senza il bisogno di patetiche sceneggiate. Quale confronto? In che modo, visto il risultato deludente di quello che è stato organizzato sino ad oggi compreso il Consiglio comunale aperto? Definire patetiche sceneggiate, il semplice diritto di esprimere idee diverse, è particolarmente significativo.
Invitiamo l’amministrazione Battazza di fare un passo in dietro ed affrontare l’argomento della partecipazione con un nuovo ed attuale spirito, in sintonia con la Legge Regionale n. 3/2010.

di Hossein Fayaz




Addio a Pala, principe dei formaggi

IN RICORDO

– Antonio Pala è scomparso lo scorso 15 aprile, prima del tempo. Se l’è portato via una probabile leucemia fulminante. Aveva 57 anni, lascia la moglie e due figli. Era uno dei principi dei formaggi del Centr’Italia, “la Giunchiglia” con vetrina-negozio a San Clemente.
Riportiamo un’intervista pubblicata su queste pagine nel 2006 che raccontava la sua storia, dalla quale prima ancora dell’imprenditore emerge l’uomo.

Dietro la Giunchiglia c’è lo spirito imprenditoriale di Antonio Pala. Del suo risultato afferma: “Segreti non ce ne sono. C’è una gran voglia di fare, soprattutto. Non appena si raggiunge un obiettivo, si mette nel mirino il successivo. Credo che si faccia l’imprenditore per indole. Si vive più tranquilli facendo altro. E tutto questo avviene con grande arrabbiatura della moglie. Non condivide le scelte perché sono un continuo mettersi in gioco e neppure slegate dai rischi d’impresa. A me questo dinamismo mi gratifica, al di là della questione soldi”.
Pala ha un naturale senso degli affari. Oltre alla Giunchglia che dà lavoro a una ventina di persone, è socio di un caseificio in provincia di Viterbo, Fattoria di Maremma.
A chi gli chiede perché il nome Giunchiglia alla sua azienda, risponde: “La scelta è semplice. Molti formaggi prendevano il nome dai fiori. Ho scelto un fiore che mi piaceva e dei nostri luoghi”.
E i colori dellla giunchiglia, giallo, bianco e verde, contraddistinguono il caseificio che si trova a Tavoleto.
Giunchiglia dunque significa produzione di formaggio pecorino. Molte le specialità. Due i cavalli di battaglia: la Caciotta di Urbino (80 per cento latte di pecora e 20 di mucca) e il Formaggio di Fossa (100 per cento pecora).
Ancora Antonio: “Da ragazzo sognavo di fare il calciatore, ma riflettevo sulle economie di scala. Che cosa significasse economicamente avere 5, 500 o 5.000 pecore. Così sono rimasto nell’ambiente che un po’ già conoscevo”.
L’80 per cento della produzione della Giunchiglia viene venduta nel tratto che va da Cesenatico a Fano e il relativo entroterra; il resto nelle altre regioni d’Italia. Per scelta sono solo piccoli negozi; l’unica presenza diretta nella grande distribuzione è all’Iper Rossini di Pesaro “Perché ce l’hanno chiesto”.
“La nostra – continua Pala – è stata una scelta. Abbiamo puntato più sulla qualità che la quantità. E la strada della qualità, speriamo, sarà la nostra via per il futuro”.
I Pala sono originari della Barbagia (la Sardegna del famoso codice d’onore barbaricino: dignità, onore, parola data, vendetta), Bitti (Nuorese), la famiglia arriva a Tavoleto nel ’69; avevano fatto loro da battistrada i cugini Pintus, sparsi tra Saludecio, Mondaino e Montecolombo. I genitori, con cinque figli, acquistano 2-3 poderini e iniziano ad allevare pecore. A differenza di molti piccoli contadini legati alla terra, trasformano e vendono direttamente i prodotti, aprendo subito un punto vendita a Cattolica. Genitori molto credenti, fanno studiare tutt’e cinque i figli. Con il babbo a redarguire: “Qui, siamo ospiti. Ci dobbiamo comportare meglio che a casa nostra”. L’allevamento delle pecore è nelle mani del fratello di Antonio, Sebastiano. Possiede 5-600 animali, trasforma e vende direttamente i suoi prodotti rigorosamente biologici.

I Pala sono perfettamente inseriti nel tessuto sociale della Valconca. Dino è stato sindaco a Montecolombo; Pasqualina, consigliere comunale a Misano.
Ecco Antonio visto dai quattro fratelli: “Era il bambino più gracile di noi cinque. Sembrava il più indifeso; da noi era sempre protetto. Una volta la Pasqualina affrontò anche una rude maestra da classe plurima.
Di lui ricordiamo la sua umiltà e riservatezza, dietro la quale si nascondeva un’animo generoso, leale e creativo. Per lui la famiglia e il lavoro erano tutto. Siamo rimasti sorpresi per la tantissima gente che ha partecipato ai funerali e al nostro dolore; ci hanno fatto piacere i telegrammi, le telefonate, i biglietti.
Segno che anche gli altri avevano capito che era prima di ogni cosa una persona autentica. Quel bambino gracile dal nulla ha costruito una bella storia”.

“Che la terra gli sia lieve”.




Palestra pugilato, che accanimento – di Fausto Nottiberti

E dello stile ormai più non si parla
l’esempio è Roma, e là sta gente guarda!
Si sente grande chi per campione
si è scelto lo sfasciar e non la costruzione.
E in mezzo poi ci va un popol sopito
che s’usa a proprio vezzo ed ambizione
Finendo per far come quel marito
Che se lo taglia per soddisfazione.
Direi ch’è benedetta quell’organizzazione
che la “violenza” fa lì, dove si puote.
Tutti la voglion, ma è qui a S. Clemente
e l’ama veramente anche la gente!
La pugilistica, dall’ultimo al campione
lo sai ch’è grande per la sua funzione,
E ogni ragazzin che il guanton veste
in disciplina e gran passione investe!
Lontan da sale giochi e altre schifezze,
lontan da vizi strani e vane promesse,
impara ad incassar che nella vita
far bene è più importante la partita.
S’impone disciplina anche l’adulto
che là sul sacco sfoga la sua rabbia,
e per la interior forza ha un gran costrutto
smaltisce le tossine di una vita in gabbia.
Deh, forse qualche d’un non pensò a tutto
e s’è capito che adatto non è il loco,
ma quello ch’è successo è proprio brutto
anche se tutti qui han ragione un poco.
E’ certo che non ama confusione
chi dopo un dia duro di lavoro
stanco sen torna alla magione
che assai gli costa in fatica ed oro.
Ma puzza un poco st’organizzazione
di rabbia eccessiva e tracotante
che stolta cede alla strumentalizzazione
di capopolo celato ed arrogante.
C’è poi chi il grido porta avanti
con lo spadone grosso e senza guanti.
Dimentico di regole ed educazione
Innalza troppo in alto la tenzone
Fornace torna ad ardere e la sua gente
di certo non ha torto per principio.
Ma prima di sparar tenga presente
ch’è bene dialogare con giudizio!
Non c’è da dar sentenze: è brutta
la convivenza qui arriva alla frutta!
Se a ogni error c’è chi strumentalizza
la società marcisce ed agonizza.
La storia di ogni attor di questa roba
ci dice che son tutti nella broda.
Lo sport è cosa bella, scuola di vita
Ma qualcun qui giocò la sua partita!
I risultati? Sotto gli occhi di tutti
siam generosi a dir che sono brutti.
Per cui l’accanimento che c’è stato
ci sembra inopportuno ed esagerato.
Lo sport, gioco di squadra di frequente,
affatto amato è dalla maggioranza
che rimasta è li imbelle, troppo silente
mentre qualcun cercava la mattanza.
Se alla gente va il vostro pensiero
fate cose che servan per davvero
E’ squallido chieder testè se l’errore
non è rubar per sé ma è solo amore.
E al branco che mostrò stretti li denti
è bello ricordar di esser più attenti
che quello che ci vuol da queste parti
servire deve a lor ma anche agli altri
In questi lochi in tanti han distrutto
quello che alla società tutta occorre
Vogliam stian bene tutti alla Fornace
E che lo sport ritrovi la sua pace.
Chissà, quando leggerem ste righe
la Pugilisitica che scelte avrà cercato
Lei certo non ha colpe in queste beghe
Nessun la può trafiggere al costato.
Chissà se il cielo sarà di nuovo sereno
e se a ‘sta guerra han messo un freno
Perché il timor del popolo normale
è di veder veleni, minacce e urlare.
A noi, che non amiam tutte ste scene
ci piace veder gente più serena,
che qui tra la gran crisi e le normali pene
siam già arrivati alla fatica estrema.
Ecco perché chiunque si sia votato
a legger il suo programma è rimandato.
E dove vuol che ci sia costruzione
per primo deve dar collaborazione.
Per cui noi, del popolo silente,
preserveremo la nostra buona fede
staremo attenti a chi s’è messo in mente
di usarci come e quando qualcun crede!
E nel frattempo non vorrem dar conto
del tanto amor di sport sol dichiarato.
Simil a chi di amar natura dicesi pronto
e nel frattempo gli ha già sparato!

Fausto Nottiberti




Teatro, maggio montefiorese

– Il maggio montefiorese significa un bel connubio: teatro di qualità e locali con piatti di stagione. Lo presenta la Compagnia del Serraglio. Appuntamento il 9, 16, 23 maggio dalle ore 18.30 al Teatro Malatesta. Dalle 20 ristoranti e agriturismo di Montefiore cena con piatti territoriali. Le tre giornate.
Domenica 9, “Le lingue di Federico”, conferenza-spettacolo a cura di Loris Pellegrini, con Francesca Airaudo, Mirco Gennari, Giorgia Penzo. E’ un viaggio nell´universo linguistico di Federico Fellini, tra lingua colta e dialetti popolari, tra modi di dire divenuti proverbiali e “icone parlanti” dei suoi film più noti.
Domenica 16 maggio, “Sunflower suite”, concerto per voce e dischi Nico Note, elegante ed eclettica performer riminese, accompagnerà il pubblico in uno dei suoi viaggi musicali unici ed originali.
Domenica 23, Serraglio contro Attimatti, sfida di improvvisazione teatrale con Francesca Airaudo, Michele Bertelli, Mirco Gennari, Nadia Magnani (Compagnia del Serraglio) e Gianluca Budini, Alessandro Bombardini, Marco Mussoni, Milva Orsolini (AttiMatti); giudice di gara Sergio Sansone, musiche Marco Mariani.

Info e prenotazioni: Tel/Fax 0541/604972. Menu della domenica sera 15 euro presentando la cartolina della manifestazione scaricabile anche dai siti web.

Enoteca Belfiore Via XX Settembre 6/8 – Tel.0541.988524; Locanda di San Pietro Via San Pietro 1685 – Tel. 0541.985553; Osteria del Castello Via riva 1 – Tel. 0541.980211; Ristorante Dè Nir Via Provinciale 3264 – Tel. 0541.988370.