Solare, dalla ricarica per cellulari ai pannelli industriali

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L’INTERVISTA

di Matteo Marini

– Hanno cominciato da un “giocattolino” grande come un foglio A4, che serve per ricaricare cellulare e iPod, sono diventati una delle aziende più importanti nel settore della progettazione e installazione dei pannelli fotovoltaici. La storia di “Ubisol” comincia nel 2005, quando due giovani studenti di ingegneria a Bologna, Francesco Rinaldi e Luca Ciccarelli, vincono il premio nuova impresa a Rimini grazie a Easysun, il dispositivo portatile che permette di ricaricare piccoli apparecchi elettronici grazie alla luce del sole.
Il sogno di produrre in serie e commercializzare Easysun resta chiuso nel cassetto, ma loro, con i 20.000 euro del premio, costituiscono una Srl e si lanciano nell’avventura del fotovoltaico. È il 2006, nasce “Ubisol” per studiare e promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili. Cavalcando l’onda degli incentivi introdotti dalla legge Bersani cominciano le installazioni dei pannelli. Prima a casa propria e di amici con un piccolo investimento per acquistare il materiale. Poi il lavoro comincia a crescere, e con esso i guadagni.
Una progressione esponenziale. “Ubisol” ha fatturato 150.000 euro nel 2007, un milione di euro nel 2008 e si avvicina ai 2 milioni quest’anno. Nel 2007 data la mole di lavoro crescente, entrano anche altri due soci, Marco Polazzi e Matteo Ronconi. Sono loro quattro (giovanissimi, dai 28 ai 36 anni) l’anima della società, una realtà piccola (hanno due dipendenti e qualche altro collaboratore a chiamata) ma dalle potenzialità enormi. “Diciamo che siamo stati anche fortunati – ammette con un sorriso Francesco Rinaldi, fondatore e ora amministratore delegato della “Ubisol” – perché la legge Bersani rende molto conveniente passare al fotovoltaico. Con un investimento di circa 16.000 euro a 20 anni è possibile realizzare un utile netto di quasi 30.000 euro, tra risparmio sulla bolletta e vendita di energia alla rete”. Per facilitare l’accesso alle energie alternative “Ubisol” ha stipulato una partnership con Eticredito, la seconda banca etica italiana, che finanzia la spesa totale dell’impianto: “La spesa del finanziamento viene annullata totalmente dal risparmio sulla bolletta”, spiega Francesco.
Il fotovoltaico in Italia ha toccato ancora pochi cuori ma la tendenza è in forte aumento, alla fine del 2009 si dovrebbero contare infatti i 70.000 impianti, oltre 5.000 solo nella nostra regione.
“Entro il 2013 l’Emilia Romagna sarà la prima regione italiana nell’utilizzo del fotovoltaico”. Lo ha detto Vasco Errani proprio durante l’inaugurazione della nuova sede di Ubisol, sulla vecchia via che porta a San Marino. Fino a un paio di mesi fa stava in uno scantinato. Poi la necessità di cercare uno spazio più ampio per l’enorme mole di lavoro ed ecco la nuova “casa” di Ubisol, naturalmente classe A, a impatto zero, grazie a pompe di calore ed energia solare. Ma il capannone in via dello Stambecco sembra già troppo piccolo, già pensano di “sfondare” una parete e prendersene un altro pezzo: in pochi anni l’impresa ha fatto passi da gigante e le prospettive sono ancora in ascesa. “Per ora abbiamo un paio di dipendenti, contiamo di assumere ancora nel 2010 però non vogliamo esagerare – spiega Luca Ciccarelli – perché nel 2011 scadrà il periodo di incentivi statali e il mercato per forza di cose avrà un rallentamento”.
Luca e Francesco sono figli d’arte. I loro papà sono ingegneri, hanno partecipato alla realizzazione di uno dei primi prototipi di impianto fotovoltaico in Italia, a Santa Aquilina, che ancora funziona.
“Avevano anche progettato piccoli pannelli per i lumini dei loculi – racconta Luca con un sorriso – per quei cimiteri che non sono raggiunti dalla luce elettrica. Una bella idea che però, come il nostro Easysun, non ha avuto attenzione da parte della grande produzione”.
“Ubisol” non fa solo progettazione e installazione di pannelli fotovoltaici, si occupa di energia pulita tout court, in particolare eolico e solare termico. Lo sfruttamento dell’energia del sole per produrre elettricità resta comunque il loro core business. “Nel 2007 abbiamo realizzato circa 50 impianti – spiega Francesco – tra i 60 e i 70 nel 2008 e arriveremo attorno ai 100 quest’anno. Per il 90 per cento sono piccoli impianti domestici, non superiori ai 90 Kw”.
La bella storia della giovane società riminese ci porta infine in Abruzzo, nelle terre devastate dal terremoto, e parla di solidarietà. Poggio Picenze è un paesino a circa 10 chilometri da L’Aquila. Il sisma del 6 aprile si è portato via 5 persone, tra cui tre bambini. La ricostruzione per loro riparte proprio dall’asilo del paese, che era andato completamente distrutto. Ubisol ha realizzato gratuitamente l’impianto fotovoltaico dello stabile in legno costruito grazie all’impegno di diverse aziende trevigiane, rispettando tutti i più moderni parametri di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. L’inaugurazione è avvenuta il 3 ottobre, assieme al sindaco e agli amministratori del paese anche chi ha realizzato materialmente il progetto. Tra loro Luca e Francesco, che hanno dato ma anche ricevuto tanto da questa esperienza: “Confrontarsi con chi ha perso tutto in pochi attimi, con persone e famiglie colpite da lutti terribili – è stata la loro riflessione – rappresenta una lezione di vita che non dimenticheremo. Siamo noi a dire grazie a Poggio Picenze e ai suoi cittadini per quello che ci hanno donato in termini di umanità”.

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