“Il Pd è in piedi”

Gentile redazione,
il Pd è in piedi. Ha dimostrato di essere un partito concreto, un partito dei fatti, un partito che sta in mezzo alla gente per ascoltarne i problemi, le proposte, che non ha paura delle responsabilità, un partito coraggioso, che punta su di una miscela tra organizzazione e rinnovamento, che non cede alla nostalgia ma si mette in discussione per ricercare una propria identità.
Identità del partito vuol dire capire chi deve essere il nostro interlocutore, ed i nostri interlocutori devono essere le persone piu’ deboli coloro che non arrivano a fine mese, come anche le categorie economiche produttive, i giovani, la piccola e media imprenditoria su cui si fonda il motore produttivo del nostro paese.
A Misano ha puntato su una politica di rappresentatività e presenza all’interno del territorio e questo incomincia a dare risultati. Registriamo infatti una inversione di tendenza rispetto alle Europee piu’ 3 e piu’ 5 per cento rispetto alle Provinciali del 2009. Da Ottobre 2009 quando l’assemblea mi ha nominato all’unanimità segretario il partito ha organizzato una serie di incontri su varie tematiche, tra le quali Turismo, Piano Territoriale Regionale, Green Economy, Energia, insieme ai cittadini ed alle associazioni di categoria, questo per cercare di riflettere sui problemi e dare risposte concretete. Il Pd deve incontrare i problemi ed il malessere che affiora ormai ovunque in modo trasversale e tradurle in risposte concrete.

Emanuele Barogi, segretario Pd di Misano




Strada Statale 16 nel Conca: assurdità assoluta

Parallela all’autostrada la nuova SS 16, dovrebbe togliere il traffico dai centri abitati della provincia di Rimini. E’ così da nord fino a Misano. All’altezza dell’autodromo Santamonica invece che andare dritta fino a San Giovanni, viene deviata lungo il letto del Conca, in mezzo alle case tra le frazioni Belvedere e Canadà, per farla confluire sulla circonvallazione di Cattolica. Domanda. A chi giova?




Addio a Frisoni, pioniere del turismo

– Alla veneranda età di quasi 90 anni, dopo lunga malattia, è scomparso Mario Frisoni. E’ consuetudine su queste pagine dedicare due righe a chi ha lasciato il segno della loro presenza nella comunità. Quando penso a Mario, penso al primo Mario, possente ed energico. Penso alla miseria, alle ingiustizie di quei tempi, ad un pezzo di pane o piada nel cassetto della cucina, quando c’era e spesso non c’era. Penso al cavallo, al biroccio per caricare sabbia al mare e sassi nella Conca, materiale caricato per una casa da abitare, o per il turismo. A quei tempi, il problema ambientale non si poneva: la natura, nella reciprocità, era al servizio dell’uomo.
Alcuni di questi uomini, miracolati dalla guerra, sono morti poi giovani, di queste fatiche inenarrabili, ancor prima di vederne i risultati, che pur essendo stati premiati economicamente, non sempre lo sono stati moralmente e idealmente corrispondenti. Ecco, Mario, prima carrettiere, poi albergatore, lo voglio ricordare così.

Bruno Fabbri




Festa della Segavecchia, Carnevale dei bambini

MISANO

FESTA DELLA SEGAVECCHIA
CARNEVALE DEI BAMBINI

Le frazioni sfilano, e si sfidano, con i carri allegorici. Dolciumi per tutti

Misano Mare il 16, 17 e 18 aprile.

La XXV Edizione

L’idea nasce al ristorante “La Stazione” dei fratelli Moroncelli. Dietro un Comitato presieduto da Giorgio Torsani che lavora e si impegna.

A Mezanotte si dà fuoco alla Vecchina, simbolo di speranza e auspicio di una buona annata.

PRIMA PODISTICA DELLA SEGAVECCHIA

Sabato 17 Aprile 2010 ore 16:00, Piazza Repubblica – Misano Adriatico

Gara non competitiva di Km 10,00

Camminata ludico motoria di Km 3,00

Organizza Misano Podismo

PROGRAMMA

VENERDI’ 16 aprile dalle ore 20.30

Grande orchestra spettacolo “ROBERTA CAPPELLETTI” Apertura Stands ore 18

SABATO 17 aprile

Ore 16 – PODISTICA DELLA SEGAVECCHIA

Ore 16 – Apertura Stand

Ore 20,30 – La cantante animatrice” LEDA” e ii suo gruppo

Ore 22,30 – SGABANAZA

DOMENICA 18 aprile

Ore 10 – VESPA RADUNO

Ore 12 – Apertura Stand

Dalle ore 15

GRUPPO AMINA E LE SUE DANZATRICI

Danze folkioristiche dei pluricampioni italiani “MARINO & MINA”

– Orchestra spettacolo “LEARDI E SIMONA”

– Sfilata di carri allegorici e fantaveicoli con lancio di quintali di dolciumi

– Esposizione di bancherelle.

– Mostra fotografica vecchie edizioni della Segavecchia

– Spettacoli itineranti.

– Fuochi d’artificio

– Falò della Vecchia

– Durante tutte le giornate funzioneranno stands gastronomici e Luna Park.




Salute – Cuore e dieta, tandem perfetto

del dottor Marco Marconi

– Sappiamo che una dieta incogrua favorisce lo sviluppo delle malattie cardiovascolari attraverso un aumento del colesterolo nel sangue, un aumento del peso corporeo, un aumento della pressione arteriosa ed un aumento della glicemia.
Tuttavia spesso è difficile cambiare abitudini alimentari adottate per anni. Questo è il motivo per cui una dieta corretta deve iniziare in giovanissima età (dopo i due anni). Parlando di dieta dobbiamo quindi pensare prima di tutto ai nostri figli: buone abitudini alimentari sviluppate precocemente solitamente si mantengono nel tempo, e proteggono l’organismo dalla malattia aterosclerotica che compare già in età giovanile.
Ovviamente una dieta sana può essere iniziata a qualunque età. La cosa importante è che poi venga mantenuta nel tempo. Deve rispettare 6 semplici regole.
1- Limitate il consumo di grassi e di colesterolo, limitate il consumo di grassi solidi (burro e margarina), riducendo le calorie ottenute dalla carne o scegliendo carni magre, con meno del 10 per cento di grassi, controllando le etichette dei prodotti alimentari, limitando i prodotti con la dizione grassi “parzialmente idrogenati” nella lista degli ingredienti.
2- Scegliete fonti proteiche a basso contenuto di grassi: carne magra, pollame e pesce, latticini a basso contenuto di grassi. E’ importante ricordare che i legumi – fagioli, piselli e lenticchie – sono anche una buona fonte di proteine, contengono meno grassi e colesterolo, e sono ottimi sostituti della carne.
3- Mangiate più verdura e frutta. Frutta e verdura sono buone fonti di vitamine e minerali, sono a basso contenuto di calorie e ricchi di fibre alimentari: mangiarne di più può aiutare inoltre a mangiare meno cibi ad alto contenuto calorico e di grassi.
4- Mangiate cereali integrali. E’ bene scegliere fonti di fibre da cereali integrali piuttosto che da cereali raffinati.
5- Riducete il sale nella dieta. Ridurre la quantità di sale che si aggiunge al cibo a tavola, o durante la cottura è un buon primo passo: ma non basta, la maggior parte del sale proviene da cibi in scatola o trasformati.
6- Controllate la quantità di alimenti che mangiate durante la giornata. Oltre a conoscere quali cibi mangiare, è importante sapere anche quanto si deve mangiare. Evitate di mangiare fino a sentirvi sazi e abituatevi a pesare o porzionare gli alimenti.
A questi 6 punti principali ne possiamo aggiungere altri due: createvi un menu del giorno. La programmazione dell’alimentazione è utile perché rende più varia e maggiormente equilibrata la dieta. Ed infine concedetevi un “lusso” ogni tanto. Una fetta di torta non rovinerà drasticamente la dieta e aiuterà a mantenere le sane abitudini alimentari nel tempo. La cosa importante è che l’indulgenza sia l’eccezione, e non la regola.

Colesterolo buono e cattivo

del dottor Pierangelo Del Corso

– Le malattie cardiovascolari, rappresentano, nel mondo industrializzato, la principale causa di morte oltre ad esprimere uno stato di malattia cronica, invalidità e ricoveri in ospedale.
L’aterosclerosi è la principale responsabile delle malattie cardiovascolari e consiste sostanzialmente in alterazioni della parete del vaso arterioso che provocano, negli anni, “restringimenti“ più o meno importanti, oppure la sua improvvisa chiusura.
Varie condizioni, denominate “fattori di rischio”, favoriscono la formazione e l’evoluzione dell’aterosclerosi. Alcuni “fattori” come la familiarità e l’età non sono modificabili; altri sono modificabili come i grassi nel sangue, il fumo, l’ipertensione arteriosa sistemica, il diabete mellito, la sedentarietà, il sovrappeso, l’abuso alcoolico e lo scarso consumo di frutta e verdura.
Il dosaggio dei grassi nel sangue (l’esame si chiama “assetto lipidico”) misura fondamentalmente due tipi di grassi: i Trigliceridi e il Colesterolo, fornendo di quest’ultimo sia il valore totale sia delle sue due frazioni principali, cioè il colesterolo-LDL ed il colesterolo-HDL.
Ridurre il valore del colesterolo totale e della sua frazione LDL è importante perché tali particelle, in presenza di una qualsiasi lesione dell’endotelio vasale, fanno perdonate la battuta, “il mestiere più antico del mondo”, cioè “adescano” altre componenti del sangue, facendole penetrare nella parete del vaso: in questo modo procede e si accelera quella lesione della parete arteriosa che si chiama “ateroma”, da cui il termine “aterosclerosi”.
La frazione HDL del colesterolo ha invece una funzione protettiva, in quanto tende a sottrarre il colesterolo dalle pareti arteriose e quindi contrasta il processo aterosclerotico.
Quali sono i valori “ottimali” dei lipidi, che è bene non superare?
La risposta non può essere semplificata con un numero. Le società scientifiche europee ed americane hanno elaborato le “carte del rischio” degli eventi cardiovascolari: quelle italiane sono disponibili sul sito del Ministero della Salute.
Tali carte del rischio, intrecciano l’età, i valori della pressione arteriosa, i livelli del colesterolo, il fumo, la presenza di diabete ed il sesso. Le tante caselle evidenziano, nei differenti colori, la diversa probabilità di incorrere, nei successivi dieci anni, in gravi malattie, quali la morte cardiaca, l’infarto miocardico non mortale e l’ictus cerebrale ed al tempo stesso indicano quando e con quale intensità correggere il livello di rischio.
Per la popolazione generale che non ha malattia cardiovascolare l’obiettivo è quello di ottenere valori di colesterolo-LDL inferiori a 160 mg /dl; se sono presenti due fattori di rischio oppure un rischio a 10 anni inferiore al 20% l’obiettivo è quello di un colesterolo-LDL inferiore a 130 mg/dl; per le persone che sono già state colpite da una malattia cardiovascolare oppure con un rischio a 10 anni superiore al 20%, l’obiettivo è un colesterolo-LDL inferiore a 100 mg/dl. In alcuni sottogruppi particolarmente a rischio l’obiettivo è quello di raggiungere valori di colesterolo-LDL inferiori a 70 mg/dl.
Sarà il medico di famiglia a decidere quando e come iniziare una terapia farmacologica per raggiungere questi valori e ridurre in tal modo il rischio di incorrere in una grave malattia cardiovascolare.

PAGINA APERTA

del dottor Luigi Rusconi

Con la prossima dichiarazione dei redditi, è possibile devolvere il 5 per mille in favore della nostra associazione: è sufficiente indicare nel riquadro il codice fiscale di ‘Amici del Cuore’: 910 79 500 400

– Siamo ancora qua, con altri argomenti: a me il compito di stimolare la partecipazione di chi legge, suggerendo argomenti e dubbi in ambito cardio-vascolare, ma anche di rendere pubblico quello che abbiamo fatto di “importante” spesso grazie a molti “amici”.
Ogni volta che la nostra associazione ha realizzato qualche progetto ha sempre emesso un comunicato stampa e la cronaca locale ha sempre pubblicato la notizia. Di questo ringraziamo, ma i comunicati non sempre soddisfano il desiderio di conoscenza e riconoscenza. Così qui voglio specificamente elencare chi di recente ci ha aiutato a realizzare e cosa.
Il 2 aprile 2009 gli “Amici del Cuore” hanno donato alla Terapia Intensiva Cardiologica dell’ospedale “G. Ceccarini” di Riccione 3 letti motorizzati ad alta tecnologia il cui valore complessivo è di oltre 18.000 euro. Il merito è di tutti coloro che hanno riposto simpatia e fiducia nelle varie iniziative della nostra associazione. In particolare riteniamo di dovere una riconoscenza particolare alle aziende che hanno voluto devolvere al volontariato parte del loro budget: Gentili Vincenzo Oleodinamica di Rimini, Titan Bagno S.a. di San Marino, Virginia Style s.r.l. di Riccione, Termoidraulica Riccionese, Morganti Mobili di Riccione, Gioielleria Tamburini di Riccione, Pelletteria Nunzia di Riccione, Filodrammatica “Quei dal Funtanele” di Riccione, Banca Popolare dell’Emilia Romagna di Riccione, Hotel “Marilena” (fam. Tomassini) di Riccione, Ristorante “Tanimodi” di Riccione, Ristorante “Il Casale” di Coriano.
Inoltre vanno ricordati tutti i volontari (compresi i cuochi capeggiati da Bichina) che hanno donato il loro tempo e le loro capacità e abilità.
Nel 2009, in collaborazione con il II° Circolo Didattico di Riccione e con l’aiuto tecnico di Volontarimini, abbiamo pubblicato un DVD didattico nell’ambito di un progetto approvato dalla Provincia di Rimini; è stato distribuito gratuitamente a tutti gli istituti di scuola primaria della nostra provincia. Il DVD è tuttora disponibile e chi è interessato può richiederlo anche per e-mail (info@amicidelcuorericcione.it) a fronte di un contributo volontario.
Nel sito della associazione (www.amicidelcuorericcione.it) è descritto in sintesi “cosa abbiamo fatto”. E’ un invito a leggere tra le righe chi siamo, a conoscerci meglio, a criticarci… Se poi il giudizio è positivo, ricordo che tra poco, con la prossima dichiarazione dei redditi, sarà possibile devolvere il 5‰ in favore della nostra associazione: sarà sufficiente indicare nell’apposito riquadro il codice fiscale di “Amici del Cuore”: 910 79 500 400.
Un po’ per stare insieme, un po’ per conoscerci meglio, un po’ per raccogliere qualche soldo, ci vedremo sabato 8 maggio alla cena sociale che stiamo organizzando all’Hotel Marilena di Riccione; si mangerà pesce. Le adesioni saranno raccolte fino al 30 aprile per posta elettronica o telefonando a Miriam Boschetti (348.3383283).
Chi vuole incontrarci prima e sottoporsi ai test del rischio cardiovascolare, domenica 11 aprile, a Riccione, per la festa del Beato Alessio, saremo col nostro gazebo, felici di scambiare opinioni e consigli, nel parcheggio della chiesa di san Martino.

Dottor Luigi Rusconi

Sede: Cardiologia – “G. Ceccarini” Via F.lli Cervi, 48 – 47838 Riccione
Tel. 0541-608671 – Fax 0541 – 601138 – www.amicidelcuorericcione.it – E-mail: info@amicidelcuorericcione.it
Banca Popolare dell’Emilia Romagna – Viale Dante, 80 – Riccione – Iban: IT11M0538724100000001142681




Saluserbe. A Saludecio per i colori e i profumi delle erbe

Incontri e dibattiti Mercatini Punti ristoro Spettacoli

L’EVENTO

– E’ un inno alla natura, all’ambiente, all’erboristeria. Al meglio della civiltà occidentale passate e quella del futuro: ci si salva soltanto col ritorno alla Madre Terra.
Tutto questo è Saluserbe a Saludecio il 24 e 25 aprile. Alla XXIII edizione, grazie all’intelligenza e alla competenza degli organizzatori SALUSERBE rappresenta ormai un punto di riferimento tra gli appuntamenti della primavera delle colline riminesi.
Dal 1988 si è affermata nel panorama regionale degli eventi dedicati all´erboristeria, a fiori e piante, all´agricoltura, all´alimentazione naturale, alle medicine alternative, alla bioarchitettura, alla sostenibilità, all´ambiente in generale.

Saludecio nelle due giornate di festa offre agli appassionati, ai curiosi, un programma ampio, rivolto sia a specialisti, sia a neofiti del naturale o semplici curiosi.

Incontri e dibattiti
Si potrà partecipare ad incontri e dibattiti di carattere più specialistico dedicati quest´anno a “bellezza e benessere”, visitare mostre d´arte dedicate alla natura oltre che assistere a dimostrazioni di lavori artigiani.
Mercatini
Per tutti gli amanti del naturale, per coloro che cercano cibi coltivati secondo tradizione, per chi desidera prendersi cura del proprio corpo ricorrendo a rimedi antichi, non mancherà il Mercatino di Primavera, che si snoda lungo le vie e le piazze del borgo, rinominate per l´occasione: da Piazza delle Erbe a Via della Salute, da Via delle Piante a Strada delle Officine.
Punti ristoro
Per deliziare occhi e palato ci saranno i classici punti ristoro che offriranno specialità gastronomiche o menù a tema dedicati a Cibi e Delizie Verdi.
Spettacoli
Negli angoli del borgo e tra i banchi del mercatino performance musicali e interventi di Teatro di strada animeranno i pomeriggi di festa, rivolgendosi ad un pubblico sempre numeroso ed eterogeneo.

Ingresso libero

PER INFORMAZIONI
Comune di Saludecio -0541/869701 – fax 0541/981624. Ufficio cultura e turismo 0541/869719-869721.




Cecchini, dialetto lingua di poesia

LA CULTURA

di Patrizia Mascherucci

– Il dialetto viene spesso definito lingua materna per il suo ancoraggio alla terra (intesa come ambiente sociale, storico, paesaggistico e geografico) in cui ci si trova a vivere e per ciò si presta a descrivere il passato – quando spesso era l’unica lingua usata – ed a rinverdire ricordi. È una lingua vera e propria che gareggia a pieno titolo con l’italiano e per certi versi più idonea a descrivere la vita quotidiana che si evolve verso un fine che l’uomo vorrebbe afferrare fino a domarlo ma che gli sfugge inesorabilmente.
Il vernacolo consola attingendo a suoni ancestrali, placa le ansie e paure con la sua cadenza musicale – dura, a volte – ma che, scandendo un ritmo quasi tribale, atavico, risulta rassicurante, scioglie l’immaginazione, lega alle immagini poetiche le sedimentazioni dell’inconscio che lenisce assolvendole.
Lo scorso 18 febbraio si è svolta la giornata conclusiva del ciclo di incontri legati al “Progetto le voci della poesia”, organizzato dalla Biblioteca Comunale di Cattolica in collaborazione con la Scuola Media “Emilio Filippini”.
Ospiti: i poeti Annalisa Teodorani, Maria Teresa Codovilli e Vincenzo Cecchini, invitati a leggere alcune loro poesie agli alunni dopo lo studio delle stesse.
Gli studenti, che hanno partecipato al progetto con entusiasmo, guidati dai loro insegnanti, hanno rivolto a Vincenzo Cecchini, che scrive in dialetto cattolichino, domande ed osservazioni interessanti ed inaspettatamente profonde.
La rassegnazione non appartiene alla poetica di Cecchini che aborre ogni etichettatura ed invece sprona a riflettere sul mondo circostante per scoprirne i segreti e, se ciò non fosse possibile, a fare in modo che non ci schiaccino, indicando la scappatoia per salvare la nostra identità.
L’uso del dialetto, che è per Cecchini “lingua di poesia” (come definisce il vernacolo Giovanni Tesio) è una diretta ed incisiva possibilità espressiva per descrivere il mondo ed i suoi affanni.
Le classi 2D e 2E, seguite rispettivamente dagli insegnanti Laura Bandoni e Giancarlo Messina, hanno posto domande. Alcune.
Come si diventa poeti, è difficile la vita di un poeta?
“Se hai un pensiero, un’aspirazione che ti gira nella testa anche nei sogni, la devi seguire come accade nella poesia La streda tla testa”.
La scuola serve? Serve studiare?
“Non serve studiare, andate a lavorare: gli intellettuali hanno bisogno di gente che lavora: perché gli intellettuali non devono lavorare! Ho insegnato per molti anni e ho visto che se ci sono buoni maestri che amano il loro lavoro ed i ragazzi che sono loro affidati, sì, altrimenti diventa più difficile per gli studenti sperimentare i propri talenti.
Con i genitori e gli insegnanti è difficile esprimersi per i giovani, che più facilmente trovano sostegno nella complicità degli amici, e quando non si capisce cosa accade intorno le ragazze si aiutano anche scrivendo nei diari. La donna con un sorriso prende e cambia la sua vita, capisce che le cose devono cambiare e non ci pensa un secondo e fugge ridendo, gli altri non capiscono il senso di quella risata, una risata che riesce a dominare la realtà drammatica che l’ha portata alla svolta”.
Qual è la libertà? E la verità?
“Quella che si desume mettendo a confronto le cose che non si capiscono, le assurdità, i comportamenti incoerenti, come avviene in ‘Incontre’; in questo modo ci si avvicina alla verità che fa brillare la cosa giusta, indicandoci l’atteggiamento rispettoso e corretto da tenere, quello che tacita le ansie e ci rende sicuro il passo, come una passeggiata sulla spiaggia”.
Cos’è l’ora ferma?
“È l’ora in cui c’è una sospensione del tempo, in cui tutto sembra fermarsi e ci si aspetta che nulla possa ricominciare. È anche l’ora in cui il mare ed il cielo hanno gli stessi colori: quando si cammina i colori ti vengono incontro, all’alba il cielo ed il mare hanno il colore del guscio delle vongole, madreperla. I colori entrano nella testa anche con i suoni. Il suono che arriva nella poesia I è un’ora è il suono di una campana.
A camen drenta una cochila d’una poracia e sent e son d’una campana, suoni e colori che fanno pensare ad una carezza, all’idea di dolcezza, colore, suono ove tutto si armonizza. È un’ora in cui lo stato d’animo si associa alle cose e gioca con queste.
Qual è il confine tra realtà e sogno?
«Penso che la vita sia un sogno… Ho la visione del mare che si prepara a qualcosa: ci sono dei segnali che annunciano le cose… Sta arrivando la primavera e l’estate già si annuncia, c’è il movimento del mare ed i suoi luccichii annunciano questo…
Ci sono le zingare che chiedono l’elemosina e ti vogliono prevedere il futuro… Le onde che ti girano intorno ti annunciano il futuro… La sega elettrica che taglia il marmo è l’annuncio, parallelo a quello del mare con il suono dell’onda, dell’estate.»
È difficile scegliere la propria strada?
“Qualcosa di nuovo avviene se si va controcorrente, come descritto nella poesia ‘La streda’, se senti che ti si ripresenta sempre lo stesso desiderio, la stessa opportunità, va che devi andare! Se non ci sono ostacoli da superare non si progredisce: più difficoltà, più felicità…”.
Perché i poeti parlano della morte?
“La morte esiste già in tutte le persone quando nascono, la religione dice che è un passaggio verso la felicità… La nostra società ha il terrore della morte…”.




“La bellezza salverà il mondo”

LA CULTURA

– “La bellezza salverà il mondo”. La breve massima di saggezza dello scrittore russo Dostoevskij è diventata il motto dell’associazione culturale di volontariato “Stella del mare”, nata a Cattolica nel marzo del 2008 sull’impulso di un manipolo di amici: Giorgio Del Bene, Ivano Tenti, Angelo Bernardi, Daniele Franchi, Pietro Cesaroni, Anna Patrignani, Pierangelo Del Corso, che ne è il presidente. Si incontrano per parlare di cultura a tutto tondo.
“L’associazione – racconta Del Corso – vuole essere un luogo di confronto fra laici e cattolici che desiderano andare al fondo dei desideri umani, in un libero e franco confronto sulla strada della conoscenza delle opere dell’uomo, nella sua ricerca della felicità”.
“Abbiamo scelto le parole di Dostoevskij – continua Del Corso – per indicare l’esperienza umana di stupore e di apertura al mistero. Facciamo nostre le parole di Benedetto XVI quando afferma che la ricerca della bellezza è collegata all’umana ricerca della verità e della bontà, diversamente si può trasformare in un effimero estetismo fino alla fuga in paradisi artificiali, che mascherano il vuoto e l’inconsistenza interiore.
Desideriamo suscitare meraviglia e desiderio del bello, formare sensibilità degli animi ed alimentare la passione per tutto ciò che è autentica espressione del genio umano e riflesso della bellezza divina”.
Finora hanno realizzato diversi incontri, inaspettatamente, fanno sapere soddisfatti gli organizzatori, molto partecipati. Con il professor Pier Paolo Bellini c’è stata la guida all’ascolto di Mozart e Leopardi. Il giornalista Antonio Socci ha presentato il libro “Il mistero di Padre Pio”. Mentre Silvio Cattarina ha testimoniato sulla comunità di recupero per tossico-dipendenti “l’Inprevisto”. Affollata la lezione sul “Caravaggio” col professor Alessandro Zuccari, docente di Storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma. Emanuela Marinella invece li ha condotti nel mistero della Sacra Sindone. Non poteva mancare l’economia e la crisi degli ultimi due anni. Invitato: Marco Cobianchi.
In futuro vorrebbero ripetere una serata con Bellini, un’altra sul lavoro e l’emergenza educativa e incontrare Maria Gloria Riva.




Marcello Morosini, allenatore di vita

Eh sì, ho dieci anni quando Lui, ala destra dell’Audax, esibisce scatto breve e tiro al fulmicotone! E pochi di più quando gioca a casa nostra (una sorta di arena permanente) con mio fratello e compagnia. A pallone, lippa, ping-pong, mercante in fiera, roulette, pallavolo… tutto!
Per tentare di sbrogliare l’intricata matassa, pri zpgnè la togna, attingo e copio da facebook. Sì, avete capito bene, da facebook il monumentale (*) socialnetwork. Dove ex giocatori di calcio, suoi allievi, udite udite, hanno dedicato a Lui, vivente, una pagina.
…“Una persona cara, un sorriso e un modo schietto di comunicare… un uomo che per noi è stato davvero importante”… “Un commento su Marcello Morosini? ‘THIS IS A MISTER’… con queste semplici parole è giusto rendere merito a chi per me, ma credo per molti altri miei coetanei, ha rappresentato quasi un’icona per il calcio giovanile…”. “Allenatore preparato tatticamente e soprattutto tecnicamente come nessun altro… anche alla domenica per la partita era una spanna sopra gli altri… “Impeccabile in giacca e cravatta, unico allenatore che non aveva bisogno di urlare…”. Beh, se “chisto pe te non è o bene me sai dìcere o bene che l’è? – cantava Di Capri – “… Guarda, in fondo penso che Marcello Morosini sia la persona che ha fatto diventare mio fratello un uomo”.
..Ma allora, più ancora che amore, STIMA! Il Marcello EDUCATORE ha centrato il Suo obiettivo, vinto la partita!
(*) “Monumentale” è lo stadio del River Plate, la mitica squadra argentina. Di cui, grazie al Calcio Illustrato, conosceva vita e miracoli. “La delantera (l’attacco) River formava così: Muñoz, Moreno, Di Stefano, Labruna e Loustau”- ci ripetiamo di continuo.
Tra parentesi. A Di Stefano anziano, spesso chiedono chi sia stato il migliore fra lui e Pelè: “Non so, ma entrambi siamo uno scalino sotto a Pedernera, mio predecessore alla guida del River” (vero Duèrd?).
Aver attinto alla inesauribile fonte sudamericana, essersi cioè, “formato sui classici”, matura in Marcello una raffinata, particolare sensibilità verso il CALCIO… un insopprimibile bisogno di insegnarlo!
L’amato River indossa la famosa “camiseta” bianca con banda rossa in diagonale. Il Torino post tragedia, gemellato col River, ne fa la divisa di riserva. Marcello è tifoso granata. Ora, sapete l’origine del nome e dei colori del Superga (la squèdra dal prét) fondata nel 1954, don Angelo parroco e mecenate.
..Siamo ai tempi della Domus (non ricordo mai se mea o nostra), l’immenso bar della parrocchia. Lo gestisce la famiglia Staccoli: il frizzante, simpatico Attilio, la paciosa Giulia, ma soprattutto la giovane, allegra, dinamica Luisa.
“Ma questo dove vuole arrivare?”- diceva Totò.
Va bene, taglio corto. Marcello (ore e ore appoggiato al frigo a bisbigliare) non si lascia sfuggire la più grande fortuna della Sua vita. Si fidanza con Luisa… Che pantagruelica mangiata di pesce, per l’inevitabile addio al celibato!
E’ una questione di gerarchie. Alla Domus, non solo calcio, non solo amore! Le stabilisce l’abilità. Marcello bravo enigmista è prima spalla di “Piquillo” Ghironzi, numero uno nazionale. Io, un mezzo cane, del forte Marcello a tressette. E meno male che gli abituali avversari, non sono che Staccoli, Adelio, Sergio, Moretti! Tutti coalizzati però, a rifilare assi a Toni (il mitico Rasmén), nel rovescino di mezzanotte, attorno alla infuocata Warm morning. Gestore ormai Burghìn. Direttore della estemporanea banda “La canocia” principe della battuta e… primo capitano del rinato Superga 63.
Con questa squadra, con i raga del ’50, (primo capolavoro) Marcello inizia l’avventura di mister, si tuffa a capofitto a compiere la Sua “missione”! L’umana ingratitudine lo ferma dopo 40 anni di fortunata, proficua milizia.
Delle forzate “pantofole” beneficiano Luisa, regina della casa e cuoca di rango. Il giudice Piergiorgio, l’architetto Raffaella, il giornalista Gianmarco. La Sua Famiglia, Suo trionfo di Uomo… Giova a Lui, invece, il Suo Lupo, fedele amico dell’ultima età.
Ora così i vecchi pupilli lo piangono su facebook: “…Ripeto, vorrei scrivere di più, ma in questo momento le parole più importanti coincidono con i silenziosi e privati pensieri che riguardano questa preziosa persona per cui nutro un enorme rispetto, grazie”.
…Parlare dei difetti? Un esaggerato (come dicono a Napoli) delle virtù, Marcello. Ma perciò lo abbiamo amato, lo amiamo!

MARCELLO NOSTRO
– Improvvisa, pesante, si diffonde la notizia: l’è mort Marcello!
Quando scompare un AMICO, si tenta, noi amici, di ricordarLo agli altri, di raccontare di Lui alla gente. “a fèn un manifèst burdèl”. Ma la quantità dei fatti pretenderebbe un romanzo, la loro bellezza, un poema. Non possiamo, non sappiamo. Il tressette, i rebus, il CALCIO? Niente, niente, troppa roba: cus ca zcurin a fè! Lo faremo in chiesa, fra noi, sommessamente. Lì sgomenti, spaesati, mentre una lacrima scende, ci diremo: che grande amico, che amico grande! A Luisa, Piergiorgio, Raffaella, Gianmarco, simboli del Suo successo di Uomo, stringiamo forte la mano, diamo un bacio fraterno. A nome di tutti
Guido e Sergio




Amarcord di Dorigo Vanzolini