Oscar: “Con questa stagione ci potremmo rilanciare”

L’INTERVISTA

“La mia è una sensazione ed una ragionata con amici che da anni sceglievano Liguria e Toscana. Tutto il territorio deve essere unito. Solo insieme si vince la difficile sfida dei mercati. La nostra provincia è un naturale mega villaggio turistico”

– Sarà una stagione col vento in poppa. Sono le sensazioni e le conversazioni con gli amici che portano Oscar Del Bianco in tale direzione. La sua fucina di idee, qualità ed eleganza, il Block 60 di Riccione, nei cinque giorni di Pasqua ha fatto segnare un più 10 per cento di ricavi rispetto all’anno precedente che fu record.
Oscar Del Bianco è una delle icone delle capacità imprenditoriali che viaggia ben oltre i confini riccionesi. Ha sempre segnate tendenze e mode. E’ amico di una marea di bei nomi del mondo dello spettacolo, dell’economia. Qualche nome alla rinfusa: Albertino, Fiorello, Elio Fiorucci. E’ capace di fare lo sposalizio con i fichi secchi. Una ventina di anni fa ad esempio per tre giorni trasmise il logo Riccione per ore mentre si svolgeva una partita di Coppa Davis in Brasile. Era là in vacanza e pagò un ragazzo che agitava un cartello tutte le volte che veniva inquadrato dalle telecamere.
A chi gli chiede come sarà la stagione che verrà, argomenta: ‘Credo che questa crisi economica mondiale sarà un fatto positivo per noi. Mi spiego. Potrebbe sembrare una bestemmia ma non lo è. In tanti rinunceranno ai viaggi per mète più vicine e a buon mercato. Affermo queste cose per due ragioni. La prima è soltanto una sensazione. Un sentire, che passa per la sensibilità e per il nostro negozio.
Invece, la seconda ragione è il frutto di discussioni avute con gli amici che sono venuti a Riccione la scorsa Pasqua e mancavano da 5-10 anni. In coro hanno affermato che qui si sta bene, che siamo gentili, che c’è un ottimo rapporto tra la nostra qualità ed i prezzi. E che siamo più appetibili di Liguria e Toscana. Soprattutto, hanno detto che sarebbero tornati durante l’estate. E questa oltre che per noi, è anche una fortuna per i nostri politici che senza meriti si ritrovano col vento in poppa. Per sfruttare al meglio l’occasione gli amministratori sono chiamati a gestire al meglio e non ricadere negli errori di sempre”.
Quali sono gli errori di sempre?
“Innanzitutto l’individualismo dei comuni: Rimini contro Riccione, Riccione contro Cattolica, la costa contro l’entroterra. Insomma, dobbiamo fare sistema, una parola abusata che non mi piace. In un sistema globale, le singole cittadine non possono che non andare da nessuna parte. Uniti, insieme a costa-entroterra, possiamo offrire un prodotto turistico di primo livello. La nostra provincia è un immenso e naturale villaggio-vacanza”.
Che cosa intende con immenso villaggio-vacanze?
“Un luogo dove si ha tutto, dove si può fare sport, vela, golf, dove ci sono i ristoranti giusti, gli agriturismi tipici. In più abbiamo l’autodromo, un aeroporto a portata di mano, che se usato in maniera intelligente, come navetta, ti permette di raggiungere le città d’arte più belle del mondo in pochi minuti. E’ così impossibile pensare i 20 comuni della provincia di Rimini come un solo insieme? Ma poi abbiamo che due città, Rimini e Riccione, si costruiscono due palazzi dei congressi. Un non senso. Noi siamo come un’orchestra: tanti orchestrali ma un solo direttore, altrimenti si rischia il caos”.
Che ruolo per Riccione?
“Deve stare dentro l’insieme. Non possiamo difendere il nostro orticello, come è nella natura dei nostri commercianti. Ai colleghi di viale Ceccarini dico che dobbiamo rimettere in piedi il vecchio consorzio e tutti devono pensare ad investire, per proporre mostre, spettacoli, cose anche banali. Ma tutte richiedono energie e danaro. In contemporanea dobbiamo fare anche promozione per far sapere che cosa facciamo, altrimenti non servono gli eventi. E’ nei momenti di crisi che bisogna avere la forza e la lungimiranza di muoversi; così spiazziamo gli altri per raccogliere quando l’economia riprende”.
Lei fa moda, che cosa è per lei?
“Anche questa è un’altra parola che non mi piace, come la denominazione boutique. Sono del parere che ognuno si deve vestire con le cose che gli piacciano e che gli stiano bene. Poi se uno viene nel tuo contenitore allora vuol dire che ci hai preso. Con Block 60 siamo stati bravi ad inventarci questa cosa fino a farla diventare un punto di riferimento per i giovani e per le famiglie”.

Chi volesse dialogare con Oscar: dboscarino@libero.it

9,6% del Pil
(Prodotto interno lordo)

Turismo, il 10% del Pil

– L’industria delle vacanze italiane vale il 9,6 per centod el Pil (il 30 nella provincia di Rimini) nelle previsioni 2009. Impiega direttamente circa 2,5 milioni di addetti. Le entrate nel 2008 sono diminuite del 5 per cento, pari a 5,2 miliardi di euro.

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